Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Franco Battiato e il Tennessee

Per la serie “De Eloquentia”, Franco Battiato e “La cura“… che cura? Il whiskey a volte risolve i problemi, ma non sempre i ricordi rimangono nitidi.

Vagavo per i campi del Tennessee, come vi ero arrivato chissà!

 

 

Jack Daniel's

La Sagra della Canzone Italiana: autopsia della seconda puntata

La prima sera sono scese tenendosi per mano come due brave scolarette, per la seconda serata è stato consigliato loro di fare la pace, mancava poco che si prendessero per il mignolino cantando la canzoncina apposita, ma Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez si sono limitate alla leccatio vicendevolis: la Rodriguez introduce Belen parlandone come se fosse l’amore della sua vita (Fabrizio Corona), Elisabetta arriva felice e contenta e la dà un dolcissimo bacio d’amor. Pace fatta, in quel momento si sente un sospiro collettivo di tutti gli italiani che temevano la guerra fino all’ultima gocciolina di sangue. Eravamo proprio tutti preoccupati.

Se la prima sera avevamo lasciato perdere le varie stecche prese da ogni singolo artista spacciando l’impreparazione per emozione, al secondo giro non va per niente meglio, ma fortunatamente l’universo ci ha graziati eliminando gli acuti di Albano (erano partite svariate denunce per intere vetrate andate in frantumi) e la mortezza della Patty. Dopo essersi ricordata di non essere più sul finire dell’Ottocento, Patty Pravo ha sfoggiato un abbigliamento un po’ più moderno, ma ostinatamente non ha voluto rivelare il testo della sua canzone, facendo una concorrenza spudorata a Super Mario Bros che canta in laghée e almeno il suo perché ce l’ha. Vorrei tirare in ballo ancora una volta il soprano che canta con i La Crus, che mi fa più paura delle gemelline di Shining e Freddy Krueger messi insieme (mica roba da poco).

Bacio Belen Canalis

Per il resto, tutto identico alla sera prima, compresi i vestiti di Max Pezzali che si ostina a volere il suo secondo tempo, dimostrando un’incredibile abilità nell’essere sempre uguale a se stesso. Proprio come Franco Battiato, che si presenta al piano manco fosse Ray Charles e che dimostra di essere bravissimo con l’autoplagio. Il 1981 è stato un’ottima annata.

Tornando alle vallette, primedonne, veline o quel che vi pare, ieri sera Elisabetta Canalis era affetta da un attacco di ridarella che non finiva più. Inoltre era particolarmente entusiasta di poter sfoggiare il suo inglese, ricordiamoci che lei sta con “The American” per eccellenza, da George Clooney non avrà imparato a recitare, ma quantomeno qualche parola la dice. Male come quando era a TRL con quell’arlecchino di Carlo Pastore, ma apprezziamo comunque lo sforzo. Infatti la Canalis si è cimentata nel ruolo di interprete simultaneo con Eliza Doolittle, anche se un’interprete apposta l’avevano presa, ma voleva prendersi un po’ di scena. Dopotutto Belen sa ballare e cantare e ha il suo momento di gloria, quantomeno che la Canalis possa parlare con gli ospiti!

E a proposito di ospiti, Andy Garcia è riuscito a dimostrare come si può cadere in disgrazia in pochi secondi. Nemmeno dieci minuti di comparsata e si è rovinato una carriera di trent’anni. Elogiando Cuba e parlando dei suoi progetti e dell’amore per l’Italia, Andy Garcia ha espresso il desiderio di vedere l’isola di Cuba libera come il nostro Paese. No, dico. Italia chiama Andy: ma hai visto un po’ come stiamo messi? Questa si chiama presa per il culo bella e buona.

Sorvoliamo poi sul fatto che la Doolittle abbia fatto pubblicità alla Vodafone dimenticando però di portarsi i pantaloni o quantomeno un qualcosa che coprisse le sue piccole gambicine. Vogliamo parlare poi dei giovini?

Si sono presentati tale Serena Abrami che ha dimostrando grande equilibrio psicologico rispetto al collega Anansi, che pensava di arrivare a Sanremo e portare pace sole e ammore con un pochino di reggae, emanando la musica e la balorde parole direttamente dai suoi rasta. Altra dimostrazione di psicolabilità è stata Gabriella Ferrone, posseduta dalle vocali aperte di Meg e Giusy Ferreri al contempo… un ibrido da brivido. Pessima, per davvero. Fortuna che è stata eliminata insieme al seguace rastafari. A trionfare invece è stato il jazz swing un po’ fusion un po’ rock pop e blues di Raphael Gualazzi, gigante buono che non sa aprir bocca ma che quando suona la sua figura la fa. Senza eccedere, che a Sanremo se proprio devi andare oltre, vai dalla parte sbagliata.

Il Festival della Canzone Italiana: autopsia della prima puntata

Sì lo so, sono un po’ in ritardo. Ci ho dovuto pensare tanto prima di decidermi a scrivere di questo Festival di Sanremo 2011. Non che sia obbligata a farlo, ma dopo una puntata così traumatica ho bisogno di scrivere per sfogarmi.

Non vedevo il Festival di Sanremo da quando andavo alle elementari e solo adesso riesco ad apprezzare il fatto che l’antenna della mia tv per svariati anni non mi abbia permesso di vederlo. Perché adesso che funziona e Rai Uno si vede benissimo, da buona masochista sono caduta nella trappola ed ho guardato tutta, ma proprio tutta la puntata.

Premettiamo che questo spettacolare Festival di bello ha avuto solo due momenti: Luca e Paolo che cantanoTi sputtanerò” e la Canalis che tenta di uccidere Belen in diretta. Per il resto c’è poco (o troppo) da dire.

Le due primedonne sono entrate un po’ tardi sfoggiando bellissimi abiti, bellissimi sorrisi e pettinature che nemmeno io dopo l’influenza. Dov’è finita tutta la sofisticatezza della kermesse? Viene da chiederselo anche mentre Belen azzarda il tango argentino e poi, evidentemente in preda all’emozione, dice: “Quando sento il tango argentino mi esce fuori la testa“. Non parliamo poi di Elisabetta Canalis in versione Mia Wallace. Io spero che Quentin Tarantino la conosca e decida di scritturarla per il film più splatter della sua intera carriera: senza effetti speciali nè pomodoro al posto del sangue, in cui la Canalis interpreta il ruolo della vittima.

Oxa Tatangelo

Possiamo tranquillamente dimenticare l’insignificanza di Gianni Morandi (che pure ha fatto partire bene il festival) e potremmo fare altrettanto per tutti gli artisti ma: c’era Giusy Ferreri, stonata come un camionista ubriaco, che ha rivelato di avere il petto più piatto degli ultimi 150 anni, i fotografi stavano lì pronti ad immortalare il capezzolo in fuga per poi scoprire che erano già fuggiti da tempo. Anna Tatangelo si è presentata sul palco che sembrava Anna Oxa, cantando la sua “Bastardo” che abbiamo elogiato a tempo debito poiché era chiaro che non sarebbe passata. Fuori anche Anna Oxa, che ieri sera ha scelto lo stesso parrucchiere di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel e in quanto a capelli, Patty Pravo non sembrava da meno. Ricordava un esperimento malriuscito di tentato incrocio tra Morticia Addams e Maria Montessori. Con un pizzico di Tutankhamon. Mi chiedo si riuscirà a reggere fino all’ultima puntata. Ho seriamente temuto che morisse sul palco.

Max Pezzali ha avuto il suo secondo tempo, ma avremmo preferito che rimanesse confinato al primo, visto che non aveva nulla di buono da dirci, mentre Albano ha chiuso la già pessima serata urlando a squarciagola di Amanda, che tutti hanno pensato poi fosse un brano per Amanda Knox. Rimarrò incollata alla tv fin quando non ammetterà che la canzone parla proprio di lei. Cade in basso Roberto Vecchioni, ormai non ce la fa più nemmeno lui, ma in Italia c’è questa mania del mettere radici dappertutto, e i grandi catanonni non se ne vanno mai. E’ apparso come un ectoplasma anche Franco Battiato, ha cantato 5-6 paroline giusto per dire “io sono qui”, il pezzo non era poi così male, c’era pur sempre Tricarico. Quest’ultimo, sempre originalissimo con le sue filastrocche (alla Ned Flanders, ripeto), questa volta ha optato per una ninna nanna, magari pensando “chissà, se dormono poi applaudono e passo in automatico“. E’ successo davvero.

Come previsto, tiene bene il pezzo di Emma Marrone con i Modà. Inutile dire che sono la scopiazzatura dei Negramaro, anzi adesso che Giuliano Sangiorgi deve finire sotto i ferri sono quasi sicura di chi gli abbia portato via le corde vocali. Nonostante ciò, tutto può succedere, voi continuate a votare il nostro sondaggio sul possibile vincitore di Sanremo (in basso a sinistra), mentre io confermo che le mie previsioni di ieri erano corrette. Davide Van de Sfroos ha portato un pezzo incomprensibile, che però abbiamo capito sicuramente più di quello di Anna Oxa, che è andato a cozzare con il leit motiv della serata: la mortezza. La mortezza che ha raggiunto l’apice, oltre che con Tricarico, anche con La Crus, che hanno sfoggiato un pezzo che più retrò di così si muore (e ci è mancato poco) piazzando sul palco un soprano vestito di rosso mentre tutti si chiedevano cosa fosse e se fosse venuto in pace.

Dimenticavo Antonella Clerici, un altro dei momenti memorabili della serata: continuo a chiedermi perché si ostini ad indossare obbrobri e soprattutto perché abbia sedato la sua bambina per farla sedere sulle scale dell’Ariston raccontandole la sua storia, che quella poveretta non ha ascoltato nè capito nemmeno una parola. E vabbè che Sanremo è Sanremo, ma qualcuno pensi ai bambini!