Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

La Sagra della Canzone Italiana: autopsia della seconda puntata

La prima sera sono scese tenendosi per mano come due brave scolarette, per la seconda serata è stato consigliato loro di fare la pace, mancava poco che si prendessero per il mignolino cantando la canzoncina apposita, ma Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez si sono limitate alla leccatio vicendevolis: la Rodriguez introduce Belen parlandone come se fosse l’amore della sua vita (Fabrizio Corona), Elisabetta arriva felice e contenta e la dà un dolcissimo bacio d’amor. Pace fatta, in quel momento si sente un sospiro collettivo di tutti gli italiani che temevano la guerra fino all’ultima gocciolina di sangue. Eravamo proprio tutti preoccupati.

Se la prima sera avevamo lasciato perdere le varie stecche prese da ogni singolo artista spacciando l’impreparazione per emozione, al secondo giro non va per niente meglio, ma fortunatamente l’universo ci ha graziati eliminando gli acuti di Albano (erano partite svariate denunce per intere vetrate andate in frantumi) e la mortezza della Patty. Dopo essersi ricordata di non essere più sul finire dell’Ottocento, Patty Pravo ha sfoggiato un abbigliamento un po’ più moderno, ma ostinatamente non ha voluto rivelare il testo della sua canzone, facendo una concorrenza spudorata a Super Mario Bros che canta in laghée e almeno il suo perché ce l’ha. Vorrei tirare in ballo ancora una volta il soprano che canta con i La Crus, che mi fa più paura delle gemelline di Shining e Freddy Krueger messi insieme (mica roba da poco).

Bacio Belen Canalis

Per il resto, tutto identico alla sera prima, compresi i vestiti di Max Pezzali che si ostina a volere il suo secondo tempo, dimostrando un’incredibile abilità nell’essere sempre uguale a se stesso. Proprio come Franco Battiato, che si presenta al piano manco fosse Ray Charles e che dimostra di essere bravissimo con l’autoplagio. Il 1981 è stato un’ottima annata.

Tornando alle vallette, primedonne, veline o quel che vi pare, ieri sera Elisabetta Canalis era affetta da un attacco di ridarella che non finiva più. Inoltre era particolarmente entusiasta di poter sfoggiare il suo inglese, ricordiamoci che lei sta con “The American” per eccellenza, da George Clooney non avrà imparato a recitare, ma quantomeno qualche parola la dice. Male come quando era a TRL con quell’arlecchino di Carlo Pastore, ma apprezziamo comunque lo sforzo. Infatti la Canalis si è cimentata nel ruolo di interprete simultaneo con Eliza Doolittle, anche se un’interprete apposta l’avevano presa, ma voleva prendersi un po’ di scena. Dopotutto Belen sa ballare e cantare e ha il suo momento di gloria, quantomeno che la Canalis possa parlare con gli ospiti!

E a proposito di ospiti, Andy Garcia è riuscito a dimostrare come si può cadere in disgrazia in pochi secondi. Nemmeno dieci minuti di comparsata e si è rovinato una carriera di trent’anni. Elogiando Cuba e parlando dei suoi progetti e dell’amore per l’Italia, Andy Garcia ha espresso il desiderio di vedere l’isola di Cuba libera come il nostro Paese. No, dico. Italia chiama Andy: ma hai visto un po’ come stiamo messi? Questa si chiama presa per il culo bella e buona.

Sorvoliamo poi sul fatto che la Doolittle abbia fatto pubblicità alla Vodafone dimenticando però di portarsi i pantaloni o quantomeno un qualcosa che coprisse le sue piccole gambicine. Vogliamo parlare poi dei giovini?

Si sono presentati tale Serena Abrami che ha dimostrando grande equilibrio psicologico rispetto al collega Anansi, che pensava di arrivare a Sanremo e portare pace sole e ammore con un pochino di reggae, emanando la musica e la balorde parole direttamente dai suoi rasta. Altra dimostrazione di psicolabilità è stata Gabriella Ferrone, posseduta dalle vocali aperte di Meg e Giusy Ferreri al contempo… un ibrido da brivido. Pessima, per davvero. Fortuna che è stata eliminata insieme al seguace rastafari. A trionfare invece è stato il jazz swing un po’ fusion un po’ rock pop e blues di Raphael Gualazzi, gigante buono che non sa aprir bocca ma che quando suona la sua figura la fa. Senza eccedere, che a Sanremo se proprio devi andare oltre, vai dalla parte sbagliata.

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