Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Laura Pausini: solitudini e adolescenze sbandate

Abbiamo toccato degli intoccabili della musica italiana, ma stavamo per tralasciare uno dei più importanti.

La più depressa, sfigata urlatrice di tutte le cantantesse, Laura Pausini. La inauguriamo con uno dei suoi pezzi più celebri, più cantati, modificati ecc. ecc.: La solitudine.

Avevamo visto l’adolescenza travagliata di Ambra, ma qui di materiale d’amori perduti ne abbiamo a bizzeffe.
Marco se n’è andato e non ritorna più
Il treno delle 7:30 senza lui
È un cuore di metallo senza l’anima
Nel freddo del mattino grigio di città

Una Laura Pausini ancora in fasce alla mattina si reca alla mela mangiando i libri di scuola ma Marco non c’è. Da anni ci si interroga su questa misteriosa sparizione e sono state tirate fuori le ipotesi più ipotizzate, ma non se n’è mai saputo niente.

A scuola il banco è vuoto, Marco è dentro me
È dolce il suo respiro fra i pensieri miei
Distanze enormi sembrano dividerci
Ma il cuore batte forte dentro me

Marco, che si deduce essere stato un compagno di scuola della Pausini, non c’è e l’abbiamo capito. Ma Laura ci ha Marco incorporato e lo sente respirare tra i suoi pensieri e anche se non c’è più lei si emoziona solo all’idea del suo Marco, il nome più abusato della musica italiana. Cosicchè lei comincia a porsi una serie di domande:

Chissà se tu mi penserai
Se con i tuoi non parli mai
Se ti nascondi come me
Sfuggi gli sguardi e te ne stai

Rinchiuso in camera e non vuoi mangiare
Stringi forte al te il cuscino
Piangi non lo sai
Quanto altro male ti farà la solitudine

Marco è un tipo chiuso che non si sfoga con nessuno nè tantomeno con i genitori. Dev’essere successo qualcosa di grave poichè non mangia, piange inconsapevole del dolore della solitudine. Nonostante Marco sia distante, Laura grazie ai suoi superpoteri del pensiero, riesce a vedere nitide queste scene di solitarietà struggente di quest’uomo in erba dilaniato dall’ammore.

Marco nel mio diario ho una fotografia
Hai gli occhi di bambino un poco timido
La stringo forte al cuore e sento che ci sei
Fra i compiti d’inglese e matematica

Laura come tutte le adolescenti dell’epoca, tiene una foto del suo innamorato nel diario e si distrae, stringendo forte la foto al petto anzichè pensare al simple present e alle equazioni.


Tuo padre e suoi consigli che monotonia
Lui col suo lavoro ti ha portato via
Di certo il tuo parere non l’ha chiesto mai
Ha detto un giorno tu mi capirai

Laura sa con chi prendersela. E’ qui che scopriamo a cosa è dovuta la distanza forzata. Il padre di Marco è andato a lavorare altrove e con spietatezza ha distrutto una storia d’amore che poteva evolversi e diventare qualcosa di bellissimo, invece ha portato il figlio alla depressione.


A scuola non ne posso più
E i pomeriggi senza te
Studiare è inutile tutte le idee
Si affollano su te

Non è possibile dividere
La vita di noi due
Ti prego aspettami amore mio
Ma illuderti non so

La solitudine fra noi
Questo silenzio dentro me
È l’inquietudine di vivere
La vita senza te

Ti prego aspettami perché
Non posso stare senza te
Non è possibile dividere
La storia di noi due

La situazione è diventata insopportabile, tant’è che Laura non sa come gestirla. I due giovinetti si disperano e si promettono attese che forse finiranno in qualche altra canzone della Pausini ma nel frattempo la spietatezza di un padre ha infranto due cuori e straziato le orecchie di un intero Paese.

Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare

Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare


Lady Gaga e le sue sofferenze mentali

Questa volta per analizzare il brano musicale passiamo all’internescional e soprattutto ad una delle hit del momento. Si tratta della trashissima Lady Gaga, fenomeno passeggero e alquanto fastidioso, più pornosoft che musicale.

Il brano in questione è “Paparazzi“, titolo che non necessita di traduzione, del quale esiste un discutibilissimo video, che contraddistingue lo stile e il “buon”gusto della cantantessa più brutta del mondo dopo Susan Boyle.

Ne estrapoliamo alcuni pezzi, che indicano la profondità della tematica.

scattarti una foto è magico
noi due assieme saremmo fantastici
pelle e jeans
un orologio sul mio polso
non sono sicuro di cosa significa

Pelle e Jeans è grande stile, e qualcuno spieghi a questa donna perchè si usa indossare l’orologio sul polso e non sulla caviglia.

sono la tua più grande fan
ti seguirò finchè non mi amerai,
papa-paparazzi
tesoro, non c’è nessun’altra superstar
che sappia che io sarò una papa-paparazza

Lady Gaga è tranquillamente denunciabile per stolching, è la più grande fan di qualcuno di indefinito ma promette la persecuzione, a costo di diventare paparazza. Che non è un bel mestiere eh, ma qualcuno deve pur farlo.

ti prometto che sarò gentile
ma non mi fermerò finchè il ragazzo non sarà mio
tesoro sei famoso e ti seguirò
finchè non mi amerai, papa-paparazzi

Nonostante tutto, la pressione fatta da Lady Gaga sarà di tipo docile in modo da non indurre la vittima a chiamare aiuto. La pressione psicologica piano piano le permetterà di ottenere quel che vuole e ciò è dovuto all’importanza che ha nel mondo il malcapitato del momento.

sarò la ragazza dietro le quinte del tuo spettacolo
corde e chitarre, si
perchè sai che sto iniziando i servizi
accendo le tue sigarette
l’ombra è bruciata, ?
le mie ciglia sono asciutte
ma quando tocco quel ?
non lascio tracce
amarti mi sta uccidendo
perchè tesoro tu sai che io…

Dopo l’elenco di cose da fare per essere un perfetto segugio, Lady Gaga ha pure il coraggio di sostenere che questo amore la sta uccidendo, il che provoca la pelle d’oca. La donnetta ha più problemi di Britney Spears, che qualcuno chiami i soccorsi.



siamo oro, stiamo ballando nello studio
che colpo, che colpo
quello schifo che passano per radio
non fermarti, lascia che torni indietro
siamo plastica ma continuiamo a divertirci

Concludo con questo bellissimo pezzo. Tra “siamo oro, “siamo plastica” e “siamo folla” anche questo è uno di quei personaggi che soffre di sdoppiamento della personalità. Ma la frase che più lascia allibiti è “quello schifo che passano per radio”. Mica si starà riferendo a “Poker face”?

Lady Gaga mentre diventa plastica

Lady Gaga mentre diventa plastica

Dedicata all’anagramma di Antonio.

Masini se ne frega, e tu?

Sto per rendervi partecipi di una nuova rivelazione nel campo delle genialate musicali. Se il verde coniglio, l’anagramma del SUO nome e le denunce di Gigi D’Alessio vi avevano stupiti, ebbene ancora non avete visto niente.
Se siete ancora increduli e dubbiosi, sappiate che si può andare ben oltre la cromaticità animale, i giochi linguistici e la giustizia napoletana.
Oggi vi presento Marco Masini, noto porta-sfiga della musica italiana. Anche se non sono superstiziosa, voglio mettere però in dubbio le sue capacità musicali. Oltre ad aver distrutto un pezzo storico, quale “Nothing Else Matters” dei Metallica (mica “finchè la barca va” della Berti), ci lascia un pezzo di poesia senza precedenti. Procediamo con l’analisi.

La traduzione italiana della cover di Masini è “E chi se ne frega”.

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua,
in fuga dalla realtà,
e chi se ne frega.

L’io cosciente di Marco Civetta è talmente cosciente da essere cosciente della coscienza del tempo. Il tempo sa dove Marco Masini e qualcun altro si nascondono, nel tentativo di fuggire dalla realtà. Forse rinchiusi in una stanza con il giusto dosaggio di eroina, forse dentro una distilleria di whiskey. Ma chi se ne frega.

L’iguana dei passi tuoi,
il tuo inguine di viva orchidea,
dove annegano gli occhi miei
e il tempo si ambigua. [E il tempo si ambigua…]

Qui la poesia diventa addirittura sublime.
Cosa vorrà mai dire “l’iguana dei passi tuoi”?? E vogliamo parlare dell’inguine di viva orchidea? E’ là che si annegano gli occhi decisamente in fase convulsionistico-delirante, mentre il tempo si ambigua (?).

Mah.

Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
abbracciato a una croce, tu, [abbracciato a una cruce, tu,]
mentre il sole riallaga il blu, [mentre il sole riallaga il blu,]
e chi se ne frega. [e chi se ne frega.]

Masini deciso non intende muoversi dal suo complemento di stato in luogo e partono gli echini. Abbracciato ad una croce come un cristo sofferente, c’è quel “tu” e inanto Masini vede il sole farsi spazio nel blu, allargandolo, ma continua, da buon italiano, a fregarsene.

Voglio quello che vuoi tu, [Voglio quello che vuoi tu,]
voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
e l’avrò! [e l’avrò!]

Masini in quest’istante perde la sua originalità e vuole quello che “tu” vuole, oltre ad avere il tempo che non ha. Non si sa come, ma lui sa che potrà recuperarlo.

Il tempo ai cani e la polizia,
sbaranzia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega. [E chi se ne frega…]

Il tempo che prima Masini voleva a tutti i costi, adesso è affidato ai cani ed alla polizia.
Credo che con questa canzone Marco dei nostri cuori si sia aggiudicato un posto tra le news del vocabolario italiano. Se cercate “Sbaranzia” su google, esce il testo di questa canzone come risultato. Non sto scherzando.
“Dietrologia” invece è un termine esistente, anche se nemmeno i più esperti riescono a dargli un senso adeguato all’interno del contesto. Qualcosa di indefinito deve seguire la loro scia, ma chi se ne frega.

Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
neanche se te ne andassi tu, [neanche se te ne andassi tu,]
su quest’erba che guarda in su [su quest’erba che guarda in su]
e sembra che prega. [e sembra che prega.]

Masini continua ostinato a non volersene andare dal luogo in cui si trova, su quell’erba che guarda in su e che sembra che prega. Vorrei porre l’accento sulla grammaticità della questione.

La canzone si conclude con il tempo consapevole. Siccome ritengo che quei versi siano particolarmente geniali, ve li ripropongo in attesa di sentirvi cantare per le strade che tutti quanti ve ne fregate.

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
e se vuoi ci raggiungerà,
ma chi se ne frega!

Marco Masini non si sposterà

Marco Masini non si sposterà

A MANet like no other

Dopo il record registrato dalla vendita dei biglietti del film-documentario “This is it” su Michael Jackson, mi pareva il minimo offrire una versione Jacksoniana di Manet.

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I tesori di Venditti

Nessuno può difendersi dalle autopsie canore, nemmeno Antonello Venditti. Ebbene, ci è cascato pure lui. Lui che con la canzone che stiamo per proporvi si dichiara ufficialmente tra lo sfigato e lo zerbino di turno.
La canzone, stra-conosciuta, è “Che tesoro che sei“. Procediamo con l’analisi.

Che tesoro che sei quando mi guardi
quando dici che mi chiami dopo
e non mi chiami mai

Già basterebbe l’inizio per comprendere il punto di vista di “lei”. Nonostante lei prometta di richiamare senza poi farlo, immaginiamo il nostro Antonellone con gli occhi scintillanti che pensa che sia, nonostante tutto, un tesoro. E non è finita qui:

che tesoro che sei quando fai tardi
dici … scusa sono in mezzo al traffico .. mi aspetterai.

La scusa del fare tardi a causa del traffico è nota a tutti. L’ingenuo Venditti è forse l’unico a crederci ancora, per il suo tesoro.

Che tesoro che sei quando ti svegli
quando esci dalla doccia corri e non ti asciughi mai …
ti rivesti nel buio e leghi i tuoi capelli
.. un biglietto per me … sono pazza di te … non lo sai

In questa parte della canzone assistiamo ad un momento mattutino, lei che si sveglia, si lava e poi corre senza asciugarsi. Manca solo Capitan Libeccio e siamo tutti pronti per la Maratonda, poichè niente secca meglio di una corsa in su e in giù.
Inoltre lei, chiaramente e palesemente per farsi perdonare dei suoi ritardi e delle chiamate mancate, lascia un biglietto che la rende ancor di più un tesoro agli occhi del suo ammore.

Che tesoro che sei quando mi guardi
quando penso con qli stessi occhi tu mi lascerai
che paura che hai … non mi sorprendi
perché stare con me non è bere un caffè … e tu lo ami

Questa parte merita ben più attenzione. Lui è consapevole del fatto che sarà lasciato, questo già la dice lunga su quanto possa essere presa seriamente in considerazione questa storia d’amore. Almeno da lei. Lei, in base a quello che lascia capire Antonello, ha paura di stare con lui. E attenzione, stare con Venditti non è mica bere un caffè. E lei lo sa, però al contempo, essendo sicuramente la solita donna masochista altrimenti tutto ciò non si spiegherebbe, lo ama. E lui con la sua voce tremula continua a ricordarle che è il suo tesoro. Quando e se si sono lasciati non ci è dato saperlo, ma vi permetto di cantare tutti in coro il ritornello, che lo so che lo sapete tutti, dai!

E se il nostro poi non fosse amore giuro
io non ti lascerei
se pensassi che di me non te ne importa niente
Anche se non fossi un angelo io non ti cambierei
perché sei bella bella bella … bella come sei
bella come ti vorrei.

Antonello ride di se stesso.

Antonello ride di se stesso.

Dedicata all’anagramma di Alessandra.

Copertine ai raggi X

Carissimi lettori e appassionati di medicina musicale, quest’oggi introduciamo una piccola novità.

Dopo aver esplorato le menti dei migliori cantanti del nostro panorama musicale, abbiamo deciso di prendere in considerazione le copertine degli album. In tal caso andremo anche un pò oltre lo Stivale, per rendervi a conoscenza delle versioni reali di quelle che sono le cover che hanno segnato la storia della musica.

Partiamo con la prima cover passata ai raggi X. Quest’oggi avete l’onore di vedere un originale Nevermanet.

Nevermanet

Nevermanet

Francesco decanta Francesca

Oggi porteremo nel mondo della musica uno dei fenomeni più rapidi, cangianti e controversi e discussi del panorama musicale italiano. Con sulla testa la condanna di essere un figlio di Pooh, Dj Francesco pensava di cavarsela tirando fuori “La canzone del capitano” (una probabile paziente, in futuro) e invece s’è scavato la fossa con le sue stesse mani. A tal punto che per nascondere la propria identità o comunque per rivelare un cambio di personalità, si è tolto il “dj” dal nome ed è rimasto semplicemente Francesco, quello che delizia le nostre serate, con i suoi occhioni azzurri, conducendoci nei meandri di X Factor. Noi, per affetto nei confronti della sua prima versione, forse un pò irrispettosamente ma affettuosamente, continueremo a chiamarlo DJ Francesco. E oggi vi offro una sua canzone allegrissima, che putacaso, fantasia volle che si chiamasse “Francesca“.

Francesca fa sempre l’offesa
Ma poi ride
E se non ti vuole vedere
Te lo dice
Francesca raccoglie la mela
Dal ramo
Ti dice che ti vuole bene
E mai Ti Amo

Il nostro Facchinetti in erba descrive tale Francesca nei lati del suo carattere che la contraddistinguono dalle altre Francesche e non. Per cui sappiamo che è una che non porta rancore, chiara e sfacciata. Poi compie delle azioni romanticamente sane, coglie quella mela dal ramo che poi Albachiara mangia sulla strada verso scuola. Francesca è allergica all’amore e si limita al pure affetto amichevole, non si sbilancia.

Francesca cammina per strada
Senza una meta
Le labbra e una pelle che al sole
Sembra di seta
Sul collo una grande moneta
Che portafortuna
Francesca che brilla nel cielo
Come la luna

Oltre ad essere un’errabonda, Francesca ha una pelle delicata e porta al collo una grande moneta, stile rapper da ghetto newyorkese. Francesca deve avere poteri magici, forse conferiteli dalla moneta, e riesce a brillare nel cielo, a mo di Lucy dei Beatles o, se preferite, Mufasa.
La canzone si presta al canticchiamento, se al posto della voce del nostro amato Francesco ci fosse quella di Cristina D’Avena, ci starebbe benissimo per un cartone animato.

Francesca è una e tante
Francesca sei anche tu
Ed entra nel suo mondo
Che è tutto tranne che rotondo

Francesca soffre di disturbo della personalità. Anche tu che leggi, evidentemente.

Anche se non c’è una regola
Francesca è unica
Francesca è libera
Anche se a volte lei scivola
Francesca è unica
Francesca è musica

Fino a prova contraria non pare ci siano regole che vietino l’unicità di una persona, nè tantomeno la libertà, almeno relativamente parlando. Francesca distratta dalle sue multipersonalità ogni tanto prende qualche buccia di banana e scivola, ma per questo rimane unica. E anche musica, passiamogliela.

Francesca sul braccio ha una storia
In un tatuaggio
E il mese che lei preferisce
Il mese di maggio
Francesca ha la gonna al contrario
E non ha paura
Se ti guarda negli occhi è una forza
Della natura

La canzone si conclude col ritornello di cui sopra. Esaminiamo attentamente gli ultimi versi. Ci può stare la storia in un tatuaggio che, si sa, i tatuaggi hanno i loro significati, ma la rima col mese di maggio non la fa nemmeno Topo Gigio eh.
Francesca ci ha un coraggio che nemmeno i fantastici quattro messi insieme. Infatti lei mette la gonna al contrario per dimostrarlo. E poi le ultime strofe possono essere un commento passabile, ma il resto della canzone, DJ Francesco dei nostri cuori, no.

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dedicata all’anagramma di Giuseppe.

Il sole esiste anche per Tiziano!

Non ci crederete mai, ma la prossima autopsia prevede un altro testo di Tiziano Ferro.
Il ragazzo si presta, è impossibile forse vivisezionare ogni suo brano, ma ogni tanto qualcuno non si può tralasciare.
Senza rispolverare vecchie glorie del passato, ho optato per l’ultimo singolo, quello che permetterà alle giovini di oggi di strapparsi un altro pò di capelli. Non ho mai compreso se il gesto fosse perchè apprezzano eccessivamente o si rendono conto dell’atroce realtà.

Il titolo è una rivelazione. Ancora una volta devo parlare a favore del sig. Notizia, è assolutamente e semplicemente geniale: Il sole esiste per tutti.

In questa mattina grigia
In questa casa che ora è veramente solo mia
Riconosco che sei l’unica persona che conosca
Che incontrando una persona la conosce

Il titolo promette bene, la prima frase smonta tutta l’euforia da esso offerta. Inoltre non si coglie il nesso tra titolo e testo, anzi.
Tiziano Notizia lascia comprendere d’essere rimasto solo in casa, quindi adesso la sente più sua e siccome ama un sacco giocare con le parole, realizza, mentre realizza anche di avere una casa, di conoscere una persona. A voi è mai successo di provare questa strana sensazione? Inoltre questa persona, se ne incontra un’altra, la conosce. L’approccio di conoscenza procede:

E guardandola le parla per la prima volta
Concedendosi una vera lunga sosta
Una sosta dai concetti e i preconcetti
Una sosta dalla prima impressione
Che rischiando di sbagliare
Prova a chiedersi per prima
Cosa sia quella persona veramente
Potrò mai volere bene

Dunque, una persona incontra un’altra persona e la conosce guardandola e parlandole per la prima volta. Ecco, io non so se a voi è mai successo di provare quest’altra strana sensazione. Pensate di poter conoscere una persona saltando il primo dialogo, saltando direttamente al secondo?
Questa persona è speciale però, perchè abbandona ogni concetto e preconcetto, eccolo Tiziano che gioca ancora con le parole. Sempre questa persona che Notizia conosce, non si cura della prima impressione, per cui potrà voler bene a quest’altra persona senza rischiare di sbagliarsi su quel che veramente potrebbe essere. Lo so che se non ve l’avessi spiegato io, non ci avreste capito un bel nulla. Ammettetelo. L’intelligenza mica è come il sole.

Tu che pensi solamente spinta dall’affetto
E non ne vuoi sapere di battaglie d’odio di ripicche e di rancore
E t’intenerisci ad ogni mio difetto
Tu che ridi solamente insieme a me

Adesso Tiziano Notizia si rivolge direttamente a questa lei che molto probabilmente è quella persona geniale che se incontra una persona la conosce. Voglio evidenziare il fatto che questa donna pensi solamente “spinta dall’affetto”, per cui non è perfettamente razionale, il che spiegherebbe quell’intenerirsi ad ogni difetto di Tiziano e soprattutto il ridere solamente insieme a lui. Vorrei porre un quesito a Tiziano: non hai mai pensato che questa donna possa vederti come qualcosa di cui ridere?


Insieme a chi sa ridere ma ridere di cuore
Tu che ti metti da parte sempre troppo spesso
E che mi vuoi bene più di quanto faccia con me stesso

Ed ecco, Tiziano si convince che lei rida così tanto perchè follemente innamorata. Ciò la porta a mettersi da parte e ad amarlo smisuratamente, più di quanto lui faccia con se stesso. Ed ecco, se nemmeno lui riesce ad amarsi e sicuramente a comprendersi, come pretendete che lo faccia una povera donna che incontra la gente e la conosce?
Secondo quesito: A Tizià, ma quand’è che ti spieghi in lingua corrente?

Il momento in cui Notizia ha scoperto che il sole esiste per tutti

Il momento in cui Notizia ha scoperto che il sole esiste per tutti

Dedicata all’anagramma di Ivan.

Lasciatevi andare con De Marinis

Per l’autopsia canora di quest’oggi ho iniziato a scavare nei meandri della musica abbandonata. Tirerò fuori mostri che credevate di aver rimosso, come Davide De Marinis.
Tutta per voi, “Lasciati andare”.

La canzone si apre con una maledizione nei confronti di una strana febbre che genera sensazioni forse indicibili, molto simili tuttavia al ghiaccio col limone. Suppongo che tutti abbiate provato questa sensazione.

maledetta gelosia
non c’è cura o terapia
muovo l’aria e la ritaglio
sembra tutto fermo e stagno

La sensazione genera-febbre è la gelosia, argomento di cui tutti prima o poi parlano. De Marinis riconosce che non c’è una terapia per curare questa febbre e, rassegnato decide di passare il tempo con le sue forbici immaginarie in un’aria che fa muovere lui stesso, perchè tutto è così fermo che bisogna darsi da fare.

e vado a rallentatore
per difendermi dall’afa e dal calore
e poi rimango in attesa
questa sera è una sorpresa
dai scendiamo a compromessi
ci fanno bene i compromessi

La febbre della gelosia è comunque invalidante e porta la temperatura ad alti livelli. Come potete notare, il cantante parla di afa e calore.

Cambia il sentimento
come cambia la stagione
ognuno ha la sua opinione
sono fuori sul balcone
a coltivare la mia rosa
ad aspettare la mia sposa

I sentimenti vanno e vengono, come le stagioni che non sono nemmeno più quelle di una volta. Da notare le rime stagione/opinione/balcone/rosa/sposa. Le ultime due sono state copiate da “Il timido ubriaco” di Gazzè.

tutto il resto è fumo e vento
conta quello che sei dentro
e sono di buon umore,
in uno stato di confusa eccitazione,
è più che una relazione,
è un’ossessione, manca poco

Da una situazione compromessa dalla febbre al ghiaccio e al limone, Davide passa ad uno stato di buonumore e si sente un pò come un ragazzino di tredici anni, ma lascia trasparire un certo disagio mentale, un’ossessione.

Ritornello:


làsciati andare così, làsciati andare e vedrai
voglio provare ad assaggiare ogni tua singola emozione
è tutto lecito in amore
làsciati andare così, làsciati andare e vedrai
nell’armonia dei nostri sensi
in fondo agli occhi siamo persi
è una questione di momenti,
insieme travolti
insieme travolti

Il ragazzo sta chiedendo a qualcuno non precisato di lasciarsi andare. Se tutto è lecito in amore, così come dichiara, potrà lasciare libero sfogo alla sua ossessione e insieme verranno travolti. Ma chi? ma come? perchè?

De Marinis in tenuta Emporio Armani si lascia andare ad un sorriso ammiccante

De Marinis in tenuta Emporio Armani si lascia andare ad un sorriso ammiccante


Il temibile Fibra colpisce ancora

Abbiamo capito quali siano i bersagli facili della musica italiana. E proprio per questo motivo io continuo a tirare fuori dal cappello a cilindro le loro inimitabili canzoni. Tocca a Fabrizio Fibrazio, il Bugiardo della musica italiana. Con questo secondo testo potrete senza dubbio essere d’accordo con me, se dico che la peculiarità dei testi di questo garzone è il continuo affermare e rispondersi da solo. Molto probabilmente, sarà per un’infanzia mal vissuta o qualche altro trauma, sarà che non ha amici, ma Fibra parla con se stesso e poi divulga il suo sapere all’Italia. In questa autopsia partiremo dall’analisi del ritornello per poi addentrarci nei meandri della psiche in rima del rapper più ribelle dello Stivale.

Il titolo della “cosa” è, appunto, “Bugiardo”.

Io vengo in pace (Bugiardo)
non mento mai (Bugiardo)
non son capace (Bugiardo)
non ce la fai (Bugiardo)
ho mille amici (Bugiardo)
non voglio guai (Bugiardo)
tu sei tra questi (Bugiardo)
ma non lo sai (Bugiardo)

Quindi, senza troppe spiegazioni, qui il Fibrazio elenca una serie di affermazioni che smentisce subito dopo con un aggettivo autoattribuitosi. Dopo un contorto studio ho appurato che utilizza questo strumento, o meglio, questa modalità di porsi, per rendersi vittima, utilizzando il “bugiardo” come se fosse un’accusa attribuitagli dagli altri.
Sono anche giunta alla conclusione che i rapper o quelli che si spacciano come tali, abbiano appunto questa tendenza verso il vittimismo. Sono persone frustrate, che campano a suon di rime e che devono necessariamente attaccare qualcun altro per poterne pensare di nuove. E’ quello che state per vedere:

Bugiardo
con questa faccia da bugiardo
era tutto uno scherzo sono un bugiardo
la tua ragazza ha capito sono un bugiardo
per come parlo
per commentarlo
ho uno stile di vita anti-montecarlo
capitan-arlo
del rap in ballo
mi vesto giallo
come il catarro

Oltre alla descrizione del bugiardo, da per scontato che il giudizio altrui nei suoi confronti sia questo, per il suo modo di parlare, di vestire e di vivere. Sorvoliamo quell’orrido “capitan-arlo” e passiamo al giallo catarro. Chi non disprezzerebbe uno che si veste giallo catarro? Si autocondanna ad essere reietto. Se ci provi gusto, Fabri, continua. Io tivibi comunque.


oh no adesso ti lamenti per il testo
poi per la base perchè sembra un poliziesco
io sono zero se mi paragoni al resto
vorrei il tuo conto in banca Dj Francesco

Ecco, sa già che il suo testo sarà scandaloso. Crede di essere talmente trasgressivo e fuori dalla portata del comune italiano medio che sa già che verrà criticato. Oltre a non esserci nulla di particolarmente scandaloso o trasgressivo (salvo il giallo catarro, scandaloso dal punto di vista del buon senso stilistico), Fibrazio autocritica ironicamente la sua stessa musica e si rivolge a Dj Francesco. Anche lui bersaglio facile, in quanto a testi musicali, è invidiato dal disgraziato Fibra per il suo conto in banca. Fibra colpevolizza il successo altrui. E’ un personaggio travagliato. Vuole dare scandalo ma necessita di amore.

Fibra è conosciuto come un gran bugiardo
alle assemblee di istituto parlavo in sardo
non mi presento in pubblico ci mando un altro
non mi assomiglia è grasso e un po più alto
tengo i ritmi serrati
in venti metri quadrati
ho la morte negli occhi
e tengo i giorni contati
tocco temi scontati
non chiamatemi artista

Uno che alle assemblee di istituto parla in sardo, più che bugiardo può essere definito poliglotta o semplicemente idiota. Fabrizio ci ha la morte negli occhi. Io più che la morte ci vedo il vuoto cosmico, assenza di materiale cerebrale. Sveglia, Fibra! Poi, nella sua bugiardezza, ha un attimo di lucidità e riconosce la scontatezza dei suoi argomenti e la sua poca artisticità. Qui no, non sei un bugiardo.


io ti creo un’altro mondo lo sa anche il mio analista
la realtà mi spaventa da ogni punto di vista
il mio sogno in verità era fare il giornalista
ho il rap emodrammatico da crisi domestica
in camera c’ho un water e a letto un anoressica

La prima frase è quella che spazza via ogni dubbio. Fabri Fibra ha un analista. Poi passa immediatamente alla bugia (non si può credere che la prima frase sia menzogna). Immaginate un articolo scritto da Fabri Fibra? Paura! E poi non è assolutamente credibile, soprattutto per il water in camera. Sarebbe possibile, ma non credibile. Non ci crede più nessuno.

Voglio sentirmi supersonico
da un’occhiata al mio tasso alcolico
ma non sono ridotto al lastrico
entro in banca con un kalashnikov
tutti su le mani perchè questa è una rapina
io sono Fabri Fibra ho appena ucciso la vicina
e dato fuoco alla cucina
con un litro di benzina
è crollata la palazzina

Qui giungiamo al culmine della rima. Le prime due frasi ricordano “Supersonic” degli Oasis (“I’m feeling supersonic
Give me gin and tonic”
) però faremo tutti finta di niente per non farlo sentire emarginato e per non accusarlo di mancanza di originalità. Siccome non ha il conto in banca di Dj Francesco, inoltre, decide di fare una rapina. Per cui invita tutti ad alzare le mani come quando chiede “Applausi per Fibra” e confessa anche un omicidio. Ed anche a questo, non ci crederà nessuno.

Concludo con una frase della “cosa” che potrebbe racchiudere tutto il testo. Ma prima voglio che chiudiate gli occhi e ripassiate bene a memoria quello che avete letto finora di questo povero ragazzo.

Fatto?

Adesso leggete la frase che lascio qui di seguito, da lui stessa scritta e pronunciata:

Brr Fibra ah ah ah Fibra
ti tolgo dal mio stereo perchè porti sfiga

E giù coi gesti scaramantici!

Fabri Fibra si da del pazzo

Fabri Fibra si da del pazzo