Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Francesco decanta Francesca

Oggi porteremo nel mondo della musica uno dei fenomeni più rapidi, cangianti e controversi e discussi del panorama musicale italiano. Con sulla testa la condanna di essere un figlio di Pooh, Dj Francesco pensava di cavarsela tirando fuori “La canzone del capitano” (una probabile paziente, in futuro) e invece s’è scavato la fossa con le sue stesse mani. A tal punto che per nascondere la propria identità o comunque per rivelare un cambio di personalità, si è tolto il “dj” dal nome ed è rimasto semplicemente Francesco, quello che delizia le nostre serate, con i suoi occhioni azzurri, conducendoci nei meandri di X Factor. Noi, per affetto nei confronti della sua prima versione, forse un pò irrispettosamente ma affettuosamente, continueremo a chiamarlo DJ Francesco. E oggi vi offro una sua canzone allegrissima, che putacaso, fantasia volle che si chiamasse “Francesca“.

Francesca fa sempre l’offesa
Ma poi ride
E se non ti vuole vedere
Te lo dice
Francesca raccoglie la mela
Dal ramo
Ti dice che ti vuole bene
E mai Ti Amo

Il nostro Facchinetti in erba descrive tale Francesca nei lati del suo carattere che la contraddistinguono dalle altre Francesche e non. Per cui sappiamo che è una che non porta rancore, chiara e sfacciata. Poi compie delle azioni romanticamente sane, coglie quella mela dal ramo che poi Albachiara mangia sulla strada verso scuola. Francesca è allergica all’amore e si limita al pure affetto amichevole, non si sbilancia.

Francesca cammina per strada
Senza una meta
Le labbra e una pelle che al sole
Sembra di seta
Sul collo una grande moneta
Che portafortuna
Francesca che brilla nel cielo
Come la luna

Oltre ad essere un’errabonda, Francesca ha una pelle delicata e porta al collo una grande moneta, stile rapper da ghetto newyorkese. Francesca deve avere poteri magici, forse conferiteli dalla moneta, e riesce a brillare nel cielo, a mo di Lucy dei Beatles o, se preferite, Mufasa.
La canzone si presta al canticchiamento, se al posto della voce del nostro amato Francesco ci fosse quella di Cristina D’Avena, ci starebbe benissimo per un cartone animato.

Francesca è una e tante
Francesca sei anche tu
Ed entra nel suo mondo
Che è tutto tranne che rotondo

Francesca soffre di disturbo della personalità. Anche tu che leggi, evidentemente.

Anche se non c’è una regola
Francesca è unica
Francesca è libera
Anche se a volte lei scivola
Francesca è unica
Francesca è musica

Fino a prova contraria non pare ci siano regole che vietino l’unicità di una persona, nè tantomeno la libertà, almeno relativamente parlando. Francesca distratta dalle sue multipersonalità ogni tanto prende qualche buccia di banana e scivola, ma per questo rimane unica. E anche musica, passiamogliela.

Francesca sul braccio ha una storia
In un tatuaggio
E il mese che lei preferisce
Il mese di maggio
Francesca ha la gonna al contrario
E non ha paura
Se ti guarda negli occhi è una forza
Della natura

La canzone si conclude col ritornello di cui sopra. Esaminiamo attentamente gli ultimi versi. Ci può stare la storia in un tatuaggio che, si sa, i tatuaggi hanno i loro significati, ma la rima col mese di maggio non la fa nemmeno Topo Gigio eh.
Francesca ci ha un coraggio che nemmeno i fantastici quattro messi insieme. Infatti lei mette la gonna al contrario per dimostrarlo. E poi le ultime strofe possono essere un commento passabile, ma il resto della canzone, DJ Francesco dei nostri cuori, no.

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dedicata all’anagramma di Giuseppe.

Il temibile Fibra colpisce ancora

Abbiamo capito quali siano i bersagli facili della musica italiana. E proprio per questo motivo io continuo a tirare fuori dal cappello a cilindro le loro inimitabili canzoni. Tocca a Fabrizio Fibrazio, il Bugiardo della musica italiana. Con questo secondo testo potrete senza dubbio essere d’accordo con me, se dico che la peculiarità dei testi di questo garzone è il continuo affermare e rispondersi da solo. Molto probabilmente, sarà per un’infanzia mal vissuta o qualche altro trauma, sarà che non ha amici, ma Fibra parla con se stesso e poi divulga il suo sapere all’Italia. In questa autopsia partiremo dall’analisi del ritornello per poi addentrarci nei meandri della psiche in rima del rapper più ribelle dello Stivale.

Il titolo della “cosa” è, appunto, “Bugiardo”.

Io vengo in pace (Bugiardo)
non mento mai (Bugiardo)
non son capace (Bugiardo)
non ce la fai (Bugiardo)
ho mille amici (Bugiardo)
non voglio guai (Bugiardo)
tu sei tra questi (Bugiardo)
ma non lo sai (Bugiardo)

Quindi, senza troppe spiegazioni, qui il Fibrazio elenca una serie di affermazioni che smentisce subito dopo con un aggettivo autoattribuitosi. Dopo un contorto studio ho appurato che utilizza questo strumento, o meglio, questa modalità di porsi, per rendersi vittima, utilizzando il “bugiardo” come se fosse un’accusa attribuitagli dagli altri.
Sono anche giunta alla conclusione che i rapper o quelli che si spacciano come tali, abbiano appunto questa tendenza verso il vittimismo. Sono persone frustrate, che campano a suon di rime e che devono necessariamente attaccare qualcun altro per poterne pensare di nuove. E’ quello che state per vedere:

Bugiardo
con questa faccia da bugiardo
era tutto uno scherzo sono un bugiardo
la tua ragazza ha capito sono un bugiardo
per come parlo
per commentarlo
ho uno stile di vita anti-montecarlo
capitan-arlo
del rap in ballo
mi vesto giallo
come il catarro

Oltre alla descrizione del bugiardo, da per scontato che il giudizio altrui nei suoi confronti sia questo, per il suo modo di parlare, di vestire e di vivere. Sorvoliamo quell’orrido “capitan-arlo” e passiamo al giallo catarro. Chi non disprezzerebbe uno che si veste giallo catarro? Si autocondanna ad essere reietto. Se ci provi gusto, Fabri, continua. Io tivibi comunque.


oh no adesso ti lamenti per il testo
poi per la base perchè sembra un poliziesco
io sono zero se mi paragoni al resto
vorrei il tuo conto in banca Dj Francesco

Ecco, sa già che il suo testo sarà scandaloso. Crede di essere talmente trasgressivo e fuori dalla portata del comune italiano medio che sa già che verrà criticato. Oltre a non esserci nulla di particolarmente scandaloso o trasgressivo (salvo il giallo catarro, scandaloso dal punto di vista del buon senso stilistico), Fibrazio autocritica ironicamente la sua stessa musica e si rivolge a Dj Francesco. Anche lui bersaglio facile, in quanto a testi musicali, è invidiato dal disgraziato Fibra per il suo conto in banca. Fibra colpevolizza il successo altrui. E’ un personaggio travagliato. Vuole dare scandalo ma necessita di amore.

Fibra è conosciuto come un gran bugiardo
alle assemblee di istituto parlavo in sardo
non mi presento in pubblico ci mando un altro
non mi assomiglia è grasso e un po più alto
tengo i ritmi serrati
in venti metri quadrati
ho la morte negli occhi
e tengo i giorni contati
tocco temi scontati
non chiamatemi artista

Uno che alle assemblee di istituto parla in sardo, più che bugiardo può essere definito poliglotta o semplicemente idiota. Fabrizio ci ha la morte negli occhi. Io più che la morte ci vedo il vuoto cosmico, assenza di materiale cerebrale. Sveglia, Fibra! Poi, nella sua bugiardezza, ha un attimo di lucidità e riconosce la scontatezza dei suoi argomenti e la sua poca artisticità. Qui no, non sei un bugiardo.


io ti creo un’altro mondo lo sa anche il mio analista
la realtà mi spaventa da ogni punto di vista
il mio sogno in verità era fare il giornalista
ho il rap emodrammatico da crisi domestica
in camera c’ho un water e a letto un anoressica

La prima frase è quella che spazza via ogni dubbio. Fabri Fibra ha un analista. Poi passa immediatamente alla bugia (non si può credere che la prima frase sia menzogna). Immaginate un articolo scritto da Fabri Fibra? Paura! E poi non è assolutamente credibile, soprattutto per il water in camera. Sarebbe possibile, ma non credibile. Non ci crede più nessuno.

Voglio sentirmi supersonico
da un’occhiata al mio tasso alcolico
ma non sono ridotto al lastrico
entro in banca con un kalashnikov
tutti su le mani perchè questa è una rapina
io sono Fabri Fibra ho appena ucciso la vicina
e dato fuoco alla cucina
con un litro di benzina
è crollata la palazzina

Qui giungiamo al culmine della rima. Le prime due frasi ricordano “Supersonic” degli Oasis (“I’m feeling supersonic
Give me gin and tonic”
) però faremo tutti finta di niente per non farlo sentire emarginato e per non accusarlo di mancanza di originalità. Siccome non ha il conto in banca di Dj Francesco, inoltre, decide di fare una rapina. Per cui invita tutti ad alzare le mani come quando chiede “Applausi per Fibra” e confessa anche un omicidio. Ed anche a questo, non ci crederà nessuno.

Concludo con una frase della “cosa” che potrebbe racchiudere tutto il testo. Ma prima voglio che chiudiate gli occhi e ripassiate bene a memoria quello che avete letto finora di questo povero ragazzo.

Fatto?

Adesso leggete la frase che lascio qui di seguito, da lui stessa scritta e pronunciata:

Brr Fibra ah ah ah Fibra
ti tolgo dal mio stereo perchè porti sfiga

E giù coi gesti scaramantici!

Fabri Fibra si da del pazzo

Fabri Fibra si da del pazzo