Chi vincerà Sanremo 2011?
View Results
Avviso: Il titolo di questo post non ha minimamente senso. Come questo post. E come questo blog. Evviva Vasco Rossi.
Ciao a tutti miei cari pazienti,
lo so che vi sono mancata ma ero in attesa di un’ispirazione fresca e confidavo proprio in Anna Tatangelo, che si è rivelata come sempre la migliore soluzione e ha appena sfornato un brano per il nostro ambulatorio. Si tratta di “Sensi“, una sorta di lezione di recupero per tutti quegli adulti che all’asilo, quando spiegavano olfatto, gusto, vista, udito e tatto, erano intenti a scaccolarsi o a barattare caramelle con denti da consegnare alla mafia delle fatine. Premettiamo che la Tatangelo è tornata più in forma che mai, nella forma di Kylie Minogue e diamo il via alla nostra autopsia:
Soddisfatto, gli occhi di un gatto Che adesso guardano me Qui nel letto come un sospetto Cosa farò senza te?
Come dicevo, la Tatangelo è tornata in forma e ci regala un brano che più nonsense di così c’è solo John Lennon fatto di LSD posseduto dal Mago Otelma. C’è un uomo nel letto della cantante e no, non è il suo amico che sogna di essere donna, lo deduciamo dal fatto che questo è soddisfatto dalle gesta tatangelesche, ma cosa vorrà mai dire “qui nel letto come un sospetto”? Forse, abituata all’amico gaio, la Tatangelo ha iniziato a temere che chiunque passi dal suo letto voglia diventare sua amica.
Questa stanza non può trattenerti però C’è del fuoco. Questo essere noi ogni volta che vuoi Dura poco… Ma ricomincia il gioco!
Qui entriamo nell’illogica razionale della nostra amata artista: una stanza con del fuoco, è ovvio che non possa trattenere nessuno, a meno che l’incendio non ostacoli l’uscita. Sul resto sorvoliamo, tanto è inutile sprecare aggeggi medici per esplicare situazioni inesplicabili, ma da quel “dura poco”, possiamo comprendere che l’amico che giace sul letto di Annina non sia un amante durevole e focoso, qui di infuocato c’è solo una stanza. Anna non demorde e spera nella ripresa.
Prendimi con l’olfatto con il tatto Con le tue bugie. Mangiami ma con gusto, Esaudisco le tue fantasie.
Per riprendere il gioco e per insegnare ai propri alunni a memorizzare i cinque sensi, la Tatangelo intona il ritornello dance, quello che ti entra facilmente in testa, quello che non vorresti mai sentire, se ci tieni alla tua incolumità mentale. Per conquistare Anna Tatangelo bastano due sensi e le bugie. Alle donne, si sa, la verità piace solo pour parler, sotto sotto amano l’uomo vigliacco e traditore. Nel caso in cui l’uomo che giace sul letto della nostra beneamata fosse un cannibale, lei si rivela talmente disponibile che si fa anche mangiare, ma spera che il tizio sia di buona forchetta, quantomeno potrà morire con soddisfazione ed autocompiacimento.
Non c’è una parte di me che resista Al tuo essere artista egoista Mi chiedo se fai una proposta, Se giochi e poi basta Comunque mi fido degli occhi, I tuoi occhi come specchi Che guardano me.
Come vedete, in seguito arriva la prova della disponibilità masochistica della Tatangelo, affetta da una particolare forma di Turuturu, la Turuturus masochistis deprimendis, che ha inizio con una depressione latente che poi sfocia in una incontrollabile crisi di nervi, seguita da insulti ed eventi da rinfacciare con infinita cattiveria: sei un egoista! Ah sì, per te era solo un gioco?!Cazzo ti guardi?! ecc. ecc.
Vai di fretta, c’è chi ti aspetta Ed io rimango con me. La tua voce quasi una croce Mi dice “tempo non c’è” Ma la mia verità ricomincia da qua, Sono sola. La passione che c’è È qualcosa che poi mi divora, Ma certo non consola…
Ed ecco che qui si manifestano due fattori: lui ha un’altra donna e questo potrebbe essere un racconto postumo della relazione clandestina con Gigi D’Alessio quando era sposato con un’altra e quando cantava di neve che cade giù dal cielo ad agosto. Numero due: la Tatangelo, come Catherine Zeta-Jones, è bipolare e di questi tempi è roba che fa tendenza. Dalla giuoia, si passa allo sconforto.
Te ne vai soddisfatto come un gatto Senza fantasie. E non sai quanto male fanno al cuore Queste tue bugie.
Dopo aver ripetuto il ritornello per apprendere il nome dei sensi, ecco che l’uomo s’alza dal letto e se ne va. Non è ancora chiara quest’ostinazione della Tatangelo di definire i gatti come animali soddisfatti: solitamente sono castrati e grassi, c’è ben poco di cui rallegrarsi. E poi arriva la conferma della bipolarità della donna: il brano inizia con lei che chiede di essere presa a colpi di bugie, ma si conclude con la sofferenza della Tatangelo nell’avere di fronte un perverso menzognere.
Anna Tatangelo illustra i 10 sensi: 5 per ogni personalità
Questa volta ho voluto esagerare con un titolo epico per la mia nuova autopsia, perché mancavo da tanto tempo e so che avete un profondo bisogno di sapere che cosa è successo al mio ambulatorio.
Purtroppo anche se ci sono tanti pazienti, anche la sanità canora va a rotoli. Ma, per recuperare il tempo perduto, ho deciso di tornare agli antichi fasti e tirare fuori dal cilindro uno dei miei gruppi più forti: IO NEGRAMARO.
Il brano in questione è “Cade la pioggia“, cantanto insieme alla “s” serpentina di Jovanotti. Si tratta di un brano straordinariamente complesso, cercherò di sezionarlo con cura ed esplicare con chiarezza.
Cade la pioggia e tutto lava cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi rinfrescati se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
Di questi tempi l’inquinamento fa danni che non possiamo nemmeno immaginare. Le piogge acide fanno passi da gigante e sono capaci di disintegrare le ossa di un essere dell’entità di Giuliano Negramaro. La pioggia tuttavia è anche paradossale, perché lava pur essendo sporca e Giuliano e le genti che frequenta vivono in condizioni igieniche alquanto discutibili, tant’è che c’è qualcuno disposto a rinfrescarsi con la pioggia che, ripetiamo, è sporca.
Dimmi a che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione che muore in un angolo e non sa di noi
Molto probabilmente il vocalmente traumatizzato Giuliano si rivolge ad una sua fiamma disossata dalla pioggia. Quest’ultima non è la sola ad essere particolarmente complessa. La pioggia si contraddice, la passione decede e al contempo è totalmente inconsapevole degli esseri che governa. Ma com’è possibile? Chiederemo delucidazioni al Dr. Giacobbo.
Cade la pioggia e tutto tace lo vedi sento anch’io la pace Cade la pioggia e questa pace è solo acqua sporca e brace c’è aria fredda intorno a noi abbracciami se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
Al cadere della pioggia immaginiamo che tutto taccia per il semplice fatto che cancelli le cose e a quel punto Giuliano riesce a ritrovare la pace perduta, ma subito dopo un repentino sbalzo d’umore lo porta quasi ad inveire contro la pioggia, che continua ad essere sporca e addirittura è anche brace. Ma da dove salterà fuori? Un barbecue in paradiso? Ricordatevi che la pioggia è sporca, perché siamo arrivati alla parte fondamentale del pezzo:
E dimmi a che serve sperare se piove e non senti dolore come questa mia pelle che muore che cambia colore che cambia l’odore Tu dimmi poi che senso ha ora piangere piangere addosso a me che non so difendere questa mia brutta pelle così sporca tanto sporca com’è sporca questa pioggia sporca
Mentre piove e le ossa di Giuliano si dissolvono nell’atmosfera, il ragazzo non sente alcun dolore. Nonostante le ossa non ci siano più, la sua pelle cerca di resistere e, ormai putrefatta, cambia colore ed ovviamente cambia anche odore. Ricordatevi che la pioggia è sporca. In preda al panico pre mortem, il nostro cantante dimentica di avere la facoltà di utilizzare svariati termini estratti dal vocabolario della lingua italiana e l’unica parola che conosce realmente sembra essere “sporca”. Si tratta di un tipico caso di disilluminatio ispirationem, riscontrato soprattutto nei brani di Lady Gaga (nel suo caso associato ad una balbuzie irreversibile).
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto scrivi tu la fine io sono pronto non voglio stare sulla soglia della nostra vita guardare che è finita nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
La pelle di Giuliano da putrefatta e puzzolente è diventata bianca, il cantante dei Negramaro si è trasformato in un foglio di carta desideroso di inchiostro e di un finale che renda la pelle splendida. La parte più geniale dell’intero brano però è l’alzheimer precoce ed in stato iper-avanzato di questi due individui che ad ogni passo dimenticano i loro passi. Immaginate come ci si possa sentire a perdere la memoria ogni 2 secondi (anche meno) e a conoscere un solo vocabolo: sporca.
la strada che noi abbiamo fatto insieme gettando sulla pietra il nostro seme a ucciderci a ogni notte dopo rabbia gocce di pioggia calde sulla sabbia
Il fatto che ai due tizi sia venuto l’alzheimer è forse conseguenza di un mancato metaforico pollice verde. La pioggia non è più sporca, ma cade sulla sabbia.
amore, amore mio questa passione passata come fame ad un leone dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi tu non ricordi ma eravamo noi noi due abbracciati fermi nella pioggia mentre tutti correvano al riparo e il nostro amore è polvere da sparo il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto ma scrivi tu la fine io sono pronto
Anche se Giuliano vuole mettere a disposizione la sua pelle bianca per scrivere la fine del racconto, non dimentichiamo che preferirebbe veder tornare il suo amore pur sottoforma di fango. Riscontriamo, quindi, un’altra contraddizione irreversibile.
Vogliamo anche portare l’attenzione sul leone che non ha più fame e su un’altra parola chiave del testo preso in analisi: le ossa sono uno dei pilastri che tengono in piedi il brano, questa volta il leone è stato però più clemente della pioggia e le ha sputate, contribuendo al proseguo della catena alimentare, lasciando un boccone per gli avvoltoi.
L’accostamento tra il leone e due ebeti sotto la pioggia che non aspettano altro che la broncopolmonite non è chiaro, un’equipe di professionisti sta cercando di decifrare il probabile codice che potrebbe nascondersi tra i versi, ma fino ad ora il risultato è unico e molto probabilmente immutabile: senso non pervenuto.
I Negramaro imitano i Negrita
Non vorrei che si pensasse che bersaglio sempre gli stessi artisti: sono loro che si prestano. Se vi offendete, avete la coda paglierina.
Quest’oggi abbiamo disteso sul tavolo da autopsia uno dei brani tecnicamente lessicalmente psicologicamente più complessi degli ultimi 150 anni, una tematica tanto ancestrale quanto ricorrente nei brani musicali. L’artista che si assume il compito di diffondere cotali note è la nostra amica Anna Tatangelo, che adesso ha ben deciso di smettere di cantare per giudicare il canto altrui.
Il testo in questione è “La più bella“, un brano dedicato alla mamma, struggente e melancolico ma intriso di infinito ammore.
Sopra il tuo viso stanco io leggo ancora l’ingenuità quella ruga mi fa capire che il tempo ormai non si ferma qua
Il viso stanco è una descrizione ricorrente dei genitori delle persone che scrivono dei genitori, pienamente coscienti di averli portati all’esaurimento nervoso. Io mi ci rivedo un sacco. La mamma di Anna Tatangelo si contraddistingue per una certa ingenuità ed ha una ruga che indica l’inesorabile scorrere del tempo, che nemmeno il chirurgo plastico della figlia riuscirà a fermare.
I capelli d’argento e oro che il mare non ha bagnato mai quanta vita che passa dentro quegli occhi tuoi io come un acquilone che un vento freddo ha portato via dentro nuvole di canzoni che hanno cambiato la vita mia
I capelli argento e oro indicano solamente che la signora Tatangelo deve cambiare parrucchiere, che sicuramente è l’amico gay dell’altra canzone di Anna Tatangelo. Colgo l’occasione per dire che ho copiato il testo da Angolotesti che ringrazia Yaya e ringrazio Yaya per aver distrutto la grammatica scrivendo “acquilone“, noto con piacere che la scuola t’appassiona. La sig.ra Tatangelo non è mai andata al mare, la sig.ra D’Alessio invece allude a canzoni che le hanno cambiato la vita e sappiamo tutti di che stamo a parlà.
vivi dentro quel batticuore che non ti lascia dormire più quattro gocce per compagnia da buttare giù
Se la teoria dell’esaurimento di cui sopra vi lasciava un pò perplessi, ecco che arriva una palese conferma: quattro gocce per dormire, la signora in questione ormai non ne può più e incontra puntualmente Morfeo con qualche aiutino farmaceutico. Dopotutto non c’è da biasimarla. Adesso tirate un profondo respiro, arriva la parte più elaborata e poetica della canzone:
mamma tu per me sei la più bella sei più bella di una stella sei solo tu che dai calore e tanto amore regalandomi il tuo sole per far luce nel mio cuore perchè sei tu che fai più bella la mia vita mezza ancora sconosciuta
Devo umilmente e modestamente sostenere che le poesie che scrivevo all’asilo per la festa della mamma, in confronto erano paragonabili alle terzine incatenate di versi in endecasillabi della Divina Commedia.
Come vorrei sempre più averti qui vicino a me solo per me mi sveglio la mattina per colazione mi prendo te anche quando sono lontano quella tua mano accarezza me
Anna sente la mancanza della mamma, vorrebbe sentirla sempre vicina a sè. A questo punto scorgiamo una frase ambigua: per colazione mi prendo te. Starà ad indicare il TE bevanda, quella che arriva dalla Cina dall’India e che se la vantano in Inghilterra, oppure si prende la mamma per colazione? Anche la forma verbale non è perfetta, lasciamogliela passare e passi anche quel “lontano” che fa pensare ad una certa ambiguità sessuale del soggetto nel brano, che di questi tempi c’è sempre da sospettare.
la tua forza mi da certezze in ogni momento sempre di più anche quando tra la mia gente non ci sei tu
Anna Tatangelo si sente rincuorata dalla presenza e dall’indistruttibilità dei nervi della madre, ma la sua gente chi sarà mai? Il popolo di X Factor?
Si ripete di seguito il complesso ritornello che non riportiamo. Sentitamente ringraziamo Anna Tatangelo per questa splendida perla canora.
Anna Tatangelo vestita da Dorina di X Factor
Vi sono forse mancata? Vi siete sentiti soli et abbandonati o avete tirato un sospiro di sollievo da bravi fan perché non ho distrutto più nessuno?
E’ tempo di sgranchirsi le mani e procedere di bisturi, oggi mi spiace per voi ma il mio paziente è il brano “Sono già solo” dei Modà, pezzo apprezzatissimo in classifica ma un contenitore di perversione che necessita di autopsia.
Una volta steso il paziente sul tavolo operatorio non possiamo fare a meno di notare l’impertinenza con cui attacca a cantare:
Troppa luce non ti piace godi meglio a farlo al buio sottovoce graffiando la mia pelle e mordendomi le labbra fino a farmi male, bene
Il qui presente Modà rivela i gusti della donna con cui usa sessuare, che a quanto pare apprezza le luci spente. Nessuno si interroga mai sulle luci spente, si pensa siano utilizzate per la troppa vergogna, quando forse è per non vedere chi si ha davanti. Poi questa qua è una violenta, ma sa fare male bene, non so se avete compreso il concetto. Lui da bravo masochista ne gioisce, noi speriamo che gli stacchi pure la lingua così la smette di cantare.
Uno dei punti fondamentali è la confusione dell’autore:
senza farmi capire se per te è più sesso o amore
Che, come molti altri artisti presi dall’incoscienza pseudo-creativa, si risponde prontamente nella frase successiva:
Poi fuggi, ti vesti, mi confondi non sai dirmi quando torni
Il concetto quivi espresso mi pare piuttosto chiaro. La donna opta per la prima, sempre che sia donna. Di questi tempi mai dare per scontato. Ipotizzo che sia donna per il comportamento da fase premestruale qui di seguito descritto:
e piangi, non rispondi, sparisci e ogni quattro mesi torni Sei pazza di me come io lo son di te
A lui non ditelo che lei è pazza e basta, ma il comportamento fila liscio con la mia diagnosi. Si suppone che il suo sia pressappoco il ciclo mestruale di uno scimpanzè*.
Resisti, non mi stanchi mi conservi sempre dentro ai tuoi ricordi e poi brilli, non ti spegni ci graffiamo per non far guarire i segni e sei pioggia fredda sei come un temporale di emozioni che poi quando passa Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo
L’autore del testo è chiaramente uno sfigato, per amor del sesso selvaggio si lascia torturare ed abbandonare al suo destino per svariate mensilità, per poi veder tornare quella che lui vorrebbe come anima gemella, in realtà si tratta di una ninfomane che corre a fare rifornimento quando le risorse hanno ormai iniziato a scarseggiare. Ma l’ammore è così, unitelo al masochismo di derivazione negramarica, e ne viene fuori un bel quadretto.
Tornerai, tornerai altrochè se tornerai ma stavolta non ti lascio ti tengo stretta sul mio petto poi ti bacio, poi ti graffio poi ti dico che ti amo e ti proteggo
Ovviamente a furia di stuzzicare il cane che dorme, quello non potrà fare a meno di svegliarsi ringhiando come un posseduto e tirare una bella mozzicata. Allora la vittima aspetta paziente il ritorno del carnefice che diventerà a sua volta vittima della vittima che diventa carnefice. Abbracci e graffi, le classiche liti e forse un caso velato di violenza domestica, ed anche un sintomo di personalità bipolare, riscontrato in molti altri pazienti, evidenziato da “poi dico che ti amo e ti proteggo”, comportamento in netta opposizione con la costrizione all’abbraccio e alla permanenza.
e poi ti voglio e poi ti prendo poi ti sento che impazzisci se ti parlo sottovoce, senza luce perchè solo io lo so quanto ti piace e ora dimmi che mi ami e che stavolta no, non durerà solo fino a domani Resta qui con me perchè son pazzo di te
Lui ormai accecato dall’amore non si rende conto che lei impazzisce se le parla perchè è reclusa e sotto tortura. In più al buio. Lei diciamo che se l’è andata a cercare, dopo averlo torturato per mesi e mesi, adesso lui si vendica e la fa sua prigioniera così sa di poterla amare semper et per semper senza vederla fuggire via e correre chissà da chi.
Ma lui è così innamorato da non poter essere crudelissimo, l’amore è lasciare liberi e vedere se gli innamorati sono veri innamorati e tornano indietro come i boomerang:
sei come un temporale di emozioni che poi quando passa Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo
Ed infatti alla fine se ne rende conto che il suo destino è quello. Luce spenta, torture e solitudine.
I sei già soli
*37 giorni!
La stupidità canora ormai imperversa e dopo tanto tempo di vuoto sul tavolo operatorio, non potevamo che ricominciare dalla stupida per eccellenza, autodichiaratasi tale, Alessandra Amoroso. Torniamo con un nuovo pezzo, piuttosto segnato dalla paranoia della star canora, “Mi sei venuto a cercare tu“.
Prima di tutto c’è da sottolineare che Alessandra Amoroso o chi per lei ha seri problemi con la grammatica italiana. Al di là della discutibile bellezza del titolo, abbiamo già avuto prova nel testo di “Stupida” del tentativo di eguagliare le insensatezze di Tiziano Notizia, pur ottenendo miseri risultati. Tiziano è imbattibile e la grammatica non è un’opinione. Ma cominciamo con l’analisi:
Mi sei venuto a cercare tu Con quelli occhi grandi Ma nella testa, un nuovo vivere inaccettabile E tu che non avevi neanche idea dei sogni miei Mi sei venuto a cercare ma io non ti voglio pìù Io non ti voglio più,no
Premettiamo che da due anni a questa parte, ogni brano di Alessandra Amoroso è misteriosamente un successo assicurato e che, quindi, con tutta probabilità, molta gente che prima non la apprezzava, avrà iniziato ad elogiarla. Così una storia finita, arrivati a questo punto, potrebbe essere non finita. In ogni caso ci troviamo di fronte ad una testimonianza di stalking bello e buono. Questo lui è tornato nella vita della nostra Alessandra, con gli occhi grandi ma la testa vuota. Si legge molto rancore nei confronti del passato vissuto con questa persona, infatti la giovane artista sostiene di non volere più quest’uomo.
Hai preso tutto quello che potevo darti di me E mi hai lasciato senza preoccuparti senza senso E ora che lo dici a tutti che c’è un’altra Mi sei venuto a cercare tu Ma io non ti voglio più
Qui assistiamo al tipico comportamento maschile: una volta fatti i propri porci comodi, l’essere umano di sesso maschile va altrove senza curarsi dell’emotività dell’essere umano di sesso femminile. Al di là della paranoia di Alessandra Amoroso, quindi, si cela un individuo malvagio, molto probabilmente lo stesso del testo precedentemente preso in analisi, che sostiene di avere un’altra donna, ma va a cercare la sua ex fiamma.
E sbaglierò come sempre,sempre E sbaglierò come seeeempre,su di te E non piangere ancora! Si scolora l’aurora! E non vale la pena credere a una lacrima di te E non piangere adesso! Non ti serve stavolta! Che non vale la pena crederti Ma cosa vuoi da me
Alessandra Amoroso si ritrova in uno stato confusionale senza precedenti. Pur sostenendo di non volerlo più, dichiara al contempo di sbagliare come sempre, il che ci indica che la ragazza sa di cadere in tentazione. Arriviamo a quello che secondo me è il pezzo più bello di tutto il testo: E non piangere ancora/ Si scolora l’aurora. A parte il fatto che le lacrime non fungono da decolorante, o da scolorante, per dirlo alla Amoroso, chi è che le ha suggerito il verbo “scolorare”?? Qualcuno me lo spieghi, per gentilezza. L’innovazione della lingua italiana è ormai distruzione pura. E’ proprio cacofonico. Stendendo un velo pietoso sul neo-verbo, continuiamo a vedere un’insicura e determinata Alessandra che sa di non dover credere alle parole di un uomo bugiardo, altrimenti poi si sentirebbe nuovamente una stupida e scriverebbe un nuovo e sgrammatico testo per assillarci notte e dì.
Mi sei venuto a cercare tu Di giorno tremavi E mi credevi inafferabile,intramontabile E mentre vivo la mia storia insieme a lui Mi sei venuto a cercare Ma io non ti cerco piùùùù ohhh
Nelsonianamente, la Amoroso mette le mani avanti e punta il dito: mi sei venuto a cercare tu. Questo ripetere continuamente il concetto e sentirsi in obbligo di precisare, fa nascere qualche sospetto anche su di lei. Può darsi che lo abbia cercato e, pentitasi del suo gesto, abbia rigirato la situazione accusando il malcapitato. A questo punto della canzone, della situazione e della grammatica, non si sa più quale possa essere la verità. Roba da montarci un thriller d’autore.
Lui di giorno tremava, forse ha qualche problema di tipo nervoso o una qualche forma di Parkinson, e adesso lui sta con lei, lei sta con lui, entrambi sono felici dentro altre vite e non ci fanno capire chi cerca davvero chi, ma se il titolo della canzone fosse lo specchio della verità, allora che intervenga Mara Carfagna.
Una scolorata Alessandra Amoroso
Oggi entriamo in un ambito delle autopsie molto delicato: il cervello dei cantanti innamorati.
Ci siamo già passati diverse volte, tra le paranoie di Meneguzzi, l’ansia di Ambra e le perversioni dei Negramaro, ma mai come questa volta il disturbo psichico era stato tanto evidente. Sicuramente nessuno di voi si ricorderà di Francesco e Giada, due intrepidi giovani che, convinti di essere cantanti, si presentarono a Sanremo proponendo un brano improponibile: Turuturu. Mi costa molta fatica cercare di essere sintetica sull’argomento, perchè per spiegare davvero bene il brano servirebbe un trattato di psichiatria, ma cercherò di utilizzare termini spiccioli e rapidi. Procediamo con l’autopsia:
La presentazione del sintomo appare chiara:
Oggi ho un turuturuturu per la testa… che fa turuturuturu e non mi passa lo fa sempre quando esci un po’ da solo… ed io resto pressappoco dove sono
Il Turuturu colpisce direttamente il cervello, e il suo effetto si ripercuote su tutti i comportamenti della persona affetta dalla sindrome del Turuturu. E’ una malattia contagiosa, che si può propagare per via radiofonica, in occasione di Sanremo anche televisionica, ma anche tramite rapporto amoroso. La persona che sostiene di essere affetta da Turuturu in realtà non è cosciente della sindrome che si è di lei impossessata. Le cause della malattia sono molteplici, in questo caso è la solitudine. Quando il partner esce, il Turuturu si impossessa della donna, che si immobilizza e rimane in attesa cercando di scacciare il suo male.
se potessi fermerei i tuoi passi in un momento e scoprire dove sei se mi stai portando dentro meno male che tra noi sta nascendo un sentimento che fa turuturuturu turuturuturutu
Il Turuturu comporta egoismo e paranoia, ed anche molta curiosità. Francesco e Giada sono due ragazzi innamorati affetti da sindrome del Turuturu. Dagli studi compiuti sino ad oggi sappiamo che l’accoppiamento non è proibito e la riproduzione non danneggia necessariamente un possibile nascituro. Un altro degli effetti della sindrome, però, è quello di identificare le cose tutte con un nome: anche l’amore diventa Turuturu.
io vorrei chiamarti ma non ho una scusa e hai sbagliato a darmi il numero di casa non riesco a immaginarti tutta sola…
Passiamo alla parte maschile. L’uomo a sua volta sente la mancanza della donna che, poichè affetta da questa controversa sindrome, gli ha dato un numero di telefono sbagliato. Questo non induce l’uomo a pensare che magari l’abbia fatto apposta, perchè il Turuturu limita le capacità mentali, infatti lui non riesce più ad immaginare.
che peccato che non te l’ho detto ancora che non sto mangiando più che non vedo più gli amici che mi manchi solo tu le tue mani i tuoi sorrisi ma qualcosa tra di noi può succedere lo stesso non ci arrenderemo mai fino a che sarà successo
La sindrome del Turuturu comporta inoltre mancanza di appetito e asocialità che, se portata agli estremi si traduce in autisimo. Francesco adesso ha un momento di lucidità e capisce di avere una malattia e capisce che anche la sua amata soffre dello stesso male, ma confida nel loro amore (Turuturu) e nonostante la malattia sa che potranno stare insieme.
questo turuturuturu nella testa mi fa troppo male e adesso dico basta e c’e’ un turuturu nella vita mia… che cancella tutta la malinconia da domani proverò a sentirmi un po’ diversa Come potete facilmente dedurre, il Turuturu può comportare anche dolore e per il momento non è stato approntato nessun medicinale in grado di alleviarlo, nè ne esiste uno tra quelli convenzionali capace di avere effetto. Il secondo Turuturu di cui parla la canzone, ricordate, è l’amore. Nonostante la malattia del Turuturu che adesso chiameremo di Tipo 1, il Turuturu di tipo 2, l’amore, ha la meglio e in qualche modo allevia quel senso di asocialità e tristezza che si era creato, ma al contempo diminiusice l’autostima della persona, che si sente più propensa al cambiamento poichè si vede inadatta e inadeguata.
a me piaci come sei meglio se resti la stessa da domani canterò sottovoce una canzone… quando io la sentirò sarò cotto di emozione t’innamorerai dovessi attendere altri due secoli e allontanerai…… questo turuturuturu turuturuturutu L’uomo, preso dal Turuturu di tipo 2, invita la sua compagna a sconfiggere i sintomi della malattia e le dice di non cambiare. Intanto si accinge a mostrare le sue doti canore per fare colpo su di lei, farla innamorare e, spera, anche guarire.
se c’e’ ancora un turuturu per la testa per la testa e’ perché se t’innamori quello resta ogni giorno viene a farti compagnia… neanche il vento se lo può portare via e non chiedermi cos’e’ questo vuoto nella mente perché sei vicino a me anche quando sei distante
Questa fase della canzone è molto confusa. C’è sì la speranza che il Turuturu di tipo 2 possa guarire quello di tipo 1, ma questa speranza viene meno nel momento in cui ritorna più forte che mai la consapevolezza dell’eternità del Turuturu di tipo 1, fin quando qualcuno non si metterà a studiarlo seriamente e a trovare una soluzione.
Il mio trattato si conclude qui. Ci sarebbero ancora molte cose da dire sulla Sindrome del Turuturu, per cui la esporrò prossimamente in maniera più dettagliata. Vi lascio con l’inquietante finale della canzone e state attenti al Turuturu:
troveremo dentro noi qualche cosa d’importante con un turuturuturu turuturuturutu questo turuturuturu nella testa che ci prende come un gioco fatto apposta… da domani scoprirai che rimane solamente turuturuturuturu turuturutu
Francesco e Giada devastati dalla Sindrome del Turuturu
Dedicato all’anagramma di Chiara
Oggi torno a regalarvi una nuova autopsia, questa volta per non prendermela sempre con i soliti italiani mi sono data all’internazionale.
Cercando un testo che fosse particolarmente adatto all’operazione, mi sono imbattuta nell’ombrello di Rihanna, canzone che ha spopolato, ma qualcuno di voi ha mai pensato di dare un’occhiata al testo? Beh, mi son sporcata le mani io per voi ed ecco qua:
Nessuna nuvola nella mia tempesta lascio che piova, arrivo in idroplano in banca scendendo con il Dow Jones quando le nuvole arrivano, noi andiamo via noi siamo membri del rock lei vola più in alto del tempo e i G5 sono meglio, tu mi conosci un’anticipazione per la precipitazione ho messo da parte delle patatine per i giorni di pioggia Jay, l’Uomo della Pioggia è tornato con la piccola signorina Sunshine (luce del sole) Rihanna dove sei?
Sta piovendo, questo è certo. Rihanna ha una tempesta personale e stravagante, perchè non ha le nuvole. Tuttavia va in banca a prelevare un pò di contante per comprarsi un ombrello e ci va in idroplano. Sorvoliamo sul Dow Jones per non distruggere a fondo la personalità di questa donna che si definisce rock, facendo rivoltare in molti nella tomba e non. Siccome i giorni di pioggia sono molto difficili da affrontare e le cosce di Rihanna non sono ancora abbastanza grasse, ha deciso di fare una scorta di patatine per la sopravvivenza.
Tu hai il mio cuore e noi non ci separeremo mai potrò essere sui giornali ma tu sei la mia stella tesoro perchè nel buio non puoi vedere delle macchine scintillanti ed è in quel momento che hai bisogno che io sia lì, a condividerlo con te, perchè…
Il testo è una vera e propria canzone d’amore e promessa solenne di eternità. Anche se Rihanna finisce sui giornali, il suo amore non finirà, poichè la grande artista ha scoperto di poter fare due cose contemporaneamente e asincronicamente. Poi una delle frasi più poetiche che si siano mai sentite dal 2000 ad oggi: nel buio non si possono vedere le macchine scintillanti e per ovvi motivi, ma che scintillanti sono se non scintillano al buio? Quindi, quando uno non può vedere le macchine scintillanti, è in quel momento che capisce di avere bisogno di qualcuno al suo fianco. Son momenti che non vi dico.
Ma andiamo dritti al ritornello:
Quando c’è la luce del sole, brilleremo assieme ti ho detto che sarò qui per sempre ho detto che ti sarò per sempre amico ho fatto un giuramento, lo manterrò fino alla fine adesso che sta piovendo più che mai so che continueremo ad averci puoi stare sotto il mio ombrello puoi stare sotto il mio ombrello sotto il mio ombrello, sotto il mio ombrello…
Quando le macchine ritornano a scintillare perchè il sole è tornato, inizieranno a scintillare anche Rihanna e il suo lovely boy, che definisce anche amico, per cui la situazione è ambigua. Oltre ad essere al buio e a piedi, quest’uomo è sotto la pioggia per cui Rihanna, come un’eroina dei fumetti, arriva con il suo splendido ombrello e lo salva dalla bronchite imminente.
non ci troveremo mai in mezzo a queste cose stravaganti sei parte della mia entità, qui per l’eternità quando è venuta la guerra, quando il mondo ha giocato le sue carte, se la giocata è difficile, assieme guariremo il tuo cuore, perchè…
Non si sa quali siano le cose stravaganti che Rihanna e il suo amore non vivranno mai, comunque la donna continua a promettere amore eterno e di rimanere vicina al suo boyfriend in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà e guarirà il suo cuore perchè lei ha un ombrello magico e una volta al riparo sotto l’umbrella-ella-ella, tutto il resto del mondo fuori, può anche sparire.
Rihanna e la sua magica Umbrella (ella ella)
Dopo Valerio Scanu la scelta di una nuova autopsia è stata parecchio ardua. Fortunatamente il panorama italiano fornisce materiale idiotetico in gran quantità, per cui puntando il dito a caso son venuti fuori i Dari.
Il nome la dice lunga, ma il titolo della canzone ancor di più: Wale (Tanto Wale). Ricordate che i titoli delle canzoni che hanno anche una parte parentesificata sono ancora più interessanti da esplorare, per cui procediamo:
Wale come stai Wale questo POME cosa fai vieni con me o, Wale, te ne vai. Se Wale non mi vuoi non c’è nulla tra di noi ti dico Wale tanto wale!
Questa Wale si pronuncia come Vale, e non inglesamente, non fatevi ingannare da quella ganza di una doppiavù. I Dari in questa prima parte della canzone, così com’è giusto che sia per dei “musici”, se la cantano e se la suonano, chiedendo a Wale cosa fa dove va ecc ecc. Poi si rispondono anche, capiscono che Wale non li vuole, non c’è nulla tra di loro e quindi tanto vale, wale. Perdonatemi se parlo al plurale, ma li nomino in quanto singoli neuroni che messi insieme non sono in grado di rendere giustizia ad un cervello a modo.
Wale come stai Wale questa sera cosa fai seconda volta che ti chiedo e non lo sai. Se Wale non ci stai che si FOTTAN pure i tuoi ti dico Wale tanto wale!
Dopo le domande pomeridiane, i Dari colpiscono ancora. Passano alle domande serali, continuano a rispondere soli ed in più si auto-innervosiscono, mandando a quel paese i genitori di Wale, entità indefinita nel genere e nel nome (non consideriamo Wale come nome ma solo come orrido titolo), per sua fortuna.
Passiamo allo splendido e movimentato ritornello. Non perderò tempo nell’analisi poichè nulla di rilevante è stato rilevato nel tentativo di rilevare un briciolo di intelligenza:
Perchè quel che wale è tutto quel che wale per me quel che wale è quel che non sei wale
Perchè quel che wale è quel che wale, Wale e allora dimmi Wale che cosa wale, Wale
La storia di questa canzone, anche se difficile da intendere, è quella di un uomo tormentato da un amore impossibile che per orgoglio non ammette il fallimento e se la prende con l’amata dal nome astruso che non intende ricambiare il suo nobile sentimento: Il cellulare ce l’ho gia spento perchè x me sei troppo Sbattimento!
Per cui i Dari si dichiarano stanchi, hanno spento il cellulare per non sentire di questa Wale che, se non lo avevaste ancora capito, rifiuta puntualmente ogni richiesta di uscita.
La lunghissima canzone si protrae ancora per infiniti ritornelli che della sensatezza hanno solo un vago ricordo. Per ribadire il concetto di orgoglio maschile ferito, ecco una frase importante:
Wale dai ci sei Wale dai domani cosa fai terza volta che ti chiedo e non ci stai se Wale non mi vuoi io mi faccio i ***** miei ti dico Wale VaCCagare
Scurrili più che mai, i Dari non intascano la sconfitta, sono troppo fighi per farlo, ma noi tutti siamo dalla parte di Wale, che ha optato per la clausura piuttosto che frequentare tali individui.
I Dari e le loro pettinature di walore
Era molto tempo che non si presentava qualche paziente, ma per fortuna prima o poi arriva il momento per una nuova autopsia. Abbiamo già operato su Alessandra Amoroso e Luca Napolitano, ma la scuola di Amici ha sfornato tantissimi talenti che prima o poi passeranno dal tavolo operatorio. Oggi è il turno del mitico Valerio Scanu, idolo di tutta la fascia giovanile cerebrolabile di Italia, ma anche di qualche cerebrolabile più attempata.
Il faccino dolce di Valerio non può che suscitare tenerezza, così come le sue canzoni cantate a squarciagola dalle fanz, ma noi vi mostreremo che Valerio Scanu in realtà sta meditando vendetta. La canzone di oggi è “Ricordati di noi“.
Ti ricordi quelle corse con il cuore in gola quando ti aspettavo all’uscita dalla scuola, quando tutto ci sembrava non potesse mai..finire
Il piccolo Scanu inizia con l’introduzione di ricordi scolastici come fossero passati i millenni dal tempo in cui usava andare a scuola, mentre vi ricordo che ancora deve concludere quest’anno la terza media. Il piccolo Valerio innamorato aspetta fuori dalla scuola come tutti gli innamorati scolastici ed ovviamente illuso di avere un meraviglioso futuro con la sua innamorata.
Ti ricordi quando coricati sotto il sole quando un bacio interrompeva tutte le parole quando noi dall’alto uniti guardavamo il cielo non sapevamo che a volte il destino decide per noi..
Sotto il sole di Sardegna i due si abbronzavano come lucertole. Forse Valerio era talmente pesante che la poveretta per farlo tacere lo baciava. Tuttavia la cosa più curiosa di questo stralcio di brano è il fatto di guardare il cielo dall’alto. Prendevano il sole da un boeing 747?
Io non mi dimentico dei sogni irraggiungibili, degli attimi lunghissimi a superare il vento. Io non ti dimentico percio’ non farlo neanche tu ricordati dovunque sei, ricordami, ricordati di noi.
Adesso arriviamo al dunque. Oltre ad avere il potere di guardare il cielo dall’alto, Valerio Scanu riesce anche a superare il vento che a Flash Gordon gli fa un baffo. La cosa che ci tiene a precisare è che lui non dimentica e minaccia la sua innamorata: se lui ricorda, anche lei deve farlo. Altrimenti le canterà dritto dritto nell’orecchio fino a farla morire stremata.
Ogni tanto passo ancora sotto casa tua e quando penso che il destino ti ha portato via, il dolore spinge fuori le mie lacrime, credimi che mi manchi tanto adesso oggi come allora dimmi che mi senti che l’anima tua vola ti respiro e tu mi sfiori impercettibile Ognuno sapeva il destino, che non siamo di lui.
Ogni tanto si fa per dire, Valerio Scanu pedina la ragazza, che potrebbe in realtà ricorrere alla denuncia, soprattutto quando il garzone allaga la strada di lacrime, perchè si è reso conto di sentire la mancanza. Vorrei sottolineare la frase: mi manchi ADESSO tanto OGGI come ALLORA: questo ragazzo ci ha una confusione temporale. In preda ad un pianto isterico, il giovane amico di Maria De Filippi inizia a delirare e ad avere idee confuse su un destino che decide per tutti, e di tutti che non sono del destino.
Il sunto è che davvero non dovete dimenticarvi di questo ragazzo, se mai lo incontrerete, iniziate a correre. Lui intanto medita vendetta, se lo dimenticherete saprà come punirvi.
Valerio Scanu trattiene il dolore che spinge fuori le sue lacrime
Ma da quanto tempo era che non davamo un’occhiata ai testi del Notizia? Ebbene oggi torniamo a stendere sul tavolo operatorio un testo tratto dal suo ultimo album, intitolato “La tua vita non passerà“. Vi anticipo, prima di procedere col bisturi, che si tratta di uno dei più complessi e controversi casi di autopsia canora dell’ultimo decennio.
Procediamo e diamo il via ad un inizio inquietante: Parlano…Parlano…Parlano E dicono che sanno però mentono Mentono…
Non sappiamo a chi si riferisca precisamente il nostro Notizia, ma iniziamo a notare i sintomi di uno squilibrio mentale, forse dovuto ai troppi schiamazzi delle fan in subbuglio durante i live. In sostanza questi soggetti indefiniti parlano, sanno e mentono.
Fu l’errore iniziale Quello di volere tutto…tutto Somiglio al mondo in tanti aspetti E nei difetti più evidenti – iii Ho sbagliato troppe cose Strade, sono entrato in poche chiese E domani partirò Anche se non vuoi
Molto probabilmente adesso Tiziano Ferro passa dall’indefinito alla prima persona. Volere tutto è diventato l’errore iniziale. Non si sa come, ma guardandosi allo specchio o pensandosi, Notizia si vede somigliante al mondo. Ma come si fa a somigliare al mondo? Riconoscendo di avere molti difetti, sa anche di avere fatto molti errori. Parole prive di nesso logico, strade e poche chiese, Tiziano è un mezzo eretico e adesso ha deciso di partire. La meta è indefinita come tutto quello che dice e c’è qualcuno che non vuole vederlo partire, ma chi se ne frega.
Ma la tua vita non passerà Non passerà non passerà E la tua vita io nn la rassegno ad ogni fallimento Ma la tua vita la affido al vento Che cambia i termini e li deraglia Prende la gente e l’abbaglia Perchè spesso il mondo sbaglia
Non si sa a chi faccia riferimento ovviamente, ma comunque la vita di costui costei o chi altri, non passerà. Forse è higlander. Poi si susseguono delle frasi molto ma molto criptate. La vita di codesta indefinizione non viene rassegnata ad ogni fallimento che se scoprite cosa vuol dire fatemi un fischio. La vita è qualcosa di immensamente spregevole, forse Tiziano si è dato all’emo, ma vede questa vita che cambia i termini, ma quali termini? E li deraglia, manco fossero treni. La vita è talmente crudele che non s’accontenta di comportarsi da treno ma si comporta da sole e abbaglia le persone, anzi “prende la gente”, immaginatela come una manaccia crudele. E il mondo sbaglia e vi ricordo che il mondo assomiglia a Tiziano Ferro e anche lui sbaglia. Forse si assomigliano per questo.
Partirò…ritorno quando ho voglia Perchè lo sai Chi non ha una vita sogna – aaa E a forza di sognare ho confuso giorno e notte E non riesco a dormire -iiiireee E’ fatta di divieti ed ogni nostra cosa La vita è sempre bella perchè La vita non riposa
Tiziano è deciso a partire anche se qualcuno non vuole, ma se questo qualcuno ne avesse voglia, lui tornerebbe. Poi dice che chi non ha una vita-si, ce l’ha con la vita- sogna. Ma come farà mai a sognare una persona che non ha vita e quindi di conseguenza per logica non esiste?Tiziano non riesce a dormire e forse i suoi pensieri astrusi sono dovuti proprio alla sua insonnia. Lui oltre ad assomigliare al mondo assomiglia anche alla vita, perchè anche lei soffre d’insonnia e da mostro crudele, la vita improvvisamente diventa bella.
Ma la tua vita non passerà Non passerà non passerà E la tua vita sarà più forte Di ciò che a volte Ti hanno detto E pure quando ti gridano “corri bastardo corri,che non c’è tempo” la tua vita rimane qui dentro te la difendo io la difendo
Notizia si ostina a dire a costui costei che la sua vita non passerà e diventerà addirittura più forte. Più forte di cosa? Diventerà più forte delle parole. Perchè questo qualcuno è stato insultato per essere indotto alla corsa ed anche ansiato. La sua vita rimane lì dentro, un posto indefinito come questa canzone, e la difende Tiziano Paladino Ferro, che se lo dice lui allora stiamo pure tranquilli.
Tiziano è pronto a difendere la tua vita