Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Lana Del Rey: bella, misteriosa e istiga al suicidio

Questa mattina mi sono svegliata ed ho deciso di ascoltare un po’ di musica, YouTube mi consigliava di ascoltare Lana Del Rey. Ho evitato accuratamente per molti mesi di farlo, ma leggendo in giro che tutti apprezzano questa simpatica e sorridente ragazza newyorchese mi sono detta perchénnò e ho cliccato su play.

La canzone in questione era “Born to die” che proprio mi ha messo di buonumore, regalando un pizzico di brio alla mia giornata. Dopo aver visto il video e che lei era tutta gocciolante di sangue sulle braccia di un tizio che si è tatuato pure il bulbo oculare, ho detto “Curioso, clicchiamo su un altro video” e ho visto “Blue Jeans“. Alla fine di quello, ho deciso di fermarmi, perché nel giro di sei minuti lei era morta due volte che nemmeno Kenny di South Park e due volte sulle braccia di quel portasfiga che fa venire le caldane alla Bignardi.

Lana Del Rey spazientita perché non muore

E a proposito, la prima volta che ho visto Lana del Rey è stato alle “Invasioni Barbariche“, quando ha cantato proprio “Blue Jeans” e non mi sembrava tanto a posto con l’intonazione. Sapete com’è, io seguo “Amici” e di musica me ne intendo.  Oggi, quindi, ho deciso di non analizzare semplicemente una canzone ma l’intera ospitata della cantante del momento da Daria Bignardi.

Partiamo dal presupposto che per presentare Lana Del Rey la Bignardi chiama in causa un pubblico di hipster che sul momento di certo l’avrebbero presa volentieri a sprangate, ma la cosa che più si nota e l’energia che Lana porta sul palco e l’entusiasmo con cui si presenta. La Bignardi continua dicendo “Non ci credo, eppure è qui!” entusiasta come se avesse davanti Mirko dei Bee Hive (suo ancestrale sogno erotico). Tutta questa incredulità, che dire, io pensavo fosse un ologramma, come quello di Tupac al Coachella. La Bignardi compie un passo falso e le chiede come mai abbia scelto proprio “Le invasioni Barbariche”. In automatico parte la risposta standard, come i messaggini del telefono che ti avvertono che uno è in riunione: “Mi piace tantissimo l’Italia e sono felicissima di essere qui” ma la parte più bella è “E poi siete stati carini, ci avete invitato e quindi son felice di esser qui“. Per colmare questa pozza di imbarazzo, la Bignardi ripete per la sessantasettesima volta che Lana Del Rey è una cantante misteriosa, ma la giovinetta ci pensa poco e la smonta nel giro di pochi istanti, spiegando che in realtà non ha tantissime cose da dire.

La parte più divertente di questa intervista da dimenticare, a mio parere, è quella in cui la ragazza, che ha solamente 25 anni (arriverà al traguardo dei 26 a giugno e l’anno prossimo potrebbe morire cambiando il suo nome in uno con la J) spiega che negli ultimi otto anni è stata tranquilla, ma prima era una bad girl. Che paura, una ragazza trasgressiva! Cos’avrà fatto di così scapestrato? Si sarà tinta i capelli di rosa? Avrà fumato di nascosto in bagno o, una volta uscita di casa, si sarà messa una gonna e i tacchi in ascensore? Roba da veri duri!

Lana Del Rey inizia a cantare “Blue Jeans”, un brano a cui tiene molto, lasciando avvertire un certo divario tra la versione live e quella del video: questa ragazza di New York è annoiata e ha una voglia di morire che sprizza da tutti i pori, sembra quasi che qualcuno le abbia puntato una pistola alla tempia per essere su un palco. A sentire l’esibizione viene da pensare che persino la Bignardi avrebbe potuto fare di meglio o, che so, un suo ospite a caso, tipo Roberto Saviano o Paolo Villaggio in gonnella. Se ci fosse stata Mara Maionchi l’avrebbe guardata un po’ schifata e avrebbe detto “Bellina sei bellina, ma per me… è no” e Lana avrebbe scritto un’altra canzone con un video in cui sarebbe morta tra le braccia dell’omino tatuato, questa volta dentro una piramide piena di pipistrelli e farfalle colorate con le mummie-zombie tutto intorno.

DIAGNOSI

Analisi complessiva del personaggio: Lana Del Rey è una donna colma di ettolitri di scazzo che si è ritrovata tra le mani la possibilità di diventare ricca grazie a Madre Natura favorevole, che stava giocando dalla sua parte. Ma la Natura è donna e, si sa, le invidie non mancano mai, così, tanto per far capire che è generosa ma non troppo e che non può fare proprio tutto lei, Madre Natura un po’ di corde vocali traballanti gliele ha lasciate. Ultimamente si è parlato di flirt tra Lana e Marilyn Manson ma la verità è che lui girava con la giovane cantante per un solo motivo: così tutti la smetteranno di dire che è lui ad istigare i giovani al suicidio.

L’uccellino di Zucchero

Su suggerimento rianimo questo blog soltanto per occuparmi di una manciata di parole estrapolate da “E’ un peccato morir” di Zucchero, il re del doppio senso.

Grazie ad un commentatore che ha deciso di non insultarmi pesantemente, ho scoperto questa perla canora, degna della versione più linda e asettica della mia sala operatoria. Il tavolo operatorio è pronto ed anche il bisturi, con un taglio netto mettiamo allo scoperto le frasi nonsense di Zucchero, tanto che fino ad ora non è mai stato preso in considerazione perché il suo Turuturusentiumprivatium è stato etichettato come malattia incurabile, ma la frase segnalataci era davvero degna di nota.

Mentre canticchia che è un peccato morir (e visto il mio lavoro da autopsiante, non ne sono così certa), Zucchero lancia una frase degna dei peggiori stati mentali di Masini:

Gloria all’uccellino 
Vola da lei, io non so volare 
Dille che sei felice in mano 
E che è un peccato morir… 

Dopo svariate settimane di studi abbiamo capito che il riferimento fallico di Zucchero è indubbio, poiché presente in ogni sua canzone. Si tratta di un vero e proprio elogio al pene ed un invito a conquistare la controparte femminile, il “volare” è un gesto puramente metaforico e la felicità in mano è dovuta, appunto, all’assenza della controparte femminile. “E’ un peccato morir“, infatti, l’uccellino rimane in mano e non riuscendo a spiccare il volo crea un diffuso senso di frustrazione, non solo nel protagonista dello spiacevole evento, ma anche in chi impotente (è il caso di dirlo) vi assiste sonoramente.

Zucchero afflitto dall'uccellino che non vola

Si ringrazia l’anagramma di Xander per il suggerimento

Corollario del Turuturu: la Cleptomania Carnale Turuturus

Qualche tempo fa, vi avevo regalato un anticipo del mio trattato sul Turuturu, una delle patologie canore più diffuse al mondo, che vi piaccia oppure no. Il Turuturu, infatti, si insinua sottopelle ed è estremamente contagioso, ma ancora la scienza è in piena fase di ricerca, per cui non esistono delle cure. Il mio trattato completo, molto probabilmente tarderà ad arrivare, stiamo procedendo con gli esperimenti in laboratorio e come cavie abbiamo selezionato le persone che hanno acquistato il cd di Francesco e Giada, che sono meno di 10 e più di 3, forse non saranno sufficienti per trovare una cura efficace, per cui dovremo passare ai più numerosi acquirenti dei cd della Tatangelo.

Esempio Rampante di cleptomane carnale turuturus

Fatta questa piccola premessa, c’è da spiegare che il Turuturu non è unico, da esso infatti derivano altre patologie, diverse sfumature, che si riscontrano facilmente nei brani degli artisti dello Stivale: un esempio può essere la perversione vocale di Giusy Ferreri, o il masochismo di Io Negramaro, che ha addirittura pensato di poter provare piacere operandosi alle corde vocali; un altro esempio di Turuturu sono i versetti di Tiziano Notizia Ferro, nonché le distorsioni lessicali di Marco Mengoni. Insomma, di materiale da studiare ce n’è in abbondanza e ve lo riproporrò prossimamente. Quel che ci preme studiare quest’oggi è la Cleptomania di SugarFree.

La prima cosa che riscontriamo nel paziente è la consapevolezza: quando il paziente è consapevole, la situazione è tutt’altro che semplice, perché la sua consapevolezza deontologica, unita ad azioni che vanno in senso contrario, portano a dover risolvere anche il problema di una personalità multipla, quale quella di Sugarfree.

Sono affetto da un morbo incurabile
Il mio difetto è un istinto incontrollabile
Se ti vedo devo averti tra le mie mani

Liquidato da ogni dottore “Non rimedio” queste le parole
Ma la mia cura potresti essere tu

Il testo sottolineato intende rimarcare la consapevolatio nullius, mentre il resto è chiaro segno di rassegnazione, l’artista ci dice: “Sono malato, non posso guarire, che ci posso fare?“. Indi per cui, la particolare forma di Cleptomania Carnale Turuturus si manifesta più volte al giorno e non ha controindicazioni, che sia a stomaco vuoto oppure no, il nostro Sugarfree può prendere la sua donna tra le braccia e possederla con veemenza.

Prima o dopo i pasti non importa
Due o tre volte al giorno sì mi bastano per sperare


Aiutami a guarire da questa mia malattia
Affetto da una strana forma di cleptomania
Voglio averti mia, solamente mia

Come vedete il Turuturu, in questo caso nella sua variante cleptomane, fa aumentare anche la presunzione del paziente, che perde anche la capacità di autocontrollo, il suo linguaggio inizia a raggiungere il livello di quello di un individuo affetto da Sindrome di Tourette ed anche se con sobrietà, perchè è di artisti che parliamo (!), avanza richieste sconce:

Ora che non ho più via d’uscita
Ora che ogni porta è stata chiusa
Apri almeno le tue gambe verso me

Il paziente, inoltre, come un normale tossicodipendente, trova la soluzione nella sostanza di cui abusa:

Già sto meglio se ti tengo tra le mie mani
Sto guarendo se ti tengo tra queste mani

Per quanto riguarda la Cleptomania Carnale Turuturus, abbiamo optato per una terapia d’urto ed abbiamo riscontrato dei progressi in due pazienti su tre, tra quelli selezionati dagli ascoltatori di Virginio Simonelli. Dopo aver fatto ascoltare il suo ultimo singolo a ruota per 48 ore in una stanza buia e legati ad un letto con del nastro adesivo applicato alle palpebre per non chiuderle in segno di stizza, i nostri pazienti hanno perso ogni senso di carnalità e questa potrebbe essere una nuova finestra che si apre sul mondo della scienza.

Loredana Errore: diagnosi sulla sua personalità canora

Ancora non ho ben colto la voce di Loredana Errore, che la cambia all’incirca ogni tre secondi. Però è considerata una grande artista. Quando parla, poi, sembra sempre essersi smarrita in qualche dimensione a noi sconosciuta. E non deve essere una persona dai nervi molto saldi.

La diagnosi è che la personalità canora di Loredana Errore sia palesemente multipla. La scienza non ha ancora fatto passi in avanti a riguardo, ma presto chiederemo un finanziamento allo Stato per la ricerca di una soluzione.