Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

L’uccellino di Zucchero

Su suggerimento rianimo questo blog soltanto per occuparmi di una manciata di parole estrapolate da “E’ un peccato morir” di Zucchero, il re del doppio senso.

Grazie ad un commentatore che ha deciso di non insultarmi pesantemente, ho scoperto questa perla canora, degna della versione più linda e asettica della mia sala operatoria. Il tavolo operatorio è pronto ed anche il bisturi, con un taglio netto mettiamo allo scoperto le frasi nonsense di Zucchero, tanto che fino ad ora non è mai stato preso in considerazione perché il suo Turuturusentiumprivatium è stato etichettato come malattia incurabile, ma la frase segnalataci era davvero degna di nota.

Mentre canticchia che è un peccato morir (e visto il mio lavoro da autopsiante, non ne sono così certa), Zucchero lancia una frase degna dei peggiori stati mentali di Masini:

Gloria all’uccellino 
Vola da lei, io non so volare 
Dille che sei felice in mano 
E che è un peccato morir… 

Dopo svariate settimane di studi abbiamo capito che il riferimento fallico di Zucchero è indubbio, poiché presente in ogni sua canzone. Si tratta di un vero e proprio elogio al pene ed un invito a conquistare la controparte femminile, il “volare” è un gesto puramente metaforico e la felicità in mano è dovuta, appunto, all’assenza della controparte femminile. “E’ un peccato morir“, infatti, l’uccellino rimane in mano e non riuscendo a spiccare il volo crea un diffuso senso di frustrazione, non solo nel protagonista dello spiacevole evento, ma anche in chi impotente (è il caso di dirlo) vi assiste sonoramente.

Zucchero afflitto dall'uccellino che non vola

Si ringrazia l’anagramma di Xander per il suggerimento

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