Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

La sindrome del Turuturu

Oggi entriamo in un ambito delle autopsie molto delicato: il cervello dei cantanti innamorati.

Ci siamo già passati diverse volte, tra le paranoie di Meneguzzi, l’ansia di Ambra e le perversioni dei Negramaro, ma mai come questa volta il disturbo psichico era stato tanto evidente.
Sicuramente nessuno di voi si ricorderà di Francesco e Giada, due intrepidi giovani che, convinti di essere cantanti, si presentarono a Sanremo proponendo un brano improponibile: Turuturu.
Mi costa molta fatica cercare di essere sintetica sull’argomento, perchè per spiegare davvero bene il brano servirebbe un trattato di psichiatria, ma cercherò di utilizzare termini spiccioli e rapidi. Procediamo con l’autopsia:

La presentazione del sintomo appare chiara:

Oggi ho un turuturuturu
per la testa…
che fa turuturuturu
e non mi passa
lo fa sempre quando esci
un po’ da solo…
ed io resto pressappoco
dove sono

Il Turuturu colpisce direttamente il cervello, e il suo effetto si ripercuote su tutti i comportamenti della persona affetta dalla sindrome del Turuturu. E’ una malattia contagiosa, che si può propagare per via radiofonica, in occasione di Sanremo anche televisionica, ma anche tramite rapporto amoroso.
La persona che sostiene di essere affetta da Turuturu in realtà non è cosciente della sindrome che si è di lei impossessata. Le cause della malattia sono molteplici, in questo caso è la solitudine. Quando il partner esce, il Turuturu si impossessa della donna, che si immobilizza e rimane in attesa cercando di scacciare il suo male.

se potessi fermerei
i tuoi passi in un momento
e scoprire dove sei
se mi stai portando dentro
meno male che tra noi
sta nascendo un sentimento
che fa turuturuturu turuturuturutu

Il Turuturu comporta egoismo e paranoia, ed anche molta curiosità. Francesco e Giada sono due ragazzi innamorati affetti da sindrome del Turuturu. Dagli studi compiuti sino ad oggi sappiamo che l’accoppiamento non è proibito e la riproduzione non danneggia necessariamente un possibile nascituro. Un altro degli effetti della sindrome, però, è quello di identificare le cose tutte con un nome: anche l’amore diventa Turuturu.

io vorrei chiamarti ma
non ho una scusa
e hai sbagliato
a darmi il numero di casa
non riesco a immaginarti tutta sola…

Passiamo alla parte maschile. L’uomo a sua volta sente la mancanza della donna che, poichè affetta da questa controversa sindrome, gli ha dato un numero di telefono sbagliato. Questo non induce l’uomo a pensare che magari l’abbia fatto apposta, perchè il Turuturu limita le capacità mentali, infatti lui non riesce più ad immaginare.

che peccato
che non te l’ho detto ancora
che non sto mangiando più
che non vedo più gli amici
che mi manchi solo tu
le tue mani i tuoi sorrisi
ma qualcosa tra di noi
può succedere lo stesso
non ci arrenderemo mai
fino a che sarà successo

La sindrome del Turuturu comporta inoltre mancanza di appetito e asocialità che, se portata agli estremi si traduce in autisimo. Francesco adesso ha un momento di lucidità e capisce di avere una malattia e capisce che anche la sua amata soffre dello stesso male, ma confida nel loro amore (Turuturu) e nonostante la malattia sa che potranno stare insieme.

questo turuturuturu nella testa
mi fa troppo male
e adesso dico basta
e c’e’ un turuturu
nella vita mia…
che cancella tutta la malinconia
da domani proverò
a sentirmi un po’ diversa

Come potete facilmente dedurre, il Turuturu può comportare anche dolore e per il momento non è stato approntato nessun medicinale in grado di alleviarlo, nè ne esiste uno tra quelli convenzionali capace di avere effetto. Il secondo Turuturu di cui parla la canzone, ricordate, è l’amore. Nonostante la malattia del Turuturu che adesso chiameremo di Tipo 1, il Turuturu di tipo 2, l’amore, ha la meglio e in qualche modo allevia quel senso di asocialità e tristezza che si era creato, ma al contempo diminiusice l’autostima della persona, che si sente più propensa al cambiamento poichè si vede inadatta e inadeguata.

a me piaci come sei
meglio se resti la stessa
da domani canterò
sottovoce una canzone…
quando io la sentirò
sarò cotto di emozione
t’innamorerai
dovessi attendere altri due secoli
e allontanerai……
questo turuturuturu
turuturuturutu

L’uomo, preso dal Turuturu di tipo 2, invita la sua compagna a sconfiggere i sintomi della malattia e le dice di non cambiare. Intanto si accinge a mostrare le sue doti canore per fare colpo su di lei, farla innamorare e, spera, anche guarire.

se c’e’ ancora un turuturu
per la testa
per la testa
e’ perché se t’innamori
quello resta
ogni giorno viene a farti compagnia…
neanche il vento
se lo può portare via
e non chiedermi cos’e’
questo vuoto nella mente
perché sei vicino a me
anche quando sei distante

Questa fase della canzone è molto confusa. C’è sì la speranza che il Turuturu di tipo 2 possa guarire quello di tipo 1, ma questa speranza viene meno nel momento in cui ritorna più forte che mai la consapevolezza dell’eternità del Turuturu di tipo 1, fin quando qualcuno non si metterà a studiarlo seriamente e a trovare una soluzione.

Il mio trattato si conclude qui. Ci sarebbero ancora molte cose da dire sulla Sindrome del Turuturu, per cui la esporrò prossimamente in maniera più dettagliata. Vi lascio con l’inquietante finale della canzone e state attenti al Turuturu:

troveremo dentro noi
qualche cosa d’importante
con un turuturuturu turuturuturutu
questo turuturuturu nella testa
che ci prende come un gioco
fatto apposta…
da domani scoprirai
che rimane solamente
turuturuturuturu
turuturutu

Francesco e Giada devastati dalla Sindrome del Turuturu

Francesco e Giada devastati dalla Sindrome del Turuturu

Dedicato all’anagramma di Chiara

E i Gazosa?

Lo so, lo so, vi stavate chiedendo che fine avessero mai fatto le autopsie canore. Ebbene non sono sparite, infatti oggi ritorniamo più in forma che mai con una canzone storica.

Chi di voi non ha mai decantato i versi dei celeberrimi Gazosa: vuvuvumipiacitu?

Oggi vi offro questa perla della musica italiana, da leccarsi i baffi!

Non so che fai

se ci credi chissà che fai

chissà ci penserai

Tu come stai

è qualche mese

che non ci sei

vedrai mi scriverai

Allora partiamo dal presupposto che a cantare la canzoncina sia un’adolescente innamorata quasi quanto Ambra in “T’appartengo”. Molto probabilmente dobbiamo anche immaginarci un litigio, una pausa di riflessione, un qualcosa che mantenga queste due anime separate al punto che l’interprete si chiede cosa faccia l’altra poichè è da qualche mese che non c’è più. Mille domande riempiono la piccola testa di questa ragazzina che alla fine, per farsi coraggio, si convince che le scriverà. Siamo all’inizio del www, questo “mi scriverai” potrebbe essere una classica lettera cartacea o l’e-mail, mistero.

Perché gia sai

più che amici

aspetterai lo so

l\’estate ormai

ma il cuore sai

come vedi

aspetterai vedrai

e capirai

Le frasi non sono propriamente quelle che un essere comune considererebbe di senso compiuto: perchè già sai > che cosa?

più che amici > embè? chi? dove?

Poi mezzo senso ci ritorna quando lei è sicura che lui aspetterà l’estate, la stagione degli ammori fugaci. E poi si riperde che nemmeno un Tiziano Ferro: ma il cuore sai> che so?

come vedi> che vedo?

aspetterai vedrai e capirai> abbeh

Come ben potete capire bisogna immedesimarsi e concentrarsi bene per poter capire.

Ma prima di giungere al finale, passiamo al ritornello:

www mi piaci tu tututu tututu

i love you you and me e mi manchi sempre più

www mi manchi tu tututu tututu

every day every night every second of my life

Ha bisogno di commenti?

Voglio averti qui vicino

coi tuoi occhi da bambino

voglio stringerti un pochino

dove sei

se ti scrivo mi rispondi? Se ti penso mi confondi

E mi mandi questa email

con scritto su

La ragazza soffre, vorrebbe il suo tenero amore accanto, stringerlo. Poi una domanda fondamentale: se ti scrivo mi rispondi? Fossi in lui non lo farei. Lei intanto a furia di pensare porta il suo cervello a compiere attività mai viste prima e si sente confusa. Poi d’improvviso è svelato l’arcano: arriva l’e-mail. I Gazosa sono ultramoderni, ma che fine hanno fatto?

Scommetto che adesso vorrete scoprire cosa c’è scritto nell’e-mail. I due parlano lo stesso identico linguaggio, ed infatti lui le scrive:

www mi piaci tu tututu tututu

i love you you and me e mi manchi sempre più

www mi manchi tu tututu tututu

every day every night every second of my life

I Gazzosi

I Gazzosi

Lei non canta: stracanta

Come ormai avrete capito, ci sono dei cantanti a cui ci si affeziona e poi è molto difficile lasciarli andare per intraprendere nuove autopsie. Oltre al travagliato Fabrizio Fibrazio pilota nello spazio, anche Ambra Angiolini con i suoi celebri ricci scomparsi e divorati dal tempo, è nella top ten dei cantanti più graditi per un’autopsia.

Il brano di oggi, ovviamente legato alla sua famosissima adolescenza televisiva, è “Ti stravoglio”, un’anticipazione del linguaggio giovanile poi siviluppatosi in assassinio delle vocali e riduzione delle consonanti.

Per tutto l’oro al mondo, no, non ti perdo.

Ambra fa una premessa molto molto chiara. Come al solito è alle prese con una storia d’amore disgraziata. Prima si fa promettere e giurare amore eterno, adesso non vuole perderlo.

C’è adesso un muro tra di noi
invalicabile oramai
ma vedo ancora l’ombra tua al fianco della mia
e non scappa via.

Ovviamente la ragazza si trova in serie difficoltà sentimentali, un muro la divide dal suo grande amore al punto di portarla ad uno stato depressivo con conseguenti allucinazioni da eccesso di farmaci.

C’è adesso un punto tra di noi,
stasera con gli amici miei
e domani si vedrà, ci si organizzerà,
ma la notte poi…

Ma non c’è solo un muro, due persone che si amano condividono tante cose, come un punto. Questa sequenza di blabla è molto misteriosa. Stasera con gli amici di lei e domani si organizzeranno in altro modo, ma la notte che dovrebbe portare consiglio, porta puntini di sospensione.

Gira gira la città
gira l’anima in città
gira un disco dentro me che ripete alla pazzia
per tutto loro al mondo, no, non ti perdo

Lo stato confusionale di Ambra peggiora, è in preda alle convulsioni e mentre il mondo gira e il cieo è sempre più blu, si ricorda che comunque non perderà il suo amore.

Non ti voglio, ti stravoglio,
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro,
non è tutto amore
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.

Ambra inizia letteralmente a straparlare (o a stracantare, che dir si voglia) e questo ritornello ne è la triste prova.

C’è adesso il mare tra di noi,
ma a nuoto lo attraverserei,
ora so che conti più
di ogni cosa e più
di chiunque ho amato mai.

Muro, punto e mare. Ma la nostra allucinata cantante sarebbe disposta ad attraversare il mare, forse uno qualunque, a nuoto perchè ama lui e come lui nessuno mai.

C’è adesso orgoglio tra di noi
perchè ti voglio e tu mi vuoi,
ma torna come prima, io torno come prima,
giuro non ne posso piu…

Facciamo il sunto della situazione: muro, punto, mare, orgoglio. si vogliono ma si allontanano, ma Ambra promette in maniera subliminale di disintossicarsi chiedendo a lui di tornare come prima, che chissà che problemi ci ha lui. E’ distrutta ed infatti continua a straparlare ed io desidero che voi impariate il ritornello, perchè è grandioso.

Non ti voglio, ti stravoglio
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro.
Non è tutto amore,
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.
Non ti voglio, ti stravoglio,
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro.
Non è tutto amore,
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.

Ti stravoglio, ti stravoglio.

Ambra strasexy

Ambra strasexy

Dedicata all’anagramma di Alessandra che stra-amo, di Vallon Vallonis che stra-emo e di Giuseppe che stra-suggerisce.

Laura Pausini: solitudini e adolescenze sbandate

Abbiamo toccato degli intoccabili della musica italiana, ma stavamo per tralasciare uno dei più importanti.

La più depressa, sfigata urlatrice di tutte le cantantesse, Laura Pausini. La inauguriamo con uno dei suoi pezzi più celebri, più cantati, modificati ecc. ecc.: La solitudine.

Avevamo visto l’adolescenza travagliata di Ambra, ma qui di materiale d’amori perduti ne abbiamo a bizzeffe.
Marco se n’è andato e non ritorna più
Il treno delle 7:30 senza lui
È un cuore di metallo senza l’anima
Nel freddo del mattino grigio di città

Una Laura Pausini ancora in fasce alla mattina si reca alla mela mangiando i libri di scuola ma Marco non c’è. Da anni ci si interroga su questa misteriosa sparizione e sono state tirate fuori le ipotesi più ipotizzate, ma non se n’è mai saputo niente.

A scuola il banco è vuoto, Marco è dentro me
È dolce il suo respiro fra i pensieri miei
Distanze enormi sembrano dividerci
Ma il cuore batte forte dentro me

Marco, che si deduce essere stato un compagno di scuola della Pausini, non c’è e l’abbiamo capito. Ma Laura ci ha Marco incorporato e lo sente respirare tra i suoi pensieri e anche se non c’è più lei si emoziona solo all’idea del suo Marco, il nome più abusato della musica italiana. Cosicchè lei comincia a porsi una serie di domande:

Chissà se tu mi penserai
Se con i tuoi non parli mai
Se ti nascondi come me
Sfuggi gli sguardi e te ne stai

Rinchiuso in camera e non vuoi mangiare
Stringi forte al te il cuscino
Piangi non lo sai
Quanto altro male ti farà la solitudine

Marco è un tipo chiuso che non si sfoga con nessuno nè tantomeno con i genitori. Dev’essere successo qualcosa di grave poichè non mangia, piange inconsapevole del dolore della solitudine. Nonostante Marco sia distante, Laura grazie ai suoi superpoteri del pensiero, riesce a vedere nitide queste scene di solitarietà struggente di quest’uomo in erba dilaniato dall’ammore.

Marco nel mio diario ho una fotografia
Hai gli occhi di bambino un poco timido
La stringo forte al cuore e sento che ci sei
Fra i compiti d’inglese e matematica

Laura come tutte le adolescenti dell’epoca, tiene una foto del suo innamorato nel diario e si distrae, stringendo forte la foto al petto anzichè pensare al simple present e alle equazioni.


Tuo padre e suoi consigli che monotonia
Lui col suo lavoro ti ha portato via
Di certo il tuo parere non l’ha chiesto mai
Ha detto un giorno tu mi capirai

Laura sa con chi prendersela. E’ qui che scopriamo a cosa è dovuta la distanza forzata. Il padre di Marco è andato a lavorare altrove e con spietatezza ha distrutto una storia d’amore che poteva evolversi e diventare qualcosa di bellissimo, invece ha portato il figlio alla depressione.


A scuola non ne posso più
E i pomeriggi senza te
Studiare è inutile tutte le idee
Si affollano su te

Non è possibile dividere
La vita di noi due
Ti prego aspettami amore mio
Ma illuderti non so

La solitudine fra noi
Questo silenzio dentro me
È l’inquietudine di vivere
La vita senza te

Ti prego aspettami perché
Non posso stare senza te
Non è possibile dividere
La storia di noi due

La situazione è diventata insopportabile, tant’è che Laura non sa come gestirla. I due giovinetti si disperano e si promettono attese che forse finiranno in qualche altra canzone della Pausini ma nel frattempo la spietatezza di un padre ha infranto due cuori e straziato le orecchie di un intero Paese.

Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare

Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare


L’adolescenza travagliata della generazione Nonellarai

Il testo che analizzeremo quest’oggi rispecchia il pensiero amoroso della generazione di Nonellarai e del capello crespo al sapore di playback di Ambra Angiolini. Canzone celebre dal titolo “T’appartengo”, è stata completata con l’accompagnamento di un balletto, ripreso dalle antiche danze tribali contro gli spiriti, dello Zimbabwe occipitale. Un respiro profondo e immergetevi in questa atmosfera adolescenziale, che nemmeno la puntata più deprimente di DosonCricchete.


“io mi ero persa nella nebbia e tu
tu dalla rabbia ormai non ci vivevi più
e adesso che siamo tornati insieme
ti dico t’amo e tu non me lo dici mai

Qui notiamo uno strano atteggiamento da parte del Lui in questione, che si incazza come una iena perchè lei si è smarrita, forse nel tunnel della droga. Una volta tornati insieme, come sempre la ragazza è appiccicosa e si lamenta perchè non le viene regalato tanto affetto quanto lei ne offre. E’ sempre un gran problema fingere di dare senza voler ricevere ma Ambra non teme nulla, vuole essere ricambiata.

“e adesso giura, adesso giura
adesso giura che non hai paura
che sia una fregatura dirmi amore mio
perché un amore col silenziatore
ti spara al cuore e pum! tu sei caduto giù

Ambra insiste sulla pretesa di un giuramento. Adesso chiudete gli occhi ed immaginate che l’amore sia un calashnicof silenziato che vi colpisce in pieno petto. Ecco, questo è quello che si prova quando uno vi dice amore mio senza crederci. Ambra esprime al meglio queste sensazioni tragiche e drammatiche.


“t’appartengo ed io ci tengo
e se prometto poi mantengo
m’appartieni e se ci tieni
tu prometti e poi mantieni
prometto, prometti

La giovinetta si dichiara appartenuta dal suo lui, ci tiene e promette e poi mantiene. Le rime ricordano vagamente Fabrizio Fibrazio, il quale molto probabilmente scriveva così quand’era ancora in fasce. Lo stesso giro di parole vale anche per il suo Lui, che oltre a giurare deve promettere.

“ti giuro amore un amore eterno
se non é amore me ne andrò all’inferno
ma quando ci sorprenderà l’inverno
questo amore sarà già un incendio
lo grido cento mille volte a sera
ma disperata come una preghiera
non voglio più svegliarmi sola sola
se non ci sarai

“prometti per sempre sarà
prometti indietro non si tornerà

Ambra si autocondanna nel caso in cui il suo amore dovesse rivelarsi fallimentare e si concede a Lucifero e canta la sua disperazione per questa storia travagliata.

se c’é una crisi la mandiamo via
perché i problemi tuoi sono problemi miei
bisogna dirci tutto fra di noi
e a tutti gli altri poi non li diremo mai

Nonostante tutto cerca l’ottimismo nel pessimo rapporto che intrattiene con questo lui crudele e spietato, tirando fuori l’opzione berlusconiana anti-crisi.

“e adesso giura, adesso giura
adesso giura sopra al mio diario
dove c’é la tua foto che hai dedicato a me
che ho consumato con i baci e pianti
ed io per colpa tua non piangerò mai più

Continua a pretendere un giuramento e da qui scopriamo anche dell’esistenza di un diario con tanto di foto sbrodolata di bava da orifizio vocale e bava salata oculare, accusando il colpevole di averle consumato le lacrime.

La canzone prosegue con la ripetizione del ritornello e con un t’appartengo se ci tieni m’appartieni se ci tengo che spiega la chiara ossessione che la giovane donzella nutre nei confronti di questo povero malcapitato, imponendogli ancora una volta il giuramento, e incrociando assatanatamente le mani sul petto, su e giù fino a far perdere i sensi allo spettatore causa movimento convulso di ricci nell’atmosfera.

Ambra Angiolini e i suoi capelli.

Ambra Angiolini e i suoi capelli.