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La più stupida d’Italia è Alessandra Amoroso
gen 16th, 2010 by sally

Bentornati nel mondo delle autopsie canore. Quest’oggi un nuovo brano-dedica, e colgo l’occasione per ringraziare Chiara, che si impegna attivamente per salvaguardare queste perle canore che ci regalano i nostri cantanti in gran quantità.

Il brano di oggi, lo avrete dedotto dal titolo del post, è “Stupida” di Alessandra Amoroso. Pare che quest’ultima, come molti altri, soffra di seri problemi psicologici, ma anche linguistici ed inoltre tenta di raggiungere l’apice del nonsense come solo Tiziano Ferro saprebbe e potrebbe fare.

Che stupida che sei
tu non impari mai
il tuo equilibrio è un posto
che tu passi e te ne vai

Si nota già dalla prima strofa che Alessandra Amoroso soffre di mancanza di autostima, si da della stupida e si rimprovera come se fosse la mamma di se stessa. La frase successiva è priva di senso, è stata messa lì per occupare spazio, da qualcuno che credeva di abbellire così il testo. Proprio da qui è scaturita la curiosità canora di Chiara che prontamente l’ha segnalata: il tuo equilibrio è un posto che tu passi e te ne vai. Insomma, ho fatto passare la frase al microscopio e abbiamo rilevato diversi campioni di tessuto che dimostrano che codesta frase simboleggia il tentativo da parte di chi ha scritto il testo di dire: equilibrio precario.

e più stupida di te
sappi non ne troverai
quelle tue paure inutili
non finiranno..

Nella mancanza di autostima c’è anche un egocentrismo labile e masochistico. La cantante sa di essere stupida come nessun’altra al mondo, ma è solo una sua opinione e convinzione. Infatti, se vogliamo consolarla, poichè è ridotta così male, possiamo spiegarle che Flavia Vento sta peggio di lei.

Ma che stupida che sei
stupida un’altra volta
che parli ad uno specchio
e mai alla persona giusta

Alessandra continua ad insultarsi, soprattutto perchè si riscopre a parlare con gli specchi e non con le persone. Eccesso di vanità? Autismo? Come vogliamo spiegarlo? Invito Raffaele Morelli a disquisire sull’argomento.

e da stupida che sei
tu non farai mai niente
sei una persona tra la gente ma
la gente mente sempre
imparare da sempre
camminare da sempre
e non capirai niente
hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei

Mentre ci avviamo al ritornello, Alessandra che sta parlando di sè con sè e lo canta all’Italia, specifica a se stessa di essere solo una tra tante, tra la gente, e che la gente mente sempre. Il collegamento con il ritornello è di tipo N.I. , cioè non identificato. Imparare da sempre, camminare da sempre sono parole prive di connessione tra loro. L’unica frase azzeccata del testo è “E non capirai niente”. Intanto, parlando con lo specchio, Alessandra si convince di poter ricevere risposta. Forse nessuno le ha spiegato che lo specchio delle sue brame parla solo nelle favole.

Che stupida sei
che non ti sprechi mai
le tue poesie sono coriandoli
che non seminerai.

Continuiamo a notare che la psiche della ragazza è costellata da varie problematiche. Continua ad insultarsi la nostra Ale, definisce le sue poesie coriandoli. Sarà pure dedita alla scrittura (discutibilmente), ma come pollice verde non ci siamo. Qualcuno le spieghi che i coriandoli non si seminano.

Se vuoi per ironia
che adesso è vuota
vengo da un palazzo buio ed ostinato

ma che stupida che sei
stupida un’altra volta
nuda di fronte a uno specchio
e mai alla persona giusta

La frase in rosso appartiene al tipo N.I. di cui sopra. Gli insulti proseguono, questa volta perchè la ragazza continuando a guardarsi allo specchio, ignuda o vestita, ha perso tempo e non si è mai concessa alla persona giusta. Ma esiste una persona giusta per una psicolabile?

e da stupida che sei
fai pure finta di niente
lui si riveste soddisfatto
e intanto sai che mente

Ora fate bene attenzione a questo passaggio. Deduciamo che la ragazza si sia data da fare con un anonimo. L’uomo (supponiamo che sia eterosessuale) usa la classica tecnica usa e getta. Dalla frase successiva si deduce che Alessandra lo consideri mentitore, la gente mente, lo specchio non la conosce. La ragazza vive proprio in un mondo schifoso e mentre lui se ne va soddisfatto (almeno quello), lei probabilmente è già davanti allo specchio.

La canzone si conclude con la ripetizione del ritornello disconnesso dalla realtà e dalla sensatezza. In più volevo sottolineare che lo specchio che non sa chi sei è stato copiato a Luciano Ligabue (“Seduto in riva al fosso“).

Alessandra Amoroso in una posa che rispecchia la sua personalità

Alessandra Amoroso in una posa che rispecchia la sua personalità

Dedicata all’anagramma di Chiara.

Lei non canta: stracanta
nov 10th, 2009 by sally

Come ormai avrete capito, ci sono dei cantanti a cui ci si affeziona e poi è molto difficile lasciarli andare per intraprendere nuove autopsie. Oltre al travagliato Fabrizio Fibrazio pilota nello spazio, anche Ambra Angiolini con i suoi celebri ricci scomparsi e divorati dal tempo, è nella top ten dei cantanti più graditi per un’autopsia.

Il brano di oggi, ovviamente legato alla sua famosissima adolescenza televisiva, è “Ti stravoglio”, un’anticipazione del linguaggio giovanile poi siviluppatosi in assassinio delle vocali e riduzione delle consonanti.

Per tutto l’oro al mondo, no, non ti perdo.

Ambra fa una premessa molto molto chiara. Come al solito è alle prese con una storia d’amore disgraziata. Prima si fa promettere e giurare amore eterno, adesso non vuole perderlo.

C’è adesso un muro tra di noi
invalicabile oramai
ma vedo ancora l’ombra tua al fianco della mia
e non scappa via.

Ovviamente la ragazza si trova in serie difficoltà sentimentali, un muro la divide dal suo grande amore al punto di portarla ad uno stato depressivo con conseguenti allucinazioni da eccesso di farmaci.

C’è adesso un punto tra di noi,
stasera con gli amici miei
e domani si vedrà, ci si organizzerà,
ma la notte poi…

Ma non c’è solo un muro, due persone che si amano condividono tante cose, come un punto. Questa sequenza di blabla è molto misteriosa. Stasera con gli amici di lei e domani si organizzeranno in altro modo, ma la notte che dovrebbe portare consiglio, porta puntini di sospensione.

Gira gira la città
gira l’anima in città
gira un disco dentro me che ripete alla pazzia
per tutto loro al mondo, no, non ti perdo

Lo stato confusionale di Ambra peggiora, è in preda alle convulsioni e mentre il mondo gira e il cieo è sempre più blu, si ricorda che comunque non perderà il suo amore.

Non ti voglio, ti stravoglio,
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro,
non è tutto amore
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.

Ambra inizia letteralmente a straparlare (o a stracantare, che dir si voglia) e questo ritornello ne è la triste prova.

C’è adesso il mare tra di noi,
ma a nuoto lo attraverserei,
ora so che conti più
di ogni cosa e più
di chiunque ho amato mai.

Muro, punto e mare. Ma la nostra allucinata cantante sarebbe disposta ad attraversare il mare, forse uno qualunque, a nuoto perchè ama lui e come lui nessuno mai.

C’è adesso orgoglio tra di noi
perchè ti voglio e tu mi vuoi,
ma torna come prima, io torno come prima,
giuro non ne posso piu…

Facciamo il sunto della situazione: muro, punto, mare, orgoglio. si vogliono ma si allontanano, ma Ambra promette in maniera subliminale di disintossicarsi chiedendo a lui di tornare come prima, che chissà che problemi ci ha lui. E’ distrutta ed infatti continua a straparlare ed io desidero che voi impariate il ritornello, perchè è grandioso.

Non ti voglio, ti stravoglio
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro.
Non è tutto amore,
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.
Non ti voglio, ti stravoglio,
non ti penso, ti strapenso,
non mi manchi, mi stramanchi,
non ci soffro, ci strasoffro.
Non è tutto amore,
non mi prendi, mi straprendi,
non ti voglio, ti stravoglio.

Ti stravoglio, ti stravoglio.

Ambra strasexy

Ambra strasexy

Dedicata all’anagramma di Alessandra che stra-amo, di Vallon Vallonis che stra-emo e di Giuseppe che stra-suggerisce.

Anna Tatangelo la regina dei ghei
ott 16th, 2009 by sally

Quest’oggi vi propongo un brano molto discusso, un pò come tutti i suoi, della nostra cara Tantangelo Anna. Trattasi della canzone a sfondo omosessuale che teoricamente voleva essere solidale nei confronti di questo mondo tanto temuto e si è trasformata in una vera e propria tragedia.

Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina
Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me

Il suo amico che se non dorme mai di notte molto probabilmente dormirà di giorno, ancora molto probabilmente dev’essere una drag queen che molto stancamente va a dormire senza struccarsi. Un tempo i sogni erano chiusi nel cassetto, ma si sa che i tempi cambiano e con l’omofobia che impazza i sogni uno se li mette nel cuscino che non si sa mai. La luce dentro agli occhi del suo amico serve per avere le allucinazioni. La Tatangelo dimostra anche di avere delle manie di grandezza perchè sostiene che questo suo amico voglia emularla in tutto e per tutto. Non ci avrà mica provato con Gigi?

Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura

Il suo amico cammina per la strada. E’ una tipica azione omosessuale. Difatti il suo amico cerca di avere incontri ravvicinati del terzo tipo inventando una serie di scuse per le quali molto probabilmente dopo verrà linciato. Annina però s’intenerisce e c’è una frase un pò tizianesca su un’alba sicura che di notte regala paura.

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…

All’apice della sua creatività, Anna si chiede che male ci sia ad essere gaii. Infatti non c’è nessun male. Il male è che tu scrivi delle orripilanti canzoni per loro. Il brivido provato da un gay innamorato è uguale a quello di un etero o è anche di più?

Interrogativi da sottoporre ai migliori esperti nel campo.

Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Questo amico vive di macanze. Cornutello il poveretto chiede asilo politico nel letto di Anna. Senza che Gigi (evidentemente) protesti, rimane a dormire con lei ed in mancanza di altro lascia che Anna lo accarezzi e lo usi come un animale domestico. E poi ci vengono a dire che l’ha scritta a favore…

Il suo amico che vive di mancanza e guarda le cose che non ci sono, confida anche le cose che non sa e al posto di spegnere la luce prima di dormire, spegne il suo sorriso. E chissà perchè questo accade guardando Anna.

Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Anna lo mette in guardia, dice di diffidare da quella gente che pensa male di lui, perchè ha il cuore di un pupazzo dentro. A parte che i pupazzi non ce l’hanno il cuore, forse voleva dire questo. Il suo amico che soffre di mancanze non deve soffermarsi su quello che non è, altrimenti aggiungendo il tutto a quello che non vede e a quello che non sa, ne viene fuori un bel casino. C’è una serie di “sei” “non sei” “siamo” che altro che Amleto. La conclusione è che siamo tutti belli e tutti perfetti perchè dio ci volle così.

Anna e le sue mancanze che sono state riempite

Anna e le sue mancanze che sono state riempite


Laura Pausini: solitudini e adolescenze sbandate
ott 11th, 2009 by sally

Abbiamo toccato degli intoccabili della musica italiana, ma stavamo per tralasciare uno dei più importanti.

La più depressa, sfigata urlatrice di tutte le cantantesse, Laura Pausini. La inauguriamo con uno dei suoi pezzi più celebri, più cantati, modificati ecc. ecc.: La solitudine.

Avevamo visto l’adolescenza travagliata di Ambra, ma qui di materiale d’amori perduti ne abbiamo a bizzeffe.
Marco se n’è andato e non ritorna più
Il treno delle 7:30 senza lui
È un cuore di metallo senza l’anima
Nel freddo del mattino grigio di città

Una Laura Pausini ancora in fasce alla mattina si reca alla mela mangiando i libri di scuola ma Marco non c’è. Da anni ci si interroga su questa misteriosa sparizione e sono state tirate fuori le ipotesi più ipotizzate, ma non se n’è mai saputo niente.

A scuola il banco è vuoto, Marco è dentro me
È dolce il suo respiro fra i pensieri miei
Distanze enormi sembrano dividerci
Ma il cuore batte forte dentro me

Marco, che si deduce essere stato un compagno di scuola della Pausini, non c’è e l’abbiamo capito. Ma Laura ci ha Marco incorporato e lo sente respirare tra i suoi pensieri e anche se non c’è più lei si emoziona solo all’idea del suo Marco, il nome più abusato della musica italiana. Cosicchè lei comincia a porsi una serie di domande:

Chissà se tu mi penserai
Se con i tuoi non parli mai
Se ti nascondi come me
Sfuggi gli sguardi e te ne stai

Rinchiuso in camera e non vuoi mangiare
Stringi forte al te il cuscino
Piangi non lo sai
Quanto altro male ti farà la solitudine

Marco è un tipo chiuso che non si sfoga con nessuno nè tantomeno con i genitori. Dev’essere successo qualcosa di grave poichè non mangia, piange inconsapevole del dolore della solitudine. Nonostante Marco sia distante, Laura grazie ai suoi superpoteri del pensiero, riesce a vedere nitide queste scene di solitarietà struggente di quest’uomo in erba dilaniato dall’ammore.

Marco nel mio diario ho una fotografia
Hai gli occhi di bambino un poco timido
La stringo forte al cuore e sento che ci sei
Fra i compiti d’inglese e matematica

Laura come tutte le adolescenti dell’epoca, tiene una foto del suo innamorato nel diario e si distrae, stringendo forte la foto al petto anzichè pensare al simple present e alle equazioni.


Tuo padre e suoi consigli che monotonia
Lui col suo lavoro ti ha portato via
Di certo il tuo parere non l’ha chiesto mai
Ha detto un giorno tu mi capirai

Laura sa con chi prendersela. E’ qui che scopriamo a cosa è dovuta la distanza forzata. Il padre di Marco è andato a lavorare altrove e con spietatezza ha distrutto una storia d’amore che poteva evolversi e diventare qualcosa di bellissimo, invece ha portato il figlio alla depressione.


A scuola non ne posso più
E i pomeriggi senza te
Studiare è inutile tutte le idee
Si affollano su te

Non è possibile dividere
La vita di noi due
Ti prego aspettami amore mio
Ma illuderti non so

La solitudine fra noi
Questo silenzio dentro me
È l’inquietudine di vivere
La vita senza te

Ti prego aspettami perché
Non posso stare senza te
Non è possibile dividere
La storia di noi due

La situazione è diventata insopportabile, tant’è che Laura non sa come gestirla. I due giovinetti si disperano e si promettono attese che forse finiranno in qualche altra canzone della Pausini ma nel frattempo la spietatezza di un padre ha infranto due cuori e straziato le orecchie di un intero Paese.

Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare

Laura Pausini e la sua solitudine tra lui e il mare


Francesco decanta Francesca
set 24th, 2009 by sally

Oggi porteremo nel mondo della musica uno dei fenomeni più rapidi, cangianti e controversi e discussi del panorama musicale italiano. Con sulla testa la condanna di essere un figlio di Pooh, Dj Francesco pensava di cavarsela tirando fuori “La canzone del capitano” (una probabile paziente, in futuro) e invece s’è scavato la fossa con le sue stesse mani. A tal punto che per nascondere la propria identità o comunque per rivelare un cambio di personalità, si è tolto il “dj” dal nome ed è rimasto semplicemente Francesco, quello che delizia le nostre serate, con i suoi occhioni azzurri, conducendoci nei meandri di X Factor. Noi, per affetto nei confronti della sua prima versione, forse un pò irrispettosamente ma affettuosamente, continueremo a chiamarlo DJ Francesco. E oggi vi offro una sua canzone allegrissima, che putacaso, fantasia volle che si chiamasse “Francesca“.

Francesca fa sempre l’offesa
Ma poi ride
E se non ti vuole vedere
Te lo dice
Francesca raccoglie la mela
Dal ramo
Ti dice che ti vuole bene
E mai Ti Amo

Il nostro Facchinetti in erba descrive tale Francesca nei lati del suo carattere che la contraddistinguono dalle altre Francesche e non. Per cui sappiamo che è una che non porta rancore, chiara e sfacciata. Poi compie delle azioni romanticamente sane, coglie quella mela dal ramo che poi Albachiara mangia sulla strada verso scuola. Francesca è allergica all’amore e si limita al pure affetto amichevole, non si sbilancia.

Francesca cammina per strada
Senza una meta
Le labbra e una pelle che al sole
Sembra di seta
Sul collo una grande moneta
Che portafortuna
Francesca che brilla nel cielo
Come la luna

Oltre ad essere un’errabonda, Francesca ha una pelle delicata e porta al collo una grande moneta, stile rapper da ghetto newyorkese. Francesca deve avere poteri magici, forse conferiteli dalla moneta, e riesce a brillare nel cielo, a mo di Lucy dei Beatles o, se preferite, Mufasa.
La canzone si presta al canticchiamento, se al posto della voce del nostro amato Francesco ci fosse quella di Cristina D’Avena, ci starebbe benissimo per un cartone animato.

Francesca è una e tante
Francesca sei anche tu
Ed entra nel suo mondo
Che è tutto tranne che rotondo

Francesca soffre di disturbo della personalità. Anche tu che leggi, evidentemente.

Anche se non c’è una regola
Francesca è unica
Francesca è libera
Anche se a volte lei scivola
Francesca è unica
Francesca è musica

Fino a prova contraria non pare ci siano regole che vietino l’unicità di una persona, nè tantomeno la libertà, almeno relativamente parlando. Francesca distratta dalle sue multipersonalità ogni tanto prende qualche buccia di banana e scivola, ma per questo rimane unica. E anche musica, passiamogliela.

Francesca sul braccio ha una storia
In un tatuaggio
E il mese che lei preferisce
Il mese di maggio
Francesca ha la gonna al contrario
E non ha paura
Se ti guarda negli occhi è una forza
Della natura

La canzone si conclude col ritornello di cui sopra. Esaminiamo attentamente gli ultimi versi. Ci può stare la storia in un tatuaggio che, si sa, i tatuaggi hanno i loro significati, ma la rima col mese di maggio non la fa nemmeno Topo Gigio eh.
Francesca ci ha un coraggio che nemmeno i fantastici quattro messi insieme. Infatti lei mette la gonna al contrario per dimostrarlo. E poi le ultime strofe possono essere un commento passabile, ma il resto della canzone, DJ Francesco dei nostri cuori, no.

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dj Francesco ha appena letto un suo testo

Dedicata all’anagramma di Giuseppe.

Il sole esiste anche per Tiziano!
set 21st, 2009 by sally

Non ci crederete mai, ma la prossima autopsia prevede un altro testo di Tiziano Ferro.
Il ragazzo si presta, è impossibile forse vivisezionare ogni suo brano, ma ogni tanto qualcuno non si può tralasciare.
Senza rispolverare vecchie glorie del passato, ho optato per l’ultimo singolo, quello che permetterà alle giovini di oggi di strapparsi un altro pò di capelli. Non ho mai compreso se il gesto fosse perchè apprezzano eccessivamente o si rendono conto dell’atroce realtà.

Il titolo è una rivelazione. Ancora una volta devo parlare a favore del sig. Notizia, è assolutamente e semplicemente geniale: Il sole esiste per tutti.

In questa mattina grigia
In questa casa che ora è veramente solo mia
Riconosco che sei l’unica persona che conosca
Che incontrando una persona la conosce

Il titolo promette bene, la prima frase smonta tutta l’euforia da esso offerta. Inoltre non si coglie il nesso tra titolo e testo, anzi.
Tiziano Notizia lascia comprendere d’essere rimasto solo in casa, quindi adesso la sente più sua e siccome ama un sacco giocare con le parole, realizza, mentre realizza anche di avere una casa, di conoscere una persona. A voi è mai successo di provare questa strana sensazione? Inoltre questa persona, se ne incontra un’altra, la conosce. L’approccio di conoscenza procede:

E guardandola le parla per la prima volta
Concedendosi una vera lunga sosta
Una sosta dai concetti e i preconcetti
Una sosta dalla prima impressione
Che rischiando di sbagliare
Prova a chiedersi per prima
Cosa sia quella persona veramente
Potrò mai volere bene

Dunque, una persona incontra un’altra persona e la conosce guardandola e parlandole per la prima volta. Ecco, io non so se a voi è mai successo di provare quest’altra strana sensazione. Pensate di poter conoscere una persona saltando il primo dialogo, saltando direttamente al secondo?
Questa persona è speciale però, perchè abbandona ogni concetto e preconcetto, eccolo Tiziano che gioca ancora con le parole. Sempre questa persona che Notizia conosce, non si cura della prima impressione, per cui potrà voler bene a quest’altra persona senza rischiare di sbagliarsi su quel che veramente potrebbe essere. Lo so che se non ve l’avessi spiegato io, non ci avreste capito un bel nulla. Ammettetelo. L’intelligenza mica è come il sole.

Tu che pensi solamente spinta dall’affetto
E non ne vuoi sapere di battaglie d’odio di ripicche e di rancore
E t’intenerisci ad ogni mio difetto
Tu che ridi solamente insieme a me

Adesso Tiziano Notizia si rivolge direttamente a questa lei che molto probabilmente è quella persona geniale che se incontra una persona la conosce. Voglio evidenziare il fatto che questa donna pensi solamente “spinta dall’affetto”, per cui non è perfettamente razionale, il che spiegherebbe quell’intenerirsi ad ogni difetto di Tiziano e soprattutto il ridere solamente insieme a lui. Vorrei porre un quesito a Tiziano: non hai mai pensato che questa donna possa vederti come qualcosa di cui ridere?


Insieme a chi sa ridere ma ridere di cuore
Tu che ti metti da parte sempre troppo spesso
E che mi vuoi bene più di quanto faccia con me stesso

Ed ecco, Tiziano si convince che lei rida così tanto perchè follemente innamorata. Ciò la porta a mettersi da parte e ad amarlo smisuratamente, più di quanto lui faccia con se stesso. Ed ecco, se nemmeno lui riesce ad amarsi e sicuramente a comprendersi, come pretendete che lo faccia una povera donna che incontra la gente e la conosce?
Secondo quesito: A Tizià, ma quand’è che ti spieghi in lingua corrente?

Il momento in cui Notizia ha scoperto che il sole esiste per tutti

Il momento in cui Notizia ha scoperto che il sole esiste per tutti

Dedicata all’anagramma di Ivan.

Lasciatevi andare con De Marinis
set 19th, 2009 by sally

Per l’autopsia canora di quest’oggi ho iniziato a scavare nei meandri della musica abbandonata. Tirerò fuori mostri che credevate di aver rimosso, come Davide De Marinis.
Tutta per voi, “Lasciati andare”.

La canzone si apre con una maledizione nei confronti di una strana febbre che genera sensazioni forse indicibili, molto simili tuttavia al ghiaccio col limone. Suppongo che tutti abbiate provato questa sensazione.

maledetta gelosia
non c’è cura o terapia
muovo l’aria e la ritaglio
sembra tutto fermo e stagno

La sensazione genera-febbre è la gelosia, argomento di cui tutti prima o poi parlano. De Marinis riconosce che non c’è una terapia per curare questa febbre e, rassegnato decide di passare il tempo con le sue forbici immaginarie in un’aria che fa muovere lui stesso, perchè tutto è così fermo che bisogna darsi da fare.

e vado a rallentatore
per difendermi dall’afa e dal calore
e poi rimango in attesa
questa sera è una sorpresa
dai scendiamo a compromessi
ci fanno bene i compromessi

La febbre della gelosia è comunque invalidante e porta la temperatura ad alti livelli. Come potete notare, il cantante parla di afa e calore.

Cambia il sentimento
come cambia la stagione
ognuno ha la sua opinione
sono fuori sul balcone
a coltivare la mia rosa
ad aspettare la mia sposa

I sentimenti vanno e vengono, come le stagioni che non sono nemmeno più quelle di una volta. Da notare le rime stagione/opinione/balcone/rosa/sposa. Le ultime due sono state copiate da “Il timido ubriaco” di Gazzè.

tutto il resto è fumo e vento
conta quello che sei dentro
e sono di buon umore,
in uno stato di confusa eccitazione,
è più che una relazione,
è un’ossessione, manca poco

Da una situazione compromessa dalla febbre al ghiaccio e al limone, Davide passa ad uno stato di buonumore e si sente un pò come un ragazzino di tredici anni, ma lascia trasparire un certo disagio mentale, un’ossessione.

Ritornello:


làsciati andare così, làsciati andare e vedrai
voglio provare ad assaggiare ogni tua singola emozione
è tutto lecito in amore
làsciati andare così, làsciati andare e vedrai
nell’armonia dei nostri sensi
in fondo agli occhi siamo persi
è una questione di momenti,
insieme travolti
insieme travolti

Il ragazzo sta chiedendo a qualcuno non precisato di lasciarsi andare. Se tutto è lecito in amore, così come dichiara, potrà lasciare libero sfogo alla sua ossessione e insieme verranno travolti. Ma chi? ma come? perchè?

De Marinis in tenuta Emporio Armani si lascia andare ad un sorriso ammiccante

De Marinis in tenuta Emporio Armani si lascia andare ad un sorriso ammiccante


Forse che forse Luca ci ha l’amnesia
set 16th, 2009 by sally

L’autopsia di oggi riguarda una nuova stella nel mondo della musica, sorta, come molte altre dagli amici di Maria De Filippi. Trattasi di Luca Napolitano, il bel figliolo che espone i suoi dubbi per le radio e le tivvù. Cominciamo con l’analisi del testo e presto scoprirete di quali problemi mentali soffra l’autore oggi scelto.

Dormi dormi,
stai di là
tanto non mi perdo niente.
Passa la pubblicità di un deficiente!

Dunque, lei dorme ed è di là, lui sa che non si perde niente. Nel senso che visto che dorme non è utile e romantico stare a guardarla, nel senso che se non gliela da non serve o nel senso che non sappiamo che senso? E soprattutto, notevole il dettaglio della pubblicità con tanto di offesa. Mi chiedevo se fosse una delle mie preferite degli assorbenti, se fosse Vlady, se fossero i giapponesi con la lingua magica o chi altri. Ma in tutto questo, lui che dice “deficiente” a qualcun altro, non è un passo valido.

Dormi dormi
che non sei più la panna sulla torta.
Questa favola di noi
è andata storta,
è neve che si è sciolta.

Luca continua ad incitare la sua bella alla nanna. Codella non è più panna sulla torta, la solita vicenda che mi fa venire i brividi e mi riporta alla mente il verde coniglio. Nel senso che lei fa i giochini erotici con la panna, che dalla panna è diventata donna, che è innamorato di un barattolo di panna spray o che senso in che senso?


Scusa la sincerità,
non è proprio nel mio stile
zuccherare verità,
mandarle a dire.
Una foglia cade giù
come tutta la mia vita.

Oltre al tasso diabetico elevato, notiamo che l’educazione del giovinotto lo porta a scusarsi per la sua schiettezza e soprattutto ad usare un verso come quello della foglia che cade giù, paragonandola alla sua vita. Questo ragazzi, se fosse Pascoli, indicherebbe insicurezza instabilità e precarietà. Per Luca Napolitano vale come c*****a.

La mia foto insieme a te dov’è finita? Sparita!
Forse forse non l’ho mai scattata,
forse forse non c’è stata mai, non c’è stata..
Forse forse io l’ho stracciata
forse forse forse…

Ma il ritornello, come il titolo, è la parte più bella della canzone. Qui sorge un dubbio che è più amletico dell’essere e del non essere, amare o odiare, dormire o vegliare. Si sta cercando una foto della favola di loro, ma Luca continua a non trovarla. Sarà che sti giovini ci hanno sempre la casa in disordine, ma il dubbio arriva a livelli più alti: forse se l’è soltanto immaginata, quella foto non esiste, è frutto della sua fantasia e di conseguenza, supponiamo noi, anche tutta la storia favola di loro. Oppure in LAPTUS freudiano, l’ha strappata. Boh, mistero, cose che neanche Enrico Ruggeri e Giacobbo.


Le mie scarpe dove sono?
Qui non è più casa mia,
mi va stretto anche il divano,
vado via.

Qui scopriamo e troviamo la conferma del disturbo della personalità o alzheimer precoce di cui soffre il Napolitano. Vabbè perdere la foto, ma pure le scarpe! O vive in una discarica a cielo aperto come i bambini di Mumbai e allora prende quello che trova, se gli va bene, oppure non sta niente bene. Soprattutto perchè un divano, cribbio, non può andarti stretto. Mica è una giacca o una mutanda!


Tu rimani lì con te,
prova a dirmi qualche cosa
che non sia solo la lista della spesa.
Una foglia cade giù
come tuttta la mia vita.

Lei, è chiaro, mantiene le distanze. Si è svegliata sentendolo dubitare ad alta voce dei suoi vuoti di memoria, ma nel frattempo Luca ci offre un altro dettaglio di questa giovine donna. Ha pochi argomenti, lui si lamenta perchè lei sa parlare solo della lista della spesa.
Poi la sua vita cade giù come d’autunno sugli alberi le foglie e ricomincia il dubbio sulla foto, che speriamo possa trovare prima che scriva “l’avevo strappata ma l’ho ricostruita col nastro adesivo”.

La favola di loro e Luca Napolitano con i suoi dubbi

La favola di loro e Luca Napolitano con i suoi dubbi

Le verofalsità di Paolo Meneguzzi
set 13th, 2009 by sally

Nel mondo dello spettacolo, è risaputo, i piccoli difetti estetici vengono abilmente camuffati. Non si sa perchè, ma le occhiaie di Meneguzzi molto probabilmente sono state trattate con il copri-occhiaie più farlocco del globo. A un certo punto della sua breve carriera ho iniziato anche a preoccuparmi. Sembrava un piccolo panda in cerca d’autore o meglio ancora, sembrava uno che le prende sempre e ci ha sempre gli occhi neri. O semplicemente un tossico. Anche il Godano ci ha delle occhiaie che non ti dico, ma oltre a coprirle meglio, le porta con un certo savuarfèr.

Detto ciò, vi chiederete perchè parlo di questo pseudo-uomo al passato. Ebbene la motivazione è che è sparito dal mondo della musica ed ormai è un ricordo del tempo che fu, che tutti noi vorremmo dimenticare. La canzone che verrà quest’oggi analizzata è la canzone-quiz per eccellenza, per intelligenza batte il giocagiuer, è senza ombra di dubbio uno dei pezzi migliori del nostro secolo.

Il nostro adorato si muove tra le canne di bambù sfidando una simil-battona dotata di spadakillbill e partiamo con l’analisi.

te lo scrivo sui muri di casa

te lo scrivo con petali rosa

che ho bisogno di te che ho bisogno di te

Qui si denota il tratto ossessivo ossessionato della sua personalità insicura incerta e qualcos’altro. Perseguita la sua amata praticando il vandalismo da writer di quello che c’è sempre in qualche servizio di Studio Aperto. Poi sceglie i petali rosa, ma non specifica se sono petali rosa di rosa o di tulipano o di nontiscordarmaidime. Però il concetto chiaro è che ha bisogno di lei.

il tuo strano silenzio mi pesa

che se è solo questione di tempo

sono pronto a qualsiasi confronto

chiedi quello che vuoi

dimmi quello che senti

Il nostro Paolo è seriamente raffrustrato da questa situazione, per cui è disposto a fare qualunque cosa per recuperare. E’ stato palesemente accusato di tradimento, si mette a piena disposizione della presunta tradita e continua a negare la cornutaggine di lei. Avendo ascoltato Tiziano Notizia molto probabilmente avrà pensato che avrebbe reso di più un testo semplice e diretto, per cui ha optato per il verofalso, come nei quiz della patente.

Vero che ti amo ancora vero

che ti ho tradita falso

è stato un gioco falso

io li non c’ero

vero che sei la sola vero

che ti ho ingannata falso

se non mi credi giuro

sulla mia vita

Lui lì non c’era, nenti sapi! Sarà stato uno con le occhiaie e avranno fatto confusione.

lascia stare ti prego l’orgoglio

non pensare che il mio sia uno sbaglio

questa storia è per me è importante per farla morire, cadere nel niente

(vero) ogni notte che passa dolore

e lo so che anche tu ci stai male (falso)

Scatta la molla di sicurezza di riserva, che il cantante utilizza per cercare di riavere indietro il suo amore. La butta sul dolore, afferma con certezza che lei sta male, ma c’è un “falso” tra parentesi che è a dir poco disarmante. Oltre ai testi delle canzoni, credo sarebbe utile analizzare l’intera discografia ed estrapolarne qualche titolo, per cui ci sarà una puntata appositamente dedicata ai titoli delle canzoni di Meneguzzi. Nel frattempo, mentre la canzone prosegue, il nostro amico entra in uno stato confusionale ed inizia a dire vero-falso-vero-falso. Il fatto che abbia bisogno di lei è un bisogno che vuole gridare al mondo, coglie al volo l’opportunità e lo fa scrivendo questa stupenda canzone. Credo proprio che molti si siano ritrovati in una situazione simile e ne siano rimasti talmente colpiti da averla resa la colonna sonora della propria vita.

Paolo Meneguzzi e le sue occhiaie

Paolo Meneguzzi e le sue occhiaie

Quando l’amore di Gigi divenne Superamore
set 12th, 2009 by sally

Su vassoio d’argento, ma che dico, di cristallo platinato con schizzi di diamante, oggi un piatto a base di Gigi D’Alessio. Sapendo di andare sul sicuro ho cliccato su un testo a caso e il testo vincitore dell’autopsia di oggi è tale “Superamore“, canzone mai sentita, suppongo con mia somma fortuna.

Procediamo, venghino signori venghino!

Come abbiamo potuto già notare con Meneguzzi, i cantanti italiani hanno tendenze comuni. Chi il masochismo, chi il vandalismo. La seconda è l’opzione selezionata anche da Messere Gigi, che infatti decanta tali versi:

Scriverò per te
sopra i muri delle città
il tuo nome
in un cuore che batterà.

A parte che non gliene frega a nessuno nelle città di leggere Anna Tatangelo sui muri, che un nome dentro al cuore è tamarro come un I love mom tatuato sul braccio. Ma come fa a battere un cuore disegnato? La questione mi prende quanto quella del verde coniglio dalle mille facce buffe.

Scriverò per te
nel cielo azzurro che sta lassù
un “Ti amo”
che solo Dio può buttare giù.

Non accontentandosi di imbrattare i muri, D’Alessio opta per il cielo, sostenendo con forte convinzione che solo dio potrebbe levare il suo “ti amo” dalle nuvole. Secondo me basterebbe un aereo che ci scacazzi su un pò di carburante. Ragazzuoli miei adorati, questo è niente. Tenetevi forte, ma proprio forte, questi sono i versi top della canzone:

Scriverò per te
ai carabinieri e alla polizia
denuncerò
che solo tu sei la vita mia.

Ma immaginate la scena di uno che va a denunciare una donna che è la vita sua?? Fosse in America ci avrebbe già la testa appesa al cappio. In Italia la denuncia seguirebbe il naturale corso di una denuncia.


Scriverò per te
sui treni fermi alla ferrovia
ogni giorno
una frase di una poesia.

E poi se la prendono con i writers, che quelli si sono artisti. Immaginatevi le canzoni di Gigi D’Alessio pure sui treni in corsa. Generano crisi epilettiche. Non lo sapevate? E sapevatelo!

Perché…
questo superamore mi fa solo pazzo di te
incurabile malattia
che mi prende ogni volta in un bacio da quando sei mia
Lo sai…
il tuo amore mi rende più forte di un supereroe
volerò per portarti via
gireremo abbracciati sul mondo lasciando una scia
e seduti su un quarto di luna sarà una magia…

Ma il nostro adorato Gigi si rende conto, come vedete, d’aver perso qualche rotella mentre scriveva in cielo. Forse gli è caduta una bomboletta in testa però riconosce comunque di sentirsi onnipotente e immagina con la sua super immaginazione una scena stile “il mondo è mio” in Aladdin. Che è però, mio Gigicaro, un cartone animato.

Ruberò per te
quella cometa che sta lassù
comprerò
un pianeta di rose blu.

Oltre al vandalismo, o’ napuletano si da alla cleptomania. Certo che rubare una cometa non dev’essere roba da poco, ma solo l’amore ti permette di fare certe cose. Provaci Gigi, siamo tutti con te!
E poi ci ha così tanti soldi che può permettersi un pianeta di rose blu. A mio parere sono proprio grezze le rose blu, ma tant’è. Se ci hai così tanti soldi da buttare in un pianeta di fiori fasulli, salda il debito dell’Africa, no?
Dopo ci sta una capatina intorno all’universo, una volta che salti di pianeta in cometa, per scarabocchiare l’ignoto:

Scriverò per te
nell’universo che è intorno a noi
“Cuore mio
giuro che non ti lascio mai”

Questo film a colori che ho scritto per te
è il regalo d’amore più grande che c’è
nel castello la mia principessa sei tu
c’è un cavallo che aspetta quaggiù
per volare lontano lassù…

Le rime sono degne di Valeria Rossi e del Coro dell’Antoniano di Bologna.
Il ritornello si ripete e dunque Gigi è ancora il Clark Kent di Napoli e ama smisuratamente la sua donna. Invidiata da tutte, ditelo, suvvia!

Gigi e il suo Superamore

Gigi e il suo Superamore

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