Chi vincerà Sanremo 2011?
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Oggi analizzeremo uno dei brani più controversi della storia della musica internazionale, ovver “Somebody told me“, successone dei Killers. Senza perderci in tanti fronzoli partiamo con l’analisi.
Mi sto rompendo l’osso del collo solo per sapere come ti chiami Ho ballato 17 pezzi e ne ho abbastanza di questo gioco Mi sto rompendo l’osso del collo solo per sapere come ti chiami Ma il paradiso non è a portata di mano in un posto come questo
Si presume che ballando 17 pezzi il tipo sia dentro una discoteca, ma dev’essere una discoteca strana se rischia di rompersi l’osso del collo oppure è un atto masochistico per farsi dire il nome del suo interlocutore di sesso indefinito.
E sappiate, inoltre, che in discoteca, al contrario di quanto molti di voi pensano, il paradiso non è a portata di mano.
Qualsiasi cosa andrebbe bene ma non gioire troppo, potresti fallire Perché il paradiso non è a portata di mano in un posto come questo Ho detto che il paradiso non è a portata di mano in un posto come questo
Abbiamo qui una contrapposizione di ottimismo-pessimismo, le cose che possono andare bene ma il fallimento potrebbe essere imminente. E continua a ricordare che il paradiso non è a portata di mano e lo ribadisce, con tono un pò più nervoso. Sarà colpa dell’osso del collo.
Facciamo ancora festa, facciamo ancora festa stasera Non avrei mai pensato di poter permettere che un pettegolezzo rovinasse il mio chiaro di luna.
Nonostante tutto è meglio fregarsene e festeggiare. E qui scopriamo che un pettegolezzo ha rovinato la sua serenità, quello che lui chiama il suo chiaro di luna. Adesso siete tutti curiosi di sapere qual è il pettegolezzo e ve lo svelerò, dopotutto il titolo della canzone è “qualcuno mi ha detto”.
Beh, qualcuno mi ha detto che avevi un ragazzo Che assomigliava alla ragazza Con cui stavo a febbraio dell’anno scorso Non è un segreto, ne ho le prove.
Qui la storia diventa contorta ragazzi. E’ da anni che gli specialisti si interrogano sulla questione ma non se ne viene fuori.
Qualcuno gli ha detto: punto primo, aveva un ragazzo; punto secondo, il ragazzo assomigliava ad una ragazza; punto terzo, questa ragazza stava con il cantantore a febbraio dell’anno prima; punto quarto, lui ne ha le prove.
Avete ben capito? No dico, avete ben capito di cosa si tratta?
Dopo questa sconvolgente rivelazione il tipo prosegue:
Sono pronto a buttarmi in una nuova storia Ho pagato il mio prezzo e me ne vado senza di te Perché il paradiso non è a portata di mano in un posto come questo Ho detto che il paradiso non è a portata di mano in un posto come questo
Vuole ricominciare da capo, ha fatto un errore da trauma ma questo è il prezzo da pagare per la rinascita, sempre ricordandovi che il paradiso non è a portata di mano. Il cantante conclude così la sua operetta ripetendo quello che gli è stato detto e ancora, devo dire, non ci ho capito molto o forse è meglio non capire.
I pettegoli del "rock"
Quest’oggi vi propongo un brano molto discusso, un pò come tutti i suoi, della nostra cara Tantangelo Anna. Trattasi della canzone a sfondo omosessuale che teoricamente voleva essere solidale nei confronti di questo mondo tanto temuto e si è trasformata in una vera e propria tragedia.
Il mio amico che non dorme mai di notte Resta sveglio fino a quando da mattina Con il viso stanco e ancora di po’ Di trucco lascia I sogni chiusi dentro ad un cuscino Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi Per guardare chi non c’è Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me
Il suo amico che se non dorme mai di notte molto probabilmente dormirà di giorno, ancora molto probabilmente dev’essere una drag queen che molto stancamente va a dormire senza struccarsi. Un tempo i sogni erano chiusi nel cassetto, ma si sa che i tempi cambiano e con l’omofobia che impazza i sogni uno se li mette nel cuscino che non si sa mai. La luce dentro agli occhi del suo amico serve per avere le allucinazioni. La Tatangelo dimostra anche di avere delle manie di grandezza perchè sostiene che questo suo amico voglia emularla in tutto e per tutto. Non ci avrà mica provato con Gigi?
Il mio amico s’incammina per la strada Fa un accenno e ti saluta col sorriso Nel suo sguardo attento e un poco malizioso Per avvicinarsi trova mille scuse Il mio amico avvolto dentro l’amarezza Mi fa tanta tenerezza Anche quando nasce l’alba più sicura Poi di notte gli regala la paura
Il suo amico cammina per la strada. E’ una tipica azione omosessuale. Difatti il suo amico cerca di avere incontri ravvicinati del terzo tipo inventando una serie di scuse per le quali molto probabilmente dopo verrà linciato. Annina però s’intenerisce e c’è una frase un pò tizianesca su un’alba sicura che di notte regala paura.
Dimmi che male c’è Se ami un altro come te L’amore non ha sesso Il brivido è lo stesso O forse un po’ di più Dimmi che male c’è Se ami un altro come te Se il cuore batte forte Dà la vita a quella morte che vive dentro te…
All’apice della sua creatività, Anna si chiede che male ci sia ad essere gaii. Infatti non c’è nessun male. Il male è che tu scrivi delle orripilanti canzoni per loro. Il brivido provato da un gay innamorato è uguale a quello di un etero o è anche di più?
Interrogativi da sottoporre ai migliori esperti nel campo.
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto E si lascia accarezzare come un gatto Il mio amico mi confida le sue cose Anche quelle che non sa Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso Spera sempre in quell’amore che non ha
Questo amico vive di macanze. Cornutello il poveretto chiede asilo politico nel letto di Anna. Senza che Gigi (evidentemente) protesti, rimane a dormire con lei ed in mancanza di altro lascia che Anna lo accarezzi e lo usi come un animale domestico. E poi ci vengono a dire che l’ha scritta a favore…
Il suo amico che vive di mancanza e guarda le cose che non ci sono, confida anche le cose che non sa e al posto di spegnere la luce prima di dormire, spegne il suo sorriso. E chissà perchè questo accade guardando Anna.
Nel cammino dell’amore Scende sempre quel dolore dentro te C’è chi ti guarda con disprezzo Perché ha il cuore di un pupazzo dentro Se a chi dice che non sei normale Tu non piangere su quello che non sei Lui non sa che pure tu sei Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Anna lo mette in guardia, dice di diffidare da quella gente che pensa male di lui, perchè ha il cuore di un pupazzo dentro. A parte che i pupazzi non ce l’hanno il cuore, forse voleva dire questo. Il suo amico che soffre di mancanze non deve soffermarsi su quello che non è, altrimenti aggiungendo il tutto a quello che non vede e a quello che non sa, ne viene fuori un bel casino. C’è una serie di “sei” “non sei” “siamo” che altro che Amleto. La conclusione è che siamo tutti belli e tutti perfetti perchè dio ci volle così.
Anna e le sue mancanze che sono state riempite
Abbiamo toccato degli intoccabili della musica italiana, ma stavamo per tralasciare uno dei più importanti.
La più depressa, sfigata urlatrice di tutte le cantantesse, Laura Pausini. La inauguriamo con uno dei suoi pezzi più celebri, più cantati, modificati ecc. ecc.: La solitudine.
Avevamo visto l’adolescenza travagliata di Ambra, ma qui di materiale d’amori perduti ne abbiamo a bizzeffe. Marco se n’è andato e non ritorna più Il treno delle 7:30 senza lui È un cuore di metallo senza l’anima Nel freddo del mattino grigio di città
Una Laura Pausini ancora in fasce alla mattina si reca alla mela mangiando i libri di scuola ma Marco non c’è. Da anni ci si interroga su questa misteriosa sparizione e sono state tirate fuori le ipotesi più ipotizzate, ma non se n’è mai saputo niente.
A scuola il banco è vuoto, Marco è dentro me È dolce il suo respiro fra i pensieri miei Distanze enormi sembrano dividerci Ma il cuore batte forte dentro me
Marco, che si deduce essere stato un compagno di scuola della Pausini, non c’è e l’abbiamo capito. Ma Laura ci ha Marco incorporato e lo sente respirare tra i suoi pensieri e anche se non c’è più lei si emoziona solo all’idea del suo Marco, il nome più abusato della musica italiana. Cosicchè lei comincia a porsi una serie di domande:
Chissà se tu mi penserai Se con i tuoi non parli mai Se ti nascondi come me Sfuggi gli sguardi e te ne stai
Rinchiuso in camera e non vuoi mangiare Stringi forte al te il cuscino Piangi non lo sai Quanto altro male ti farà la solitudine
Marco è un tipo chiuso che non si sfoga con nessuno nè tantomeno con i genitori. Dev’essere successo qualcosa di grave poichè non mangia, piange inconsapevole del dolore della solitudine. Nonostante Marco sia distante, Laura grazie ai suoi superpoteri del pensiero, riesce a vedere nitide queste scene di solitarietà struggente di quest’uomo in erba dilaniato dall’ammore.
Marco nel mio diario ho una fotografia Hai gli occhi di bambino un poco timido La stringo forte al cuore e sento che ci sei Fra i compiti d’inglese e matematica
Laura come tutte le adolescenti dell’epoca, tiene una foto del suo innamorato nel diario e si distrae, stringendo forte la foto al petto anzichè pensare al simple present e alle equazioni.
Tuo padre e suoi consigli che monotonia Lui col suo lavoro ti ha portato via Di certo il tuo parere non l’ha chiesto mai Ha detto un giorno tu mi capirai
Laura sa con chi prendersela. E’ qui che scopriamo a cosa è dovuta la distanza forzata. Il padre di Marco è andato a lavorare altrove e con spietatezza ha distrutto una storia d’amore che poteva evolversi e diventare qualcosa di bellissimo, invece ha portato il figlio alla depressione.
A scuola non ne posso più E i pomeriggi senza te Studiare è inutile tutte le idee Si affollano su te
Non è possibile dividere La vita di noi due Ti prego aspettami amore mio Ma illuderti non so
La solitudine fra noi Questo silenzio dentro me È l’inquietudine di vivere La vita senza te
Ti prego aspettami perché Non posso stare senza te Non è possibile dividere La storia di noi due
La situazione è diventata insopportabile, tant’è che Laura non sa come gestirla. I due giovinetti si disperano e si promettono attese che forse finiranno in qualche altra canzone della Pausini ma nel frattempo la spietatezza di un padre ha infranto due cuori e straziato le orecchie di un intero Paese.
Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare
Questa volta per analizzare il brano musicale passiamo all’internescional e soprattutto ad una delle hit del momento. Si tratta della trashissima Lady Gaga, fenomeno passeggero e alquanto fastidioso, più pornosoft che musicale.
Il brano in questione è “Paparazzi“, titolo che non necessita di traduzione, del quale esiste un discutibilissimo video, che contraddistingue lo stile e il “buon”gusto della cantantessa più brutta del mondo dopo Susan Boyle.
Ne estrapoliamo alcuni pezzi, che indicano la profondità della tematica.
scattarti una foto è magico noi due assieme saremmo fantastici pelle e jeans un orologio sul mio polso non sono sicuro di cosa significa
Pelle e Jeans è grande stile, e qualcuno spieghi a questa donna perchè si usa indossare l’orologio sul polso e non sulla caviglia.
sono la tua più grande fan ti seguirò finchè non mi amerai, papa-paparazzi tesoro, non c’è nessun’altra superstar che sappia che io sarò una papa-paparazza
Lady Gaga è tranquillamente denunciabile per stolching, è la più grande fan di qualcuno di indefinito ma promette la persecuzione, a costo di diventare paparazza. Che non è un bel mestiere eh, ma qualcuno deve pur farlo.
ti prometto che sarò gentile ma non mi fermerò finchè il ragazzo non sarà mio tesoro sei famoso e ti seguirò finchè non mi amerai, papa-paparazzi
Nonostante tutto, la pressione fatta da Lady Gaga sarà di tipo docile in modo da non indurre la vittima a chiamare aiuto. La pressione psicologica piano piano le permetterà di ottenere quel che vuole e ciò è dovuto all’importanza che ha nel mondo il malcapitato del momento.
sarò la ragazza dietro le quinte del tuo spettacolo corde e chitarre, si perchè sai che sto iniziando i servizi accendo le tue sigarette l’ombra è bruciata, ? le mie ciglia sono asciutte ma quando tocco quel ? non lascio tracce amarti mi sta uccidendo perchè tesoro tu sai che io…
Dopo l’elenco di cose da fare per essere un perfetto segugio, Lady Gaga ha pure il coraggio di sostenere che questo amore la sta uccidendo, il che provoca la pelle d’oca. La donnetta ha più problemi di Britney Spears, che qualcuno chiami i soccorsi.
siamo oro, stiamo ballando nello studio che colpo, che colpo quello schifo che passano per radio non fermarti, lascia che torni indietro siamo plastica ma continuiamo a divertirci
Concludo con questo bellissimo pezzo. Tra “siamo oro, “siamo plastica” e “siamo folla” anche questo è uno di quei personaggi che soffre di sdoppiamento della personalità. Ma la frase che più lascia allibiti è “quello schifo che passano per radio”. Mica si starà riferendo a “Poker face”?
Lady Gaga mentre diventa plastica
Dedicata all’anagramma di Antonio.
Sto per rendervi partecipi di una nuova rivelazione nel campo delle genialate musicali. Se il verde coniglio, l’anagramma del SUO nome e le denunce di Gigi D’Alessio vi avevano stupiti, ebbene ancora non avete visto niente. Se siete ancora increduli e dubbiosi, sappiate che si può andare ben oltre la cromaticità animale, i giochi linguistici e la giustizia napoletana. Oggi vi presento Marco Masini, noto porta-sfiga della musica italiana. Anche se non sono superstiziosa, voglio mettere però in dubbio le sue capacità musicali. Oltre ad aver distrutto un pezzo storico, quale “Nothing Else Matters” dei Metallica (mica “finchè la barca va” della Berti), ci lascia un pezzo di poesia senza precedenti. Procediamo con l’analisi.
La traduzione italiana della cover di Masini è “E chi se ne frega”.
Lo so che il tempo lo sa che siamo nascosti qua, in fuga dalla realtà, e chi se ne frega.
L’io cosciente di Marco Civetta è talmente cosciente da essere cosciente della coscienza del tempo. Il tempo sa dove Marco Masini e qualcun altro si nascondono, nel tentativo di fuggire dalla realtà. Forse rinchiusi in una stanza con il giusto dosaggio di eroina, forse dentro una distilleria di whiskey. Ma chi se ne frega.
L’iguana dei passi tuoi, il tuo inguine di viva orchidea, dove annegano gli occhi miei e il tempo si ambigua. [E il tempo si ambigua...]
Qui la poesia diventa addirittura sublime. Cosa vorrà mai dire “l’iguana dei passi tuoi”?? E vogliamo parlare dell’inguine di viva orchidea? E’ là che si annegano gli occhi decisamente in fase convulsionistico-delirante, mentre il tempo si ambigua (?).
Mah.
Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,] abbracciato a una croce, tu, [abbracciato a una cruce, tu,] mentre il sole riallaga il blu, [mentre il sole riallaga il blu,] e chi se ne frega. [e chi se ne frega.]
Masini deciso non intende muoversi dal suo complemento di stato in luogo e partono gli echini. Abbracciato ad una croce come un cristo sofferente, c’è quel “tu” e inanto Masini vede il sole farsi spazio nel blu, allargandolo, ma continua, da buon italiano, a fregarsene. Voglio quello che vuoi tu, [Voglio quello che vuoi tu,] voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho] e l’avrò! [e l'avrò!]
Masini in quest’istante perde la sua originalità e vuole quello che “tu” vuole, oltre ad avere il tempo che non ha. Non si sa come, ma lui sa che potrà recuperarlo.
Il tempo ai cani e la polizia, sbaranzia e dietrologia, fa che insegua la nostra scia, e chi se ne frega. [E chi se ne frega...]
Il tempo che prima Masini voleva a tutti i costi, adesso è affidato ai cani ed alla polizia. Credo che con questa canzone Marco dei nostri cuori si sia aggiudicato un posto tra le news del vocabolario italiano. Se cercate “Sbaranzia” su google, esce il testo di questa canzone come risultato. Non sto scherzando. “Dietrologia” invece è un termine esistente, anche se nemmeno i più esperti riescono a dargli un senso adeguato all’interno del contesto. Qualcosa di indefinito deve seguire la loro scia, ma chi se ne frega.
Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,] neanche se te ne andassi tu, [neanche se te ne andassi tu,] su quest’erba che guarda in su [su quest'erba che guarda in su] e sembra che prega. [e sembra che prega.]
Masini continua ostinato a non volersene andare dal luogo in cui si trova, su quell’erba che guarda in su e che sembra che prega. Vorrei porre l’accento sulla grammaticità della questione.
La canzone si conclude con il tempo consapevole. Siccome ritengo che quei versi siano particolarmente geniali, ve li ripropongo in attesa di sentirvi cantare per le strade che tutti quanti ve ne fregate. Lo so che il tempo lo sa che siamo nascosti qua e se vuoi ci raggiungerà, ma chi se ne frega!
Marco Masini non si sposterà
Dopo il record registrato dalla vendita dei biglietti del film-documentario “This is it” su Michael Jackson, mi pareva il minimo offrire una versione Jacksoniana di Manet.