Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Sanremo 2015: ecco cosa ci aspetta

L’ambulatorio pullula di perle che restano in attesa di autopsia, ma lo stimolo principale, il più bello e invitante che ci sia, arriva sempre e solo da Sanremo. E’ tutto un chiacchiericcio sui gruppi che sono stati resi noti, è stato appena portato in sala il vassoio con la polemica, servita lì, fresca fresca di giornata, inarrestabile, con data di scadenza fissata almeno per la fine di marzo.

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Anna Tatangelo e la pedagogia d’annata

Avviso: Il titolo di questo post non ha minimamente senso. Come questo post. E come questo blog. Evviva Vasco Rossi.

Ciao a tutti miei cari pazienti,

lo so che vi sono mancata ma ero in attesa di un’ispirazione fresca e confidavo proprio in Anna Tatangelo, che si è rivelata come sempre la migliore soluzione e ha appena sfornato un brano per il nostro ambulatorio. Si tratta di “Sensi“, una sorta di lezione di recupero per tutti quegli adulti che all’asilo, quando spiegavano olfatto, gusto, vista, udito e tatto, erano intenti a scaccolarsi o a barattare caramelle con denti da consegnare alla mafia delle fatine. Premettiamo che la Tatangelo è tornata più in forma che mai, nella forma di Kylie Minogue e diamo il via alla nostra autopsia:

Soddisfatto, gli occhi di un gatto
Che adesso guardano me
Qui nel letto come un sospetto
Cosa farò senza te?

Come dicevo, la Tatangelo è tornata in forma e ci regala un brano che più nonsense di così c’è solo John Lennon fatto di LSD posseduto dal Mago Otelma. C’è un uomo nel letto della cantante e no, non è il suo amico che sogna di essere donna, lo deduciamo dal fatto che questo è soddisfatto dalle gesta tatangelesche, ma cosa vorrà mai dire “qui nel letto come un sospetto”? Forse, abituata all’amico gaio, la Tatangelo ha iniziato a temere che chiunque passi dal suo letto voglia diventare sua amica.

Questa stanza non può trattenerti però
C’è del fuoco.
Questo essere noi ogni volta che vuoi
Dura poco…
Ma ricomincia il gioco!

Qui entriamo nell’illogica razionale della nostra amata artista: una stanza con del fuoco, è ovvio che non possa trattenere nessuno, a meno che l’incendio non ostacoli l’uscita. Sul resto sorvoliamo, tanto è inutile sprecare aggeggi medici per esplicare situazioni inesplicabili, ma da quel “dura poco”, possiamo comprendere che l’amico che giace sul letto di Annina non sia un amante durevole e focoso, qui di infuocato c’è solo una stanza. Anna non demorde e spera nella ripresa.

Prendimi con l’olfatto con il tatto
Con le tue bugie.
Mangiami ma con gusto,
Esaudisco le tue fantasie.

Per riprendere il gioco e per insegnare ai propri alunni a memorizzare i cinque sensi, la Tatangelo intona il ritornello dance, quello che ti entra facilmente in testa, quello che non vorresti mai sentire, se ci tieni alla tua incolumità mentale. Per conquistare Anna Tatangelo bastano due sensi e le bugie. Alle donne, si sa, la verità piace solo pour parler, sotto sotto amano l’uomo vigliacco e traditore. Nel caso in cui l’uomo che giace sul letto della nostra beneamata fosse un cannibale, lei si rivela talmente disponibile che si fa anche mangiare, ma spera che il tizio sia di buona forchetta, quantomeno potrà morire con soddisfazione ed autocompiacimento.

Non c’è una parte di me che resista
Al tuo essere artista egoista
Mi chiedo se fai una proposta,
Se giochi e poi basta
Comunque mi fido degli occhi,
I tuoi occhi come specchi
Che guardano me.

Come vedete, in seguito arriva la prova della disponibilità masochistica della Tatangelo, affetta da una particolare forma di Turuturu, la Turuturus masochistis deprimendis, che ha inizio con una depressione latente che poi sfocia in una incontrollabile crisi di nervi, seguita da insulti ed eventi da rinfacciare con infinita cattiveria: sei un egoista! Ah sì, per te era solo un gioco?!Cazzo ti guardi?! ecc. ecc.

Vai di fretta, c’è chi ti aspetta
Ed io rimango con me.
La tua voce quasi una croce
Mi dice “tempo non c’è”
Ma la mia verità ricomincia da qua,
Sono sola.
La passione che c’è
È qualcosa che poi mi divora,
Ma certo non consola…

Ed ecco che qui si manifestano due fattori: lui ha un’altra donna e questo potrebbe essere un racconto postumo della relazione clandestina con Gigi D’Alessio quando era sposato con un’altra e quando cantava di neve che cade giù dal cielo ad agosto. Numero due: la Tatangelo, come Catherine Zeta-Jones, è bipolare e di questi tempi è roba che fa tendenza. Dalla giuoia, si passa allo sconforto.

Te ne vai soddisfatto come un gatto
Senza fantasie.
E non sai quanto male fanno al cuore
Queste tue bugie.

Dopo aver ripetuto il ritornello per apprendere il nome dei sensi, ecco che l’uomo s’alza dal letto e se ne va. Non è ancora chiara quest’ostinazione della Tatangelo di definire i gatti come animali soddisfatti: solitamente sono castrati e grassi, c’è ben poco di cui rallegrarsi. E poi arriva la conferma della bipolarità della donna: il brano inizia con lei che chiede di essere presa a colpi di bugie, ma si conclude con la sofferenza della Tatangelo nell’avere di fronte un perverso menzognere.

Anna Tatangelo illustra i 10 sensi: 5 per ogni personalità

Il Festival della Canzone Italiana: autopsia della prima puntata

Sì lo so, sono un po’ in ritardo. Ci ho dovuto pensare tanto prima di decidermi a scrivere di questo Festival di Sanremo 2011. Non che sia obbligata a farlo, ma dopo una puntata così traumatica ho bisogno di scrivere per sfogarmi.

Non vedevo il Festival di Sanremo da quando andavo alle elementari e solo adesso riesco ad apprezzare il fatto che l’antenna della mia tv per svariati anni non mi abbia permesso di vederlo. Perché adesso che funziona e Rai Uno si vede benissimo, da buona masochista sono caduta nella trappola ed ho guardato tutta, ma proprio tutta la puntata.

Premettiamo che questo spettacolare Festival di bello ha avuto solo due momenti: Luca e Paolo che cantanoTi sputtanerò” e la Canalis che tenta di uccidere Belen in diretta. Per il resto c’è poco (o troppo) da dire.

Le due primedonne sono entrate un po’ tardi sfoggiando bellissimi abiti, bellissimi sorrisi e pettinature che nemmeno io dopo l’influenza. Dov’è finita tutta la sofisticatezza della kermesse? Viene da chiederselo anche mentre Belen azzarda il tango argentino e poi, evidentemente in preda all’emozione, dice: “Quando sento il tango argentino mi esce fuori la testa“. Non parliamo poi di Elisabetta Canalis in versione Mia Wallace. Io spero che Quentin Tarantino la conosca e decida di scritturarla per il film più splatter della sua intera carriera: senza effetti speciali nè pomodoro al posto del sangue, in cui la Canalis interpreta il ruolo della vittima.

Oxa Tatangelo

Possiamo tranquillamente dimenticare l’insignificanza di Gianni Morandi (che pure ha fatto partire bene il festival) e potremmo fare altrettanto per tutti gli artisti ma: c’era Giusy Ferreri, stonata come un camionista ubriaco, che ha rivelato di avere il petto più piatto degli ultimi 150 anni, i fotografi stavano lì pronti ad immortalare il capezzolo in fuga per poi scoprire che erano già fuggiti da tempo. Anna Tatangelo si è presentata sul palco che sembrava Anna Oxa, cantando la sua “Bastardo” che abbiamo elogiato a tempo debito poiché era chiaro che non sarebbe passata. Fuori anche Anna Oxa, che ieri sera ha scelto lo stesso parrucchiere di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel e in quanto a capelli, Patty Pravo non sembrava da meno. Ricordava un esperimento malriuscito di tentato incrocio tra Morticia Addams e Maria Montessori. Con un pizzico di Tutankhamon. Mi chiedo si riuscirà a reggere fino all’ultima puntata. Ho seriamente temuto che morisse sul palco.

Max Pezzali ha avuto il suo secondo tempo, ma avremmo preferito che rimanesse confinato al primo, visto che non aveva nulla di buono da dirci, mentre Albano ha chiuso la già pessima serata urlando a squarciagola di Amanda, che tutti hanno pensato poi fosse un brano per Amanda Knox. Rimarrò incollata alla tv fin quando non ammetterà che la canzone parla proprio di lei. Cade in basso Roberto Vecchioni, ormai non ce la fa più nemmeno lui, ma in Italia c’è questa mania del mettere radici dappertutto, e i grandi catanonni non se ne vanno mai. E’ apparso come un ectoplasma anche Franco Battiato, ha cantato 5-6 paroline giusto per dire “io sono qui”, il pezzo non era poi così male, c’era pur sempre Tricarico. Quest’ultimo, sempre originalissimo con le sue filastrocche (alla Ned Flanders, ripeto), questa volta ha optato per una ninna nanna, magari pensando “chissà, se dormono poi applaudono e passo in automatico“. E’ successo davvero.

Come previsto, tiene bene il pezzo di Emma Marrone con i Modà. Inutile dire che sono la scopiazzatura dei Negramaro, anzi adesso che Giuliano Sangiorgi deve finire sotto i ferri sono quasi sicura di chi gli abbia portato via le corde vocali. Nonostante ciò, tutto può succedere, voi continuate a votare il nostro sondaggio sul possibile vincitore di Sanremo (in basso a sinistra), mentre io confermo che le mie previsioni di ieri erano corrette. Davide Van de Sfroos ha portato un pezzo incomprensibile, che però abbiamo capito sicuramente più di quello di Anna Oxa, che è andato a cozzare con il leit motiv della serata: la mortezza. La mortezza che ha raggiunto l’apice, oltre che con Tricarico, anche con La Crus, che hanno sfoggiato un pezzo che più retrò di così si muore (e ci è mancato poco) piazzando sul palco un soprano vestito di rosso mentre tutti si chiedevano cosa fosse e se fosse venuto in pace.

Dimenticavo Antonella Clerici, un altro dei momenti memorabili della serata: continuo a chiedermi perché si ostini ad indossare obbrobri e soprattutto perché abbia sedato la sua bambina per farla sedere sulle scale dell’Ariston raccontandole la sua storia, che quella poveretta non ha ascoltato nè capito nemmeno una parola. E vabbè che Sanremo è Sanremo, ma qualcuno pensi ai bambini!

Anna Tatangelo e gli insulti canori per Sanremo 2011

Visto che lo hanno già fatto i miei amicici di Melodicamente, non vedo perché non possa farlo anche io. Era da mesi che aspettavo questo momento e finalmente il nuovo testo di Anna Tatangelo è arrivato. La cosa che più mi fa lacrimare gli occhi, è che Anna non riesce mai a deludermi.

A Sanremo 2011, dal palco che l’ha lanciata nel mondo della musica e che deve agli italiani un risarcimento danni morali inestimabile, Anna Tatangelo canterà “Bastardo“. Sorge spontanea una domanda: a chi si starà rivolgendo? Forse il suo amico gay dell’altra canzone mentre dormiva con lei ha allungato troppo le mani? Forse Gigi ha commesso errori irrimediabili? Non lo sappiamo, forse la Tatangelo ce lo spiegherà direttamente, ma passiamo alle parti salienti di questo sublime testo.

C’è una ragione di più
l’hai detto, ma che bravo
ma questa parte di te
davvero la ignoravo
<———- non sarà mica la parte etero dell’amico gay?

Non me l’aspettavo davvero
è come bere il più potente veleno
è amaro
non recuperare ti prego
tanto più parli e ancora meno ti credo
peccato
lascia al silenzio la sua verità
<——— Avvolte il silenzio vale più di mille parole. La Tatangelo dispensa buoni consigli ma continua a dare il cattivo esempio!

Aspetta

Voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo
voglio affrontarti senza fare un lamento
voglio bruciarti con il fuoco che ho dentro
per poi vederti cenere
Bastardo
<———- La Tatangelo esprime una rabbia tangibile e soprattutto udibile, però soffre di vigliaccheria, perché si augura che il bastardo in questione muoia mentre lei spiega le sue ragioni, non lascia spazio al contraddittorio.

Far soffiare su di te il vento
io spezzata in due dal dolore
mentre ti amavo tu facevi l’amore
per gioco
<——— Questa è davvero da bastardi, bastardo.
lasciami sognare la vita
l’hai detto tu quando è finita è finita
io vado
<——– Nonostante la giovane età, la Tatangelo è stata influenzata dal tragico neomelodismo napoletano del nuovo millennio, ma decide di abbandonare la partita sperando, come Cesare Cremonini, in un giorno migliore.

Chissà se un giorno poi mi passerà
la rabbia che porto nel cuore
voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo
<——– Dalle pulsioni omicide della Tatangelo questa storia sembra destinata a non passare mai. E’ fortemente consigliato un aumento della sorveglianza dietro le quinte di Sanremo 2011.

vedere gli occhi tuoi in un mare profondo
farti affogare nei singhiozzi del pianto
e spingerti sempre più giù
<——- In realtà la Tatangelo ha la mente offuscata dai suoi deliri da aspirante assassina. Vorrebbe vedere il soggetto della canzone annegare in mare e non si rende conto che una volta annegato in mare (perché se annegano gli occhi, a meno che non glieli abbia staccati, annega anche tutto il resto) non può annegare ulteriormente nel pianto.
Bastardo
ma purtroppo tocca a me
soffrire, gridare, morire
<—— … cantare. A noi tocca stare a sentire.
tu
hai preso senza dare mai
noi
la cosa che non vuoi
maledetto sporco amore
<——— Le parole della Tatangelo si fanno sempre più truci, potrebbe scattare la censura!

Voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo

e poi vederti cenere
Bastardo
ma purtroppo tocca a me
soffrire, gridare, ti amo bastardo
<——- Nel caso in cui il concetto non fosse chiaro.

Anna Tatangelo ha visto un bastardo

Anna Tatangelo e la mamma più bella

Non vorrei che si pensasse che bersaglio sempre gli stessi artisti: sono loro che si prestano. Se vi offendete, avete la coda paglierina.

Quest’oggi abbiamo disteso sul tavolo da autopsia uno dei brani tecnicamente lessicalmente psicologicamente più complessi degli ultimi 150 anni, una tematica tanto ancestrale quanto ricorrente nei brani musicali. L’artista che si assume il compito di diffondere cotali note è la nostra amica Anna Tatangelo, che adesso ha ben deciso di smettere di cantare per giudicare il canto altrui.

Il testo in questione è “La più bella“, un brano dedicato alla mamma, struggente e melancolico ma intriso di infinito ammore.

Sopra il tuo viso stanco
io leggo ancora l’ingenuità
quella ruga mi fa capire
che il tempo ormai
non si ferma qua

Il viso stanco è una descrizione ricorrente dei genitori delle persone che scrivono dei genitori, pienamente coscienti di averli portati all’esaurimento nervoso. Io mi ci rivedo un sacco. La mamma di Anna Tatangelo si contraddistingue per una certa ingenuità ed ha una ruga che indica l’inesorabile scorrere del tempo, che nemmeno il chirurgo plastico della figlia riuscirà a fermare.

I capelli d’argento e oro
che il mare non ha bagnato mai
quanta vita che passa
dentro quegli occhi tuoi
io come un acquilone
che un vento freddo
ha portato via
dentro nuvole di canzoni
che hanno cambiato la vita mia

I capelli argento e oro indicano solamente che la signora Tatangelo deve cambiare parrucchiere, che sicuramente è l’amico gay dell’altra canzone di Anna Tatangelo. Colgo l’occasione per dire che ho copiato il testo da Angolotesti che ringrazia Yaya e ringrazio Yaya per aver distrutto la grammatica scrivendo “acquilone“, noto con piacere che la scuola t’appassiona. La sig.ra Tatangelo non è mai andata al mare, la sig.ra D’Alessio invece allude a canzoni che le hanno cambiato la vita e sappiamo tutti di che stamo a parlà.

vivi dentro quel batticuore
che non ti lascia
dormire più
quattro gocce per compagnia
da buttare giù

Se la teoria dell’esaurimento di cui sopra vi lasciava un pò perplessi, ecco che arriva una palese conferma: quattro gocce per dormire, la signora in questione ormai non ne può più e incontra puntualmente Morfeo con qualche aiutino farmaceutico. Dopotutto non c’è da biasimarla. Adesso tirate un profondo respiro, arriva la parte più elaborata e poetica della canzone:

mamma tu per me sei la più bella
sei più bella di una stella
sei solo tu che dai calore
e tanto amore
regalandomi il tuo sole
per far luce nel mio cuore
perchè sei tu che fai più bella la mia vita
mezza ancora sconosciuta

Devo umilmente e modestamente sostenere che le poesie che scrivevo all’asilo per la festa della mamma, in confronto erano paragonabili alle terzine incatenate di versi in endecasillabi della Divina Commedia.

Come vorrei sempre più
averti qui vicino a me solo per me
mi sveglio la mattina
per colazione mi prendo te
anche quando sono lontano
quella tua mano
accarezza me

Anna sente la mancanza della mamma, vorrebbe sentirla sempre vicina a sè. A questo punto scorgiamo una frase ambigua: per colazione mi prendo te. Starà ad indicare il TE bevanda, quella che arriva dalla Cina dall’India e che se la vantano in Inghilterra, oppure si prende la mamma per colazione? Anche la forma verbale non è perfetta, lasciamogliela passare e passi anche quel “lontano” che fa pensare ad una certa ambiguità sessuale del soggetto nel brano, che di questi tempi c’è sempre da sospettare.

la tua forza mi da certezze
in ogni momento sempre di più
anche quando tra la mia gente
non ci sei tu

Anna Tatangelo si sente rincuorata dalla presenza e dall’indistruttibilità dei nervi della madre, ma la sua gente chi sarà mai? Il popolo di X Factor?

Si ripete di seguito il complesso ritornello che non riportiamo. Sentitamente ringraziamo Anna Tatangelo per questa splendida perla canora.

Anna Tatangelo vestita da Dorina di X Factor


Anna Tatangelo la regina dei ghei

Quest’oggi vi propongo un brano molto discusso, un pò come tutti i suoi, della nostra cara Tantangelo Anna. Trattasi della canzone a sfondo omosessuale che teoricamente voleva essere solidale nei confronti di questo mondo tanto temuto e si è trasformata in una vera e propria tragedia.

Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina
Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me

Il suo amico che se non dorme mai di notte molto probabilmente dormirà di giorno, ancora molto probabilmente dev’essere una drag queen che molto stancamente va a dormire senza struccarsi. Un tempo i sogni erano chiusi nel cassetto, ma si sa che i tempi cambiano e con l’omofobia che impazza i sogni uno se li mette nel cuscino che non si sa mai. La luce dentro agli occhi del suo amico serve per avere le allucinazioni. La Tatangelo dimostra anche di avere delle manie di grandezza perchè sostiene che questo suo amico voglia emularla in tutto e per tutto. Non ci avrà mica provato con Gigi?

Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura

Il suo amico cammina per la strada. E’ una tipica azione omosessuale. Difatti il suo amico cerca di avere incontri ravvicinati del terzo tipo inventando una serie di scuse per le quali molto probabilmente dopo verrà linciato. Annina però s’intenerisce e c’è una frase un pò tizianesca su un’alba sicura che di notte regala paura.

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…

All’apice della sua creatività, Anna si chiede che male ci sia ad essere gaii. Infatti non c’è nessun male. Il male è che tu scrivi delle orripilanti canzoni per loro. Il brivido provato da un gay innamorato è uguale a quello di un etero o è anche di più?

Interrogativi da sottoporre ai migliori esperti nel campo.

Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Questo amico vive di macanze. Cornutello il poveretto chiede asilo politico nel letto di Anna. Senza che Gigi (evidentemente) protesti, rimane a dormire con lei ed in mancanza di altro lascia che Anna lo accarezzi e lo usi come un animale domestico. E poi ci vengono a dire che l’ha scritta a favore…

Il suo amico che vive di mancanza e guarda le cose che non ci sono, confida anche le cose che non sa e al posto di spegnere la luce prima di dormire, spegne il suo sorriso. E chissà perchè questo accade guardando Anna.

Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Anna lo mette in guardia, dice di diffidare da quella gente che pensa male di lui, perchè ha il cuore di un pupazzo dentro. A parte che i pupazzi non ce l’hanno il cuore, forse voleva dire questo. Il suo amico che soffre di mancanze non deve soffermarsi su quello che non è, altrimenti aggiungendo il tutto a quello che non vede e a quello che non sa, ne viene fuori un bel casino. C’è una serie di “sei” “non sei” “siamo” che altro che Amleto. La conclusione è che siamo tutti belli e tutti perfetti perchè dio ci volle così.

Anna e le sue mancanze che sono state riempite

Anna e le sue mancanze che sono state riempite