Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Forse che forse Luca ci ha l’amnesia

L’autopsia di oggi riguarda una nuova stella nel mondo della musica, sorta, come molte altre dagli amici di Maria De Filippi. Trattasi di Luca Napolitano, il bel figliolo che espone i suoi dubbi per le radio e le tivvù. Cominciamo con l’analisi del testo e presto scoprirete di quali problemi mentali soffra l’autore oggi scelto.

Dormi dormi,
stai di là
tanto non mi perdo niente.
Passa la pubblicità di un deficiente!

Dunque, lei dorme ed è di là, lui sa che non si perde niente. Nel senso che visto che dorme non è utile e romantico stare a guardarla, nel senso che se non gliela da non serve o nel senso che non sappiamo che senso? E soprattutto, notevole il dettaglio della pubblicità con tanto di offesa. Mi chiedevo se fosse una delle mie preferite degli assorbenti, se fosse Vlady, se fossero i giapponesi con la lingua magica o chi altri. Ma in tutto questo, lui che dice “deficiente” a qualcun altro, non è un passo valido.

Dormi dormi
che non sei più la panna sulla torta.
Questa favola di noi
è andata storta,
è neve che si è sciolta.

Luca continua ad incitare la sua bella alla nanna. Codella non è più panna sulla torta, la solita vicenda che mi fa venire i brividi e mi riporta alla mente il verde coniglio. Nel senso che lei fa i giochini erotici con la panna, che dalla panna è diventata donna, che è innamorato di un barattolo di panna spray o che senso in che senso?


Scusa la sincerità,
non è proprio nel mio stile
zuccherare verità,
mandarle a dire.
Una foglia cade giù
come tutta la mia vita.

Oltre al tasso diabetico elevato, notiamo che l’educazione del giovinotto lo porta a scusarsi per la sua schiettezza e soprattutto ad usare un verso come quello della foglia che cade giù, paragonandola alla sua vita. Questo ragazzi, se fosse Pascoli, indicherebbe insicurezza instabilità e precarietà. Per Luca Napolitano vale come c*****a.

La mia foto insieme a te dov’è finita? Sparita!
Forse forse non l’ho mai scattata,
forse forse non c’è stata mai, non c’è stata..
Forse forse io l’ho stracciata
forse forse forse…

Ma il ritornello, come il titolo, è la parte più bella della canzone. Qui sorge un dubbio che è più amletico dell’essere e del non essere, amare o odiare, dormire o vegliare. Si sta cercando una foto della favola di loro, ma Luca continua a non trovarla. Sarà che sti giovini ci hanno sempre la casa in disordine, ma il dubbio arriva a livelli più alti: forse se l’è soltanto immaginata, quella foto non esiste, è frutto della sua fantasia e di conseguenza, supponiamo noi, anche tutta la storia favola di loro. Oppure in LAPTUS freudiano, l’ha strappata. Boh, mistero, cose che neanche Enrico Ruggeri e Giacobbo.


Le mie scarpe dove sono?
Qui non è più casa mia,
mi va stretto anche il divano,
vado via.

Qui scopriamo e troviamo la conferma del disturbo della personalità o alzheimer precoce di cui soffre il Napolitano. Vabbè perdere la foto, ma pure le scarpe! O vive in una discarica a cielo aperto come i bambini di Mumbai e allora prende quello che trova, se gli va bene, oppure non sta niente bene. Soprattutto perchè un divano, cribbio, non può andarti stretto. Mica è una giacca o una mutanda!


Tu rimani lì con te,
prova a dirmi qualche cosa
che non sia solo la lista della spesa.
Una foglia cade giù
come tuttta la mia vita.

Lei, è chiaro, mantiene le distanze. Si è svegliata sentendolo dubitare ad alta voce dei suoi vuoti di memoria, ma nel frattempo Luca ci offre un altro dettaglio di questa giovine donna. Ha pochi argomenti, lui si lamenta perchè lei sa parlare solo della lista della spesa.
Poi la sua vita cade giù come d’autunno sugli alberi le foglie e ricomincia il dubbio sulla foto, che speriamo possa trovare prima che scriva “l’avevo strappata ma l’ho ricostruita col nastro adesivo”.

La favola di loro e Luca Napolitano con i suoi dubbi

La favola di loro e Luca Napolitano con i suoi dubbi

Strapazzatelo di coccole

Non potevo non concentrare la mia attenzione medica su un altro brano del Vasco Rossi, affetto da patologie che non sto qui a dire, che tanto le sapete meglio di me. Sempre tratto dall’ultimo capolavoro, questo brano si intitola: E adesso che tocca a me. Che un pò farebbe pensare a Ramazzotti, ma evitiamo di metterli tutti insieme sennò qui va a finire male.

Vaschino dei nostri cuori si pone degli interrogativi estremamente interessanti. Molto probabilmente la maggior parte di voi avrà provato le sue stesse sensazioni. Già vi vedo a scrivere queste frasi in giro per i diari e per i cavalcavia.

E adesso che sono arrivato
Fin qui grazie ai miei sogni
Che cosa me ne faccio
Della REALTÀ

Vasco, tesoro, in qualunque modo tu sia arrivato lì, sono certa che il colpevole-perchè c’è sempre un colpevole- non sei soltanto tu e che comunque quel colpevole, dovrà pagare un prezzo molto alto per questa svista.
Della realtà non fartene niente, chiediti piuttosto cosa ci sia oltre. E procedi con i tentativi concreti per scoprirlo.

Adesso che non ho
Più le mie illusioni
Che cosa me ne frega
Della VERITÀ

Vasco qui assume chiaramente il comportamento di una persona consapevole dei problemi che la affliggono, ma che vuole negarli. Finge menefreghismo, ma in realtà è perfettamente cosciente. Sappiamo anche che la verità fa male.

Adesso che ho capito
Come va il mondo
Che cosa me ne faccio Della SINCERITÀ
E adesso
E adesso

Così come la verità, la sincerità è altrettanto inutile. Vasco ha compreso come stanno le cose, adesso se ne frega veramente di tutto.

E adesso che non ho
Più il mio motorino
Che cosa me ne faccio
Di una macchina

Questa frase mi lascia esterrefatta. Qual è la spiegazione dell’inutilità della macchina correlata all’assenza del motorino?
Qual è il senso della mia frase?

Quella che segue, attenzione attenzione, è da inserire nelle frasi più geniali della storia della musica, insieme ai verdi conigli e agli anagrammi. A fine anno stileremo una classifica, ma per ora respirate a fondo e leggete:

Adesso che non c’è
Più Topo Gigio
Che cosa me ne frega
Della Svizzera

Direi che posso concludere qui. I versi che seguono perdono qualsiasi briciola di senso, sebbene già non ne avessero. Grazie a voi tutti per aver condiviso cotanta sofferenza con me.

Il Topo Gigio che non c'è più.

Il Topo Gigio che non c'è più.

Dedicata all’anagramma di Valentina.

Negramaro sadomaso

Continuiamo sulle note della perversione canora. Dopo Nek che si sfoga su di un’altra per non sentire la mancanza di Laura e Meneguzzi che rischia di essere affettato tra le canne di bambù, ecco a voi “Mentre tutto scorre” dei Negramaro. Un chiaro imperativo sadomaso (più maso che sado), sostanzialmente.
Il testo della canzone fondamentalmente non è crudele come un testo di Fabri Fibra, ma il ritornello è davvero uno strazio, completato dall’altrettanto straziante voce di Giuliano di quelle sofferenti, che rende bene l’idea di uno che ci ha il desiderio di farsi percuotere abbondantemente.


Usami
straziami
strappami l’anima
fai di me
quel che vuoi
tanto non cambia
l’idea che ormai
ho di te
verde coniglio
dalle mille
facce buffe

Una cosa fondamentale di questa parte di testo è quel “verde coniglio“. Che sulle facce buffe di un coniglio possiamo anche sorvolare, però non riesco ad individuarne mille. Se voi ne sapete mille, scrivetemele. Però un coniglio verde?!O si è eccessivamente rotolato nell’erba oppure, secondo me, i negramari erano andati a fumare col Brucaliffo prima di scrivere il testo di codesta canzone.

Sparami addosso
bersaglio mancato
provaci ancora
è un campo minato
quello che resta
del nostro passato
non rinnegarlo
è tempo sprecato
macchie indelebili
coprirle è reato
scagli la pietra chi è senza peccato
scagli la pietra chi è senza peccato
scagliala tu perché ho tutto sbagliato

Ecco, qui si continua con gli imperativi. E’ un chiaro invito alla violenza, sofferenza che provoca piacere e citazione biblica che porta la canzone ad un livello superlativo con conseguente affidamento dello scagliamento della pietra a qualcun altro per provare piacere nel farsi lapidare.
Salto a un’altra canzone per farvi capire che non sono io a pensare che sia un sadomaso a scrivere questi testi. Trattasi di “Parlami d’amore“, che inizia esattamente così:


Coprimi la testa con la sabbia sotto il sole,
quando pensi che sian troppe le parole

E poi la canzone procede con la richiesta di parole d’ammore. A mio parere sentirsi parlare d’ammore è peggio dell’usami e straziami e strappami tutto, ma tant’è che la vocina disperata e dolorante procede con le richieste:

Parlami d’amore se
quando nasce un fiore mi troverai
senza parole amore.
Parlami d’amore se
quando muore un fiore ti troverai
senza respiro amore.

Da notare la scena macabra della nascita e della successiva e immediata morte del fiore. E quel “senza respiro” che la dice lunga, ancora una volta, sui gusti masochistici dei cantanti italiani.

La band dei Negramaro

La band dei Negramaro

Le verofalsità di Paolo Meneguzzi

Nel mondo dello spettacolo, è risaputo, i piccoli difetti estetici vengono abilmente camuffati. Non si sa perchè, ma le occhiaie di Meneguzzi molto probabilmente sono state trattate con il copri-occhiaie più farlocco del globo. A un certo punto della sua breve carriera ho iniziato anche a preoccuparmi. Sembrava un piccolo panda in cerca d’autore o meglio ancora, sembrava uno che le prende sempre e ci ha sempre gli occhi neri. O semplicemente un tossico. Anche il Godano ci ha delle occhiaie che non ti dico, ma oltre a coprirle meglio, le porta con un certo savuarfèr.

Detto ciò, vi chiederete perchè parlo di questo pseudo-uomo al passato. Ebbene la motivazione è che è sparito dal mondo della musica ed ormai è un ricordo del tempo che fu, che tutti noi vorremmo dimenticare. La canzone che verrà quest’oggi analizzata è la canzone-quiz per eccellenza, per intelligenza batte il giocagiuer, è senza ombra di dubbio uno dei pezzi migliori del nostro secolo.

Il nostro adorato si muove tra le canne di bambù sfidando una simil-battona dotata di spadakillbill e partiamo con l’analisi.

te lo scrivo sui muri di casa

te lo scrivo con petali rosa

che ho bisogno di te che ho bisogno di te

Qui si denota il tratto ossessivo ossessionato della sua personalità insicura incerta e qualcos’altro. Perseguita la sua amata praticando il vandalismo da writer di quello che c’è sempre in qualche servizio di Studio Aperto. Poi sceglie i petali rosa, ma non specifica se sono petali rosa di rosa o di tulipano o di nontiscordarmaidime. Però il concetto chiaro è che ha bisogno di lei.

il tuo strano silenzio mi pesa

che se è solo questione di tempo

sono pronto a qualsiasi confronto

chiedi quello che vuoi

dimmi quello che senti

Il nostro Paolo è seriamente raffrustrato da questa situazione, per cui è disposto a fare qualunque cosa per recuperare. E’ stato palesemente accusato di tradimento, si mette a piena disposizione della presunta tradita e continua a negare la cornutaggine di lei. Avendo ascoltato Tiziano Notizia molto probabilmente avrà pensato che avrebbe reso di più un testo semplice e diretto, per cui ha optato per il verofalso, come nei quiz della patente.

Vero che ti amo ancora vero

che ti ho tradita falso

è stato un gioco falso

io li non c’ero

vero che sei la sola vero

che ti ho ingannata falso

se non mi credi giuro

sulla mia vita

Lui lì non c’era, nenti sapi! Sarà stato uno con le occhiaie e avranno fatto confusione.

lascia stare ti prego l’orgoglio

non pensare che il mio sia uno sbaglio

questa storia è per me è importante per farla morire, cadere nel niente

(vero) ogni notte che passa dolore

e lo so che anche tu ci stai male (falso)

Scatta la molla di sicurezza di riserva, che il cantante utilizza per cercare di riavere indietro il suo amore. La butta sul dolore, afferma con certezza che lei sta male, ma c’è un “falso” tra parentesi che è a dir poco disarmante. Oltre ai testi delle canzoni, credo sarebbe utile analizzare l’intera discografia ed estrapolarne qualche titolo, per cui ci sarà una puntata appositamente dedicata ai titoli delle canzoni di Meneguzzi. Nel frattempo, mentre la canzone prosegue, il nostro amico entra in uno stato confusionale ed inizia a dire vero-falso-vero-falso. Il fatto che abbia bisogno di lei è un bisogno che vuole gridare al mondo, coglie al volo l’opportunità e lo fa scrivendo questa stupenda canzone. Credo proprio che molti si siano ritrovati in una situazione simile e ne siano rimasti talmente colpiti da averla resa la colonna sonora della propria vita.

Paolo Meneguzzi e le sue occhiaie

Paolo Meneguzzi e le sue occhiaie

Quando l’amore di Gigi divenne Superamore

Su vassoio d’argento, ma che dico, di cristallo platinato con schizzi di diamante, oggi un piatto a base di Gigi D’Alessio. Sapendo di andare sul sicuro ho cliccato su un testo a caso e il testo vincitore dell’autopsia di oggi è tale “Superamore“, canzone mai sentita, suppongo con mia somma fortuna.

Procediamo, venghino signori venghino!

Come abbiamo potuto già notare con Meneguzzi, i cantanti italiani hanno tendenze comuni. Chi il masochismo, chi il vandalismo. La seconda è l’opzione selezionata anche da Messere Gigi, che infatti decanta tali versi:

Scriverò per te
sopra i muri delle città
il tuo nome
in un cuore che batterà.

A parte che non gliene frega a nessuno nelle città di leggere Anna Tatangelo sui muri, che un nome dentro al cuore è tamarro come un I love mom tatuato sul braccio. Ma come fa a battere un cuore disegnato? La questione mi prende quanto quella del verde coniglio dalle mille facce buffe.

Scriverò per te
nel cielo azzurro che sta lassù
un “Ti amo”
che solo Dio può buttare giù.

Non accontentandosi di imbrattare i muri, D’Alessio opta per il cielo, sostenendo con forte convinzione che solo dio potrebbe levare il suo “ti amo” dalle nuvole. Secondo me basterebbe un aereo che ci scacazzi su un pò di carburante. Ragazzuoli miei adorati, questo è niente. Tenetevi forte, ma proprio forte, questi sono i versi top della canzone:

Scriverò per te
ai carabinieri e alla polizia
denuncerò
che solo tu sei la vita mia.

Ma immaginate la scena di uno che va a denunciare una donna che è la vita sua?? Fosse in America ci avrebbe già la testa appesa al cappio. In Italia la denuncia seguirebbe il naturale corso di una denuncia.


Scriverò per te
sui treni fermi alla ferrovia
ogni giorno
una frase di una poesia.

E poi se la prendono con i writers, che quelli si sono artisti. Immaginatevi le canzoni di Gigi D’Alessio pure sui treni in corsa. Generano crisi epilettiche. Non lo sapevate? E sapevatelo!

Perché…
questo superamore mi fa solo pazzo di te
incurabile malattia
che mi prende ogni volta in un bacio da quando sei mia
Lo sai…
il tuo amore mi rende più forte di un supereroe
volerò per portarti via
gireremo abbracciati sul mondo lasciando una scia
e seduti su un quarto di luna sarà una magia…

Ma il nostro adorato Gigi si rende conto, come vedete, d’aver perso qualche rotella mentre scriveva in cielo. Forse gli è caduta una bomboletta in testa però riconosce comunque di sentirsi onnipotente e immagina con la sua super immaginazione una scena stile “il mondo è mio” in Aladdin. Che è però, mio Gigicaro, un cartone animato.

Ruberò per te
quella cometa che sta lassù
comprerò
un pianeta di rose blu.

Oltre al vandalismo, o’ napuletano si da alla cleptomania. Certo che rubare una cometa non dev’essere roba da poco, ma solo l’amore ti permette di fare certe cose. Provaci Gigi, siamo tutti con te!
E poi ci ha così tanti soldi che può permettersi un pianeta di rose blu. A mio parere sono proprio grezze le rose blu, ma tant’è. Se ci hai così tanti soldi da buttare in un pianeta di fiori fasulli, salda il debito dell’Africa, no?
Dopo ci sta una capatina intorno all’universo, una volta che salti di pianeta in cometa, per scarabocchiare l’ignoto:

Scriverò per te
nell’universo che è intorno a noi
“Cuore mio
giuro che non ti lascio mai”

Questo film a colori che ho scritto per te
è il regalo d’amore più grande che c’è
nel castello la mia principessa sei tu
c’è un cavallo che aspetta quaggiù
per volare lontano lassù…

Le rime sono degne di Valeria Rossi e del Coro dell’Antoniano di Bologna.
Il ritornello si ripete e dunque Gigi è ancora il Clark Kent di Napoli e ama smisuratamente la sua donna. Invidiata da tutte, ditelo, suvvia!

Gigi e il suo Superamore

Gigi e il suo Superamore

Chi vuol giocare con Vasco?

Il celeberrimo rocker Vasco Rossi, sulla cresta dell’onda ormai da troppo tempo, ci rende maggiormente consapevoli di questo “troppo tempo” sfornando brani che, uno dopo l’altro, rendono bene l’idea del logoramento interiore ed esteriore del cantautore. Logoramento iniziato, comunque, pochi anni dopo la sua nascita. L’ubriacone di Zocca, oltre a mostrare una notevole fissazione nei confronti dell’atto sessuale e delle forme femminili, dimostra anche di non saper costruire frasi di senso propriamente compiuto. Son finiti i tempi di “Albachiara” (perversa quanto basta) da cantare tra fuochi e chitarre, il testo che analizzeremo oggi è stato strappato via all’ultimo album ed è “Gioca con me”.
Già il titolo basterebbe a rendere (in)giustizia alla canzone intera, il giocherellone Vasco inizia così:

Come riempi …bene quei jeans
Cammini come una dei filmsss
Coi tacchi quasi galleggi
C’hai dei movimenti che mi stendi
Che cosa fai… cammini così
Quanto tempo passi dentro quei jeans
Non pensi …sia ò…ra…che
Come mai non bevi un whisky con me
Dove devi andare adesso…dò…ve
E dovunque vai io vengo con te

La sospensione e le parole spezzate delineano il tasso alcolemico presente nel corpo del Blasco. Questa è una serie di complimenti nei confronti di una malcapitata che viene invitata a giocare con lui. Inoltre, a parte quell’o-ra da balbuzie post-sbronza, la frase rimane incompleta. Tutti si staranno chiedendo “ma ora che… che cosa?” e prontamente tira fuori il whiskey, inseparabile compagno di viaggio. Anche il do-ve offre un’immagine di un barcollante Vasco che insieme al suo fegato malridotto segue la povera donnina. La Carfagna lo chiamerebbe stolching.

Baby
E allora dài
Gioca con me
Fare l’amore è molto semplice
Non c’è
Nessun perché
Prendilo com’è

Ecco l’invito esplicito a fare all’amore, che è un gioco molto semplice. il “prendilo com’è” si presta a molteplici interpretazioni ma, poichè trattasi di bloggheria seria, lascio a voi intendere quel che il vostro cuore vuole intendere.

Non porti dei vestiti
Tu addosso li “possiedi”
È proprio lì…la forza che hai
E quando vedo i movimenti che fai
Lo sai che così non resisto
E scusami tanto se insisto
Baby

Ritorna il tema del “possesso”, che adesso però riguarda i vestiti che sul corpo della donna stanno eccezionalmente bene. Vasco ormai non ce la fa più, vuole giocare con lei, si scusa per l’insistenza, ma la carne è debole, si sa.

E allora dài
Gioca con me
Fare l’amore è molto semplice
Non c’è
Nessun perché
Prendilo com’è
E quando ormai non ti soddisfa più
Buttami via come sai fare tu
Non c’è
Nessun perché
Dedicalo a me!


Ritornello che si ripete, con aggiunta di un pizzico di masochismo, stile Negramaro. Vasco è da “soddisfatti o rimborsati” ma quel “Dedicalo a me” resta un mistero da affidare alla nuova stagione di Voyager.

Come riempi …bene quei jeans
Cammini come una dei filmsss
Coi tacchi quasi galleggi
C’hai dei movimenti che mi stendi
Che cosa fai… cammini così
E quanto tempo passi dentro quei jeans
Baby

Ecco, i tacchi che galleggiano sono un serio e inequivocabile segnale di sbronza avanzata. Vasco continua a chiedersi quanto tempo la donna passi dentro quei jeans, come se per portarli bene bisogna averci confidenza.
Ragazzuoli, inutile crederci ancora, Vasco non sta per niente bene. Aiutiamolo un pò, ha tanto bisogno di noi.

Vasco Rossi aspetta che tu giochi con lui.

Vasco Rossi aspetta che tu giochi con lui.

Dedicata all’anagramma di Vincenzo.

L’assenza di Laura per Filippo

Laura non c’è” è stato un gran tormentone ai suoi tempi. Nel senso che proprio non lo si poteva sopportare ma ti martellava la testa e ti perseguitava inducendoti alla schizofrenia.

Tale Filippo Neviani è stato un cantante di successo, amato da una folla di ragazzine assatanate che nemmeno ai concerti dei Black Sabbath e soprattutto così di successo e così amato che nessuno sa che fine abbia fatto.

Dal testo di “Laura non c’è” si possono notare dei caratteri particolari del carattere di Nek, ovvero una mania ossessivo-compulsiva per il sesso, un sacco di confusione, l’idealizzazione di ‘sta benedetta Laura che una volta resasi conto dei problemi del cantante ha ben deciso di darsi alla latitanza. Però Nek è ancora libero e circola come fosse una persona qualunque, ma non stupiamoci, come Nek ce ne sono veramente un sacco.

Passiamo all’analisi del testo, suvvia.

Dalle prime strofe deduciamo chiaramente che la protagonista della canzone, Laura, con la quale si presume Nek avesse una storia, è andata via senza avvertire o forse avvertendo in maniera brusca e che Nek si sente spiazzato da questa mancanza.

Laura non c’è
è andata via,
Laura non è più cosa mia

Nel frattempo Nek, mentre parla di Laura, parla anche con un’altra (presunta) lei, che si chiede perchè mai Nek sia tanto ossessionato da questa Laura quando lei è bell’e pronta a soddisfare le sue voglie.


e te che sei qua
e mi chiedi perché
l’amo se niente più mi da

Nek effettivamente si rende conto di non essere propriamente in sè, poichè continua a pensare ad una persona che non c’è più.


Laura non c’è capisco che
è stupido cercarla in te
io sto da schifo
credi e non lo vorrei
stare con te
e pensare a lei

A questo punto, infatti, scatta la molla di perversione sessuale, della quale Nek si avvale per dimenticare la sua amata stronza, e sfrutta fisicamente la donzella di turno per sfogare le sue frustrazioni.

stasera voglio stare acceso
andiamocene di la
a forza di pensare ho fuso

Le parole di Nek, nel ritornello stra-cantato inconsciamente, suonano come un vero e proprio ultimatum nei confronti della disgraziata e generosa donna che si butta tra le sue braccia, ma il ragazzuolo con la “sh” modenese continua ad insistere sulla presenza-assenza di Laura.


se vuoi ci amiamo adesso, se vuoi
però non è lo stesso tra di noi
da solo con mi basto stai con me
solo è strano che al suo posto
ci sei te, ci sei te

alla fine però il “Cantante, compositore e musicista in continua evoluzione, con oltre 7.000.000 di dischi venduti” e “senza alcun dubbio uno tra i pochi artisti italiani ad avere portato la sua musica nel mondo”, come disse Wikipedia, si rende conto dell’impossibilità di fare fikifiki con qualcuno che non sia Laura. Molto probabilmente se ne rende conto nel momento clù e si tira indietro in tutti i sensi, poichè il riflesso di quella santa donna lo perseguita fino a farlo impazzire.


non vorrei che tu fossi un’emergenza
ma tra bene ed amore c’è
solo Laura è la mia coscienza

[…]


se vuoi ci amiamo adesso, oh no
però non è lo stesso
ora so

c’è ancora il suo riflesso tra me e te
mi dispiace ma non posso
Laura c’è .

La disperazione arriva a portare il ragazzuolo ad avere le allucinazioni, per cui inizia a vedere Laura ovunque e lo ripete per convincersene.
Da allora, non si sa se Nek abbia trovato il modo di riavere Laura con sè, ma ha continuato comunque ed imperterrito a disturbare e noi per questo, tutti in coro lo ringraziamo.

Nek si chiede dove possa essere Laura.

Nek si chiede dove possa essere Laura.

L’adolescenza travagliata della generazione Nonellarai

Il testo che analizzeremo quest’oggi rispecchia il pensiero amoroso della generazione di Nonellarai e del capello crespo al sapore di playback di Ambra Angiolini. Canzone celebre dal titolo “T’appartengo”, è stata completata con l’accompagnamento di un balletto, ripreso dalle antiche danze tribali contro gli spiriti, dello Zimbabwe occipitale. Un respiro profondo e immergetevi in questa atmosfera adolescenziale, che nemmeno la puntata più deprimente di DosonCricchete.


“io mi ero persa nella nebbia e tu
tu dalla rabbia ormai non ci vivevi più
e adesso che siamo tornati insieme
ti dico t’amo e tu non me lo dici mai

Qui notiamo uno strano atteggiamento da parte del Lui in questione, che si incazza come una iena perchè lei si è smarrita, forse nel tunnel della droga. Una volta tornati insieme, come sempre la ragazza è appiccicosa e si lamenta perchè non le viene regalato tanto affetto quanto lei ne offre. E’ sempre un gran problema fingere di dare senza voler ricevere ma Ambra non teme nulla, vuole essere ricambiata.

“e adesso giura, adesso giura
adesso giura che non hai paura
che sia una fregatura dirmi amore mio
perché un amore col silenziatore
ti spara al cuore e pum! tu sei caduto giù

Ambra insiste sulla pretesa di un giuramento. Adesso chiudete gli occhi ed immaginate che l’amore sia un calashnicof silenziato che vi colpisce in pieno petto. Ecco, questo è quello che si prova quando uno vi dice amore mio senza crederci. Ambra esprime al meglio queste sensazioni tragiche e drammatiche.


“t’appartengo ed io ci tengo
e se prometto poi mantengo
m’appartieni e se ci tieni
tu prometti e poi mantieni
prometto, prometti

La giovinetta si dichiara appartenuta dal suo lui, ci tiene e promette e poi mantiene. Le rime ricordano vagamente Fabrizio Fibrazio, il quale molto probabilmente scriveva così quand’era ancora in fasce. Lo stesso giro di parole vale anche per il suo Lui, che oltre a giurare deve promettere.

“ti giuro amore un amore eterno
se non é amore me ne andrò all’inferno
ma quando ci sorprenderà l’inverno
questo amore sarà già un incendio
lo grido cento mille volte a sera
ma disperata come una preghiera
non voglio più svegliarmi sola sola
se non ci sarai

“prometti per sempre sarà
prometti indietro non si tornerà

Ambra si autocondanna nel caso in cui il suo amore dovesse rivelarsi fallimentare e si concede a Lucifero e canta la sua disperazione per questa storia travagliata.

se c’é una crisi la mandiamo via
perché i problemi tuoi sono problemi miei
bisogna dirci tutto fra di noi
e a tutti gli altri poi non li diremo mai

Nonostante tutto cerca l’ottimismo nel pessimo rapporto che intrattiene con questo lui crudele e spietato, tirando fuori l’opzione berlusconiana anti-crisi.

“e adesso giura, adesso giura
adesso giura sopra al mio diario
dove c’é la tua foto che hai dedicato a me
che ho consumato con i baci e pianti
ed io per colpa tua non piangerò mai più

Continua a pretendere un giuramento e da qui scopriamo anche dell’esistenza di un diario con tanto di foto sbrodolata di bava da orifizio vocale e bava salata oculare, accusando il colpevole di averle consumato le lacrime.

La canzone prosegue con la ripetizione del ritornello e con un t’appartengo se ci tieni m’appartieni se ci tengo che spiega la chiara ossessione che la giovane donzella nutre nei confronti di questo povero malcapitato, imponendogli ancora una volta il giuramento, e incrociando assatanatamente le mani sul petto, su e giù fino a far perdere i sensi allo spettatore causa movimento convulso di ricci nell’atmosfera.

Ambra Angiolini e i suoi capelli.

Ambra Angiolini e i suoi capelli.

Notizia è l’anagramma del suo nome, viene in pace.

Noto per la capacità di offire poesie sensatissime, Tiziano Ferro continua a stupirci. Questo èuno dei singoli che ha avuto più successo: Indietro.

Io voglio regalarti la mia vita.
Chiedo tu cambi tutta la mia vita, ora.
Ti do questa notizia in conclusione.

Io di fronte ad una notizia del genere mi sarei sparata, per questo è una notizia in conclusione.
La frase che segue è la cosa più geniale che io abbia mai sentito nella mia breve ed inutile esistenza:

Notizia è l’anagramma del mio nome, vedi.

Potrei fermarmi qui, ma proseguo. Facciamoci del male.
Io non ritengo di avere delle elevate capacità logico-comprensive, ma qualcuno mi spieghi questi “versi”:

Ricevo il tuo contrordine speciale.
Nemico della logica morale.
Opposto della fisica normale.
Geometria degli angoli nascosti, nostri.

E poi:

Decido che non ti avrei mai perduta,
mai perduta, perché ti volevo troppo.

Considerando i tempi verbali, lei ha fatto perdere le tracce da tempo, ma imperterrito Tiziano Notizia non riesce a mettere fine al suo amore.
Qui la grammatica arriva a livelli divini. Non attaccatelo, gli piace giocare con le parole.

Mancano i colpi al cuore.
Quel poco tanto di dolore.

In testa gli manca il colpo, direi. Voi non direte?

Poi scatta il momento-indecisione. Sia a livello logico-comprensivo, ancora una volta, sia per quel che riguarda la sua amata. E’ da dichiarare dispersa o ancora no?

Dietro le lacrime che mi hai nascosto.
Negli spazi di un segreto opposto.
Resto fermo e ti aspetto.
Da qui non mi è possibile.
No non rivederti più.
Se lontana non sei stata mai.

E adesso, mentre vi sforzate e tentate di capire il senso di alcuni passaggi ricordate sempre e comunque che:

Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.

Adesso anagrammatemi i vostri nomi, guardate avanti e poi cantate insieme a me:

Se cer
co
lo ve
do
l’amore va veloce e tu stain
diee ee tro.

Tiziano cerca lanagramma del suo nome.

Tiziano cerca l'anagramma del suo nome.

Dedicata all’anagramma di Cecio.

Fabri Fibra speaks English, do you?

Siccome mi imbatto troppo spesso in questa nuova perla musicale, vorrei estrapolarne alcune frasi, importantissime per l’intera umanità, che delineano la personalità altamente egocentrica dell’artista e anche la sua.
Il titolo della canzone, definiamola così, è “Speak English“.
Procediamo con l’autopsia.
L’inizio della canzone sarebbe sufficiente per far capire che da capire c’è ben poco o che non si vorrebbe capire.

A Brighton per chiedere a qualcuno come va si domanda e si risponde: allright mate
Se invece una persona ti guarda male ti vorrebbe picchiare si dice: allright mate
In Inghilterra se vuoi avere un conto in banca basta solamente dire: allright mate
E quando invece non hai voglia di parlare basta solo che tu dica: allright mate

Insomma, il nostro adorato descrive l’Inghilterra come un posto in cui tutto si risolve usando una sola frase universale. Proviamo a trovarne una che abbia la stessa funzione in Italia così magari non la critica più.

Adesso riportiamo invece tutte le frasi intelligenti sulle ragazze:

In Inghilterra le ragazze bevono tutta la sera, In Inghilterra le ragazze la danno la prima sera.

Segue un affermazione dell’autore in base alla quale si sostiene che le ragazze italiane il giorno dopo “disturbino” mentre le inglesi no.

In Italia le ragazze hanno la pelle liscia, In Inghilterra le tipe bevono vodka liscia.
E poi ti scopano in bagno mentre fai la piscia con l’amica ubriaca stesa a terra che striscia.

Non so voi, ma la prima frase sembra aver perso un nesso nei meandri della creatività fibresca. La seconda non si commenta. Come si fa a fare fikifiki e pipì nello stesso momento? Non ditemi che ci ate riuscito.

In Inghilterra invece è tutto diverso, non ti stressi, non ti confessi e le ragazze non si fanno i complessi, mentre da noi se li fanno pure i cessi.

E poi sappiate che tutto martella, pure la zia e pure la sorella, la brutta e la bella.

Una cosa che apprezzo moltamente è però l’intrinescatività della risposta a se stesso che fibra lascia nel testo. Non so cosa voglia dire ma adesso capirete:

In Inghilterra non esiste l’IVA, In Inghilterra non esiste Fibra.

Ecco, un motivo ci sarà. Lui ne è consapevole ma finge di non esserlo.
Continua  sostenendo che in Italia si parla sempre di sesso-anche lui lo fa (non il sesso, parlarne. Poi anche quello se vuole). Però se ne fa poco, avrà fatto un sondaggio o serviva la rima?

In Inghilterra sei fai musica hai un futuro, in Inghilterra un premio di MTV io l’avrei vinto di sicuro.

Io fossi al posto suo non mi lamenterei del futuro, considerando che una marmaglia di marmagliosi aimè lo segue. E sicuramente il premio di MTV, ragazzi, uno che sputa fuori rime che sono poesie, dovrebbe vincerlo. Italia ingrata.

La canzone si conclude con un “Enjoy the silence” che farà innervosire un bel pò di persone. Non sono citazioni da inserire in certi contesti.

Ma comunque applausi per Fibra, che il ragazzo ci ha avuto un passato burrascoso e necessita di affetto da parte vostra. Su su.

Fabrizio Fibrazio pilota nello spazio.