Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Buon Natale con le coliche canore

Questa volta non mi dedicherò all’autopsia di un brano perché purtroppo non dispongo della mia consueta mezz’ora di tempo da sprecare, ma voglio inaugurare una nuova rubrica che servirà a condividere con voi determinati brani o soggetti canori, per poi evitarli come la peste.

Si tratta delle coliche canore, patologie ricorrenti nel nostro Paese e non. Noi abbiamo deciso di abbattere questo muro di terrore nei loro confronti ed esorcizzarle una volta per tutte.

Una colica canora è un tipo di voce o un intero brano che per la sua bruttezza o proprio per la suddetta voce, rende l’ausculto una sofferenza, un martirio. Per fare qualche esempio, la voce di Giuliano Sangiorgi, in qualche caso quella di Laura Pausini e quasi sempre quella di Mariah Carey insieme ai versetti di Tiziano Notizia, sono delle vere e proprie coliche canore. Ascoltate “Amami” nella versione di Giovanni Lindo Ferretti e scoprirete l’essenza di una colica canora.

Però, nella nostra natura per certi aspetti masochistica, ci sono delle coliche che riusciamo ad ascoltare proprio perché vogliamo farci male. Altre le usiamo per fare del male. E’ risaputo che i brani di Nino D’Angelo vengono utilizzati come strumento di tortura a Guantanamo.

Visto che siamo in periodo natalizio e voglio essere buona, inauguro la rubrica e colgo l’occasione per farvi i miei migliori auguri di Natale e anche per il nuovo anno, nel caso non riuscissi a tornare in tempo.

Tra le mie coliche canore preferite, ci sono la voce e i brani di Billy Corgan, quindi buon Natale e buone feste in generale da Autopsiecanore.com, con una colica tutta per voi.

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