Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

La differenza tra Tiziano Ferro e l’universo

Bentornati nel nostro ambulatorio, oggi il nostro paziente è un vero e proprio tormentone, tormentante e tormentato che ovviamente non poteva essere opera che dell’egregio Tiziano Ferro, il Vate dei nostri giorni.

Tornato alla ribalta, Tiziano Ferro ci propone un brano contorto, controverso e frantumante (spero abbiate colto il senso del frantumato) intitolato “La differenza tra me e te“, troviamo un Tiziano che si confronta e che si lamenta di se stesso, insoddisfatto della propria personalità. Procediamo con l’analisi:

La differenza tra me e te

Non l’ho capita fino in fondo veramente bene

Me e te

Uno dei due sa farsi male, l’altro meno

Però me e te

E’ quasi una negazione.

Al solito, ci risulta molto complesso decriptare i brani di Tiziano Notizia, ci proviamo con grande passione perché ci piace svelare le contraddizioni e, chiaramente, le differenze. Tiziano Ferro fa un’analisi di se stesso, confrontandosi con il suo alter ego, ormai da tempo sappiamo che l’artista soffre di problemi di doppia personalità. Guardandosi allo specchio come un giovane De Niro in Taxi Driver, Notizia si rende conto di non essersi mai capito, ma in tutta questa incomprensione scova una parte autolesionista e poi una misteriosa negazione, forse perché entrambe le sue personalità fremono per emergere e tentano di annullarsi reciprocamente, con risultati devastanti che si ripercuotono su milioni di italiani via radio.

Io mi perdo nei dettagli e nei disordini, tu no

E temo il tuo passato e il mio passato

Ma tu no.Me e te, è così chiaro

E sembra difficile.

Per Tiziano Ferro ciò che è chiaro è anche complicato: la sua parte strafottente non si preoccupa del suo passato, ma la parte ansiogena assolutamente sì e non fa che complicare le cose che, seppur chiare, sembrano al contempo contorte, perché si sa, la contraddizione nel cervello di Notizia fa da padrona.

La mia vita

Mi fa perdere il sonno, sempre

Mi fa capire che è evidenteLa differenza tra me e te.

Poi mi chiedi come sto

E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande

A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.

A questo punto del brano ci rendiamo conto del tormento reale di Tiziano Notizia Ferro, che soffre perché continuamente punzecchiato dalla sua parte sadica, ma talmente sottomesso a quella parte da rallegrarsi nel vederla.

La differenza tra me e te

Tu come stai? Bene. Io come sto? Boh!

Me e te

Uno sorride di com’è, l’atro piange cosa non è

E penso sia un errore.

Momento Marzulliano, il nostro artista si pone delle domande e si risponde da solo, la genialità delle sue parole trapela nel momento in cui viene rivelato lo stato d’animo delle due personalità: una perennemente soddisfatta, l’altra vive la condizione opposta ed è quella preminente nei brani del nostro Vate.

Ah, io ho molte incertezze, una pinta e qualche amico

Tu hai molte domande, alcune pessime, lo dico

Me e te, elementare

Non vorrei andare via.

Tiziano Notizia riconosce che una parte di lui è molto più solitaria, la parte più debole tuttavia non vuole lasciare mente e corpo del cantante, spera ancora di poter ottenere il dominio, ma tutto è assolutamente improbabile e lascia presagire l’arrivo di nuovi e contorti brani in classifica.

Uno sorride di com’è, l’altro piange cosa non è

E penso sia bellissimo

E penso sia bellissimo.

In tutta questa sofferenza nel non potersi mai completare nè tantomeno auto-estirpare, Tiziano Notizia Ferro scopre che alla fine è meglio prendere le cose con positività e ottimismo, pertanto tutte le differenze si annullano e se prima erano un errore, adesso diventano qualcosa di “bellissimo”. Ed infatti possiamo affermare a gran voce che è così, se non ci fossero due personalità a scontrarsi con viulenza, noi non potremmo leggere ed ascoltare certe perle. Alla fine di questo articolo, però, scoprirete una realtà ben più inquietante…

Tiziano Ferro elenca le sue personalità

Le personalità di Tiziano Ferro sono tre.

Dedicata all’anagramma di Navi

La sindrome del Turuturu

Oggi entriamo in un ambito delle autopsie molto delicato: il cervello dei cantanti innamorati.

Ci siamo già passati diverse volte, tra le paranoie di Meneguzzi, l’ansia di Ambra e le perversioni dei Negramaro, ma mai come questa volta il disturbo psichico era stato tanto evidente.
Sicuramente nessuno di voi si ricorderà di Francesco e Giada, due intrepidi giovani che, convinti di essere cantanti, si presentarono a Sanremo proponendo un brano improponibile: Turuturu.
Mi costa molta fatica cercare di essere sintetica sull’argomento, perchè per spiegare davvero bene il brano servirebbe un trattato di psichiatria, ma cercherò di utilizzare termini spiccioli e rapidi. Procediamo con l’autopsia:

La presentazione del sintomo appare chiara:

Oggi ho un turuturuturu
per la testa…
che fa turuturuturu
e non mi passa
lo fa sempre quando esci
un po’ da solo…
ed io resto pressappoco
dove sono

Il Turuturu colpisce direttamente il cervello, e il suo effetto si ripercuote su tutti i comportamenti della persona affetta dalla sindrome del Turuturu. E’ una malattia contagiosa, che si può propagare per via radiofonica, in occasione di Sanremo anche televisionica, ma anche tramite rapporto amoroso.
La persona che sostiene di essere affetta da Turuturu in realtà non è cosciente della sindrome che si è di lei impossessata. Le cause della malattia sono molteplici, in questo caso è la solitudine. Quando il partner esce, il Turuturu si impossessa della donna, che si immobilizza e rimane in attesa cercando di scacciare il suo male.

se potessi fermerei
i tuoi passi in un momento
e scoprire dove sei
se mi stai portando dentro
meno male che tra noi
sta nascendo un sentimento
che fa turuturuturu turuturuturutu

Il Turuturu comporta egoismo e paranoia, ed anche molta curiosità. Francesco e Giada sono due ragazzi innamorati affetti da sindrome del Turuturu. Dagli studi compiuti sino ad oggi sappiamo che l’accoppiamento non è proibito e la riproduzione non danneggia necessariamente un possibile nascituro. Un altro degli effetti della sindrome, però, è quello di identificare le cose tutte con un nome: anche l’amore diventa Turuturu.

io vorrei chiamarti ma
non ho una scusa
e hai sbagliato
a darmi il numero di casa
non riesco a immaginarti tutta sola…

Passiamo alla parte maschile. L’uomo a sua volta sente la mancanza della donna che, poichè affetta da questa controversa sindrome, gli ha dato un numero di telefono sbagliato. Questo non induce l’uomo a pensare che magari l’abbia fatto apposta, perchè il Turuturu limita le capacità mentali, infatti lui non riesce più ad immaginare.

che peccato
che non te l’ho detto ancora
che non sto mangiando più
che non vedo più gli amici
che mi manchi solo tu
le tue mani i tuoi sorrisi
ma qualcosa tra di noi
può succedere lo stesso
non ci arrenderemo mai
fino a che sarà successo

La sindrome del Turuturu comporta inoltre mancanza di appetito e asocialità che, se portata agli estremi si traduce in autisimo. Francesco adesso ha un momento di lucidità e capisce di avere una malattia e capisce che anche la sua amata soffre dello stesso male, ma confida nel loro amore (Turuturu) e nonostante la malattia sa che potranno stare insieme.

questo turuturuturu nella testa
mi fa troppo male
e adesso dico basta
e c’e’ un turuturu
nella vita mia…
che cancella tutta la malinconia
da domani proverò
a sentirmi un po’ diversa

Come potete facilmente dedurre, il Turuturu può comportare anche dolore e per il momento non è stato approntato nessun medicinale in grado di alleviarlo, nè ne esiste uno tra quelli convenzionali capace di avere effetto. Il secondo Turuturu di cui parla la canzone, ricordate, è l’amore. Nonostante la malattia del Turuturu che adesso chiameremo di Tipo 1, il Turuturu di tipo 2, l’amore, ha la meglio e in qualche modo allevia quel senso di asocialità e tristezza che si era creato, ma al contempo diminiusice l’autostima della persona, che si sente più propensa al cambiamento poichè si vede inadatta e inadeguata.

a me piaci come sei
meglio se resti la stessa
da domani canterò
sottovoce una canzone…
quando io la sentirò
sarò cotto di emozione
t’innamorerai
dovessi attendere altri due secoli
e allontanerai……
questo turuturuturu
turuturuturutu

L’uomo, preso dal Turuturu di tipo 2, invita la sua compagna a sconfiggere i sintomi della malattia e le dice di non cambiare. Intanto si accinge a mostrare le sue doti canore per fare colpo su di lei, farla innamorare e, spera, anche guarire.

se c’e’ ancora un turuturu
per la testa
per la testa
e’ perché se t’innamori
quello resta
ogni giorno viene a farti compagnia…
neanche il vento
se lo può portare via
e non chiedermi cos’e’
questo vuoto nella mente
perché sei vicino a me
anche quando sei distante

Questa fase della canzone è molto confusa. C’è sì la speranza che il Turuturu di tipo 2 possa guarire quello di tipo 1, ma questa speranza viene meno nel momento in cui ritorna più forte che mai la consapevolezza dell’eternità del Turuturu di tipo 1, fin quando qualcuno non si metterà a studiarlo seriamente e a trovare una soluzione.

Il mio trattato si conclude qui. Ci sarebbero ancora molte cose da dire sulla Sindrome del Turuturu, per cui la esporrò prossimamente in maniera più dettagliata. Vi lascio con l’inquietante finale della canzone e state attenti al Turuturu:

troveremo dentro noi
qualche cosa d’importante
con un turuturuturu turuturuturutu
questo turuturuturu nella testa
che ci prende come un gioco
fatto apposta…
da domani scoprirai
che rimane solamente
turuturuturuturu
turuturutu

Francesco e Giada devastati dalla Sindrome del Turuturu

Francesco e Giada devastati dalla Sindrome del Turuturu

Dedicato all’anagramma di Chiara

La più stupida d’Italia è Alessandra Amoroso

Bentornati nel mondo delle autopsie canore. Quest’oggi un nuovo brano-dedica, e colgo l’occasione per ringraziare Chiara, che si impegna attivamente per salvaguardare queste perle canore che ci regalano i nostri cantanti in gran quantità.

Il brano di oggi, lo avrete dedotto dal titolo del post, è “Stupida” di Alessandra Amoroso. Pare che quest’ultima, come molti altri, soffra di seri problemi psicologici, ma anche linguistici ed inoltre tenta di raggiungere l’apice del nonsense come solo Tiziano Ferro saprebbe e potrebbe fare.

Che stupida che sei
tu non impari mai
il tuo equilibrio è un posto
che tu passi e te ne vai

Si nota già dalla prima strofa che Alessandra Amoroso soffre di mancanza di autostima, si da della stupida e si rimprovera come se fosse la mamma di se stessa. La frase successiva è priva di senso, è stata messa lì per occupare spazio, da qualcuno che credeva di abbellire così il testo. Proprio da qui è scaturita la curiosità canora di Chiara che prontamente l’ha segnalata: il tuo equilibrio è un posto che tu passi e te ne vai. Insomma, ho fatto passare la frase al microscopio e abbiamo rilevato diversi campioni di tessuto che dimostrano che codesta frase simboleggia il tentativo da parte di chi ha scritto il testo di dire: equilibrio precario.

e più stupida di te
sappi non ne troverai
quelle tue paure inutili
non finiranno..

Nella mancanza di autostima c’è anche un egocentrismo labile e masochistico. La cantante sa di essere stupida come nessun’altra al mondo, ma è solo una sua opinione e convinzione. Infatti, se vogliamo consolarla, poichè è ridotta così male, possiamo spiegarle che Flavia Vento sta peggio di lei.

Ma che stupida che sei
stupida un’altra volta
che parli ad uno specchio
e mai alla persona giusta

Alessandra continua ad insultarsi, soprattutto perchè si riscopre a parlare con gli specchi e non con le persone. Eccesso di vanità? Autismo? Come vogliamo spiegarlo? Invito Raffaele Morelli a disquisire sull’argomento.

e da stupida che sei
tu non farai mai niente
sei una persona tra la gente ma
la gente mente sempre
imparare da sempre
camminare da sempre
e non capirai niente
hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei

Mentre ci avviamo al ritornello, Alessandra che sta parlando di sè con sè e lo canta all’Italia, specifica a se stessa di essere solo una tra tante, tra la gente, e che la gente mente sempre. Il collegamento con il ritornello è di tipo N.I. , cioè non identificato. Imparare da sempre, camminare da sempre sono parole prive di connessione tra loro. L’unica frase azzeccata del testo è “E non capirai niente”. Intanto, parlando con lo specchio, Alessandra si convince di poter ricevere risposta. Forse nessuno le ha spiegato che lo specchio delle sue brame parla solo nelle favole.

Che stupida sei
che non ti sprechi mai
le tue poesie sono coriandoli
che non seminerai.

Continuiamo a notare che la psiche della ragazza è costellata da varie problematiche. Continua ad insultarsi la nostra Ale, definisce le sue poesie coriandoli. Sarà pure dedita alla scrittura (discutibilmente), ma come pollice verde non ci siamo. Qualcuno le spieghi che i coriandoli non si seminano.

Se vuoi per ironia
che adesso è vuota
vengo da un palazzo buio ed ostinato

ma che stupida che sei
stupida un’altra volta
nuda di fronte a uno specchio
e mai alla persona giusta

La frase in rosso appartiene al tipo N.I. di cui sopra. Gli insulti proseguono, questa volta perchè la ragazza continuando a guardarsi allo specchio, ignuda o vestita, ha perso tempo e non si è mai concessa alla persona giusta. Ma esiste una persona giusta per una psicolabile?

e da stupida che sei
fai pure finta di niente
lui si riveste soddisfatto
e intanto sai che mente

Ora fate bene attenzione a questo passaggio. Deduciamo che la ragazza si sia data da fare con un anonimo. L’uomo (supponiamo che sia eterosessuale) usa la classica tecnica usa e getta. Dalla frase successiva si deduce che Alessandra lo consideri mentitore, la gente mente, lo specchio non la conosce. La ragazza vive proprio in un mondo schifoso e mentre lui se ne va soddisfatto (almeno quello), lei probabilmente è già davanti allo specchio.

La canzone si conclude con la ripetizione del ritornello disconnesso dalla realtà e dalla sensatezza. In più volevo sottolineare che lo specchio che non sa chi sei è stato copiato a Luciano Ligabue (“Seduto in riva al fosso“).

Alessandra Amoroso in una posa che rispecchia la sua personalità

Alessandra Amoroso in una posa che rispecchia la sua personalità

Dedicata all’anagramma di Chiara.

Le Las Ketchup e i satanassi

Bentornati nel mondo delle autopsie più autentiche del web. La prima autopsia del 2010 è stata fortemente voluta ed è fortemente dedicata a chi l’ha proposta.

Si tratta di un brano molto controverso, che ha suscitato non poche discussioni, ma anche molto successo, come tutti i brani stupidi che circolano in genere. Stiamo parlando di “Asereje“, brano di qualche anno fa lanciato dalle Las Ketchup, che già titolo e nome del gruppo sono un programma. Il fatto di averci aggiunto dell’esoterico, del satanico e del quel che vi pare, ha reso la canzone ancora più.

Partiamo con l’analisi del testo e andiamo alla scoperta dei simboli satanici che pervadono il testo:

Guarda mentre si avvicina
alla svolta dell’angolo
viene Diego ballando la rumba
con la luna nelle pupille
e il vestito acqua marina
Sembra di contrabbando.

La canzone inizia con un imperativo invitativo, che invita a guardare verso la svolta dell’angolo dalla quale le tre sataniste guardano Diego, che non si sa chi sia. Potrebbe trattarsi del diavolo oppure di una vittima sacrificale. Fattosta che uno che balla la rumba tanto pur baller in giro per le strade e che ha la luna nelle pupille e tra l’altro un vestito che in base al parere delle esperte cantanti è di contrabbando, non fa certo pensare bene di questo povero Diego. Voi siete più per il Satana, per la vittima sacrificale o per un fuggiasco da reparto psichiatrico?

e dove non c’è più un’anima
Li inizia a ballare
posseduto dal ritmo ragatanga
e il dj que lo conosce
suona l’inno di mezzanotte
per Diego la canzone piu desiderata
e la balla,e se la gode,e la canta…

Approfittando delle strade desolate del loco misterioso, Diego inizia a ballare posseduto da questo ritmo ragatanga. Che poi, a leggere e ascoltare il resto della canzone uno pensa che non esista il ragatanga, ma più o meno esiste, ed è insensato quanto il ritornello che segue, mentre Diego se la spassa insieme al suo dj preferito che conoscendolo se ne approfitta e lo mette in ridicolo davanti al popolo.

Aserejé, ja deje tejebe tude jebere
sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí

Il ritornello è la parte più controversa nel brano. Non solo perchè non ha un minimo di senso e la gente si ostina a cantarlo convinta di conoscerne le parole esatte come se ci fosse davvero qualcosa da sapere, ma perchè si parla di testi satanici. Sembra infatti che decifrando le parole si arrivi ad un rituale che invita all’eresia e che va ripetuto più volte per avere effetto. Il tutto è accompagnato da un balletto che nemmeno i teletubbies, cosa volete che ci sia di satanico? I Beatles e i Led Zeppelin stanno imprecando, loro si erano impegnati sul serio!

non è una stregoneria
Che lo incontri tutti i giorni
ovunque io cammini
Diego è li sfacciato
e questo lo diverte
rastafari afrogitano
e dove non c’è più un’anima
Li inizia a ballare
posseduto dal ritmo ragatanga
e il dj que lo conosce
suona l’inno di mezzanotte
per Diego la canzone piu desiderata
e la balla,e se la gode,e la canta…

Il testo si conclude precisando che non si tratta di stregoneria ma che questo Diego uno se lo ritrova davanti all’improvviso e quello parte a ballare quel ritmo ragatanga misterioso. Di lui sappiamo che ci ha i rasta e segue la religione rastafari, oltre al fatto di essere sfacciato. Ma voi, uno così, che balla per le strade di notte, un pò rumba e un pò ragatanga, lo considerate sfacciato o rincoglionito?

Le Las Ketchup evidentemente possedute dal ritmo ragatanga

Le Las Ketchup evidentemente possedute dal ritmo ragatanga

Dedicata all’anagramma di Chiara e Bomba

Lei non canta: stracanta

Come ormai avrete capito, ci sono dei cantanti a cui ci si affeziona e poi è molto difficile lasciarli andare per intraprendere nuove autopsie. Oltre al travagliato Fabrizio Fibrazio pilota nello spazio, anche Ambra Angiolini con i suoi celebri ricci scomparsi e divorati dal tempo, è nella top ten dei cantanti più graditi per un’autopsia.

Il brano di oggi, ovviamente legato alla sua famosissima adolescenza televisiva, è “Ti stravoglio”, un’anticipazione del linguaggio giovanile poi siviluppatosi in assassinio delle vocali e riduzione delle consonanti.

Per tutto l’oro al mondo, no, non ti perdo.

Ambra fa una premessa molto molto chiara. Come al solito è alle prese con una storia d’amore disgraziata. Prima si fa promettere e giurare amore eterno, adesso non vuole perderlo.

C’è adesso un muro tra di noi
invalicabile oramai
ma vedo ancora l’ombra tua al fianco della mia
e non scappa via.

Ovviamente la ragazza si trova in serie difficoltà sentimentali, un muro la divide dal suo grande amore al punto di portarla ad uno stato depressivo con conseguenti allucinazioni da eccesso di farmaci.

C’è adesso un punto tra di noi,
stasera con gli amici miei
e domani si vedrà, ci si organizzerà,
ma la notte poi…

Ma non c’è solo un muro, due persone che si amano condividono tante cose, come un punto. Questa sequenza di blabla è molto misteriosa. Stasera con gli amici di lei e domani si organizzeranno in altro modo, ma la notte che dovrebbe portare consiglio, porta puntini di sospensione.

Gira gira la città
gira l’anima in città
gira un disco dentro me che ripete alla pazzia
per tutto loro al mondo, no, non ti perdo

Lo stato confusionale di Ambra peggiora, è in preda alle convulsioni e mentre il mondo gira e il cieo è sempre più blu, si ricorda che comunque non perderà il suo amore.

Non ti voglio, ti stravoglio,
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro,
non è tutto amore
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.

Ambra inizia letteralmente a straparlare (o a stracantare, che dir si voglia) e questo ritornello ne è la triste prova.

C’è adesso il mare tra di noi,
ma a nuoto lo attraverserei,
ora so che conti più
di ogni cosa e più
di chiunque ho amato mai.

Muro, punto e mare. Ma la nostra allucinata cantante sarebbe disposta ad attraversare il mare, forse uno qualunque, a nuoto perchè ama lui e come lui nessuno mai.

C’è adesso orgoglio tra di noi
perchè ti voglio e tu mi vuoi,
ma torna come prima, io torno come prima,
giuro non ne posso piu…

Facciamo il sunto della situazione: muro, punto, mare, orgoglio. si vogliono ma si allontanano, ma Ambra promette in maniera subliminale di disintossicarsi chiedendo a lui di tornare come prima, che chissà che problemi ci ha lui. E’ distrutta ed infatti continua a straparlare ed io desidero che voi impariate il ritornello, perchè è grandioso.

Non ti voglio, ti stravoglio
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro.
Non è tutto amore,
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.
Non ti voglio, ti stravoglio,
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro.
Non è tutto amore,
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.

Ti stravoglio, ti stravoglio.

Ambra strasexy

Ambra strasexy

Dedicata all’anagramma di Alessandra che stra-amo, di Vallon Vallonis che stra-emo e di Giuseppe che stra-suggerisce.

Lady Gaga e le sue sofferenze mentali

Questa volta per analizzare il brano musicale passiamo all’internescional e soprattutto ad una delle hit del momento. Si tratta della trashissima Lady Gaga, fenomeno passeggero e alquanto fastidioso, più pornosoft che musicale.

Il brano in questione è “Paparazzi“, titolo che non necessita di traduzione, del quale esiste un discutibilissimo video, che contraddistingue lo stile e il “buon”gusto della cantantessa più brutta del mondo dopo Susan Boyle.

Ne estrapoliamo alcuni pezzi, che indicano la profondità della tematica.

scattarti una foto è magico
noi due assieme saremmo fantastici
pelle e jeans
un orologio sul mio polso
non sono sicuro di cosa significa

Pelle e Jeans è grande stile, e qualcuno spieghi a questa donna perchè si usa indossare l’orologio sul polso e non sulla caviglia.

sono la tua più grande fan
ti seguirò finchè non mi amerai,
papa-paparazzi
tesoro, non c’è nessun’altra superstar
che sappia che io sarò una papa-paparazza

Lady Gaga è tranquillamente denunciabile per stolching, è la più grande fan di qualcuno di indefinito ma promette la persecuzione, a costo di diventare paparazza. Che non è un bel mestiere eh, ma qualcuno deve pur farlo.

ti prometto che sarò gentile
ma non mi fermerò finchè il ragazzo non sarà mio
tesoro sei famoso e ti seguirò
finchè non mi amerai, papa-paparazzi

Nonostante tutto, la pressione fatta da Lady Gaga sarà di tipo docile in modo da non indurre la vittima a chiamare aiuto. La pressione psicologica piano piano le permetterà di ottenere quel che vuole e ciò è dovuto all’importanza che ha nel mondo il malcapitato del momento.

sarò la ragazza dietro le quinte del tuo spettacolo
corde e chitarre, si
perchè sai che sto iniziando i servizi
accendo le tue sigarette
l’ombra è bruciata, ?
le mie ciglia sono asciutte
ma quando tocco quel ?
non lascio tracce
amarti mi sta uccidendo
perchè tesoro tu sai che io…

Dopo l’elenco di cose da fare per essere un perfetto segugio, Lady Gaga ha pure il coraggio di sostenere che questo amore la sta uccidendo, il che provoca la pelle d’oca. La donnetta ha più problemi di Britney Spears, che qualcuno chiami i soccorsi.



siamo oro, stiamo ballando nello studio
che colpo, che colpo
quello schifo che passano per radio
non fermarti, lascia che torni indietro
siamo plastica ma continuiamo a divertirci

Concludo con questo bellissimo pezzo. Tra “siamo oro, “siamo plastica” e “siamo folla” anche questo è uno di quei personaggi che soffre di sdoppiamento della personalità. Ma la frase che più lascia allibiti è “quello schifo che passano per radio”. Mica si starà riferendo a “Poker face”?

Lady Gaga mentre diventa plastica

Lady Gaga mentre diventa plastica

Dedicata all’anagramma di Antonio.

I tesori di Venditti

Nessuno può difendersi dalle autopsie canore, nemmeno Antonello Venditti. Ebbene, ci è cascato pure lui. Lui che con la canzone che stiamo per proporvi si dichiara ufficialmente tra lo sfigato e lo zerbino di turno.
La canzone, stra-conosciuta, è “Che tesoro che sei“. Procediamo con l’analisi.

Che tesoro che sei quando mi guardi
quando dici che mi chiami dopo
e non mi chiami mai

Già basterebbe l’inizio per comprendere il punto di vista di “lei”. Nonostante lei prometta di richiamare senza poi farlo, immaginiamo il nostro Antonellone con gli occhi scintillanti che pensa che sia, nonostante tutto, un tesoro. E non è finita qui:

che tesoro che sei quando fai tardi
dici … scusa sono in mezzo al traffico .. mi aspetterai.

La scusa del fare tardi a causa del traffico è nota a tutti. L’ingenuo Venditti è forse l’unico a crederci ancora, per il suo tesoro.

Che tesoro che sei quando ti svegli
quando esci dalla doccia corri e non ti asciughi mai …
ti rivesti nel buio e leghi i tuoi capelli
.. un biglietto per me … sono pazza di te … non lo sai

In questa parte della canzone assistiamo ad un momento mattutino, lei che si sveglia, si lava e poi corre senza asciugarsi. Manca solo Capitan Libeccio e siamo tutti pronti per la Maratonda, poichè niente secca meglio di una corsa in su e in giù.
Inoltre lei, chiaramente e palesemente per farsi perdonare dei suoi ritardi e delle chiamate mancate, lascia un biglietto che la rende ancor di più un tesoro agli occhi del suo ammore.

Che tesoro che sei quando mi guardi
quando penso con qli stessi occhi tu mi lascerai
che paura che hai … non mi sorprendi
perché stare con me non è bere un caffè … e tu lo ami

Questa parte merita ben più attenzione. Lui è consapevole del fatto che sarà lasciato, questo già la dice lunga su quanto possa essere presa seriamente in considerazione questa storia d’amore. Almeno da lei. Lei, in base a quello che lascia capire Antonello, ha paura di stare con lui. E attenzione, stare con Venditti non è mica bere un caffè. E lei lo sa, però al contempo, essendo sicuramente la solita donna masochista altrimenti tutto ciò non si spiegherebbe, lo ama. E lui con la sua voce tremula continua a ricordarle che è il suo tesoro. Quando e se si sono lasciati non ci è dato saperlo, ma vi permetto di cantare tutti in coro il ritornello, che lo so che lo sapete tutti, dai!

E se il nostro poi non fosse amore giuro
io non ti lascerei
se pensassi che di me non te ne importa niente
Anche se non fossi un angelo io non ti cambierei
perché sei bella bella bella … bella come sei
bella come ti vorrei.

Antonello ride di se stesso.

Antonello ride di se stesso.

Dedicata all’anagramma di Alessandra.

Francesco decanta Francesca

Oggi porteremo nel mondo della musica uno dei fenomeni più rapidi, cangianti e controversi e discussi del panorama musicale italiano. Con sulla testa la condanna di essere un figlio di Pooh, Dj Francesco pensava di cavarsela tirando fuori “La canzone del capitano” (una probabile paziente, in futuro) e invece s’è scavato la fossa con le sue stesse mani. A tal punto che per nascondere la propria identità o comunque per rivelare un cambio di personalità, si è tolto il “dj” dal nome ed è rimasto semplicemente Francesco, quello che delizia le nostre serate, con i suoi occhioni azzurri, conducendoci nei meandri di X Factor. Noi, per affetto nei confronti della sua prima versione, forse un pò irrispettosamente ma affettuosamente, continueremo a chiamarlo DJ Francesco. E oggi vi offro una sua canzone allegrissima, che putacaso, fantasia volle che si chiamasse “Francesca“.

Francesca fa sempre l’offesa
Ma poi ride
E se non ti vuole vedere
Te lo dice
Francesca raccoglie la mela
Dal ramo
Ti dice che ti vuole bene
E mai Ti Amo

Il nostro Facchinetti in erba descrive tale Francesca nei lati del suo carattere che la contraddistinguono dalle altre Francesche e non. Per cui sappiamo che è una che non porta rancore, chiara e sfacciata. Poi compie delle azioni romanticamente sane, coglie quella mela dal ramo che poi Albachiara mangia sulla strada verso scuola. Francesca è allergica all’amore e si limita al pure affetto amichevole, non si sbilancia.

Francesca cammina per strada
Senza una meta
Le labbra e una pelle che al sole
Sembra di seta
Sul collo una grande moneta
Che portafortuna
Francesca che brilla nel cielo
Come la luna

Oltre ad essere un’errabonda, Francesca ha una pelle delicata e porta al collo una grande moneta, stile rapper da ghetto newyorkese. Francesca deve avere poteri magici, forse conferiteli dalla moneta, e riesce a brillare nel cielo, a mo di Lucy dei Beatles o, se preferite, Mufasa.
La canzone si presta al canticchiamento, se al posto della voce del nostro amato Francesco ci fosse quella di Cristina D’Avena, ci starebbe benissimo per un cartone animato.

Francesca è una e tante
Francesca sei anche tu
Ed entra nel suo mondo
Che è tutto tranne che rotondo

Francesca soffre di disturbo della personalità. Anche tu che leggi, evidentemente.

Anche se non c’è una regola
Francesca è unica
Francesca è libera
Anche se a volte lei scivola
Francesca è unica
Francesca è musica

Fino a prova contraria non pare ci siano regole che vietino l’unicità di una persona, nè tantomeno la libertà, almeno relativamente parlando. Francesca distratta dalle sue multipersonalità ogni tanto prende qualche buccia di banana e scivola, ma per questo rimane unica. E anche musica, passiamogliela.

Francesca sul braccio ha una storia
In un tatuaggio
E il mese che lei preferisce
Il mese di maggio
Francesca ha la gonna al contrario
E non ha paura
Se ti guarda negli occhi è una forza
Della natura

La canzone si conclude col ritornello di cui sopra. Esaminiamo attentamente gli ultimi versi. Ci può stare la storia in un tatuaggio che, si sa, i tatuaggi hanno i loro significati, ma la rima col mese di maggio non la fa nemmeno Topo Gigio eh.
Francesca ci ha un coraggio che nemmeno i fantastici quattro messi insieme. Infatti lei mette la gonna al contrario per dimostrarlo. E poi le ultime strofe possono essere un commento passabile, ma il resto della canzone, DJ Francesco dei nostri cuori, no.

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dedicata all’anagramma di Giuseppe.

Il sole esiste anche per Tiziano!

Non ci crederete mai, ma la prossima autopsia prevede un altro testo di Tiziano Ferro.
Il ragazzo si presta, è impossibile forse vivisezionare ogni suo brano, ma ogni tanto qualcuno non si può tralasciare.
Senza rispolverare vecchie glorie del passato, ho optato per l’ultimo singolo, quello che permetterà alle giovini di oggi di strapparsi un altro pò di capelli. Non ho mai compreso se il gesto fosse perchè apprezzano eccessivamente o si rendono conto dell’atroce realtà.

Il titolo è una rivelazione. Ancora una volta devo parlare a favore del sig. Notizia, è assolutamente e semplicemente geniale: Il sole esiste per tutti.

In questa mattina grigia
In questa casa che ora è veramente solo mia
Riconosco che sei l’unica persona che conosca
Che incontrando una persona la conosce

Il titolo promette bene, la prima frase smonta tutta l’euforia da esso offerta. Inoltre non si coglie il nesso tra titolo e testo, anzi.
Tiziano Notizia lascia comprendere d’essere rimasto solo in casa, quindi adesso la sente più sua e siccome ama un sacco giocare con le parole, realizza, mentre realizza anche di avere una casa, di conoscere una persona. A voi è mai successo di provare questa strana sensazione? Inoltre questa persona, se ne incontra un’altra, la conosce. L’approccio di conoscenza procede:

E guardandola le parla per la prima volta
Concedendosi una vera lunga sosta
Una sosta dai concetti e i preconcetti
Una sosta dalla prima impressione
Che rischiando di sbagliare
Prova a chiedersi per prima
Cosa sia quella persona veramente
Potrò mai volere bene

Dunque, una persona incontra un’altra persona e la conosce guardandola e parlandole per la prima volta. Ecco, io non so se a voi è mai successo di provare quest’altra strana sensazione. Pensate di poter conoscere una persona saltando il primo dialogo, saltando direttamente al secondo?
Questa persona è speciale però, perchè abbandona ogni concetto e preconcetto, eccolo Tiziano che gioca ancora con le parole. Sempre questa persona che Notizia conosce, non si cura della prima impressione, per cui potrà voler bene a quest’altra persona senza rischiare di sbagliarsi su quel che veramente potrebbe essere. Lo so che se non ve l’avessi spiegato io, non ci avreste capito un bel nulla. Ammettetelo. L’intelligenza mica è come il sole.

Tu che pensi solamente spinta dall’affetto
E non ne vuoi sapere di battaglie d’odio di ripicche e di rancore
E t’intenerisci ad ogni mio difetto
Tu che ridi solamente insieme a me

Adesso Tiziano Notizia si rivolge direttamente a questa lei che molto probabilmente è quella persona geniale che se incontra una persona la conosce. Voglio evidenziare il fatto che questa donna pensi solamente “spinta dall’affetto”, per cui non è perfettamente razionale, il che spiegherebbe quell’intenerirsi ad ogni difetto di Tiziano e soprattutto il ridere solamente insieme a lui. Vorrei porre un quesito a Tiziano: non hai mai pensato che questa donna possa vederti come qualcosa di cui ridere?


Insieme a chi sa ridere ma ridere di cuore
Tu che ti metti da parte sempre troppo spesso
E che mi vuoi bene più di quanto faccia con me stesso

Ed ecco, Tiziano si convince che lei rida così tanto perchè follemente innamorata. Ciò la porta a mettersi da parte e ad amarlo smisuratamente, più di quanto lui faccia con se stesso. Ed ecco, se nemmeno lui riesce ad amarsi e sicuramente a comprendersi, come pretendete che lo faccia una povera donna che incontra la gente e la conosce?
Secondo quesito: A Tizià, ma quand’è che ti spieghi in lingua corrente?

Il momento in cui Notizia ha scoperto che il sole esiste per tutti

Il momento in cui Notizia ha scoperto che il sole esiste per tutti

Dedicata all’anagramma di Ivan.

Strapazzatelo di coccole

Non potevo non concentrare la mia attenzione medica su un altro brano del Vasco Rossi, affetto da patologie che non sto qui a dire, che tanto le sapete meglio di me. Sempre tratto dall’ultimo capolavoro, questo brano si intitola: E adesso che tocca a me. Che un pò farebbe pensare a Ramazzotti, ma evitiamo di metterli tutti insieme sennò qui va a finire male.

Vaschino dei nostri cuori si pone degli interrogativi estremamente interessanti. Molto probabilmente la maggior parte di voi avrà provato le sue stesse sensazioni. Già vi vedo a scrivere queste frasi in giro per i diari e per i cavalcavia.

E adesso che sono arrivato
Fin qui grazie ai miei sogni
Che cosa me ne faccio
Della REALTÀ

Vasco, tesoro, in qualunque modo tu sia arrivato lì, sono certa che il colpevole-perchè c’è sempre un colpevole- non sei soltanto tu e che comunque quel colpevole, dovrà pagare un prezzo molto alto per questa svista.
Della realtà non fartene niente, chiediti piuttosto cosa ci sia oltre. E procedi con i tentativi concreti per scoprirlo.

Adesso che non ho
Più le mie illusioni
Che cosa me ne frega
Della VERITÀ

Vasco qui assume chiaramente il comportamento di una persona consapevole dei problemi che la affliggono, ma che vuole negarli. Finge menefreghismo, ma in realtà è perfettamente cosciente. Sappiamo anche che la verità fa male.

Adesso che ho capito
Come va il mondo
Che cosa me ne faccio Della SINCERITÀ
E adesso
E adesso

Così come la verità, la sincerità è altrettanto inutile. Vasco ha compreso come stanno le cose, adesso se ne frega veramente di tutto.

E adesso che non ho
Più il mio motorino
Che cosa me ne faccio
Di una macchina

Questa frase mi lascia esterrefatta. Qual è la spiegazione dell’inutilità della macchina correlata all’assenza del motorino?
Qual è il senso della mia frase?

Quella che segue, attenzione attenzione, è da inserire nelle frasi più geniali della storia della musica, insieme ai verdi conigli e agli anagrammi. A fine anno stileremo una classifica, ma per ora respirate a fondo e leggete:

Adesso che non c’è
Più Topo Gigio
Che cosa me ne frega
Della Svizzera

Direi che posso concludere qui. I versi che seguono perdono qualsiasi briciola di senso, sebbene già non ne avessero. Grazie a voi tutti per aver condiviso cotanta sofferenza con me.

Il Topo Gigio che non c'è più.

Il Topo Gigio che non c'è più.

Dedicata all’anagramma di Valentina.

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