Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Strapazzatelo di coccole

Non potevo non concentrare la mia attenzione medica su un altro brano del Vasco Rossi, affetto da patologie che non sto qui a dire, che tanto le sapete meglio di me. Sempre tratto dall’ultimo capolavoro, questo brano si intitola: E adesso che tocca a me. Che un pò farebbe pensare a Ramazzotti, ma evitiamo di metterli tutti insieme sennò qui va a finire male.

Vaschino dei nostri cuori si pone degli interrogativi estremamente interessanti. Molto probabilmente la maggior parte di voi avrà provato le sue stesse sensazioni. Già vi vedo a scrivere queste frasi in giro per i diari e per i cavalcavia.

E adesso che sono arrivato
Fin qui grazie ai miei sogni
Che cosa me ne faccio
Della REALTÀ

Vasco, tesoro, in qualunque modo tu sia arrivato lì, sono certa che il colpevole-perchè c’è sempre un colpevole- non sei soltanto tu e che comunque quel colpevole, dovrà pagare un prezzo molto alto per questa svista.
Della realtà non fartene niente, chiediti piuttosto cosa ci sia oltre. E procedi con i tentativi concreti per scoprirlo.

Adesso che non ho
Più le mie illusioni
Che cosa me ne frega
Della VERITÀ

Vasco qui assume chiaramente il comportamento di una persona consapevole dei problemi che la affliggono, ma che vuole negarli. Finge menefreghismo, ma in realtà è perfettamente cosciente. Sappiamo anche che la verità fa male.

Adesso che ho capito
Come va il mondo
Che cosa me ne faccio Della SINCERITÀ
E adesso
E adesso

Così come la verità, la sincerità è altrettanto inutile. Vasco ha compreso come stanno le cose, adesso se ne frega veramente di tutto.

E adesso che non ho
Più il mio motorino
Che cosa me ne faccio
Di una macchina

Questa frase mi lascia esterrefatta. Qual è la spiegazione dell’inutilità della macchina correlata all’assenza del motorino?
Qual è il senso della mia frase?

Quella che segue, attenzione attenzione, è da inserire nelle frasi più geniali della storia della musica, insieme ai verdi conigli e agli anagrammi. A fine anno stileremo una classifica, ma per ora respirate a fondo e leggete:

Adesso che non c’è
Più Topo Gigio
Che cosa me ne frega
Della Svizzera

Direi che posso concludere qui. I versi che seguono perdono qualsiasi briciola di senso, sebbene già non ne avessero. Grazie a voi tutti per aver condiviso cotanta sofferenza con me.

Il Topo Gigio che non c'è più.

Il Topo Gigio che non c'è più.

Dedicata all’anagramma di Valentina.