Chi vincerà Sanremo 2011?
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Partiamo dal presupposto che questo è un emerito capolavoro della canzone italiana. E poi prendiamo in considerazione anche il fatto che si tratta di una canzone incompresa e disprezzata dai più, prevalentemente per questioni “metriche”. Se Nek avesse ben pensato di accomunare le parole ad un ritmo che avrebbe dato loro il senso necessario per essere capite, tutto sarebbe andato diversamente. Ma procediamo pure con la nostra autopsia, benvenuti in sala.
Laura non c’e’ e’ andata via Laura non e’ piu’ cosa mia E te che sei qua mi chiedi perche’ L’amo se niente piu’ mi da
Il succo di questa canzone è che Nek è un uomo allo stato brado, sessualmente parlando. E’ privo di ogni capacità di contenimento. Laura lo ha lasciato e niente più gli dà, ma il nostro amico di Sassuolo si è già portato una nuova tizia in camera, una donna anonima con la quale si giustifica per le sue pene d’amore e gli istinti sbagliati.
Mi manca da spezzare il fiato Fa male e non lo sa Che non mi e’ mai passata Laura non c’e’ capisco che E’ stupido cercarla in te Io sto da schifo credi e non lo vorrei Stare con te e pensare a lei Stasera voglio stare acceso Andiamocene di la’ A forza di pensare ho fuso
Mettetevi nei panni della tizia, ma date pure a Nek il merito di tanta sincerità, la avverte subito e poi passa all’ultimatum, ma precisa comunque a chi sono rivolti i suoi sentimenti: vuole stare acceso e non pensare, la donnina sarà la sua valvola di sfogo. Chissà, un giorno di questi potremmo scoprire che Nek aveva ampiamente anticipato il fenomeno escort, chiamando donne a domicilio per dimenticare Laura.
Se vuoi ci amiamo adesso se vuoi Pero’ non e’ lo stesso fra di noi Da solo non mi basta stai con me Solo e’ strano che al suo posto ci sei te ci sei te
Concentriamoci sul “Da solo non mi basto”. La sincerità brutale di Nek fa quasi venire i brividi. Da solo non si basta, quindi significa che c’ha abbondantemente provato senza risultati. Mentre sta con un’altra, ha comunque la delicatezza di dirle che è strano stare con lei. Ha fatto proprio bene Laura a non esserci più, non siete forse d’accordo?
Laura dov’e’ mi manca sai Magari c’e’ un altro accanto a lei Giuro non ci ho pensato mai Che succedesse proprio a noi Lei si muove dentro un altro abbraccio Su di un corpo che non e’ piu’ il mio Io cosi non ce la faccio
Defaillance. Nel bel mezzo del rapporto Nek si blocca e ripensa a Laura, non riesce ancora a capacitarsi della fine della loro relazione ed inizia ad immaginare scene di passione della sua amata con un altro uomo, il pensiero gli blocca la libido, ed anche qualcos’altro. In realtà continua a chiedersi dove Laura sia, perché non c’è accorta che è malamente nascosta nell’armadio.
Forse e’ difficile cosi ma non so che cosa fare Credo che sia logico per quanto io provi a scappare.. Lei c’e’
Colpo di scena: in realtà Laura non è mai andata via. Pensavate, poveri illusi, che l’analisi di questo testo lasciasse trasparire delle insicurezze sessuali da parte di Nek, ma in realtà pone l’attenzione sulla figura di quella zozzerella di Laura, che ha messo in scena la fine del rapporto per costringere il suo uomo a stare con un’altra, per puro piacere dei sensi della protagonista di questo brano che, come conferma lo stesso Nek, è nella stanza e lui a certi giochetti non riesce a starci proprio.
Mi casca il mondo addosso e ora so C’e’ ancora il suo riflesso tra me e te Mi dispiace ma non posso Laura c’e’ Laura c’e' Mi dispiace ma non posso Laura c’e’ Laura c’e’
Nek preoccupato per le perversioni di Laura
Avviso: Il titolo di questo post non ha minimamente senso. Come questo post. E come questo blog. Evviva Vasco Rossi.
Ciao a tutti miei cari pazienti,
lo so che vi sono mancata ma ero in attesa di un’ispirazione fresca e confidavo proprio in Anna Tatangelo, che si è rivelata come sempre la migliore soluzione e ha appena sfornato un brano per il nostro ambulatorio. Si tratta di “Sensi“, una sorta di lezione di recupero per tutti quegli adulti che all’asilo, quando spiegavano olfatto, gusto, vista, udito e tatto, erano intenti a scaccolarsi o a barattare caramelle con denti da consegnare alla mafia delle fatine. Premettiamo che la Tatangelo è tornata più in forma che mai, nella forma di Kylie Minogue e diamo il via alla nostra autopsia:
Soddisfatto, gli occhi di un gatto Che adesso guardano me Qui nel letto come un sospetto Cosa farò senza te?
Come dicevo, la Tatangelo è tornata in forma e ci regala un brano che più nonsense di così c’è solo John Lennon fatto di LSD posseduto dal Mago Otelma. C’è un uomo nel letto della cantante e no, non è il suo amico che sogna di essere donna, lo deduciamo dal fatto che questo è soddisfatto dalle gesta tatangelesche, ma cosa vorrà mai dire “qui nel letto come un sospetto”? Forse, abituata all’amico gaio, la Tatangelo ha iniziato a temere che chiunque passi dal suo letto voglia diventare sua amica.
Questa stanza non può trattenerti però C’è del fuoco. Questo essere noi ogni volta che vuoi Dura poco… Ma ricomincia il gioco!
Qui entriamo nell’illogica razionale della nostra amata artista: una stanza con del fuoco, è ovvio che non possa trattenere nessuno, a meno che l’incendio non ostacoli l’uscita. Sul resto sorvoliamo, tanto è inutile sprecare aggeggi medici per esplicare situazioni inesplicabili, ma da quel “dura poco”, possiamo comprendere che l’amico che giace sul letto di Annina non sia un amante durevole e focoso, qui di infuocato c’è solo una stanza. Anna non demorde e spera nella ripresa.
Prendimi con l’olfatto con il tatto Con le tue bugie. Mangiami ma con gusto, Esaudisco le tue fantasie.
Per riprendere il gioco e per insegnare ai propri alunni a memorizzare i cinque sensi, la Tatangelo intona il ritornello dance, quello che ti entra facilmente in testa, quello che non vorresti mai sentire, se ci tieni alla tua incolumità mentale. Per conquistare Anna Tatangelo bastano due sensi e le bugie. Alle donne, si sa, la verità piace solo pour parler, sotto sotto amano l’uomo vigliacco e traditore. Nel caso in cui l’uomo che giace sul letto della nostra beneamata fosse un cannibale, lei si rivela talmente disponibile che si fa anche mangiare, ma spera che il tizio sia di buona forchetta, quantomeno potrà morire con soddisfazione ed autocompiacimento.
Non c’è una parte di me che resista Al tuo essere artista egoista Mi chiedo se fai una proposta, Se giochi e poi basta Comunque mi fido degli occhi, I tuoi occhi come specchi Che guardano me.
Come vedete, in seguito arriva la prova della disponibilità masochistica della Tatangelo, affetta da una particolare forma di Turuturu, la Turuturus masochistis deprimendis, che ha inizio con una depressione latente che poi sfocia in una incontrollabile crisi di nervi, seguita da insulti ed eventi da rinfacciare con infinita cattiveria: sei un egoista! Ah sì, per te era solo un gioco?!Cazzo ti guardi?! ecc. ecc.
Vai di fretta, c’è chi ti aspetta Ed io rimango con me. La tua voce quasi una croce Mi dice “tempo non c’è” Ma la mia verità ricomincia da qua, Sono sola. La passione che c’è È qualcosa che poi mi divora, Ma certo non consola…
Ed ecco che qui si manifestano due fattori: lui ha un’altra donna e questo potrebbe essere un racconto postumo della relazione clandestina con Gigi D’Alessio quando era sposato con un’altra e quando cantava di neve che cade giù dal cielo ad agosto. Numero due: la Tatangelo, come Catherine Zeta-Jones, è bipolare e di questi tempi è roba che fa tendenza. Dalla giuoia, si passa allo sconforto.
Te ne vai soddisfatto come un gatto Senza fantasie. E non sai quanto male fanno al cuore Queste tue bugie.
Dopo aver ripetuto il ritornello per apprendere il nome dei sensi, ecco che l’uomo s’alza dal letto e se ne va. Non è ancora chiara quest’ostinazione della Tatangelo di definire i gatti come animali soddisfatti: solitamente sono castrati e grassi, c’è ben poco di cui rallegrarsi. E poi arriva la conferma della bipolarità della donna: il brano inizia con lei che chiede di essere presa a colpi di bugie, ma si conclude con la sofferenza della Tatangelo nell’avere di fronte un perverso menzognere.
Anna Tatangelo illustra i 10 sensi: 5 per ogni personalità
Visto che lo hanno già fatto i miei amicici di Melodicamente, non vedo perché non possa farlo anche io. Era da mesi che aspettavo questo momento e finalmente il nuovo testo di Anna Tatangelo è arrivato. La cosa che più mi fa lacrimare gli occhi, è che Anna non riesce mai a deludermi.
A Sanremo 2011, dal palco che l’ha lanciata nel mondo della musica e che deve agli italiani un risarcimento danni morali inestimabile, Anna Tatangelo canterà “Bastardo“. Sorge spontanea una domanda: a chi si starà rivolgendo? Forse il suo amico gay dell’altra canzone mentre dormiva con lei ha allungato troppo le mani? Forse Gigi ha commesso errori irrimediabili? Non lo sappiamo, forse la Tatangelo ce lo spiegherà direttamente, ma passiamo alle parti salienti di questo sublime testo.
C’è una ragione di più l’hai detto, ma che bravo ma questa parte di te davvero la ignoravo <———- non sarà mica la parte etero dell’amico gay?
Non me l’aspettavo davvero è come bere il più potente veleno è amaro non recuperare ti prego tanto più parli e ancora meno ti credo peccato lascia al silenzio la sua verità <——— Avvolte il silenzio vale più di mille parole. La Tatangelo dispensa buoni consigli ma continua a dare il cattivo esempio!
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Voglio dirti quello che sento farti morire nello stesso momento Bastardo voglio affrontarti senza fare un lamento voglio bruciarti con il fuoco che ho dentro per poi vederti cenere Bastardo <———- La Tatangelo esprime una rabbia tangibile e soprattutto udibile, però soffre di vigliaccheria, perché si augura che il bastardo in questione muoia mentre lei spiega le sue ragioni, non lascia spazio al contraddittorio.
Far soffiare su di te il vento io spezzata in due dal dolore mentre ti amavo tu facevi l’amore per gioco <——— Questa è davvero da bastardi, bastardo. lasciami sognare la vita l’hai detto tu quando è finita è finita io vado <——– Nonostante la giovane età, la Tatangelo è stata influenzata dal tragico neomelodismo napoletano del nuovo millennio, ma decide di abbandonare la partita sperando, come Cesare Cremonini, in un giorno migliore.
Chissà se un giorno poi mi passerà la rabbia che porto nel cuore voglio dirti quello che sento farti morire nello stesso momento Bastardo <——– Dalle pulsioni omicide della Tatangelo questa storia sembra destinata a non passare mai. E’ fortemente consigliato un aumento della sorveglianza dietro le quinte di Sanremo 2011.
vedere gli occhi tuoi in un mare profondo farti affogare nei singhiozzi del pianto e spingerti sempre più giù <——- In realtà la Tatangelo ha la mente offuscata dai suoi deliri da aspirante assassina. Vorrebbe vedere il soggetto della canzone annegare in mare e non si rende conto che una volta annegato in mare (perché se annegano gli occhi, a meno che non glieli abbia staccati, annega anche tutto il resto) non può annegare ulteriormente nel pianto. Bastardo ma purtroppo tocca a me soffrire, gridare, morire <—— … cantare. A noi tocca stare a sentire. tu hai preso senza dare mai noi la cosa che non vuoi maledetto sporco amore <——— Le parole della Tatangelo si fanno sempre più truci, potrebbe scattare la censura!
Voglio dirti quello che sento farti morire nello stesso momento Bastardo
e poi vederti cenere Bastardo ma purtroppo tocca a me soffrire, gridare, ti amo bastardo <——- Nel caso in cui il concetto non fosse chiaro.
Anna Tatangelo ha visto un bastardo
Questa volta ho voluto esagerare con un titolo epico per la mia nuova autopsia, perché mancavo da tanto tempo e so che avete un profondo bisogno di sapere che cosa è successo al mio ambulatorio.
Purtroppo anche se ci sono tanti pazienti, anche la sanità canora va a rotoli. Ma, per recuperare il tempo perduto, ho deciso di tornare agli antichi fasti e tirare fuori dal cilindro uno dei miei gruppi più forti: IO NEGRAMARO.
Il brano in questione è “Cade la pioggia“, cantanto insieme alla “s” serpentina di Jovanotti. Si tratta di un brano straordinariamente complesso, cercherò di sezionarlo con cura ed esplicare con chiarezza.
Cade la pioggia e tutto lava cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi rinfrescati se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
Di questi tempi l’inquinamento fa danni che non possiamo nemmeno immaginare. Le piogge acide fanno passi da gigante e sono capaci di disintegrare le ossa di un essere dell’entità di Giuliano Negramaro. La pioggia tuttavia è anche paradossale, perché lava pur essendo sporca e Giuliano e le genti che frequenta vivono in condizioni igieniche alquanto discutibili, tant’è che c’è qualcuno disposto a rinfrescarsi con la pioggia che, ripetiamo, è sporca.
Dimmi a che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione che muore in un angolo e non sa di noi
Molto probabilmente il vocalmente traumatizzato Giuliano si rivolge ad una sua fiamma disossata dalla pioggia. Quest’ultima non è la sola ad essere particolarmente complessa. La pioggia si contraddice, la passione decede e al contempo è totalmente inconsapevole degli esseri che governa. Ma com’è possibile? Chiederemo delucidazioni al Dr. Giacobbo.
Cade la pioggia e tutto tace lo vedi sento anch’io la pace Cade la pioggia e questa pace è solo acqua sporca e brace c’è aria fredda intorno a noi abbracciami se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
Al cadere della pioggia immaginiamo che tutto taccia per il semplice fatto che cancelli le cose e a quel punto Giuliano riesce a ritrovare la pace perduta, ma subito dopo un repentino sbalzo d’umore lo porta quasi ad inveire contro la pioggia, che continua ad essere sporca e addirittura è anche brace. Ma da dove salterà fuori? Un barbecue in paradiso? Ricordatevi che la pioggia è sporca, perché siamo arrivati alla parte fondamentale del pezzo:
E dimmi a che serve sperare se piove e non senti dolore come questa mia pelle che muore che cambia colore che cambia l’odore Tu dimmi poi che senso ha ora piangere piangere addosso a me che non so difendere questa mia brutta pelle così sporca tanto sporca com’è sporca questa pioggia sporca
Mentre piove e le ossa di Giuliano si dissolvono nell’atmosfera, il ragazzo non sente alcun dolore. Nonostante le ossa non ci siano più, la sua pelle cerca di resistere e, ormai putrefatta, cambia colore ed ovviamente cambia anche odore. Ricordatevi che la pioggia è sporca. In preda al panico pre mortem, il nostro cantante dimentica di avere la facoltà di utilizzare svariati termini estratti dal vocabolario della lingua italiana e l’unica parola che conosce realmente sembra essere “sporca”. Si tratta di un tipico caso di disilluminatio ispirationem, riscontrato soprattutto nei brani di Lady Gaga (nel suo caso associato ad una balbuzie irreversibile).
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto scrivi tu la fine io sono pronto non voglio stare sulla soglia della nostra vita guardare che è finita nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
La pelle di Giuliano da putrefatta e puzzolente è diventata bianca, il cantante dei Negramaro si è trasformato in un foglio di carta desideroso di inchiostro e di un finale che renda la pelle splendida. La parte più geniale dell’intero brano però è l’alzheimer precoce ed in stato iper-avanzato di questi due individui che ad ogni passo dimenticano i loro passi. Immaginate come ci si possa sentire a perdere la memoria ogni 2 secondi (anche meno) e a conoscere un solo vocabolo: sporca.
la strada che noi abbiamo fatto insieme gettando sulla pietra il nostro seme a ucciderci a ogni notte dopo rabbia gocce di pioggia calde sulla sabbia
Il fatto che ai due tizi sia venuto l’alzheimer è forse conseguenza di un mancato metaforico pollice verde. La pioggia non è più sporca, ma cade sulla sabbia.
amore, amore mio questa passione passata come fame ad un leone dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi tu non ricordi ma eravamo noi noi due abbracciati fermi nella pioggia mentre tutti correvano al riparo e il nostro amore è polvere da sparo il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto ma scrivi tu la fine io sono pronto
Anche se Giuliano vuole mettere a disposizione la sua pelle bianca per scrivere la fine del racconto, non dimentichiamo che preferirebbe veder tornare il suo amore pur sottoforma di fango. Riscontriamo, quindi, un’altra contraddizione irreversibile.
Vogliamo anche portare l’attenzione sul leone che non ha più fame e su un’altra parola chiave del testo preso in analisi: le ossa sono uno dei pilastri che tengono in piedi il brano, questa volta il leone è stato però più clemente della pioggia e le ha sputate, contribuendo al proseguo della catena alimentare, lasciando un boccone per gli avvoltoi.
L’accostamento tra il leone e due ebeti sotto la pioggia che non aspettano altro che la broncopolmonite non è chiaro, un’equipe di professionisti sta cercando di decifrare il probabile codice che potrebbe nascondersi tra i versi, ma fino ad ora il risultato è unico e molto probabilmente immutabile: senso non pervenuto.
I Negramaro imitano i Negrita
Dopo tutte le perle che sono passate dal tavolo operatorio, non potevo lasciar perdere anche gli 883, gruppo che mi ha accompagnata per tutta l’infanzia e un po’ anche in adolescenza e forse per questo si spiegano molte cose.
Così almeno non mi sento dire sempre che me la prendo con i talenti di Amici, stavolta me la prendo con Max Pezzali e il suo cappellino. E la canzone in questione è “Tieni il tempo“, canzoncina che vi rende musicalmente incontinenti, non si può fare a meno di iniziare a saltellare. Ah, quanti ricordi!
[Io copio e incollo i testi che trovo e non voglio correggere alcuni errori osceni che vi si trovano per mantenere intatti la purezza e il fascino della passione del fan che si diletta a scrivere i testi. A parole sue.] Via!
Non c’è storia in questa città nessuno si diverte e mai si divertirà lascia perdere tutta questa gente e non credere di te non importa niente Sono sempre pronti a giudicare tutto quello che fai come ti vesti e con chi ti incontrerai ma non te la prendere loro sono fatti così devi solo credere che un giorno te ne andrai di quì.
Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di Pavia, un piccolo posticino che come tutti i piccoli posticini fa sentire stretti gli animi creativi come quello di Max Pezzali e dei suoi amici. Si sente giudicato, la colpa siamo certi sia del cappellino che tra l’altro gli ha fatto cadere i capelli. Il nostro Max sta consolando una persona sconsolata, forse se stesso, e le fa pensare che c’è di meglio al di fuori del loro piccolo mondo, il problema è che non convince abbastanza, perché dice che bisogna solo crederlo, e non inneggia all’azione immediata.
Scendi nella strada balla e butta fuori quello che hai fai partire il ritmo quello giusto datti una mossa e poi Tieni il tempo con le gambe con le mani tieni il tempo non fermarti fino a domani tieni il tempo vai avanti e vedrai tieni il tempo il ritmo non finisce mai
Da questo momento in poi riusciamo a capire meglio perché la gente di Pavia parli male di Max Pezzali. Prendere esempio da uno che ti dice di andare per strada e buttare fuori tutto quel che si ha e mettersi a ballare, sa un pelino di malsano. Tieni il tempo, vai avanti e vedrai che la strada per il manicomio è certamente più vicina di quanto immagini. Mai ascoltare un 883.
i muri grigi che vedi quando guardi fuori da qui anche se non ci credi sono così belli per chi sa trovare i colori dentro nella testa e allora vattene fuori che sta per cominciare la festa
Altra conferma: qui si parla di una forma di autismo, fuori ci sono i muri grigi ma bisogna sapersi dare un po’ di colore dentro nella testa e poi comincia la festa, il problema è che per far festa bisogna sempre andare fuori. Ma stiamo parlando di LSD?
Prima che Max ci inviti nuovamente a tenere il tempo con ogni parte del nostro corpo, ecco che arriva la conferma definitiva della sua instabilità:
Non ti lasciare andare se non ti vuole più adesso se la tira ma non sa che tu stai quasi per decollare e quando volerai faranno a gara se fare un giro gli farai.
Se leggete attentamente l’ultima frase, scoprirete che in preda al delirio da colori nella testa e balli in strada in solitaria, Max Pezzali ha dato vita ad una frase-giochino per i suoi ascoltatori-lettori: rimettete in ordine le parole e cercate l’intruso, ma non dimenticate mai di tenere il tempo!
Max Pezzali preoccupato: non sa più come tenere il tempo
Dedicato all’anagramma di “in lei tu un uomo”.
Non vorrei che si pensasse che bersaglio sempre gli stessi artisti: sono loro che si prestano. Se vi offendete, avete la coda paglierina.
Quest’oggi abbiamo disteso sul tavolo da autopsia uno dei brani tecnicamente lessicalmente psicologicamente più complessi degli ultimi 150 anni, una tematica tanto ancestrale quanto ricorrente nei brani musicali. L’artista che si assume il compito di diffondere cotali note è la nostra amica Anna Tatangelo, che adesso ha ben deciso di smettere di cantare per giudicare il canto altrui.
Il testo in questione è “La più bella“, un brano dedicato alla mamma, struggente e melancolico ma intriso di infinito ammore.
Sopra il tuo viso stanco io leggo ancora l’ingenuità quella ruga mi fa capire che il tempo ormai non si ferma qua
Il viso stanco è una descrizione ricorrente dei genitori delle persone che scrivono dei genitori, pienamente coscienti di averli portati all’esaurimento nervoso. Io mi ci rivedo un sacco. La mamma di Anna Tatangelo si contraddistingue per una certa ingenuità ed ha una ruga che indica l’inesorabile scorrere del tempo, che nemmeno il chirurgo plastico della figlia riuscirà a fermare.
I capelli d’argento e oro che il mare non ha bagnato mai quanta vita che passa dentro quegli occhi tuoi io come un acquilone che un vento freddo ha portato via dentro nuvole di canzoni che hanno cambiato la vita mia
I capelli argento e oro indicano solamente che la signora Tatangelo deve cambiare parrucchiere, che sicuramente è l’amico gay dell’altra canzone di Anna Tatangelo. Colgo l’occasione per dire che ho copiato il testo da Angolotesti che ringrazia Yaya e ringrazio Yaya per aver distrutto la grammatica scrivendo “acquilone“, noto con piacere che la scuola t’appassiona. La sig.ra Tatangelo non è mai andata al mare, la sig.ra D’Alessio invece allude a canzoni che le hanno cambiato la vita e sappiamo tutti di che stamo a parlà.
vivi dentro quel batticuore che non ti lascia dormire più quattro gocce per compagnia da buttare giù
Se la teoria dell’esaurimento di cui sopra vi lasciava un pò perplessi, ecco che arriva una palese conferma: quattro gocce per dormire, la signora in questione ormai non ne può più e incontra puntualmente Morfeo con qualche aiutino farmaceutico. Dopotutto non c’è da biasimarla. Adesso tirate un profondo respiro, arriva la parte più elaborata e poetica della canzone:
mamma tu per me sei la più bella sei più bella di una stella sei solo tu che dai calore e tanto amore regalandomi il tuo sole per far luce nel mio cuore perchè sei tu che fai più bella la mia vita mezza ancora sconosciuta
Devo umilmente e modestamente sostenere che le poesie che scrivevo all’asilo per la festa della mamma, in confronto erano paragonabili alle terzine incatenate di versi in endecasillabi della Divina Commedia.
Come vorrei sempre più averti qui vicino a me solo per me mi sveglio la mattina per colazione mi prendo te anche quando sono lontano quella tua mano accarezza me
Anna sente la mancanza della mamma, vorrebbe sentirla sempre vicina a sè. A questo punto scorgiamo una frase ambigua: per colazione mi prendo te. Starà ad indicare il TE bevanda, quella che arriva dalla Cina dall’India e che se la vantano in Inghilterra, oppure si prende la mamma per colazione? Anche la forma verbale non è perfetta, lasciamogliela passare e passi anche quel “lontano” che fa pensare ad una certa ambiguità sessuale del soggetto nel brano, che di questi tempi c’è sempre da sospettare.
la tua forza mi da certezze in ogni momento sempre di più anche quando tra la mia gente non ci sei tu
Anna Tatangelo si sente rincuorata dalla presenza e dall’indistruttibilità dei nervi della madre, ma la sua gente chi sarà mai? Il popolo di X Factor?
Si ripete di seguito il complesso ritornello che non riportiamo. Sentitamente ringraziamo Anna Tatangelo per questa splendida perla canora.
Anna Tatangelo vestita da Dorina di X Factor
Vi sono forse mancata? Vi siete sentiti soli et abbandonati o avete tirato un sospiro di sollievo da bravi fan perché non ho distrutto più nessuno?
E’ tempo di sgranchirsi le mani e procedere di bisturi, oggi mi spiace per voi ma il mio paziente è il brano “Sono già solo” dei Modà, pezzo apprezzatissimo in classifica ma un contenitore di perversione che necessita di autopsia.
Una volta steso il paziente sul tavolo operatorio non possiamo fare a meno di notare l’impertinenza con cui attacca a cantare:
Troppa luce non ti piace godi meglio a farlo al buio sottovoce graffiando la mia pelle e mordendomi le labbra fino a farmi male, bene
Il qui presente Modà rivela i gusti della donna con cui usa sessuare, che a quanto pare apprezza le luci spente. Nessuno si interroga mai sulle luci spente, si pensa siano utilizzate per la troppa vergogna, quando forse è per non vedere chi si ha davanti. Poi questa qua è una violenta, ma sa fare male bene, non so se avete compreso il concetto. Lui da bravo masochista ne gioisce, noi speriamo che gli stacchi pure la lingua così la smette di cantare.
Uno dei punti fondamentali è la confusione dell’autore:
senza farmi capire se per te è più sesso o amore
Che, come molti altri artisti presi dall’incoscienza pseudo-creativa, si risponde prontamente nella frase successiva:
Poi fuggi, ti vesti, mi confondi non sai dirmi quando torni
Il concetto quivi espresso mi pare piuttosto chiaro. La donna opta per la prima, sempre che sia donna. Di questi tempi mai dare per scontato. Ipotizzo che sia donna per il comportamento da fase premestruale qui di seguito descritto:
e piangi, non rispondi, sparisci e ogni quattro mesi torni Sei pazza di me come io lo son di te
A lui non ditelo che lei è pazza e basta, ma il comportamento fila liscio con la mia diagnosi. Si suppone che il suo sia pressappoco il ciclo mestruale di uno scimpanzè*.
Resisti, non mi stanchi mi conservi sempre dentro ai tuoi ricordi e poi brilli, non ti spegni ci graffiamo per non far guarire i segni e sei pioggia fredda sei come un temporale di emozioni che poi quando passa Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo
L’autore del testo è chiaramente uno sfigato, per amor del sesso selvaggio si lascia torturare ed abbandonare al suo destino per svariate mensilità, per poi veder tornare quella che lui vorrebbe come anima gemella, in realtà si tratta di una ninfomane che corre a fare rifornimento quando le risorse hanno ormai iniziato a scarseggiare. Ma l’ammore è così, unitelo al masochismo di derivazione negramarica, e ne viene fuori un bel quadretto.
Tornerai, tornerai altrochè se tornerai ma stavolta non ti lascio ti tengo stretta sul mio petto poi ti bacio, poi ti graffio poi ti dico che ti amo e ti proteggo
Ovviamente a furia di stuzzicare il cane che dorme, quello non potrà fare a meno di svegliarsi ringhiando come un posseduto e tirare una bella mozzicata. Allora la vittima aspetta paziente il ritorno del carnefice che diventerà a sua volta vittima della vittima che diventa carnefice. Abbracci e graffi, le classiche liti e forse un caso velato di violenza domestica, ed anche un sintomo di personalità bipolare, riscontrato in molti altri pazienti, evidenziato da “poi dico che ti amo e ti proteggo”, comportamento in netta opposizione con la costrizione all’abbraccio e alla permanenza.
e poi ti voglio e poi ti prendo poi ti sento che impazzisci se ti parlo sottovoce, senza luce perchè solo io lo so quanto ti piace e ora dimmi che mi ami e che stavolta no, non durerà solo fino a domani Resta qui con me perchè son pazzo di te
Lui ormai accecato dall’amore non si rende conto che lei impazzisce se le parla perchè è reclusa e sotto tortura. In più al buio. Lei diciamo che se l’è andata a cercare, dopo averlo torturato per mesi e mesi, adesso lui si vendica e la fa sua prigioniera così sa di poterla amare semper et per semper senza vederla fuggire via e correre chissà da chi.
Ma lui è così innamorato da non poter essere crudelissimo, l’amore è lasciare liberi e vedere se gli innamorati sono veri innamorati e tornano indietro come i boomerang:
sei come un temporale di emozioni che poi quando passa Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo
Ed infatti alla fine se ne rende conto che il suo destino è quello. Luce spenta, torture e solitudine.
I sei già soli
*37 giorni!
La stupidità canora ormai imperversa e dopo tanto tempo di vuoto sul tavolo operatorio, non potevamo che ricominciare dalla stupida per eccellenza, autodichiaratasi tale, Alessandra Amoroso. Torniamo con un nuovo pezzo, piuttosto segnato dalla paranoia della star canora, “Mi sei venuto a cercare tu“.
Prima di tutto c’è da sottolineare che Alessandra Amoroso o chi per lei ha seri problemi con la grammatica italiana. Al di là della discutibile bellezza del titolo, abbiamo già avuto prova nel testo di “Stupida” del tentativo di eguagliare le insensatezze di Tiziano Notizia, pur ottenendo miseri risultati. Tiziano è imbattibile e la grammatica non è un’opinione. Ma cominciamo con l’analisi:
Mi sei venuto a cercare tu Con quelli occhi grandi Ma nella testa, un nuovo vivere inaccettabile E tu che non avevi neanche idea dei sogni miei Mi sei venuto a cercare ma io non ti voglio pìù Io non ti voglio più,no
Premettiamo che da due anni a questa parte, ogni brano di Alessandra Amoroso è misteriosamente un successo assicurato e che, quindi, con tutta probabilità, molta gente che prima non la apprezzava, avrà iniziato ad elogiarla. Così una storia finita, arrivati a questo punto, potrebbe essere non finita. In ogni caso ci troviamo di fronte ad una testimonianza di stalking bello e buono. Questo lui è tornato nella vita della nostra Alessandra, con gli occhi grandi ma la testa vuota. Si legge molto rancore nei confronti del passato vissuto con questa persona, infatti la giovane artista sostiene di non volere più quest’uomo.
Hai preso tutto quello che potevo darti di me E mi hai lasciato senza preoccuparti senza senso E ora che lo dici a tutti che c’è un’altra Mi sei venuto a cercare tu Ma io non ti voglio più
Qui assistiamo al tipico comportamento maschile: una volta fatti i propri porci comodi, l’essere umano di sesso maschile va altrove senza curarsi dell’emotività dell’essere umano di sesso femminile. Al di là della paranoia di Alessandra Amoroso, quindi, si cela un individuo malvagio, molto probabilmente lo stesso del testo precedentemente preso in analisi, che sostiene di avere un’altra donna, ma va a cercare la sua ex fiamma.
E sbaglierò come sempre,sempre E sbaglierò come seeeempre,su di te E non piangere ancora! Si scolora l’aurora! E non vale la pena credere a una lacrima di te E non piangere adesso! Non ti serve stavolta! Che non vale la pena crederti Ma cosa vuoi da me
Alessandra Amoroso si ritrova in uno stato confusionale senza precedenti. Pur sostenendo di non volerlo più, dichiara al contempo di sbagliare come sempre, il che ci indica che la ragazza sa di cadere in tentazione. Arriviamo a quello che secondo me è il pezzo più bello di tutto il testo: E non piangere ancora/ Si scolora l’aurora. A parte il fatto che le lacrime non fungono da decolorante, o da scolorante, per dirlo alla Amoroso, chi è che le ha suggerito il verbo “scolorare”?? Qualcuno me lo spieghi, per gentilezza. L’innovazione della lingua italiana è ormai distruzione pura. E’ proprio cacofonico. Stendendo un velo pietoso sul neo-verbo, continuiamo a vedere un’insicura e determinata Alessandra che sa di non dover credere alle parole di un uomo bugiardo, altrimenti poi si sentirebbe nuovamente una stupida e scriverebbe un nuovo e sgrammatico testo per assillarci notte e dì.
Mi sei venuto a cercare tu Di giorno tremavi E mi credevi inafferabile,intramontabile E mentre vivo la mia storia insieme a lui Mi sei venuto a cercare Ma io non ti cerco piùùùù ohhh
Nelsonianamente, la Amoroso mette le mani avanti e punta il dito: mi sei venuto a cercare tu. Questo ripetere continuamente il concetto e sentirsi in obbligo di precisare, fa nascere qualche sospetto anche su di lei. Può darsi che lo abbia cercato e, pentitasi del suo gesto, abbia rigirato la situazione accusando il malcapitato. A questo punto della canzone, della situazione e della grammatica, non si sa più quale possa essere la verità. Roba da montarci un thriller d’autore.
Lui di giorno tremava, forse ha qualche problema di tipo nervoso o una qualche forma di Parkinson, e adesso lui sta con lei, lei sta con lui, entrambi sono felici dentro altre vite e non ci fanno capire chi cerca davvero chi, ma se il titolo della canzone fosse lo specchio della verità, allora che intervenga Mara Carfagna.
Una scolorata Alessandra Amoroso
Oggi entriamo in un ambito delle autopsie molto delicato: il cervello dei cantanti innamorati.
Ci siamo già passati diverse volte, tra le paranoie di Meneguzzi, l’ansia di Ambra e le perversioni dei Negramaro, ma mai come questa volta il disturbo psichico era stato tanto evidente. Sicuramente nessuno di voi si ricorderà di Francesco e Giada, due intrepidi giovani che, convinti di essere cantanti, si presentarono a Sanremo proponendo un brano improponibile: Turuturu. Mi costa molta fatica cercare di essere sintetica sull’argomento, perchè per spiegare davvero bene il brano servirebbe un trattato di psichiatria, ma cercherò di utilizzare termini spiccioli e rapidi. Procediamo con l’autopsia:
La presentazione del sintomo appare chiara:
Oggi ho un turuturuturu per la testa… che fa turuturuturu e non mi passa lo fa sempre quando esci un po’ da solo… ed io resto pressappoco dove sono
Il Turuturu colpisce direttamente il cervello, e il suo effetto si ripercuote su tutti i comportamenti della persona affetta dalla sindrome del Turuturu. E’ una malattia contagiosa, che si può propagare per via radiofonica, in occasione di Sanremo anche televisionica, ma anche tramite rapporto amoroso. La persona che sostiene di essere affetta da Turuturu in realtà non è cosciente della sindrome che si è di lei impossessata. Le cause della malattia sono molteplici, in questo caso è la solitudine. Quando il partner esce, il Turuturu si impossessa della donna, che si immobilizza e rimane in attesa cercando di scacciare il suo male.
se potessi fermerei i tuoi passi in un momento e scoprire dove sei se mi stai portando dentro meno male che tra noi sta nascendo un sentimento che fa turuturuturu turuturuturutu
Il Turuturu comporta egoismo e paranoia, ed anche molta curiosità. Francesco e Giada sono due ragazzi innamorati affetti da sindrome del Turuturu. Dagli studi compiuti sino ad oggi sappiamo che l’accoppiamento non è proibito e la riproduzione non danneggia necessariamente un possibile nascituro. Un altro degli effetti della sindrome, però, è quello di identificare le cose tutte con un nome: anche l’amore diventa Turuturu.
io vorrei chiamarti ma non ho una scusa e hai sbagliato a darmi il numero di casa non riesco a immaginarti tutta sola…
Passiamo alla parte maschile. L’uomo a sua volta sente la mancanza della donna che, poichè affetta da questa controversa sindrome, gli ha dato un numero di telefono sbagliato. Questo non induce l’uomo a pensare che magari l’abbia fatto apposta, perchè il Turuturu limita le capacità mentali, infatti lui non riesce più ad immaginare.
che peccato che non te l’ho detto ancora che non sto mangiando più che non vedo più gli amici che mi manchi solo tu le tue mani i tuoi sorrisi ma qualcosa tra di noi può succedere lo stesso non ci arrenderemo mai fino a che sarà successo
La sindrome del Turuturu comporta inoltre mancanza di appetito e asocialità che, se portata agli estremi si traduce in autisimo. Francesco adesso ha un momento di lucidità e capisce di avere una malattia e capisce che anche la sua amata soffre dello stesso male, ma confida nel loro amore (Turuturu) e nonostante la malattia sa che potranno stare insieme.
questo turuturuturu nella testa mi fa troppo male e adesso dico basta e c’e’ un turuturu nella vita mia… che cancella tutta la malinconia da domani proverò a sentirmi un po’ diversa Come potete facilmente dedurre, il Turuturu può comportare anche dolore e per il momento non è stato approntato nessun medicinale in grado di alleviarlo, nè ne esiste uno tra quelli convenzionali capace di avere effetto. Il secondo Turuturu di cui parla la canzone, ricordate, è l’amore. Nonostante la malattia del Turuturu che adesso chiameremo di Tipo 1, il Turuturu di tipo 2, l’amore, ha la meglio e in qualche modo allevia quel senso di asocialità e tristezza che si era creato, ma al contempo diminiusice l’autostima della persona, che si sente più propensa al cambiamento poichè si vede inadatta e inadeguata.
a me piaci come sei meglio se resti la stessa da domani canterò sottovoce una canzone… quando io la sentirò sarò cotto di emozione t’innamorerai dovessi attendere altri due secoli e allontanerai…… questo turuturuturu turuturuturutu L’uomo, preso dal Turuturu di tipo 2, invita la sua compagna a sconfiggere i sintomi della malattia e le dice di non cambiare. Intanto si accinge a mostrare le sue doti canore per fare colpo su di lei, farla innamorare e, spera, anche guarire.
se c’e’ ancora un turuturu per la testa per la testa e’ perché se t’innamori quello resta ogni giorno viene a farti compagnia… neanche il vento se lo può portare via e non chiedermi cos’e’ questo vuoto nella mente perché sei vicino a me anche quando sei distante
Questa fase della canzone è molto confusa. C’è sì la speranza che il Turuturu di tipo 2 possa guarire quello di tipo 1, ma questa speranza viene meno nel momento in cui ritorna più forte che mai la consapevolezza dell’eternità del Turuturu di tipo 1, fin quando qualcuno non si metterà a studiarlo seriamente e a trovare una soluzione.
Il mio trattato si conclude qui. Ci sarebbero ancora molte cose da dire sulla Sindrome del Turuturu, per cui la esporrò prossimamente in maniera più dettagliata. Vi lascio con l’inquietante finale della canzone e state attenti al Turuturu:
troveremo dentro noi qualche cosa d’importante con un turuturuturu turuturuturutu questo turuturuturu nella testa che ci prende come un gioco fatto apposta… da domani scoprirai che rimane solamente turuturuturuturu turuturutu
Francesco e Giada devastati dalla Sindrome del Turuturu
Dedicato all’anagramma di Chiara
Oggi torno a regalarvi una nuova autopsia, questa volta per non prendermela sempre con i soliti italiani mi sono data all’internazionale.
Cercando un testo che fosse particolarmente adatto all’operazione, mi sono imbattuta nell’ombrello di Rihanna, canzone che ha spopolato, ma qualcuno di voi ha mai pensato di dare un’occhiata al testo? Beh, mi son sporcata le mani io per voi ed ecco qua:
Nessuna nuvola nella mia tempesta lascio che piova, arrivo in idroplano in banca scendendo con il Dow Jones quando le nuvole arrivano, noi andiamo via noi siamo membri del rock lei vola più in alto del tempo e i G5 sono meglio, tu mi conosci un’anticipazione per la precipitazione ho messo da parte delle patatine per i giorni di pioggia Jay, l’Uomo della Pioggia è tornato con la piccola signorina Sunshine (luce del sole) Rihanna dove sei?
Sta piovendo, questo è certo. Rihanna ha una tempesta personale e stravagante, perchè non ha le nuvole. Tuttavia va in banca a prelevare un pò di contante per comprarsi un ombrello e ci va in idroplano. Sorvoliamo sul Dow Jones per non distruggere a fondo la personalità di questa donna che si definisce rock, facendo rivoltare in molti nella tomba e non. Siccome i giorni di pioggia sono molto difficili da affrontare e le cosce di Rihanna non sono ancora abbastanza grasse, ha deciso di fare una scorta di patatine per la sopravvivenza.
Tu hai il mio cuore e noi non ci separeremo mai potrò essere sui giornali ma tu sei la mia stella tesoro perchè nel buio non puoi vedere delle macchine scintillanti ed è in quel momento che hai bisogno che io sia lì, a condividerlo con te, perchè…
Il testo è una vera e propria canzone d’amore e promessa solenne di eternità. Anche se Rihanna finisce sui giornali, il suo amore non finirà, poichè la grande artista ha scoperto di poter fare due cose contemporaneamente e asincronicamente. Poi una delle frasi più poetiche che si siano mai sentite dal 2000 ad oggi: nel buio non si possono vedere le macchine scintillanti e per ovvi motivi, ma che scintillanti sono se non scintillano al buio? Quindi, quando uno non può vedere le macchine scintillanti, è in quel momento che capisce di avere bisogno di qualcuno al suo fianco. Son momenti che non vi dico.
Ma andiamo dritti al ritornello:
Quando c’è la luce del sole, brilleremo assieme ti ho detto che sarò qui per sempre ho detto che ti sarò per sempre amico ho fatto un giuramento, lo manterrò fino alla fine adesso che sta piovendo più che mai so che continueremo ad averci puoi stare sotto il mio ombrello puoi stare sotto il mio ombrello sotto il mio ombrello, sotto il mio ombrello…
Quando le macchine ritornano a scintillare perchè il sole è tornato, inizieranno a scintillare anche Rihanna e il suo lovely boy, che definisce anche amico, per cui la situazione è ambigua. Oltre ad essere al buio e a piedi, quest’uomo è sotto la pioggia per cui Rihanna, come un’eroina dei fumetti, arriva con il suo splendido ombrello e lo salva dalla bronchite imminente.
non ci troveremo mai in mezzo a queste cose stravaganti sei parte della mia entità, qui per l’eternità quando è venuta la guerra, quando il mondo ha giocato le sue carte, se la giocata è difficile, assieme guariremo il tuo cuore, perchè…
Non si sa quali siano le cose stravaganti che Rihanna e il suo amore non vivranno mai, comunque la donna continua a promettere amore eterno e di rimanere vicina al suo boyfriend in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà e guarirà il suo cuore perchè lei ha un ombrello magico e una volta al riparo sotto l’umbrella-ella-ella, tutto il resto del mondo fuori, può anche sparire.
Rihanna e la sua magica Umbrella (ella ella)