Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Negramaro sadomaso

Continuiamo sulle note della perversione canora. Dopo Nek che si sfoga su di un’altra per non sentire la mancanza di Laura e Meneguzzi che rischia di essere affettato tra le canne di bambù, ecco a voi “Mentre tutto scorre” dei Negramaro. Un chiaro imperativo sadomaso (più maso che sado), sostanzialmente.
Il testo della canzone fondamentalmente non è crudele come un testo di Fabri Fibra, ma il ritornello è davvero uno strazio, completato dall’altrettanto straziante voce di Giuliano di quelle sofferenti, che rende bene l’idea di uno che ci ha il desiderio di farsi percuotere abbondantemente.


Usami
straziami
strappami l’anima
fai di me
quel che vuoi
tanto non cambia
l’idea che ormai
ho di te
verde coniglio
dalle mille
facce buffe

Una cosa fondamentale di questa parte di testo è quel “verde coniglio“. Che sulle facce buffe di un coniglio possiamo anche sorvolare, però non riesco ad individuarne mille. Se voi ne sapete mille, scrivetemele. Però un coniglio verde?!O si è eccessivamente rotolato nell’erba oppure, secondo me, i negramari erano andati a fumare col Brucaliffo prima di scrivere il testo di codesta canzone.

Sparami addosso
bersaglio mancato
provaci ancora
è un campo minato
quello che resta
del nostro passato
non rinnegarlo
è tempo sprecato
macchie indelebili
coprirle è reato
scagli la pietra chi è senza peccato
scagli la pietra chi è senza peccato
scagliala tu perché ho tutto sbagliato

Ecco, qui si continua con gli imperativi. E’ un chiaro invito alla violenza, sofferenza che provoca piacere e citazione biblica che porta la canzone ad un livello superlativo con conseguente affidamento dello scagliamento della pietra a qualcun altro per provare piacere nel farsi lapidare.
Salto a un’altra canzone per farvi capire che non sono io a pensare che sia un sadomaso a scrivere questi testi. Trattasi di “Parlami d’amore“, che inizia esattamente così:


Coprimi la testa con la sabbia sotto il sole,
quando pensi che sian troppe le parole

E poi la canzone procede con la richiesta di parole d’ammore. A mio parere sentirsi parlare d’ammore è peggio dell’usami e straziami e strappami tutto, ma tant’è che la vocina disperata e dolorante procede con le richieste:

Parlami d’amore se
quando nasce un fiore mi troverai
senza parole amore.
Parlami d’amore se
quando muore un fiore ti troverai
senza respiro amore.

Da notare la scena macabra della nascita e della successiva e immediata morte del fiore. E quel “senza respiro” che la dice lunga, ancora una volta, sui gusti masochistici dei cantanti italiani.

La band dei Negramaro

La band dei Negramaro

Le verofalsità di Paolo Meneguzzi

Nel mondo dello spettacolo, è risaputo, i piccoli difetti estetici vengono abilmente camuffati. Non si sa perchè, ma le occhiaie di Meneguzzi molto probabilmente sono state trattate con il copri-occhiaie più farlocco del globo. A un certo punto della sua breve carriera ho iniziato anche a preoccuparmi. Sembrava un piccolo panda in cerca d’autore o meglio ancora, sembrava uno che le prende sempre e ci ha sempre gli occhi neri. O semplicemente un tossico. Anche il Godano ci ha delle occhiaie che non ti dico, ma oltre a coprirle meglio, le porta con un certo savuarfèr.

Detto ciò, vi chiederete perchè parlo di questo pseudo-uomo al passato. Ebbene la motivazione è che è sparito dal mondo della musica ed ormai è un ricordo del tempo che fu, che tutti noi vorremmo dimenticare. La canzone che verrà quest’oggi analizzata è la canzone-quiz per eccellenza, per intelligenza batte il giocagiuer, è senza ombra di dubbio uno dei pezzi migliori del nostro secolo.

Il nostro adorato si muove tra le canne di bambù sfidando una simil-battona dotata di spadakillbill e partiamo con l’analisi.

te lo scrivo sui muri di casa

te lo scrivo con petali rosa

che ho bisogno di te che ho bisogno di te

Qui si denota il tratto ossessivo ossessionato della sua personalità insicura incerta e qualcos’altro. Perseguita la sua amata praticando il vandalismo da writer di quello che c’è sempre in qualche servizio di Studio Aperto. Poi sceglie i petali rosa, ma non specifica se sono petali rosa di rosa o di tulipano o di nontiscordarmaidime. Però il concetto chiaro è che ha bisogno di lei.

il tuo strano silenzio mi pesa

che se è solo questione di tempo

sono pronto a qualsiasi confronto

chiedi quello che vuoi

dimmi quello che senti

Il nostro Paolo è seriamente raffrustrato da questa situazione, per cui è disposto a fare qualunque cosa per recuperare. E’ stato palesemente accusato di tradimento, si mette a piena disposizione della presunta tradita e continua a negare la cornutaggine di lei. Avendo ascoltato Tiziano Notizia molto probabilmente avrà pensato che avrebbe reso di più un testo semplice e diretto, per cui ha optato per il verofalso, come nei quiz della patente.

Vero che ti amo ancora vero

che ti ho tradita falso

è stato un gioco falso

io li non c’ero

vero che sei la sola vero

che ti ho ingannata falso

se non mi credi giuro

sulla mia vita

Lui lì non c’era, nenti sapi! Sarà stato uno con le occhiaie e avranno fatto confusione.

lascia stare ti prego l’orgoglio

non pensare che il mio sia uno sbaglio

questa storia è per me è importante per farla morire, cadere nel niente

(vero) ogni notte che passa dolore

e lo so che anche tu ci stai male (falso)

Scatta la molla di sicurezza di riserva, che il cantante utilizza per cercare di riavere indietro il suo amore. La butta sul dolore, afferma con certezza che lei sta male, ma c’è un “falso” tra parentesi che è a dir poco disarmante. Oltre ai testi delle canzoni, credo sarebbe utile analizzare l’intera discografia ed estrapolarne qualche titolo, per cui ci sarà una puntata appositamente dedicata ai titoli delle canzoni di Meneguzzi. Nel frattempo, mentre la canzone prosegue, il nostro amico entra in uno stato confusionale ed inizia a dire vero-falso-vero-falso. Il fatto che abbia bisogno di lei è un bisogno che vuole gridare al mondo, coglie al volo l’opportunità e lo fa scrivendo questa stupenda canzone. Credo proprio che molti si siano ritrovati in una situazione simile e ne siano rimasti talmente colpiti da averla resa la colonna sonora della propria vita.

Paolo Meneguzzi e le sue occhiaie

Paolo Meneguzzi e le sue occhiaie

Quando l’amore di Gigi divenne Superamore

Su vassoio d’argento, ma che dico, di cristallo platinato con schizzi di diamante, oggi un piatto a base di Gigi D’Alessio. Sapendo di andare sul sicuro ho cliccato su un testo a caso e il testo vincitore dell’autopsia di oggi è tale “Superamore“, canzone mai sentita, suppongo con mia somma fortuna.

Procediamo, venghino signori venghino!

Come abbiamo potuto già notare con Meneguzzi, i cantanti italiani hanno tendenze comuni. Chi il masochismo, chi il vandalismo. La seconda è l’opzione selezionata anche da Messere Gigi, che infatti decanta tali versi:

Scriverò per te
sopra i muri delle città
il tuo nome
in un cuore che batterà.

A parte che non gliene frega a nessuno nelle città di leggere Anna Tatangelo sui muri, che un nome dentro al cuore è tamarro come un I love mom tatuato sul braccio. Ma come fa a battere un cuore disegnato? La questione mi prende quanto quella del verde coniglio dalle mille facce buffe.

Scriverò per te
nel cielo azzurro che sta lassù
un “Ti amo”
che solo Dio può buttare giù.

Non accontentandosi di imbrattare i muri, D’Alessio opta per il cielo, sostenendo con forte convinzione che solo dio potrebbe levare il suo “ti amo” dalle nuvole. Secondo me basterebbe un aereo che ci scacazzi su un pò di carburante. Ragazzuoli miei adorati, questo è niente. Tenetevi forte, ma proprio forte, questi sono i versi top della canzone:

Scriverò per te
ai carabinieri e alla polizia
denuncerò
che solo tu sei la vita mia.

Ma immaginate la scena di uno che va a denunciare una donna che è la vita sua?? Fosse in America ci avrebbe già la testa appesa al cappio. In Italia la denuncia seguirebbe il naturale corso di una denuncia.


Scriverò per te
sui treni fermi alla ferrovia
ogni giorno
una frase di una poesia.

E poi se la prendono con i writers, che quelli si sono artisti. Immaginatevi le canzoni di Gigi D’Alessio pure sui treni in corsa. Generano crisi epilettiche. Non lo sapevate? E sapevatelo!

Perché…
questo superamore mi fa solo pazzo di te
incurabile malattia
che mi prende ogni volta in un bacio da quando sei mia
Lo sai…
il tuo amore mi rende più forte di un supereroe
volerò per portarti via
gireremo abbracciati sul mondo lasciando una scia
e seduti su un quarto di luna sarà una magia…

Ma il nostro adorato Gigi si rende conto, come vedete, d’aver perso qualche rotella mentre scriveva in cielo. Forse gli è caduta una bomboletta in testa però riconosce comunque di sentirsi onnipotente e immagina con la sua super immaginazione una scena stile “il mondo è mio” in Aladdin. Che è però, mio Gigicaro, un cartone animato.

Ruberò per te
quella cometa che sta lassù
comprerò
un pianeta di rose blu.

Oltre al vandalismo, o’ napuletano si da alla cleptomania. Certo che rubare una cometa non dev’essere roba da poco, ma solo l’amore ti permette di fare certe cose. Provaci Gigi, siamo tutti con te!
E poi ci ha così tanti soldi che può permettersi un pianeta di rose blu. A mio parere sono proprio grezze le rose blu, ma tant’è. Se ci hai così tanti soldi da buttare in un pianeta di fiori fasulli, salda il debito dell’Africa, no?
Dopo ci sta una capatina intorno all’universo, una volta che salti di pianeta in cometa, per scarabocchiare l’ignoto:

Scriverò per te
nell’universo che è intorno a noi
“Cuore mio
giuro che non ti lascio mai”

Questo film a colori che ho scritto per te
è il regalo d’amore più grande che c’è
nel castello la mia principessa sei tu
c’è un cavallo che aspetta quaggiù
per volare lontano lassù…

Le rime sono degne di Valeria Rossi e del Coro dell’Antoniano di Bologna.
Il ritornello si ripete e dunque Gigi è ancora il Clark Kent di Napoli e ama smisuratamente la sua donna. Invidiata da tutte, ditelo, suvvia!

Gigi e il suo Superamore

Gigi e il suo Superamore