Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Anna Tatangelo e gli insulti canori per Sanremo 2011

Visto che lo hanno già fatto i miei amicici di Melodicamente, non vedo perché non possa farlo anche io. Era da mesi che aspettavo questo momento e finalmente il nuovo testo di Anna Tatangelo è arrivato. La cosa che più mi fa lacrimare gli occhi, è che Anna non riesce mai a deludermi.

A Sanremo 2011, dal palco che l’ha lanciata nel mondo della musica e che deve agli italiani un risarcimento danni morali inestimabile, Anna Tatangelo canterà “Bastardo“. Sorge spontanea una domanda: a chi si starà rivolgendo? Forse il suo amico gay dell’altra canzone mentre dormiva con lei ha allungato troppo le mani? Forse Gigi ha commesso errori irrimediabili? Non lo sappiamo, forse la Tatangelo ce lo spiegherà direttamente, ma passiamo alle parti salienti di questo sublime testo.

C’è una ragione di più
l’hai detto, ma che bravo
ma questa parte di te
davvero la ignoravo
<———- non sarà mica la parte etero dell’amico gay?

Non me l’aspettavo davvero
è come bere il più potente veleno
è amaro
non recuperare ti prego
tanto più parli e ancora meno ti credo
peccato
lascia al silenzio la sua verità
<——— Avvolte il silenzio vale più di mille parole. La Tatangelo dispensa buoni consigli ma continua a dare il cattivo esempio!

Aspetta

Voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo
voglio affrontarti senza fare un lamento
voglio bruciarti con il fuoco che ho dentro
per poi vederti cenere
Bastardo
<———- La Tatangelo esprime una rabbia tangibile e soprattutto udibile, però soffre di vigliaccheria, perché si augura che il bastardo in questione muoia mentre lei spiega le sue ragioni, non lascia spazio al contraddittorio.

Far soffiare su di te il vento
io spezzata in due dal dolore
mentre ti amavo tu facevi l’amore
per gioco
<——— Questa è davvero da bastardi, bastardo.
lasciami sognare la vita
l’hai detto tu quando è finita è finita
io vado
<——– Nonostante la giovane età, la Tatangelo è stata influenzata dal tragico neomelodismo napoletano del nuovo millennio, ma decide di abbandonare la partita sperando, come Cesare Cremonini, in un giorno migliore.

Chissà se un giorno poi mi passerà
la rabbia che porto nel cuore
voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo
<——– Dalle pulsioni omicide della Tatangelo questa storia sembra destinata a non passare mai. E’ fortemente consigliato un aumento della sorveglianza dietro le quinte di Sanremo 2011.

vedere gli occhi tuoi in un mare profondo
farti affogare nei singhiozzi del pianto
e spingerti sempre più giù
<——- In realtà la Tatangelo ha la mente offuscata dai suoi deliri da aspirante assassina. Vorrebbe vedere il soggetto della canzone annegare in mare e non si rende conto che una volta annegato in mare (perché se annegano gli occhi, a meno che non glieli abbia staccati, annega anche tutto il resto) non può annegare ulteriormente nel pianto.
Bastardo
ma purtroppo tocca a me
soffrire, gridare, morire
<—— … cantare. A noi tocca stare a sentire.
tu
hai preso senza dare mai
noi
la cosa che non vuoi
maledetto sporco amore
<——— Le parole della Tatangelo si fanno sempre più truci, potrebbe scattare la censura!

Voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo

e poi vederti cenere
Bastardo
ma purtroppo tocca a me
soffrire, gridare, ti amo bastardo
<——- Nel caso in cui il concetto non fosse chiaro.

Anna Tatangelo ha visto un bastardo

Il problema dell’amore a Sanremo: vogliamo Fabri Fibra!

Dopo un lungo letargo, per Autopsiecanore.com è arrivata una primavera precoce. La musica chiama, l’Italia presto dovrà vedersela con il Festival di Sanremo e con i problemi che ne derivano: Gianni Morandi avrà il tempo di andare a correre? Sarà vestita meglio Belen Rodriguez o Elisabetta Canalis? George Clooney sarà invidioso di Fabrizio Corona e si farà tanti tatuaggi? I fiori sul palco saranno veri o saranno finti? Cosa ci fa Cecilia Rodriguez dietro le quinte dell’Ariston?

Son cose, miei cari italiani. Sanremo è una tradizione del nostro simpatico Paese, ed in quanto tradizione ha un piccolo problema: è troppo tradizionale.

Nella tradizione, poi, si sta instaurando un’altra tradizione: far vincere gli ex concorrenti di “Amici“, anche se Maria De Filippi non vuole responsabilità. Difatti non è colpa sua se gli italiani sono un branco di idioti.

Nella tradizione di Sanremo è obbligatoria la canzoncina sdolcinata, che se avesse partecipato Valeria Rossi con “Sole, cuore, amore” avrebbe vinto per tre anni consecutivi. Da “Trottolino amoroso” a “Far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi”  e “Ma l’amore no“, su questo palco c’è troppo polline e c’è troppo amore.

Vogliamo mostrare il lato dell’Italia che odia? Perché non c’è Fabri Fibra sul palco dell’Ariston? Vogliamo Fabri Fibra! Per riscattarlo da cotanta ingiustizia, mi prenderò la briga di mandare sotto i ferri ogni testo meritevole, iniziate a tremare!

Fabri Fibra si odia come l’amore

E non dimenticate di votare il nostro sondaggino sui vincitori del Festival!

Chi vincerà Sanremo 2011?

  • Emma Marrone e i Modà (46%, 6 Votes)
  • I Modà ed Emma Marrone (23%, 3 Votes)
  • Marrone – Modà (15%, 2 Votes)
  • Modà – Marrone (8%, 1 Votes)
  • Modà – Emma Marrone (8%, 1 Votes)

Total Voters: 13

Buon Natale con le coliche canore

Questa volta non mi dedicherò all’autopsia di un brano perché purtroppo non dispongo della mia consueta mezz’ora di tempo da sprecare, ma voglio inaugurare una nuova rubrica che servirà a condividere con voi determinati brani o soggetti canori, per poi evitarli come la peste.

Si tratta delle coliche canore, patologie ricorrenti nel nostro Paese e non. Noi abbiamo deciso di abbattere questo muro di terrore nei loro confronti ed esorcizzarle una volta per tutte.

Una colica canora è un tipo di voce o un intero brano che per la sua bruttezza o proprio per la suddetta voce, rende l’ausculto una sofferenza, un martirio. Per fare qualche esempio, la voce di Giuliano Sangiorgi, in qualche caso quella di Laura Pausini e quasi sempre quella di Mariah Carey insieme ai versetti di Tiziano Notizia, sono delle vere e proprie coliche canore. Ascoltate “Amami” nella versione di Giovanni Lindo Ferretti e scoprirete l’essenza di una colica canora.

Però, nella nostra natura per certi aspetti masochistica, ci sono delle coliche che riusciamo ad ascoltare proprio perché vogliamo farci male. Altre le usiamo per fare del male. E’ risaputo che i brani di Nino D’Angelo vengono utilizzati come strumento di tortura a Guantanamo.

Visto che siamo in periodo natalizio e voglio essere buona, inauguro la rubrica e colgo l’occasione per farvi i miei migliori auguri di Natale e anche per il nuovo anno, nel caso non riuscissi a tornare in tempo.

Tra le mie coliche canore preferite, ci sono la voce e i brani di Billy Corgan, quindi buon Natale e buone feste in generale da Autopsiecanore.com, con una colica tutta per voi.

La sporcizia dei Negramaro non si lava nemmeno con la pioggia (perché è sporca)

Questa volta ho voluto esagerare con un titolo epico per la mia nuova autopsia, perché mancavo da tanto tempo e so che avete un profondo bisogno di sapere che cosa è successo al mio ambulatorio.

Purtroppo anche se ci sono tanti pazienti, anche la sanità canora va a rotoli. Ma, per recuperare il tempo perduto, ho deciso di tornare agli antichi fasti e tirare fuori dal cilindro uno dei miei gruppi più forti: IO NEGRAMARO.

Il brano in questione è “Cade la pioggia“, cantanto insieme alla “s” serpentina di Jovanotti. Si tratta di un brano straordinariamente complesso, cercherò di sezionarlo con cura ed esplicare con chiarezza.

Cade la pioggia e tutto lava cancella le mie stesse ossa

Cade la pioggia e tutto casca e scivolo sull’acqua sporca

Si, ma a te che importa poi rinfrescati se vuoi questa mia stessa pioggia sporca

Di questi tempi l’inquinamento fa danni che non possiamo nemmeno immaginare. Le piogge acide fanno passi da gigante e sono capaci di disintegrare le ossa di un essere dell’entità di Giuliano Negramaro. La pioggia tuttavia è anche paradossale, perché lava pur essendo sporca e Giuliano e le genti che frequenta vivono in condizioni igieniche alquanto discutibili, tant’è che c’è qualcuno disposto a rinfrescarsi con la pioggia che, ripetiamo, è sporca.

Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo e
non sa di noi

Molto probabilmente il vocalmente traumatizzato Giuliano si rivolge ad una sua fiamma disossata dalla pioggia. Quest’ultima non è la sola ad essere particolarmente complessa. La pioggia si contraddice, la passione decede e al contempo è totalmente inconsapevole degli esseri che governa. Ma com’è possibile? Chiederemo delucidazioni al Dr. Giacobbo.

Cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch’io la pace
Cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c’è aria fredda intorno a noi
abbracciami se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca

Al cadere della pioggia immaginiamo che tutto taccia per il semplice fatto che cancelli le cose e a quel punto Giuliano riesce a ritrovare la pace perduta, ma subito dopo un repentino sbalzo d’umore lo porta quasi ad inveire contro la pioggia, che continua ad essere sporca e addirittura è anche brace. Ma da dove salterà fuori? Un barbecue in paradiso? Ricordatevi che la pioggia è sporca, perché siamo arrivati alla parte fondamentale del pezzo:

E dimmi a che serve sperare
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
com’è sporca
questa pioggia sporca

Mentre piove e le ossa di Giuliano si dissolvono nell’atmosfera, il ragazzo non sente alcun dolore. Nonostante le ossa non ci siano più, la sua pelle cerca di resistere e, ormai putrefatta, cambia colore ed ovviamente cambia anche odore. Ricordatevi che la pioggia è sporca. In preda al panico pre mortem, il nostro cantante dimentica di avere la facoltà di utilizzare svariati termini estratti dal vocabolario della lingua italiana e l’unica parola che conosce realmente sembra essere “sporca”. Si tratta di un tipico caso di disilluminatio ispirationem, riscontrato soprattutto nei brani di Lady Gaga (nel suo caso associato ad una balbuzie irreversibile).

La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi

La pelle di Giuliano da putrefatta e puzzolente è diventata bianca, il cantante dei Negramaro si è trasformato in un foglio di carta desideroso di inchiostro e di un finale che renda la pelle splendida. La parte più geniale dell’intero brano però è l’alzheimer precoce ed in stato iper-avanzato di questi due individui che ad ogni passo dimenticano i loro passi. Immaginate come ci si possa sentire a perdere la memoria ogni 2 secondi (anche meno) e a conoscere un solo vocabolo: sporca.

la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia

Il fatto che ai due tizi sia venuto l’alzheimer è forse conseguenza di un mancato metaforico pollice verde. La pioggia non è più sporca, ma cade sulla sabbia.

amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto

Anche se Giuliano vuole mettere a disposizione la sua pelle bianca per scrivere la fine del racconto, non dimentichiamo che preferirebbe veder tornare il suo amore pur sottoforma di fango. Riscontriamo, quindi, un’altra contraddizione irreversibile.

Vogliamo anche portare l’attenzione sul leone che non ha più fame e su un’altra parola chiave del testo preso in analisi: le ossa sono uno dei pilastri che tengono in piedi il brano, questa volta il leone è stato però più clemente della pioggia e le ha sputate, contribuendo al proseguo della catena alimentare, lasciando un boccone per gli avvoltoi.

L’accostamento tra il leone e due ebeti sotto la pioggia che non aspettano altro che la broncopolmonite non è chiaro, un’equipe di professionisti sta cercando di decifrare il probabile codice che potrebbe nascondersi tra i versi, ma fino ad ora il risultato è unico e molto probabilmente immutabile: senso non pervenuto.

I Negramaro imitano i Negrita

Teniamo il tempo con Max Pezzali e gli 883

Dopo tutte le perle che sono passate dal tavolo operatorio, non potevo lasciar perdere anche gli 883, gruppo che mi ha accompagnata per tutta l’infanzia e un po’ anche in adolescenza e forse per questo si spiegano molte cose.

Così almeno non mi sento dire sempre che me la prendo con i talenti di Amici, stavolta me la prendo con Max Pezzali e il suo cappellino. E la canzone in questione è “Tieni il tempo“, canzoncina che vi rende musicalmente incontinenti, non si può fare a meno di iniziare a saltellare. Ah, quanti ricordi!

[Io copio e incollo i testi che trovo e non voglio correggere alcuni errori osceni che vi si trovano per mantenere intatti la purezza e il fascino della passione del fan che si diletta a scrivere i testi. A parole sue.] Via!

Non c’è storia in questa città
nessuno si diverte e mai si divertirà
lascia perdere tutta questa gente
e non credere di te non importa niente
Sono sempre pronti a giudicare tutto quello che fai
come ti vesti e con chi ti incontrerai
ma non te la prendere loro sono fatti così
devi solo credere
che un giorno te ne andrai di quì.

Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di Pavia, un piccolo posticino che come tutti i piccoli posticini fa sentire stretti gli animi creativi come quello di Max Pezzali e dei suoi amici. Si sente giudicato, la colpa siamo certi sia del cappellino che tra l’altro gli ha fatto cadere i capelli. Il nostro Max sta consolando una persona sconsolata, forse se stesso, e le fa pensare che c’è di meglio al di fuori del loro piccolo mondo, il problema è che non convince abbastanza, perché dice che bisogna solo crederlo, e non inneggia all’azione immediata.

Scendi nella strada balla e butta fuori quello che hai
fai partire il ritmo quello giusto
datti una mossa e poi
Tieni il tempo
con le gambe con le mani
tieni il tempo
non fermarti fino a domani
tieni il tempo
vai avanti e vedrai
tieni il tempo
il ritmo non finisce mai

Da questo momento in poi riusciamo a capire meglio perché la gente di Pavia parli male di Max Pezzali. Prendere esempio da uno che ti dice di andare per strada e buttare fuori tutto quel che si ha e mettersi a ballare, sa un pelino di malsano. Tieni il tempo, vai avanti e vedrai che la strada per il manicomio è certamente più vicina di quanto immagini. Mai ascoltare un 883.

i muri grigi che vedi
quando guardi fuori da qui
anche se non ci credi
sono così belli per chi
sa trovare i colori
dentro nella testa
e allora vattene fuori
che sta per cominciare la festa

Altra conferma: qui si parla di una forma di autismo, fuori ci sono i muri grigi ma bisogna sapersi dare un po’ di colore dentro nella testa e poi comincia la festa, il problema è che per far festa bisogna sempre andare fuori. Ma stiamo parlando di LSD?

Prima che Max ci inviti nuovamente a tenere il tempo con ogni parte del nostro corpo, ecco che arriva la conferma definitiva della sua instabilità:

Non ti lasciare andare se non ti vuole più
adesso se la tira ma non sa che tu
stai quasi per decollare e quando volerai
faranno a gara se fare un giro gli farai.

Se leggete attentamente l’ultima frase, scoprirete che in preda al delirio da colori nella testa e balli in strada in solitaria, Max Pezzali ha dato vita ad una frase-giochino per i suoi ascoltatori-lettori: rimettete in ordine le parole e cercate l’intruso, ma non dimenticate mai di tenere il tempo!

Max Pezzali preoccupato: non sa più come tenere il tempo

Dedicato all’anagramma di “in lei tu un uomo”.

Tiziano Ferro è gay ma ce l’aveva detto

Non è che il mio artista preferito ha fatto una dichiarazione così importante e io non ne parlo. Prima di tutto ci tengo a dire che l’Italia è un Paese di ignoranti, Tiziano Ferro dichiara di essere gay e tutti iniziano a prenderlo in giro! In ogni caso, che fosse gay lo sospettavamo da tempo e se adesso che ne siete coscienti rileggete i suoi testi, il suo dissidio interiore è più che palese.

Vi faccio alcune autopsie flash in sintesi ed in conclusione per rendere l’idea:

La tua vita non passerà: un brano struggente di un Tiziano che non vuole veder passare gli anni migliori senza aver vissuto liberamente la sua condizione, parla di una vita che “cambia i termini” e lui se ne è accorto meglio tardi che mai!

Il sole esiste per tutti: anche per i gay. Sono i vampiri quelli allergici. E Morgan. E io.

Alla mia età: Sono un grande falso mentre fingo l’allegria. Tiziano ha sofferto e nessuno l’ha compreso, quasi si sarebbe cicatrizzato le labbra come Joker pur di sorridere. Ah, quanto costa l’omosessualità!

Indietro: è il testo su cui si è fatta più ironia che ora stiamo a tralasciare ma la chiave di ogni cosa era qui. Non era l’anagramma di Tiziano il vero scoop, la notizia in conclusione è che Tiziano Notizia ha scelto l’altra sponda.

La paura non esiste: eloquentissimo testo di una paura che non esiste e di un errore che non è un errore. I sensi di colpa di Notizia che si riperCQuotono sui suoi testi. Devo andare avanti?

La traversata dell’estate: significativo brano che parla di un amore da raggiungere, la traversata dell’estate appunto. Tiziano Notizia ha compiuto la traversata ed in autunno spunta con la rivelazione shock.

Scivoli di nuovo: Scivoli di nuovo e ancora come se non aspettassi altro che sorprendere le facce distratte e troppo assenti per capire i tuoi silenzi c’è un mondo di intenti dietro gli occhi trasparenti che chiudi un po’. Tizià, stavolta ci hai sorpresi! E qualcuno non se lo sa spiegare.

E’ assurdo pensare che Tiziano Ferro sia gay, ma ragazze amanti e fan, rassegnatevi alla realtà, lui ve lo aveva detto e voi non lo avete saputo ascoltare!

Tiziano Ferro esce dal nascondiglio e dice la verità

Anna Tatangelo e la mamma più bella

Non vorrei che si pensasse che bersaglio sempre gli stessi artisti: sono loro che si prestano. Se vi offendete, avete la coda paglierina.

Quest’oggi abbiamo disteso sul tavolo da autopsia uno dei brani tecnicamente lessicalmente psicologicamente più complessi degli ultimi 150 anni, una tematica tanto ancestrale quanto ricorrente nei brani musicali. L’artista che si assume il compito di diffondere cotali note è la nostra amica Anna Tatangelo, che adesso ha ben deciso di smettere di cantare per giudicare il canto altrui.

Il testo in questione è “La più bella“, un brano dedicato alla mamma, struggente e melancolico ma intriso di infinito ammore.

Sopra il tuo viso stanco
io leggo ancora l’ingenuità
quella ruga mi fa capire
che il tempo ormai
non si ferma qua

Il viso stanco è una descrizione ricorrente dei genitori delle persone che scrivono dei genitori, pienamente coscienti di averli portati all’esaurimento nervoso. Io mi ci rivedo un sacco. La mamma di Anna Tatangelo si contraddistingue per una certa ingenuità ed ha una ruga che indica l’inesorabile scorrere del tempo, che nemmeno il chirurgo plastico della figlia riuscirà a fermare.

I capelli d’argento e oro
che il mare non ha bagnato mai
quanta vita che passa
dentro quegli occhi tuoi
io come un acquilone
che un vento freddo
ha portato via
dentro nuvole di canzoni
che hanno cambiato la vita mia

I capelli argento e oro indicano solamente che la signora Tatangelo deve cambiare parrucchiere, che sicuramente è l’amico gay dell’altra canzone di Anna Tatangelo. Colgo l’occasione per dire che ho copiato il testo da Angolotesti che ringrazia Yaya e ringrazio Yaya per aver distrutto la grammatica scrivendo “acquilone“, noto con piacere che la scuola t’appassiona. La sig.ra Tatangelo non è mai andata al mare, la sig.ra D’Alessio invece allude a canzoni che le hanno cambiato la vita e sappiamo tutti di che stamo a parlà.

vivi dentro quel batticuore
che non ti lascia
dormire più
quattro gocce per compagnia
da buttare giù

Se la teoria dell’esaurimento di cui sopra vi lasciava un pò perplessi, ecco che arriva una palese conferma: quattro gocce per dormire, la signora in questione ormai non ne può più e incontra puntualmente Morfeo con qualche aiutino farmaceutico. Dopotutto non c’è da biasimarla. Adesso tirate un profondo respiro, arriva la parte più elaborata e poetica della canzone:

mamma tu per me sei la più bella
sei più bella di una stella
sei solo tu che dai calore
e tanto amore
regalandomi il tuo sole
per far luce nel mio cuore
perchè sei tu che fai più bella la mia vita
mezza ancora sconosciuta

Devo umilmente e modestamente sostenere che le poesie che scrivevo all’asilo per la festa della mamma, in confronto erano paragonabili alle terzine incatenate di versi in endecasillabi della Divina Commedia.

Come vorrei sempre più
averti qui vicino a me solo per me
mi sveglio la mattina
per colazione mi prendo te
anche quando sono lontano
quella tua mano
accarezza me

Anna sente la mancanza della mamma, vorrebbe sentirla sempre vicina a sè. A questo punto scorgiamo una frase ambigua: per colazione mi prendo te. Starà ad indicare il TE bevanda, quella che arriva dalla Cina dall’India e che se la vantano in Inghilterra, oppure si prende la mamma per colazione? Anche la forma verbale non è perfetta, lasciamogliela passare e passi anche quel “lontano” che fa pensare ad una certa ambiguità sessuale del soggetto nel brano, che di questi tempi c’è sempre da sospettare.

la tua forza mi da certezze
in ogni momento sempre di più
anche quando tra la mia gente
non ci sei tu

Anna Tatangelo si sente rincuorata dalla presenza e dall’indistruttibilità dei nervi della madre, ma la sua gente chi sarà mai? Il popolo di X Factor?

Si ripete di seguito il complesso ritornello che non riportiamo. Sentitamente ringraziamo Anna Tatangelo per questa splendida perla canora.

Anna Tatangelo vestita da Dorina di X Factor


Loredana Errore: diagnosi sulla sua personalità canora

Ancora non ho ben colto la voce di Loredana Errore, che la cambia all’incirca ogni tre secondi. Però è considerata una grande artista. Quando parla, poi, sembra sempre essersi smarrita in qualche dimensione a noi sconosciuta. E non deve essere una persona dai nervi molto saldi.

La diagnosi è che la personalità canora di Loredana Errore sia palesemente multipla. La scienza non ha ancora fatto passi in avanti a riguardo, ma presto chiederemo un finanziamento allo Stato per la ricerca di una soluzione.

Commentatori grazie un sacco

Ci tengo a ringraziare Fabius per avermi segnalato che un pezzo del testo di Alessandra Amoroso da me analizzato fosse inesistente. Per dovere di cronaca, l’ho copiato da qui.

Adesso mi raccomando, miei cari fan di Alessandra, iniziate a tempestare di insulti anche quel sito, perché l’unico strumento che avete per comunicare con il resto del mondo è l’offesa.

Io procederò nel mio stupido ed insensato lavoro, sprecando il mio tempo. Dopotutto vedo che anche voi ne sprecate parecchio per leggermi e commentarmi, è grazie a voi che esisto e per questo vi dedico un post!