Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Masini se ne frega, e tu?

Sto per rendervi partecipi di una nuova rivelazione nel campo delle genialate musicali. Se il verde coniglio, l’anagramma del SUO nome e le denunce di Gigi D’Alessio vi avevano stupiti, ebbene ancora non avete visto niente.
Se siete ancora increduli e dubbiosi, sappiate che si può andare ben oltre la cromaticità animale, i giochi linguistici e la giustizia napoletana.
Oggi vi presento Marco Masini, noto porta-sfiga della musica italiana. Anche se non sono superstiziosa, voglio mettere però in dubbio le sue capacità musicali. Oltre ad aver distrutto un pezzo storico, quale “Nothing Else Matters” dei Metallica (mica “finchè la barca va” della Berti), ci lascia un pezzo di poesia senza precedenti. Procediamo con l’analisi.

La traduzione italiana della cover di Masini è “E chi se ne frega”.

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua,
in fuga dalla realtà,
e chi se ne frega.

L’io cosciente di Marco Civetta è talmente cosciente da essere cosciente della coscienza del tempo. Il tempo sa dove Marco Masini e qualcun altro si nascondono, nel tentativo di fuggire dalla realtà. Forse rinchiusi in una stanza con il giusto dosaggio di eroina, forse dentro una distilleria di whiskey. Ma chi se ne frega.

L’iguana dei passi tuoi,
il tuo inguine di viva orchidea,
dove annegano gli occhi miei
e il tempo si ambigua. [E il tempo si ambigua…]

Qui la poesia diventa addirittura sublime.
Cosa vorrà mai dire “l’iguana dei passi tuoi”?? E vogliamo parlare dell’inguine di viva orchidea? E’ là che si annegano gli occhi decisamente in fase convulsionistico-delirante, mentre il tempo si ambigua (?).

Mah.

Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
abbracciato a una croce, tu, [abbracciato a una cruce, tu,]
mentre il sole riallaga il blu, [mentre il sole riallaga il blu,]
e chi se ne frega. [e chi se ne frega.]

Masini deciso non intende muoversi dal suo complemento di stato in luogo e partono gli echini. Abbracciato ad una croce come un cristo sofferente, c’è quel “tu” e inanto Masini vede il sole farsi spazio nel blu, allargandolo, ma continua, da buon italiano, a fregarsene.

Voglio quello che vuoi tu, [Voglio quello che vuoi tu,]
voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
e l’avrò! [e l’avrò!]

Masini in quest’istante perde la sua originalità e vuole quello che “tu” vuole, oltre ad avere il tempo che non ha. Non si sa come, ma lui sa che potrà recuperarlo.

Il tempo ai cani e la polizia,
sbaranzia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega. [E chi se ne frega…]

Il tempo che prima Masini voleva a tutti i costi, adesso è affidato ai cani ed alla polizia.
Credo che con questa canzone Marco dei nostri cuori si sia aggiudicato un posto tra le news del vocabolario italiano. Se cercate “Sbaranzia” su google, esce il testo di questa canzone come risultato. Non sto scherzando.
“Dietrologia” invece è un termine esistente, anche se nemmeno i più esperti riescono a dargli un senso adeguato all’interno del contesto. Qualcosa di indefinito deve seguire la loro scia, ma chi se ne frega.

Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
neanche se te ne andassi tu, [neanche se te ne andassi tu,]
su quest’erba che guarda in su [su quest’erba che guarda in su]
e sembra che prega. [e sembra che prega.]

Masini continua ostinato a non volersene andare dal luogo in cui si trova, su quell’erba che guarda in su e che sembra che prega. Vorrei porre l’accento sulla grammaticità della questione.

La canzone si conclude con il tempo consapevole. Siccome ritengo che quei versi siano particolarmente geniali, ve li ripropongo in attesa di sentirvi cantare per le strade che tutti quanti ve ne fregate.

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
e se vuoi ci raggiungerà,
ma chi se ne frega!

Marco Masini non si sposterà

Marco Masini non si sposterà