Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

I tesori di Venditti

Nessuno può difendersi dalle autopsie canore, nemmeno Antonello Venditti. Ebbene, ci è cascato pure lui. Lui che con la canzone che stiamo per proporvi si dichiara ufficialmente tra lo sfigato e lo zerbino di turno.
La canzone, stra-conosciuta, è “Che tesoro che sei“. Procediamo con l’analisi.

Che tesoro che sei quando mi guardi
quando dici che mi chiami dopo
e non mi chiami mai

Già basterebbe l’inizio per comprendere il punto di vista di “lei”. Nonostante lei prometta di richiamare senza poi farlo, immaginiamo il nostro Antonellone con gli occhi scintillanti che pensa che sia, nonostante tutto, un tesoro. E non è finita qui:

che tesoro che sei quando fai tardi
dici … scusa sono in mezzo al traffico .. mi aspetterai.

La scusa del fare tardi a causa del traffico è nota a tutti. L’ingenuo Venditti è forse l’unico a crederci ancora, per il suo tesoro.

Che tesoro che sei quando ti svegli
quando esci dalla doccia corri e non ti asciughi mai …
ti rivesti nel buio e leghi i tuoi capelli
.. un biglietto per me … sono pazza di te … non lo sai

In questa parte della canzone assistiamo ad un momento mattutino, lei che si sveglia, si lava e poi corre senza asciugarsi. Manca solo Capitan Libeccio e siamo tutti pronti per la Maratonda, poichè niente secca meglio di una corsa in su e in giù.
Inoltre lei, chiaramente e palesemente per farsi perdonare dei suoi ritardi e delle chiamate mancate, lascia un biglietto che la rende ancor di più un tesoro agli occhi del suo ammore.

Che tesoro che sei quando mi guardi
quando penso con qli stessi occhi tu mi lascerai
che paura che hai … non mi sorprendi
perché stare con me non è bere un caffè … e tu lo ami

Questa parte merita ben più attenzione. Lui è consapevole del fatto che sarà lasciato, questo già la dice lunga su quanto possa essere presa seriamente in considerazione questa storia d’amore. Almeno da lei. Lei, in base a quello che lascia capire Antonello, ha paura di stare con lui. E attenzione, stare con Venditti non è mica bere un caffè. E lei lo sa, però al contempo, essendo sicuramente la solita donna masochista altrimenti tutto ciò non si spiegherebbe, lo ama. E lui con la sua voce tremula continua a ricordarle che è il suo tesoro. Quando e se si sono lasciati non ci è dato saperlo, ma vi permetto di cantare tutti in coro il ritornello, che lo so che lo sapete tutti, dai!

E se il nostro poi non fosse amore giuro
io non ti lascerei
se pensassi che di me non te ne importa niente
Anche se non fossi un angelo io non ti cambierei
perché sei bella bella bella … bella come sei
bella come ti vorrei.

Antonello ride di se stesso.

Antonello ride di se stesso.

Dedicata all’anagramma di Alessandra.

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