Autopsie Canore

Analisi Illogiche di Testi di Canzoni Surreali

Sanremo 2011: il trionfo di Roberto Vecchioni e i balletti della Canalis

Devo essere onesta: sono felice che abbia vinto Roberto Vecchioni. Confidavo in lui, nel suo tremore e al massimo in Davide Van der Bros, quindi almeno in parte sono stata accontentata.

Il problema è la presenza di Albano tra i primi tre. E’ colpa sua se mi sono persa la premiazione di Vecchioni. Sì, mi sono giocata il momento più emozionante della serata. Perché? La risposta è semplice: stordimento da Amanda. Per quanto Amanda possa essere libera, io ho qualche problema nel recepire la voce di Albano, mi manda in tilt che nemmeno l’heavy samba in piedi su una gamba. Così mentre Roberto Vecchioni era intento a gioire, io ero intenta a disquisire vivacemente con Morfeo. Pazienza.

La cosa più bella di tutta la serata, però, oltre alla vittoria del buon vecchio professore e le stecche di Avril Lavigne insieme ai suoi capelli che necessitano di soccorso immediato, è stato il balletto della Canalis. Sorvoliamo su Belen Rodriguez che canta con il papà, parliamo di Elisabetta Canalis. Non so se dopo Sanremo George Clooney se la senta ancora di farsi immortalare con un mostro del genere, la Eli è troppo brava. A fare tutto male. Robin Williams ne “L’uomo bicentenario” era disinvolto assai di più. E poi non aveva Valerio Pino che gli suggeriva i passi palesemente, la Canalis sì. Vedevi che quel poveretto le parlava e lei stava tutta rigida e concentrata sui passi. Giorgio, ma sei sicuro di voler stare con lei? Questo rimane uno dei più grandi misteri della storia, un grande interrogativo, magari da sottoporre al nostro amico Giacobbo, insieme ad un’altra grande questione: gli applausi di Gianni Morandi sono in grado di dare vita al celebre “effetto farfalla” e di provocare uragani dall’altra parte del mondo?

La fiera delle oscenità: autopsia della terza puntata

Fortunatamente il mio poco tempo a disposizione non mi permette di scrivere delle oscenità viste durante la terza puntata di Sanremo 2011. E meno male che era la più importante.

Questa volta gli artisti hanno fatto a gara a chi distruggeva il pezzo più storico del nostro Paese e devo dire che hanno fatto tutti la loro porca figura. Patty Pravo ha dimostrato ancora una volta tutta la sua ostinazione, ha cantato anche il suo pezzo in gara sperando nel ripescaggio, ma abbiamo subito capito che non c’erano più speranze. A un certo punto, poi, la si sente dire che si è appena tolta il gesso e allora lì non abbiamo più avuto alcun dubbio: l’hanno mummificata. Anna Oxa deve aver avuto lo stesso problema, perché alla fine non arrivava più ed entrambe non riescono più a muovere la mandibola, peché fanno poco esercizio dentro al sarcofago. E poi abbiamo dovuto assistere, impotenti, al trionfo di Albano e Anna Tatangelo, che tra un’Amanda e un Bastardo sono ritornati a lottare.

A un certo punto, poi, è salito un essere indefinito sul palco che no, non è Roberto Benigni ma doveva essere una valletta. Io ho seriamente pensato che fosse uno tra Luca e Paolo che stava facendo uno scherzo, poi ho scoperto che la realtà era ancora più cruda. E ne ho avuto ulteriore conferma quando sul palco sono saliti i Jonas Brothers ed un ragazzo rancoroso per essere nato uomo.

L’unica cosa bella di questa puntata, perdonatemi se non approfondisco a modo, è stata proprio Roberto Benigni e la sua altissima lezione sulla storia del nostro Paese. E qui non ci sono e non servono parole per commentare, ma ci terrei a sottolineare il fatto di aver visto un Masi frenetico, dalle prime poltrone dell’Ariston, intento a chiedere a La Russa di trovargli immediatamente il numero di telefono di tale Gramsci, un capellone occhialiuto che ha osato dire cose dalle quali voleva dissociarsi.

Io vi lascio con una perla del nostro Benigni: L’unica maniera per realizzare i sogni è svegliarsi! E mi raccomando, state uniti!

La Sagra della Canzone Italiana: autopsia della seconda puntata

La prima sera sono scese tenendosi per mano come due brave scolarette, per la seconda serata è stato consigliato loro di fare la pace, mancava poco che si prendessero per il mignolino cantando la canzoncina apposita, ma Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez si sono limitate alla leccatio vicendevolis: la Rodriguez introduce Belen parlandone come se fosse l’amore della sua vita (Fabrizio Corona), Elisabetta arriva felice e contenta e la dà un dolcissimo bacio d’amor. Pace fatta, in quel momento si sente un sospiro collettivo di tutti gli italiani che temevano la guerra fino all’ultima gocciolina di sangue. Eravamo proprio tutti preoccupati.

Se la prima sera avevamo lasciato perdere le varie stecche prese da ogni singolo artista spacciando l’impreparazione per emozione, al secondo giro non va per niente meglio, ma fortunatamente l’universo ci ha graziati eliminando gli acuti di Albano (erano partite svariate denunce per intere vetrate andate in frantumi) e la mortezza della Patty. Dopo essersi ricordata di non essere più sul finire dell’Ottocento, Patty Pravo ha sfoggiato un abbigliamento un po’ più moderno, ma ostinatamente non ha voluto rivelare il testo della sua canzone, facendo una concorrenza spudorata a Super Mario Bros che canta in laghée e almeno il suo perché ce l’ha. Vorrei tirare in ballo ancora una volta il soprano che canta con i La Crus, che mi fa più paura delle gemelline di Shining e Freddy Krueger messi insieme (mica roba da poco).

Bacio Belen Canalis

Per il resto, tutto identico alla sera prima, compresi i vestiti di Max Pezzali che si ostina a volere il suo secondo tempo, dimostrando un’incredibile abilità nell’essere sempre uguale a se stesso. Proprio come Franco Battiato, che si presenta al piano manco fosse Ray Charles e che dimostra di essere bravissimo con l’autoplagio. Il 1981 è stato un’ottima annata.

Tornando alle vallette, primedonne, veline o quel che vi pare, ieri sera Elisabetta Canalis era affetta da un attacco di ridarella che non finiva più. Inoltre era particolarmente entusiasta di poter sfoggiare il suo inglese, ricordiamoci che lei sta con “The American” per eccellenza, da George Clooney non avrà imparato a recitare, ma quantomeno qualche parola la dice. Male come quando era a TRL con quell’arlecchino di Carlo Pastore, ma apprezziamo comunque lo sforzo. Infatti la Canalis si è cimentata nel ruolo di interprete simultaneo con Eliza Doolittle, anche se un’interprete apposta l’avevano presa, ma voleva prendersi un po’ di scena. Dopotutto Belen sa ballare e cantare e ha il suo momento di gloria, quantomeno che la Canalis possa parlare con gli ospiti!

E a proposito di ospiti, Andy Garcia è riuscito a dimostrare come si può cadere in disgrazia in pochi secondi. Nemmeno dieci minuti di comparsata e si è rovinato una carriera di trent’anni. Elogiando Cuba e parlando dei suoi progetti e dell’amore per l’Italia, Andy Garcia ha espresso il desiderio di vedere l’isola di Cuba libera come il nostro Paese. No, dico. Italia chiama Andy: ma hai visto un po’ come stiamo messi? Questa si chiama presa per il culo bella e buona.

Sorvoliamo poi sul fatto che la Doolittle abbia fatto pubblicità alla Vodafone dimenticando però di portarsi i pantaloni o quantomeno un qualcosa che coprisse le sue piccole gambicine. Vogliamo parlare poi dei giovini?

Si sono presentati tale Serena Abrami che ha dimostrando grande equilibrio psicologico rispetto al collega Anansi, che pensava di arrivare a Sanremo e portare pace sole e ammore con un pochino di reggae, emanando la musica e la balorde parole direttamente dai suoi rasta. Altra dimostrazione di psicolabilità è stata Gabriella Ferrone, posseduta dalle vocali aperte di Meg e Giusy Ferreri al contempo… un ibrido da brivido. Pessima, per davvero. Fortuna che è stata eliminata insieme al seguace rastafari. A trionfare invece è stato il jazz swing un po’ fusion un po’ rock pop e blues di Raphael Gualazzi, gigante buono che non sa aprir bocca ma che quando suona la sua figura la fa. Senza eccedere, che a Sanremo se proprio devi andare oltre, vai dalla parte sbagliata.

Il Festival della Canzone Italiana: autopsia della prima puntata

Sì lo so, sono un po’ in ritardo. Ci ho dovuto pensare tanto prima di decidermi a scrivere di questo Festival di Sanremo 2011. Non che sia obbligata a farlo, ma dopo una puntata così traumatica ho bisogno di scrivere per sfogarmi.

Non vedevo il Festival di Sanremo da quando andavo alle elementari e solo adesso riesco ad apprezzare il fatto che l’antenna della mia tv per svariati anni non mi abbia permesso di vederlo. Perché adesso che funziona e Rai Uno si vede benissimo, da buona masochista sono caduta nella trappola ed ho guardato tutta, ma proprio tutta la puntata.

Premettiamo che questo spettacolare Festival di bello ha avuto solo due momenti: Luca e Paolo che cantanoTi sputtanerò” e la Canalis che tenta di uccidere Belen in diretta. Per il resto c’è poco (o troppo) da dire.

Le due primedonne sono entrate un po’ tardi sfoggiando bellissimi abiti, bellissimi sorrisi e pettinature che nemmeno io dopo l’influenza. Dov’è finita tutta la sofisticatezza della kermesse? Viene da chiederselo anche mentre Belen azzarda il tango argentino e poi, evidentemente in preda all’emozione, dice: “Quando sento il tango argentino mi esce fuori la testa“. Non parliamo poi di Elisabetta Canalis in versione Mia Wallace. Io spero che Quentin Tarantino la conosca e decida di scritturarla per il film più splatter della sua intera carriera: senza effetti speciali nè pomodoro al posto del sangue, in cui la Canalis interpreta il ruolo della vittima.

Oxa Tatangelo

Possiamo tranquillamente dimenticare l’insignificanza di Gianni Morandi (che pure ha fatto partire bene il festival) e potremmo fare altrettanto per tutti gli artisti ma: c’era Giusy Ferreri, stonata come un camionista ubriaco, che ha rivelato di avere il petto più piatto degli ultimi 150 anni, i fotografi stavano lì pronti ad immortalare il capezzolo in fuga per poi scoprire che erano già fuggiti da tempo. Anna Tatangelo si è presentata sul palco che sembrava Anna Oxa, cantando la sua “Bastardo” che abbiamo elogiato a tempo debito poiché era chiaro che non sarebbe passata. Fuori anche Anna Oxa, che ieri sera ha scelto lo stesso parrucchiere di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel e in quanto a capelli, Patty Pravo non sembrava da meno. Ricordava un esperimento malriuscito di tentato incrocio tra Morticia Addams e Maria Montessori. Con un pizzico di Tutankhamon. Mi chiedo si riuscirà a reggere fino all’ultima puntata. Ho seriamente temuto che morisse sul palco.

Max Pezzali ha avuto il suo secondo tempo, ma avremmo preferito che rimanesse confinato al primo, visto che non aveva nulla di buono da dirci, mentre Albano ha chiuso la già pessima serata urlando a squarciagola di Amanda, che tutti hanno pensato poi fosse un brano per Amanda Knox. Rimarrò incollata alla tv fin quando non ammetterà che la canzone parla proprio di lei. Cade in basso Roberto Vecchioni, ormai non ce la fa più nemmeno lui, ma in Italia c’è questa mania del mettere radici dappertutto, e i grandi catanonni non se ne vanno mai. E’ apparso come un ectoplasma anche Franco Battiato, ha cantato 5-6 paroline giusto per dire “io sono qui”, il pezzo non era poi così male, c’era pur sempre Tricarico. Quest’ultimo, sempre originalissimo con le sue filastrocche (alla Ned Flanders, ripeto), questa volta ha optato per una ninna nanna, magari pensando “chissà, se dormono poi applaudono e passo in automatico“. E’ successo davvero.

Come previsto, tiene bene il pezzo di Emma Marrone con i Modà. Inutile dire che sono la scopiazzatura dei Negramaro, anzi adesso che Giuliano Sangiorgi deve finire sotto i ferri sono quasi sicura di chi gli abbia portato via le corde vocali. Nonostante ciò, tutto può succedere, voi continuate a votare il nostro sondaggio sul possibile vincitore di Sanremo (in basso a sinistra), mentre io confermo che le mie previsioni di ieri erano corrette. Davide Van de Sfroos ha portato un pezzo incomprensibile, che però abbiamo capito sicuramente più di quello di Anna Oxa, che è andato a cozzare con il leit motiv della serata: la mortezza. La mortezza che ha raggiunto l’apice, oltre che con Tricarico, anche con La Crus, che hanno sfoggiato un pezzo che più retrò di così si muore (e ci è mancato poco) piazzando sul palco un soprano vestito di rosso mentre tutti si chiedevano cosa fosse e se fosse venuto in pace.

Dimenticavo Antonella Clerici, un altro dei momenti memorabili della serata: continuo a chiedermi perché si ostini ad indossare obbrobri e soprattutto perché abbia sedato la sua bambina per farla sedere sulle scale dell’Ariston raccontandole la sua storia, che quella poveretta non ha ascoltato nè capito nemmeno una parola. E vabbè che Sanremo è Sanremo, ma qualcuno pensi ai bambini!

Sanremo 2011: tra tricolore e dialetto

Siete pronti per Sanremo 2011? Come promesso, questo blog resusciterà in occasione del Festival, ma non troppo. Anche perché il Festival non è un evento da resuscitaggio, più che altro è mortale.

Questa sera finalmente scopriremo se la Canalis e la Rodriguez si sono strappate i capelli dietro le quinte e chi sa ballare meglio. Secondo voi chi è la primadonna più simpatica? Occhio a non dire valletta, potreste scoprire che dietro il bel visetto di Elisabetta Canalis si nasconde Vanna Marchi, o Ursula che dir si voglia; tanto, sempre con le alghe hanno a che fare.

Anche se a voi sembra cosa da poco, realizzare le autopsie canore non è un lavoro così facile come sembra, soprattutto sotto Sanremo, che i testi si spintonano di fronte all’ambulatorio. Io ho deciso di privilegiare solo i pezzi più significativi, che possano essere utili ai fini della mia ricerca, ma devo ammettere che in un Paese confuso come l’Italia, anche i testi (da tempo) hanno perso il loro perchè.

Vogliamo parlare del particolare significato del Festival di quest’anno?

Fantasia dell'asciugamano utilizzato da Emanuele Filiberto per asciugarsi il sudore durante il Festival di Sanremo 2010

Non c’è. Però c’è la scusa della festicciola dell’Unità d’Italia. Già l’anno scorso Pupo, Emanuele Filiberto e l’altro tizio dichiaravano il loro amore per l’Italia, e quest’anno arriva pronto Tricarico con un testo che come al solito sembra scritto da un bambino dell’asilo o da Ned Flanders, ma che si chiama “3 colori”. Roba che proprio.

Se da un lato, quindi, si parte dal tricolore, dall’altro arriva un altro tizio dal nome impronunciabile, Davide Van de Sfroos, e che fa? La canzone in dialetto. Canta Nino D’Angelo e tutti a dire che il napoletano non si capisce, questo viene e canta “Yanez” che a leggere il testo sembra aramaico, e nessuno dice niente. E se qualcuno dice, lui che risponde?E’ un brano dedicato al padre, ma che ha già dato vita a un certo istinto patriottico in tutto il comasco. L’unità d’Italia scordatevela, ideologicamente, storicamente, utopisticamente, —-mente, qui se il brano accenna ad avere un minimo di successo, ve lo assicuro io, ci scappa la secessione.

Anna Tatangelo e gli insulti canori per Sanremo 2011

Visto che lo hanno già fatto i miei amicici di Melodicamente, non vedo perché non possa farlo anche io. Era da mesi che aspettavo questo momento e finalmente il nuovo testo di Anna Tatangelo è arrivato. La cosa che più mi fa lacrimare gli occhi, è che Anna non riesce mai a deludermi.

A Sanremo 2011, dal palco che l’ha lanciata nel mondo della musica e che deve agli italiani un risarcimento danni morali inestimabile, Anna Tatangelo canterà “Bastardo“. Sorge spontanea una domanda: a chi si starà rivolgendo? Forse il suo amico gay dell’altra canzone mentre dormiva con lei ha allungato troppo le mani? Forse Gigi ha commesso errori irrimediabili? Non lo sappiamo, forse la Tatangelo ce lo spiegherà direttamente, ma passiamo alle parti salienti di questo sublime testo.

C’è una ragione di più
l’hai detto, ma che bravo
ma questa parte di te
davvero la ignoravo
<———- non sarà mica la parte etero dell’amico gay?

Non me l’aspettavo davvero
è come bere il più potente veleno
è amaro
non recuperare ti prego
tanto più parli e ancora meno ti credo
peccato
lascia al silenzio la sua verità
<——— Avvolte il silenzio vale più di mille parole. La Tatangelo dispensa buoni consigli ma continua a dare il cattivo esempio!

Aspetta

Voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo
voglio affrontarti senza fare un lamento
voglio bruciarti con il fuoco che ho dentro
per poi vederti cenere
Bastardo
<———- La Tatangelo esprime una rabbia tangibile e soprattutto udibile, però soffre di vigliaccheria, perché si augura che il bastardo in questione muoia mentre lei spiega le sue ragioni, non lascia spazio al contraddittorio.

Far soffiare su di te il vento
io spezzata in due dal dolore
mentre ti amavo tu facevi l’amore
per gioco
<——— Questa è davvero da bastardi, bastardo.
lasciami sognare la vita
l’hai detto tu quando è finita è finita
io vado
<——– Nonostante la giovane età, la Tatangelo è stata influenzata dal tragico neomelodismo napoletano del nuovo millennio, ma decide di abbandonare la partita sperando, come Cesare Cremonini, in un giorno migliore.

Chissà se un giorno poi mi passerà
la rabbia che porto nel cuore
voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo
<——– Dalle pulsioni omicide della Tatangelo questa storia sembra destinata a non passare mai. E’ fortemente consigliato un aumento della sorveglianza dietro le quinte di Sanremo 2011.

vedere gli occhi tuoi in un mare profondo
farti affogare nei singhiozzi del pianto
e spingerti sempre più giù
<——- In realtà la Tatangelo ha la mente offuscata dai suoi deliri da aspirante assassina. Vorrebbe vedere il soggetto della canzone annegare in mare e non si rende conto che una volta annegato in mare (perché se annegano gli occhi, a meno che non glieli abbia staccati, annega anche tutto il resto) non può annegare ulteriormente nel pianto.
Bastardo
ma purtroppo tocca a me
soffrire, gridare, morire
<—— … cantare. A noi tocca stare a sentire.
tu
hai preso senza dare mai
noi
la cosa che non vuoi
maledetto sporco amore
<——— Le parole della Tatangelo si fanno sempre più truci, potrebbe scattare la censura!

Voglio dirti quello che sento
farti morire nello stesso momento
Bastardo

e poi vederti cenere
Bastardo
ma purtroppo tocca a me
soffrire, gridare, ti amo bastardo
<——- Nel caso in cui il concetto non fosse chiaro.

Anna Tatangelo ha visto un bastardo

Il problema dell’amore a Sanremo: vogliamo Fabri Fibra!

Dopo un lungo letargo, per Autopsiecanore.com è arrivata una primavera precoce. La musica chiama, l’Italia presto dovrà vedersela con il Festival di Sanremo e con i problemi che ne derivano: Gianni Morandi avrà il tempo di andare a correre? Sarà vestita meglio Belen Rodriguez o Elisabetta Canalis? George Clooney sarà invidioso di Fabrizio Corona e si farà tanti tatuaggi? I fiori sul palco saranno veri o saranno finti? Cosa ci fa Cecilia Rodriguez dietro le quinte dell’Ariston?

Son cose, miei cari italiani. Sanremo è una tradizione del nostro simpatico Paese, ed in quanto tradizione ha un piccolo problema: è troppo tradizionale.

Nella tradizione, poi, si sta instaurando un’altra tradizione: far vincere gli ex concorrenti di “Amici“, anche se Maria De Filippi non vuole responsabilità. Difatti non è colpa sua se gli italiani sono un branco di idioti.

Nella tradizione di Sanremo è obbligatoria la canzoncina sdolcinata, che se avesse partecipato Valeria Rossi con “Sole, cuore, amore” avrebbe vinto per tre anni consecutivi. Da “Trottolino amoroso” a “Far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi”  e “Ma l’amore no“, su questo palco c’è troppo polline e c’è troppo amore.

Vogliamo mostrare il lato dell’Italia che odia? Perché non c’è Fabri Fibra sul palco dell’Ariston? Vogliamo Fabri Fibra! Per riscattarlo da cotanta ingiustizia, mi prenderò la briga di mandare sotto i ferri ogni testo meritevole, iniziate a tremare!

Fabri Fibra si odia come l’amore

E non dimenticate di votare il nostro sondaggino sui vincitori del Festival!

Chi vincerà Sanremo 2011?

  • Emma Marrone e i Modà (46%, 6 Votes)
  • I Modà ed Emma Marrone (23%, 3 Votes)
  • Marrone – Modà (15%, 2 Votes)
  • Modà – Marrone (8%, 1 Votes)
  • Modà – Emma Marrone (8%, 1 Votes)

Total Voters: 13