Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Le domande che vorrei fare a Cesare Cremonini

Dopo aver ascoltato attentamente “Il Comico” di Cesare Cremonini, ho deciso di scrivere una lettera all’ex Lunapop, perché i suoi testi mi mettono sempre davanti a grandi interrogativi.

Caro Cesare,

i testi delle tue canzoni sono comprensibili e fantasiosi quasi come quelli di Tiziano Ferro e so che ne vai particolarmente fiero e che con questa canzone intendevi scrivere un inno alla risata e alla comicità. Ma perché i militari non possono far ridere la gente? Perché chi conosce Dante non ha niente da imparare? Perchè ti danno fastidio quelli che si vestono da soldato a carnevale, pensi che non possano essere simpatici? Perché la protagonista della tua canzone aspetta il figlio di un pirata? Forse immagina di sposarselo e fregargli il tesoro ereditato dal padre dopo averlo avvelenato?

Perché se ti lanci in un’aiuola comprendi che la gravità ti porta giù ma non che si prova del dolore? E perché non ti lanci su un’aiuola? Pensi che le aiuole siano fatte di cotone? Hai mai provato davvero a cadere su un’aiuola o era già passato Gianluca Grignani?

Cesare Cremonini ride se ti piange il cuore

Emma Marrone sarà libera… dalla grammatica

Vi mancano le autopsie canore? Non appena l’estate e gli stupidi nomi delle correnti calde svaniranno come per magia, ricominceremo a lavorare. Nel nostro laboratorio non c’è l’aria condizionata, quindi ci siamo presi una lunga pausa, ma oggi vogliamo offrirvi una rapida perla canora.

Visto che una delle nostre vittime preferite è Alessandra Amoroso, abbiamo deciso di lasciarla in compagnia di Emma Marrone, che ci ha tartassato alla radio con il suo brano “Sarò libera“. Tralasciando congiuntivi latitanti, depressione e dolcezza come se piovesse, ecco quella che secondo me è la parte più bella dell’intero testo:

E poi baciarti ogni notte/

Proprio come le zanzare.

A tutti coloro che hanno imprecato per intere notti durante il grazioso svolazzare ronzante dei famigerati insetti: sappiate che avevate semplicemente perso il vostro lato romantico e non avete apprezzato i dolci baci delle zanzare, al sapor di prurito.

Nella foto: Emma Marrone bacia Stefano De Martino, proprio come le zanzare.

Emma Marrone e Stefano De Martino

La differenza tra Tiziano Ferro e l’universo

Bentornati nel nostro ambulatorio, oggi il nostro paziente è un vero e proprio tormentone, tormentante e tormentato che ovviamente non poteva essere opera che dell’egregio Tiziano Ferro, il Vate dei nostri giorni.

Tornato alla ribalta, Tiziano Ferro ci propone un brano contorto, controverso e frantumante (spero abbiate colto il senso del frantumato) intitolato “La differenza tra me e te“, troviamo un Tiziano che si confronta e che si lamenta di se stesso, insoddisfatto della propria personalità. Procediamo con l’analisi:

La differenza tra me e te

Non l’ho capita fino in fondo veramente bene

Me e te

Uno dei due sa farsi male, l’altro meno

Però me e te

E’ quasi una negazione.

Al solito, ci risulta molto complesso decriptare i brani di Tiziano Notizia, ci proviamo con grande passione perché ci piace svelare le contraddizioni e, chiaramente, le differenze. Tiziano Ferro fa un’analisi di se stesso, confrontandosi con il suo alter ego, ormai da tempo sappiamo che l’artista soffre di problemi di doppia personalità. Guardandosi allo specchio come un giovane De Niro in Taxi Driver, Notizia si rende conto di non essersi mai capito, ma in tutta questa incomprensione scova una parte autolesionista e poi una misteriosa negazione, forse perché entrambe le sue personalità fremono per emergere e tentano di annullarsi reciprocamente, con risultati devastanti che si ripercuotono su milioni di italiani via radio.

Io mi perdo nei dettagli e nei disordini, tu no

E temo il tuo passato e il mio passato

Ma tu no.Me e te, è così chiaro

E sembra difficile.

Per Tiziano Ferro ciò che è chiaro è anche complicato: la sua parte strafottente non si preoccupa del suo passato, ma la parte ansiogena assolutamente sì e non fa che complicare le cose che, seppur chiare, sembrano al contempo contorte, perché si sa, la contraddizione nel cervello di Notizia fa da padrona.

La mia vita

Mi fa perdere il sonno, sempre

Mi fa capire che è evidenteLa differenza tra me e te.

Poi mi chiedi come sto

E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande

A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.

A questo punto del brano ci rendiamo conto del tormento reale di Tiziano Notizia Ferro, che soffre perché continuamente punzecchiato dalla sua parte sadica, ma talmente sottomesso a quella parte da rallegrarsi nel vederla.

La differenza tra me e te

Tu come stai? Bene. Io come sto? Boh!

Me e te

Uno sorride di com’è, l’atro piange cosa non è

E penso sia un errore.

Momento Marzulliano, il nostro artista si pone delle domande e si risponde da solo, la genialità delle sue parole trapela nel momento in cui viene rivelato lo stato d’animo delle due personalità: una perennemente soddisfatta, l’altra vive la condizione opposta ed è quella preminente nei brani del nostro Vate.

Ah, io ho molte incertezze, una pinta e qualche amico

Tu hai molte domande, alcune pessime, lo dico

Me e te, elementare

Non vorrei andare via.

Tiziano Notizia riconosce che una parte di lui è molto più solitaria, la parte più debole tuttavia non vuole lasciare mente e corpo del cantante, spera ancora di poter ottenere il dominio, ma tutto è assolutamente improbabile e lascia presagire l’arrivo di nuovi e contorti brani in classifica.

Uno sorride di com’è, l’altro piange cosa non è

E penso sia bellissimo

E penso sia bellissimo.

In tutta questa sofferenza nel non potersi mai completare nè tantomeno auto-estirpare, Tiziano Notizia Ferro scopre che alla fine è meglio prendere le cose con positività e ottimismo, pertanto tutte le differenze si annullano e se prima erano un errore, adesso diventano qualcosa di “bellissimo”. Ed infatti possiamo affermare a gran voce che è così, se non ci fossero due personalità a scontrarsi con viulenza, noi non potremmo leggere ed ascoltare certe perle. Alla fine di questo articolo, però, scoprirete una realtà ben più inquietante…

Tiziano Ferro elenca le sue personalità

Le personalità di Tiziano Ferro sono tre.

Dedicata all’anagramma di Navi

Nek e il Voyeurismo di Laura

Partiamo dal presupposto che questo è un emerito capolavoro della canzone italiana. E poi prendiamo in considerazione anche il fatto che si tratta di una canzone incompresa e disprezzata dai più, prevalentemente per questioni “metriche”. Se Nek avesse ben pensato di accomunare le parole ad un ritmo che avesse  dato loro il senso necessario per essere capite, tutto sarebbe andato diversamente. Ma procediamo pure con la nostra autopsia, benvenuti in sala.

Laura non c’e’ e’ andata via
Laura non e’ piu’ cosa mia
E te che sei qua
mi chiedi perche’
L’amo se niente piu’ mi da

Il succo di questa canzone è che Nek è un uomo allo stato brado, sessualmente parlando. E’ privo di ogni capacità di contenimento. Laura lo ha lasciato e niente più gli dà, ma il nostro amico di Sassuolo si è già portato una nuova tizia in camera, una donna anonima con la quale si giustifica per le sue pene d’amore e gli istinti sbagliati.

Mi manca da spezzare il fiato
Fa male e non lo sa
Che non mi e’ mai passata
Laura non c’e’ capisco che
E’ stupido cercarla in te
Io sto da schifo credi e non lo vorrei
Stare con te e pensare a lei
Stasera voglio stare acceso
Andiamocene di la’
A forza di pensare ho fuso

Mettetevi nei panni della tizia, ma date pure a Nek il merito di tanta sincerità, la avverte subito e poi passa all’ultimatum, ma precisa comunque a chi sono rivolti i suoi sentimenti: vuole stare acceso e non pensare, la donnina sarà la sua valvola di sfogo. Chissà, un giorno di questi potremmo scoprire che Nek aveva ampiamente anticipato il fenomeno escort, chiamando donne a domicilio per dimenticare Laura.

Se vuoi ci amiamo adesso
se vuoi
Pero’ non e’ lo stesso fra di noi
Da solo non mi basta stai con me
Solo e’ strano che al suo posto
ci sei te ci sei te

Concentriamoci sul “Da solo non mi basto”. La sincerità brutale di Nek fa quasi venire i brividi. Da solo non si basta, quindi significa che c’ha abbondantemente provato senza risultati. Mentre sta con un’altra, ha comunque la delicatezza di dirle che è strano stare con lei. Ha fatto proprio bene Laura a non esserci più, non siete forse d’accordo?

Laura dov’e’ mi manca sai
Magari c’e’ un altro accanto a lei
Giuro non ci ho pensato mai
Che succedesse proprio a noi
Lei si muove dentro un altro abbraccio
Su di un corpo che non e’ piu’ il mio
Io cosi non ce la faccio

Defaillance. Nel bel mezzo del rapporto Nek si blocca e ripensa a Laura, non riesce ancora a capacitarsi della fine della loro relazione ed inizia ad immaginare scene di passione della sua amata con un altro uomo, il pensiero gli blocca la libido, ed anche qualcos’altro. In realtà continua a chiedersi dove Laura sia, perché non c’è accorta che è malamente nascosta nell’armadio.

Forse e’ difficile cosi
ma non so che cosa fare
Credo che sia logico
per quanto io provi a scappare..
Lei c’e’

Colpo di scena: in realtà Laura non è mai andata via. Pensavate, poveri illusi, che l’analisi di questo testo lasciasse trasparire delle insicurezze sessuali da parte di Nek, ma in realtà pone l’attenzione sulla figura di quella zozzerella di Laura, che ha messo in scena la fine del rapporto per costringere il suo uomo a stare con un’altra, per puro piacere dei sensi della protagonista di questo brano che, come conferma lo stesso Nek, è nella stanza e lui a certi giochetti non riesce a starci proprio.

Mi casca il mondo addosso e ora so
C’e’ ancora il suo riflesso tra me e te
Mi dispiace ma non posso Laura c’e’ Laura c’e’ 
Mi dispiace ma non posso Laura c’e’ Laura c’e’

Nek preoccupato per le perversioni di Laura

L’uccellino di Zucchero

Su suggerimento rianimo questo blog soltanto per occuparmi di una manciata di parole estrapolate da “E’ un peccato morir” di Zucchero, il re del doppio senso.

Grazie ad un commentatore che ha deciso di non insultarmi pesantemente, ho scoperto questa perla canora, degna della versione più linda e asettica della mia sala operatoria. Il tavolo operatorio è pronto ed anche il bisturi, con un taglio netto mettiamo allo scoperto le frasi nonsense di Zucchero, tanto che fino ad ora non è mai stato preso in considerazione perché il suo Turuturusentiumprivatium è stato etichettato come malattia incurabile, ma la frase segnalataci era davvero degna di nota.

Mentre canticchia che è un peccato morir (e visto il mio lavoro da autopsiante, non ne sono così certa), Zucchero lancia una frase degna dei peggiori stati mentali di Masini:

Gloria all’uccellino 
Vola da lei, io non so volare 
Dille che sei felice in mano 
E che è un peccato morir… 

Dopo svariate settimane di studi abbiamo capito che il riferimento fallico di Zucchero è indubbio, poiché presente in ogni sua canzone. Si tratta di un vero e proprio elogio al pene ed un invito a conquistare la controparte femminile, il “volare” è un gesto puramente metaforico e la felicità in mano è dovuta, appunto, all’assenza della controparte femminile. “E’ un peccato morir“, infatti, l’uccellino rimane in mano e non riuscendo a spiccare il volo crea un diffuso senso di frustrazione, non solo nel protagonista dello spiacevole evento, ma anche in chi impotente (è il caso di dirlo) vi assiste sonoramente.

Zucchero afflitto dall'uccellino che non vola

Si ringrazia l’anagramma di Xander per il suggerimento

Anna Tatangelo e la pedagogia d’annata

Avviso: Il titolo di questo post non ha minimamente senso. Come questo post. E come questo blog. Evviva Vasco Rossi.

Ciao a tutti miei cari pazienti,

lo so che vi sono mancata ma ero in attesa di un’ispirazione fresca e confidavo proprio in Anna Tatangelo, che si è rivelata come sempre la migliore soluzione e ha appena sfornato un brano per il nostro ambulatorio. Si tratta di “Sensi“, una sorta di lezione di recupero per tutti quegli adulti che all’asilo, quando spiegavano olfatto, gusto, vista, udito e tatto, erano intenti a scaccolarsi o a barattare caramelle con denti da consegnare alla mafia delle fatine. Premettiamo che la Tatangelo è tornata più in forma che mai, nella forma di Kylie Minogue e diamo il via alla nostra autopsia:

Soddisfatto, gli occhi di un gatto
Che adesso guardano me
Qui nel letto come un sospetto
Cosa farò senza te?

Come dicevo, la Tatangelo è tornata in forma e ci regala un brano che più nonsense di così c’è solo John Lennon fatto di LSD posseduto dal Mago Otelma. C’è un uomo nel letto della cantante e no, non è il suo amico che sogna di essere donna, lo deduciamo dal fatto che questo è soddisfatto dalle gesta tatangelesche, ma cosa vorrà mai dire “qui nel letto come un sospetto”? Forse, abituata all’amico gaio, la Tatangelo ha iniziato a temere che chiunque passi dal suo letto voglia diventare sua amica.

Questa stanza non può trattenerti però
C’è del fuoco.
Questo essere noi ogni volta che vuoi
Dura poco…
Ma ricomincia il gioco!

Qui entriamo nell’illogica razionale della nostra amata artista: una stanza con del fuoco, è ovvio che non possa trattenere nessuno, a meno che l’incendio non ostacoli l’uscita. Sul resto sorvoliamo, tanto è inutile sprecare aggeggi medici per esplicare situazioni inesplicabili, ma da quel “dura poco”, possiamo comprendere che l’amico che giace sul letto di Annina non sia un amante durevole e focoso, qui di infuocato c’è solo una stanza. Anna non demorde e spera nella ripresa.

Prendimi con l’olfatto con il tatto
Con le tue bugie.
Mangiami ma con gusto,
Esaudisco le tue fantasie.

Per riprendere il gioco e per insegnare ai propri alunni a memorizzare i cinque sensi, la Tatangelo intona il ritornello dance, quello che ti entra facilmente in testa, quello che non vorresti mai sentire, se ci tieni alla tua incolumità mentale. Per conquistare Anna Tatangelo bastano due sensi e le bugie. Alle donne, si sa, la verità piace solo pour parler, sotto sotto amano l’uomo vigliacco e traditore. Nel caso in cui l’uomo che giace sul letto della nostra beneamata fosse un cannibale, lei si rivela talmente disponibile che si fa anche mangiare, ma spera che il tizio sia di buona forchetta, quantomeno potrà morire con soddisfazione ed autocompiacimento.

Non c’è una parte di me che resista
Al tuo essere artista egoista
Mi chiedo se fai una proposta,
Se giochi e poi basta
Comunque mi fido degli occhi,
I tuoi occhi come specchi
Che guardano me.

Come vedete, in seguito arriva la prova della disponibilità masochistica della Tatangelo, affetta da una particolare forma di Turuturu, la Turuturus masochistis deprimendis, che ha inizio con una depressione latente che poi sfocia in una incontrollabile crisi di nervi, seguita da insulti ed eventi da rinfacciare con infinita cattiveria: sei un egoista! Ah sì, per te era solo un gioco?!Cazzo ti guardi?! ecc. ecc.

Vai di fretta, c’è chi ti aspetta
Ed io rimango con me.
La tua voce quasi una croce
Mi dice “tempo non c’è”
Ma la mia verità ricomincia da qua,
Sono sola.
La passione che c’è
È qualcosa che poi mi divora,
Ma certo non consola…

Ed ecco che qui si manifestano due fattori: lui ha un’altra donna e questo potrebbe essere un racconto postumo della relazione clandestina con Gigi D’Alessio quando era sposato con un’altra e quando cantava di neve che cade giù dal cielo ad agosto. Numero due: la Tatangelo, come Catherine Zeta-Jones, è bipolare e di questi tempi è roba che fa tendenza. Dalla giuoia, si passa allo sconforto.

Te ne vai soddisfatto come un gatto
Senza fantasie.
E non sai quanto male fanno al cuore
Queste tue bugie.

Dopo aver ripetuto il ritornello per apprendere il nome dei sensi, ecco che l’uomo s’alza dal letto e se ne va. Non è ancora chiara quest’ostinazione della Tatangelo di definire i gatti come animali soddisfatti: solitamente sono castrati e grassi, c’è ben poco di cui rallegrarsi. E poi arriva la conferma della bipolarità della donna: il brano inizia con lei che chiede di essere presa a colpi di bugie, ma si conclude con la sofferenza della Tatangelo nell’avere di fronte un perverso menzognere.

Anna Tatangelo illustra i 10 sensi: 5 per ogni personalità

Corollario del Turuturu: la Cleptomania Carnale Turuturus

Qualche tempo fa, vi avevo regalato un anticipo del mio trattato sul Turuturu, una delle patologie canore più diffuse al mondo, che vi piaccia oppure no. Il Turuturu, infatti, si insinua sottopelle ed è estremamente contagioso, ma ancora la scienza è in piena fase di ricerca, per cui non esistono delle cure. Il mio trattato completo, molto probabilmente tarderà ad arrivare, stiamo procedendo con gli esperimenti in laboratorio e come cavie abbiamo selezionato le persone che hanno acquistato il cd di Francesco e Giada, che sono meno di 10 e più di 3, forse non saranno sufficienti per trovare una cura efficace, per cui dovremo passare ai più numerosi acquirenti dei cd della Tatangelo.

Esempio Rampante di cleptomane carnale turuturus

Fatta questa piccola premessa, c’è da spiegare che il Turuturu non è unico, da esso infatti derivano altre patologie, diverse sfumature, che si riscontrano facilmente nei brani degli artisti dello Stivale: un esempio può essere la perversione vocale di Giusy Ferreri, o il masochismo di Io Negramaro, che ha addirittura pensato di poter provare piacere operandosi alle corde vocali; un altro esempio di Turuturu sono i versetti di Tiziano Notizia Ferro, nonché le distorsioni lessicali di Marco Mengoni. Insomma, di materiale da studiare ce n’è in abbondanza e ve lo riproporrò prossimamente. Quel che ci preme studiare quest’oggi è la Cleptomania di SugarFree.

La prima cosa che riscontriamo nel paziente è la consapevolezza: quando il paziente è consapevole, la situazione è tutt’altro che semplice, perché la sua consapevolezza deontologica, unita ad azioni che vanno in senso contrario, portano a dover risolvere anche il problema di una personalità multipla, quale quella di Sugarfree.

Sono affetto da un morbo incurabile
Il mio difetto è un istinto incontrollabile
Se ti vedo devo averti tra le mie mani

Liquidato da ogni dottore “Non rimedio” queste le parole
Ma la mia cura potresti essere tu

Il testo sottolineato intende rimarcare la consapevolatio nullius, mentre il resto è chiaro segno di rassegnazione, l’artista ci dice: “Sono malato, non posso guarire, che ci posso fare?“. Indi per cui, la particolare forma di Cleptomania Carnale Turuturus si manifesta più volte al giorno e non ha controindicazioni, che sia a stomaco vuoto oppure no, il nostro Sugarfree può prendere la sua donna tra le braccia e possederla con veemenza.

Prima o dopo i pasti non importa
Due o tre volte al giorno sì mi bastano per sperare


Aiutami a guarire da questa mia malattia
Affetto da una strana forma di cleptomania
Voglio averti mia, solamente mia

Come vedete il Turuturu, in questo caso nella sua variante cleptomane, fa aumentare anche la presunzione del paziente, che perde anche la capacità di autocontrollo, il suo linguaggio inizia a raggiungere il livello di quello di un individuo affetto da Sindrome di Tourette ed anche se con sobrietà, perchè è di artisti che parliamo (!), avanza richieste sconce:

Ora che non ho più via d’uscita
Ora che ogni porta è stata chiusa
Apri almeno le tue gambe verso me

Il paziente, inoltre, come un normale tossicodipendente, trova la soluzione nella sostanza di cui abusa:

Già sto meglio se ti tengo tra le mie mani
Sto guarendo se ti tengo tra queste mani

Per quanto riguarda la Cleptomania Carnale Turuturus, abbiamo optato per una terapia d’urto ed abbiamo riscontrato dei progressi in due pazienti su tre, tra quelli selezionati dagli ascoltatori di Virginio Simonelli. Dopo aver fatto ascoltare il suo ultimo singolo a ruota per 48 ore in una stanza buia e legati ad un letto con del nastro adesivo applicato alle palpebre per non chiuderle in segno di stizza, i nostri pazienti hanno perso ogni senso di carnalità e questa potrebbe essere una nuova finestra che si apre sul mondo della scienza.

Sanremo 2011: il trionfo di Roberto Vecchioni e i balletti della Canalis

Devo essere onesta: sono felice che abbia vinto Roberto Vecchioni. Confidavo in lui, nel suo tremore e al massimo in Davide Van der Bros, quindi almeno in parte sono stata accontentata.

Il problema è la presenza di Albano tra i primi tre. E’ colpa sua se mi sono persa la premiazione di Vecchioni. Sì, mi sono giocata il momento più emozionante della serata. Perché? La risposta è semplice: stordimento da Amanda. Per quanto Amanda possa essere libera, io ho qualche problema nel recepire la voce di Albano, mi manda in tilt che nemmeno l’heavy samba in piedi su una gamba. Così mentre Roberto Vecchioni era intento a gioire, io ero intenta a disquisire vivacemente con Morfeo. Pazienza.

La cosa più bella di tutta la serata, però, oltre alla vittoria del buon vecchio professore e le stecche di Avril Lavigne insieme ai suoi capelli che necessitano di soccorso immediato, è stato il balletto della Canalis. Sorvoliamo su Belen Rodriguez che canta con il papà, parliamo di Elisabetta Canalis. Non so se dopo Sanremo George Clooney se la senta ancora di farsi immortalare con un mostro del genere, la Eli è troppo brava. A fare tutto male. Robin Williams ne “L’uomo bicentenario” era disinvolto assai di più. E poi non aveva Valerio Pino che gli suggeriva i passi palesemente, la Canalis sì. Vedevi che quel poveretto le parlava e lei stava tutta rigida e concentrata sui passi. Giorgio, ma sei sicuro di voler stare con lei? Questo rimane uno dei più grandi misteri della storia, un grande interrogativo, magari da sottoporre al nostro amico Giacobbo, insieme ad un’altra grande questione: gli applausi di Gianni Morandi sono in grado di dare vita al celebre “effetto farfalla” e di provocare uragani dall’altra parte del mondo?

Pagine:12345