Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Jovanotti, distorsione culturale che conquista le masse

Oggi ho deciso di parlare di Jovanotti, i miei contatti Facebook hanno invaso la mia bacheca con le sue frasi, manco fosse Oscar Wilde o un finto Jim Morrison. Insomma, ogni canzone di questo tizio è buona per un’autopsia, è tutta un’esplosione di nonsense, ma metti insieme quattro parolette sdolcinate e avrai il mondo ai tuoi piedi. Basti pensare alle taFche piene di FaFFi e A te, che le sentivi dappertutto, la gente scriveva le frasi in cielo e in terra e in ogni dove che mi stupisco ancora del fatto che Iddio, se esiste, non abbia preso provvedimenti mandandoci un’altra piaga sulla Terra… ah no, aspetta, Moreno ha vinto Amici. Ah no, aspetta, fanno ancora Amici. Iddio c’è, eccome se c’è!

Nell’immagine, Jovanotti elenca il numero di frasi sensate scritte dal 1988 ad oggi.

Jovanotti | © ALFREDO ESTRELLA / Getty Images

Jovanotti | © ALFREDO ESTRELLA / Getty Images

Insomma, ho deciso di prendere frasi a caso direttamente dalla bacheca di Facebook, che pullula di fan che si emozionano non appena sentono sibilare Lorenzino, cercando di dare una spiegazione logica ad ogni citazione. Missione impossibile, infatti seguirò la tendenza jovanottiana e dirò frasi a caso pure io, che magari sarò considerata una delle migliori menti della mia generazione. Un po’ come Emma Marrone, le Veline e Snooki di Jersey Shore. Partiamo con una delle nonsense che preferisco di più:

  • La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare.

Caro Jova, rigiratela come vuoi ma la vertigine è che proprio se voli ti si schianta il cuore e voli su su, verso il cielo dagli angioletti. Che poi potresti scrivere un testo su uno che è morto di vertigine e conquistare ancora una volta le maFFe.

  • Cosa pensa il trapezista mentre vola? Non ci pensa mica a come va a finire.

Di sicuro pensa che ha un sacco di vertigini.

  • Amor che a nullo amato amar perdona porco cane lo scriverò sui muri e sulle metropolitane

Citare la Divina Commedia e aggiungerci un “porco cane”, distruggendo un lavoro di terzine incatenate di versi endecasillabi che quello ci ha messo decenni a finirlo e l’hanno pure esiliato. Ecco perché ha quell’espressione leggermente incazzata, nella statua a Santa Croce!

  • Si cerca qualcosa che faccia spuntare due ali di rondine dietro la schiena.

Jova, prova con l’LSD o chiedi a Lucius Fox. Hai mai pensato di scrivere un libro con Fabio Volo? Una canzone con Tiziano Notizia?

  • Sono un ragazzo fortunato perché m’hanno regalato un sogno, sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno.

Beata ignoranza, dicono. Lorenzo, sei fortunato perché non conosci la grammatica e a questo mondo è l’ignoranza a fare da padrona. Il tuo “a me mi” ormai è oggetto di trattati filosofici e ha disgregato definitivamente quel che era rimasto dell’Accademia della Crusca.

Volete che vada avanti? Non ne ho più la forza. Anche se questo post rientra tra le coliche canore, vi lascio con un bel De Eloquentia, ovvero quelle frasi di canzoni che dicono tutto in poche parole e quella che segue, riassume l’essenza della pseudo-arte di Jovanotti:

Ho preso la chitarra senza saper suonare.

Buon Natale con le coliche canore

Questa volta non mi dedicherò all’autopsia di un brano perché purtroppo non dispongo della mia consueta mezz’ora di tempo da sprecare, ma voglio inaugurare una nuova rubrica che servirà a condividere con voi determinati brani o soggetti canori, per poi evitarli come la peste.

Si tratta delle coliche canore, patologie ricorrenti nel nostro Paese e non. Noi abbiamo deciso di abbattere questo muro di terrore nei loro confronti ed esorcizzarle una volta per tutte.

Una colica canora è un tipo di voce o un intero brano che per la sua bruttezza o proprio per la suddetta voce, rende l’ausculto una sofferenza, un martirio. Per fare qualche esempio, la voce di Giuliano Sangiorgi, in qualche caso quella di Laura Pausini e quasi sempre quella di Mariah Carey insieme ai versetti di Tiziano Notizia, sono delle vere e proprie coliche canore. Ascoltate “Amami” nella versione di Giovanni Lindo Ferretti e scoprirete l’essenza di una colica canora.

Però, nella nostra natura per certi aspetti masochistica, ci sono delle coliche che riusciamo ad ascoltare proprio perché vogliamo farci male. Altre le usiamo per fare del male. E’ risaputo che i brani di Nino D’Angelo vengono utilizzati come strumento di tortura a Guantanamo.

Visto che siamo in periodo natalizio e voglio essere buona, inauguro la rubrica e colgo l’occasione per farvi i miei migliori auguri di Natale e anche per il nuovo anno, nel caso non riuscissi a tornare in tempo.

Tra le mie coliche canore preferite, ci sono la voce e i brani di Billy Corgan, quindi buon Natale e buone feste in generale da Autopsiecanore.com, con una colica tutta per voi.