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Sanremo 2017 è finito: un bel festival per vecchi

Tirate un sospiro di sollievo, finita L’Arena di Giletti con la maratona di oggi pomeriggio, il Festival di Sanremo 2017 sarà solo un lontano ricordo, eccezion fatta per i tormentoni che vi ritroverete alla radio.

Primo fra tutti “Occidentali’s karma” del vincitore Francesco Gabbani che, vittoria o meno, era destinato a questo. Fiorella Mannoia non l’ha presa benissimo a quanto pare e in molti si lamentano del fatto che fosse lei a meritare la vittoria, vista l’esperienza che ha alle spalle. Un giovane non può vincere facile (in realtà Gabbani aveva già vinto un anno fa nella sezione Giovani) e questa è la conferma che la tv, che piaccia o meno, rispecchia il Paese reale: questo è un paese per vecchi. L’unico concorrente in gara, escluse alcune sfumature di altri, ha provato a portare una ventata d’aria fresca, con un brano furbo, frizzantino e un balletto pronto a dettare legge da qui al prossimo agosto, e parte del popolo si indigna. Un brano che non ha nulla della malinconia e delle pene d’amore tipiche sanremesi come, per esempio, quello strazio proposto da Chiara (un vero spreco di talento). E perché c’è chi si indigna? Perché Gabbani non ha abbastanza esperienza. Senza ricordare che è una competizione canora in cui sono i brani ad essere giudicati e non un colloquio di lavoro in un’azienda in cui stanno cercando il nuovo manager. Se tra i Big ci metti un simil-sconosciuto come Gabbani, non vedo perché stupirsi di una vittoria. Non vedo perchè indignarsi se non ha vinto la Mannoia, con un brano al di sotto delle sue capacità, peraltro.

La conferma definitiva che ha dato un’immagine di quello che è l’Italia avversa alla modernità è stato Albano Carrisi. Prepotente, presuntuoso, arrogante, cafone, non ha accettato la sconfitta. Stacce. Invece no. Non ha avuto il buonsenso di ricevere il suo premio e lasciare lo spazio ai tre finalisti sul podio, non voleva proprio lasciare il palco; come un bambino dispettoso ha avuto pure il coraggio di strappare un fiore dal bouquet che era stato dato a Ermal Meta, terzo classificato. Quando dicono che in questo Paese i giovani sono maleducati, ricordate sempre da dove stanno arrivando, perché in giro di adulti/vecchi/anziani/chiamatelicomevipare che non conoscono il rispetto e che non sanno quand’è finito il loro tempo, ce n’è molti. Non sono solo seduti sulle poltrone dei potenti, li trovate anche sul palco dell’Ariston. Ermal Meta ha condiviso il suo momento porgendo un fiore a Maria De Filippi, Albano non è stato in grado di lasciare il palco con dignità e ha fatto pure una pessima figuraccia. Gli hanno dato il premio come miglior arrangiamento, che sembrava più che altro un contentino per non sentire più le sue lamentele, in tutti questi anni non è stato capace di rinnovarsi e non si può vivere solo di vecchiume. Ben venga la scimmia che balla, se è per non vedere più la mancanza di professionalità di uno che dovrebbe insegnare ai giovani come funziona il mestiere e invece dai giovani non ha che da imparare.

Albano Carrisi sfoggia il fiore che ha strappato dal bouquet di Ermal Meta

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